Il Seicento: Crisi e Nuovi Equilibri
Ti sembrerà strano, ma il Seicento iniziò nel peggiore dei modi possibili. La Guerra dei Trent'anni devastò l'Europa, seguita da carestie terribili e dalla peste che colpì soprattutto il Nord. La popolazione europea rimase stabile, ma nelle aree del Mediterraneo e del centro Europa diminuì drasticamente.
Dal punto di vista economico, questo secolo segnò una svolta epocale: i paesi del Mediterraneo persero il loro dominio commerciale a favore delle potenze atlantiche. L'Olanda raggiunse il suo massimo splendore controllando i commerci del Mar Baltico, e Amsterdam divenne il centro commerciale più importante del mondo. Solo l'Inghilterra riuscì a competere, vietando alle navi straniere di commerciare con le sue colonie.
Ricorda: L'Europa fu colpita da varie crisi, però la situazione non era uguale in tutte le aree!
Il colonialismo cambiò completamente strategia. Se nel Cinquecento la Spagna si limitava a saccheggiare le colonie, ora Olanda, Francia e Inghilterra iniziarono uno sfruttamento sistematico. Gli olandesi crearono la famosa Compagnia delle Indie Orientali nel 1602 e fondarono Nuova Amsterdam (poi New York). Gli inglesi puntarono sulle colonie di popolamento come la Virginia e il Massachusetts. I francesi si stabilirono in Canada fondando Québec nel 1608.
Il lato più oscuro di questa espansione fu la tratta degli schiavi. I mercanti europei trasportarono circa 12 milioni di africani in America seguendo una rotta triangolare: dall'Europa portavano stoffe e vetri colorati in Africa, dall'Africa schiavi in America, e dall'America cotone e altri prodotti in Europa.



