Crisi della Repubblica di Roma
Immagina Roma come una macchina perfetta che improvvisamente inizia a fare strani rumori - dalla metà del II secolo a.C. tutto cambia! I contadini diventano sempre più poveri mentre cresce il numero di schiavi, creando un problema enorme per la società romana.
La nobilitas si spacca in due gruppi che vogliono la stessa cosa (mantenere il potere) ma con metodi diversi. I popolari pensano di fare qualche concessione al popolo, mentre gli ottimati non vogliono cambiare nulla - sono i conservatori dell'epoca.
Nel 133 a.C. Tiberio Gracco diventa tribuno della plebe e prova a risolvere tutto con una riforma agraria. Vuole limitare i latifondi a massimo 1000 iugeri e redistribuire il resto ai contadini in lotti di 30 iugeri. Peccato che i lotti siano inalienabili (non si possono vendere) per evitare che tornino ai latifondisti.
💡 Curiosità: Un iugero corrispondeva a circa 2500 metri quadrati - immagina quanta terra possedevano i ricchi!
La riforma fallisce perché l'aristocrazia usa il diritto di veto. Tiberio si ricandida per avere più tempo, ma questo fa paura a tutti - viene ucciso perché sembra voler instaurare un potere personale.










