La Spagna di Filippo II: Grandezza e Declino
Quando Filippo II ereditò il trono nel 1556, la Spagna sembrava invincibile. Ma questo re, chiuso nel suo palazzo dell'Escorial a Madrid, trasformò quello che doveva essere un impero glorioso in una macchina da guerra costosa e inefficiente.
La sua ossessione religiosa lo portò a perseguitare marranos (ebrei convertiti) e moriscos (musulmani convertiti) con il principio della limpieza de sangre. Risultato? Cacciò via proprio chi faceva girare l'economia spagnola! Commercianti e banchieri fuggirono verso i Paesi Bassi e l'Inghilterra, portandosi dietro capitali e competenze.
I costi delle guerre continue e il mantenimento della corte mandarono la Spagna in bancarotta già nel 1557. I metalli preziosi americani non bastavano più, e Filippo dovette indebitarsi con i banchieri genovesi. Una spirale di debiti che non si fermò mai.
Curiosità: Filippo II controllava i suoi domini attraverso otto consigli dipartimentali, ma le Cortes locali potevano ancora dire no alle sue tasse. Un re assoluto? Non proprio!







