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2RIV INDUSTR Prima Guerra Mondiale E RIV RUSSA

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LA PRIMA GUERRA MONDIALE 2a RIVOLUZIONE INDUSTRIALE INCREMENTO DEMOGRAFICO in EU e USA Alla fine del XIX secolo ci fu in aumento demografico che portò ad un raddoppio degli europei da circa 200 milioni dell'800 ai 430 milioni del 900. Inoltre, questo loro aumento, portò molti europei ad emigrare nelle Americhe, incrementando la popolazione, da 30 milioni a 160 milioni del 900(particolare il Nord America che passò da 7 a 80 milioni). A questa crescita rilevante "del mondo dell'uomo bianco "corrispondeva il declino dell'Asia e soprattutto dell'Africa. Ci fu anche un incremento della popolazione nelle città europee: c'erano 17 città con 100.000 abitanti e nel 1893 erano diventate 103. CARATTERI 2ª RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Oltre a popolazione anche la ricchezza inizio ad aumentare nel mondo europeo e americano. Nel corso del 900 II PIL-PRO capite si era triplicato rispetto agli altri paesi e sarebbe cresciuto ancora di più. L'Europa rappresentava il dominio predominante in questo periodo perché è il continente più ricco, più potente, più sviluppato e DETERMINARE QUESTA SUA CRESCITA FURONO FATTORI COME: • LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA che portò al di nuove importanti invenzioni, utili per la collettività, come: il telefono (1876), la lampadina (1879), la telegrafia senza fili, la bicicletta, l'automobile, l'aeroplano, la radio, il cinema, l'industria pubbli- citaria. LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: Con il termine "rivoluzione" si intende un fenomeno che ha segnato una netta discontinuità con le età precedenti,in quanto a partire dagli...

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elementi(tecno- logia del vapore, fonti energetiche come : carbone, elettricità e petrolio) caratterizzanti della prima rivolu- zione industriale riuscì a realizzare nuove tecnolo- gie come: IL MOTORE A SCOPPIO, ovvero un motore piccolo, leggero e potente,che utilizza come carburante la benzina, e che andò a sosti- tuirsi alle macchine a vapore. Inoltre, questo venne utilizzato per la produzione delle prime automobili, aerei e altre invenzioni .1 Nello stesso periodo, nacque una NUOVA INDUSTRIA CHIMICA fondata sulla ricerca scientifica e vennero utilizzati macchinari costruiti in acciaio. L'ACCIAIO divenne il metallo più' utilizzato per la costruzione di macchine e navi. Gli elementi caratterizzanti della seconda rivoluzione industriale furono pertanto: nuove energie (l'elettricità e il petrolio), nuove invenzioni (motore a scoppio) e nuovi settori produttivi (l'industria chimica e produzione dell'acciaio) LA FABBRICA La fabbrica fu la base della seconda rivoluzione industriale, infatti la macchina a vapore che aveva fino ad allora fornito l'energia agli utensili con cui l'operaio costruiva i pezzi, venne sostituita da macchinari molto più' precisi, perfezionati e che utilizzavano motori elettrici con cui erano in grado di produrre parti meccaniche identiche una all'altra e in grado di compiere operazioni più ampie In modo tale da rendere inutili le capacità degli operai di mestiere IL TAYLORISMO A partire dal 1893, nelle grandi fabbriche, venne introdotto un nuovo sistema di organizzazione del lavoro, denominato Taylorismo dal nome del suo inventore "Frederick W Taylor". Secondo Taylor, le lavorazioni di un prodotto dovevano essere suddivise in tante fasi, ognuna da svolgersi nel tempo fissato dalla direzione aziendale e in quel dato tempo, ogni operaio doveva eseguire solo i compiti relativi alla fase di lavorazione assegnata: sempre gli stessi e sempre regolati secondo la velocità delle macchine. LA FABBRICA FORDISTA Il principio del taylorismo fu applicato alla catena di montaggio, introdotta da Henry Ford per produrre automobili. Nel 1907 dalla catena di montaggio uscì la prima vettura (MODELLO FORD T) prodotta su larga scala, che cominciò a diventare un bene via via accessibili a più' persone. Era nato un nuovo modo di produrre, ovvero la produzione di massa in grado di fornire su vasta scala prodotti standardizzati, con caratteristiche sempre identiche e facilmente riconoscibili. I CONSUMI DI MASSA E CAPITALISMO La produzione di massa permise al mercato di offrire i consumi di massa. In Europa e negli Stati Uniti, l'aumento della popolazione, l'urbanizzazione e la crescita dei salari permisero al mercato di ampliarsi su vasta scala, ovvero un mercato in grado di offrire molto più' di semplici beni elementari di sussistenza come: vestiti e alimenti. I ceti più ricchi potevano accedere anche al consumo di beni durevoli come: biciclette, macchine per scrivere e cucire, cucine a gas, automobili ed elettrodomestici. In contemporanei cominciarono ad affermarsi le catene commerciali e i grandi magazzini. La produzione di massa e i nuovi consumi provocarono significativi cambiamenti nella struttura e nella concreta attività dell'impresa capitalistica: 1. La produzione industriale dovendo soddisfare esi- genze di un mercato con ampie dimensioni, fu affidato a fabbriche e aziende sempre più grandi quelle che co- minciarono ad assorbire quelle più deboli all'interno di vaste concentrazioni industriali (TRUST); 2. Le imprese che operano nello stesso ramo pro- duttivo strinsero accordi (I CARTELLI) per eliminare gli effetti negativi della concorrenza, stabilendo i prezzi delle Merci o spartendosi quote di mercato. I 3. Le industrie maggiori, vennero denominate MONO- POLIO, in quanto detenevano il controllo esclusivo su interi settori produttivi. IL NUOVO COLONIALISMO LA SPARTIZIONE DELL'AFRICA E DELL'ASIA {NUOVE POTENZE COLONIALI} In seguito alla seconda rivoluzione industriale ci fu un CAMBIAMENTO RADICALE DEL SISTEMA INTERNAZIONALE: agli stati dirigenti della prima rivoluzione industriale (GRAN BRETAGNA, GERMANIA, STATI UNITI, FRANCIA, BELGIO, SVIZZERA) si aggiunsero nuove potenze economiche (PAESI SCANDINAVI, ITALIA, GIAPPONE, RUSSIA, OLANDA, UNGHERIA) che insieme controllavano 80% del mercato mondiale. Con la sola eccezione del Giappone, erano gli stati dell'Occidente euro-americano a dominare il mondo. L'ESPANSIONE COLONIALE Tra 1870-1900, questi Stati, grazie alla sua supremazia militare e risorse scientifiche e tecnologiche, conquistarono vasti territori in Asia e in Africa: l'Olanda prese piena occupazione dell'Indonesia; il Portogallo si estese sull'intera Angola e Mozambico; ● L'Inghilterra si impadronì dell'Egitto, del Sud, del Ke- nya, della Rhodesia, del Sudafrica e della Nigeria. la Francia occupò quasi tutta l'Africa occidentale e l'i- sola di Madagascar, mentre in Asia, dominava su tutta la Penisola Indocinese; ● ● ● ● ● Il Belgio si impadronì del Congo; la Germania conquistò il Camerun e la Tanganica; La Russia si estese sui Domini dell'Asia centrale. L'Italia occupò l'Eritrea, la Somalia e la Libia; il Giappone si estese conquistando la Cina settentrio- nale e la Corea. Nel 1914, le potenze coloniali sfioravano complessivamente 30 milioni di km quadrati di superficie. L'IMPERIALISMO Nel 1876 la regina Vittoria si proclamò "IMPERATRICE DELLE INDIE", cioè non soltanto dell'India, ma di tutto il dominio coloniale britannico. Da questo evento ne derivò un'iniziativa di colonialismo presa direttamente dagli Stati Uniti, che si sostituirono alle compagnie di sfruttamento (le compagnie delle Indie inglesi, francesi, olandesi) e ai privati, determinando la totale annessione giuridica e amministrativa dei territori dominati. Al posto dei mercanti e alle agenzie commerciali subentrano delle istituzioni statali (gli eserciti, le marine militari, i funzionari ministeriali, la burocrazia amministrativa); insieme alle quali arrivarono ondate di coloni bianchi che si insediarono stabilmente nei territori occupati. Alla conquista e al dominio politico si aggiunsero sfruttamento economico sistematico e capillare con un flusso continuo di materie prime (dal rame allo stagno, dal caccia al caffè) che fu convogliato dalle miniere e dalle piantagioni dei paesi coloniali verso le fabbriche europee, alimentando così la spinta alla produzione di massa innescata della seconda rivoluzione industriale. Da questo punto di vista imperialismo apparve come l'avvio del processo di creazione di un'unica economia globale, man mano che si estendeva agli angoli più remoti del mondo at- traverso la rete sempre più fitta di operazioni economiche, co- municazioni e movimenti di merci, denaro e persona che colle- gava i paesi sviluppati gli uni con gli altri e con il mondo sotto- messo GUERRE ASIMMETRICHE E GUERRE SIMMETRICHE Le guerre coloniali si possono definire "guerre asimmetriche" in quanto c'era netta sproporzione tra gli schieramenti contrapposti sia per la qualità dei mezzi bellici a disposizione sia per il numero dei morti. Sono alcuni Esempi: 1. Nel Sudan (1898), quando gli islamici dervisci sfidarono gli inglesi in campo aperto, a Omdurman, ma vennero stermi- nati facilmente dai cannoni, fucili a ripe- tizione e proiettili dum-dum degli in- glesi. 2. Nella Namibia (1904), dove la rivolta della popolazione locale, l'herero, andò a con- cludersi con un vero e proprio genocidio per mano dei tedeschi: non vennero fatti prigionieri tra i combattenti e le donne e bambini furono trasferiti e abbandonati nel deserto. Sono due casi di scontri che si svolsero su uno stesso piano di parità configurandosi come GUERRE SIMMETRICHE: 1. 2. In Sudafrica (1899) dove scoppiò la guerra tra boeri e inglesi, che si concluse con la sconfitta dei Boeri e con la pace di Pretoria i territori dell'Orange e del Tran- svaal (ricchi di giacimenti di oro e dia- mante) furono annessi agli altri possedi- menti inglesi della Regione, nell'Unione Sudafricana, posta sotto la sovranità bri- tannica. Inoltre, si avviò una politica d'in- tegrazione tra gli inglesi e boeri, a danno della maggioranza nera e asiatica popolazione. Tra il 1904-1905 si svolse un conflitto tra Giappone e Russia a causa delle Mire espansionistiche sulla Manciuria e sulla Corea. I Giapponesi otterranno due vittorie una Mukden e una a Tsushima, distrug- gendo il mito dell'invincibilità dell'uomo bianco. TENSIONI E RIVALITÀ' MINORI Ci furono anche conflitti minori come quello tra Stati Uniti e Spagna la quale fu sconfitta costretta a ritirarsi nella sua ex colonia di Cuba e cedere le Filippine agli Americani. A partire dallo scontro tra Russia e Giappone, iniziò ad essere chiara l'immagine di uno scontro delle grandi potenze imperialistiche tra di loro. Imperialismo era diventata una necessità economica, destinata ad alimentare una politica fondata sulla forza militare e competizione per il dominio del mondo, ovvero una delle possibili cause scatenanti della Prima Guerra Mondiale. VERSO LA SOCIETÁ DI MASSA SVILUPPO, CRISI ED EMIGRAZIONE Il modello d'organizzazione Occidentale (dei paesi protagonisti dell'imperialismo) presentava le seguenti caratteristiche: • UN TERRITORIO OMOGENEO, racchiuso da confini riconoscibili; • UNA SOVRANITÀ ACCETTATA da tutti gli altri paesi; • UNA DIMENSIONE ABBASTANZA VASTA da per- mettere uno sviluppo economico autonomo; • UN SISTEMA POLITICO ISPIRATO AI PRINCIPI DEL LIBERALISMO, con un'unica costituzione e norme giuridiche valide per tutti i cittadini. Questo modello organizzativo era il più adatto a promuovere lo sviluppo del capitalismo industriale. La crescita del capitalismo procedeva attraverso grandi balzi in avanti, seguiti da crisi rovinose causate dallo squilibrio tra l'offerta e la domanda dei beni del mercato: ● quando l'offerta superava la domanda si verificava una crisi sovrapposizione a causa della quale gran parte dei prodotti resta invenduta e pertanto le aziende costrette erano costrette a ridurre la propria produzione, licenziare operai e infine cessare l'atti- vità. Con la seconda rivoluzione industriale si susseguirono varie crisi economiche e tra queste la più grande fu quella della GRANDE DEPRESSIONE (1873), dove alle difficoltà del settore industriale, si aggiunsero gli effetti della crisi sull'agricoltura europea. Grazie ai bassi costi consentiti da un'elevata produzione e dello sviluppo dei trasporti, il grano proveniente da grandi paesi cerealicoli extraeuropei (Argentina, Australia e Usa) ci fu un eccesso di offerta che provocò un catastrofico ribasso dei prezzi. A risentirne furono i Paesi con un'economia prevalentemente agricola e l'unica scelta possibile era quella di emigrare. Tra il 1880-1914 ondate migratorie passarono dai paesi dell'Europa (I BALCANI, L'ITALIA MERIDIONALE, L'EUROPA ORIENTALE) verso paesi come Usa. IL PROTEZIONISMO: Per fronteggiare gli effetti della crisi del mio 1873, molti stati, tra cui la Germania e l'Italia, adottarono una POLITICA PROTEZIONISTA, cui intendevano proteggere la produzione nazionale dalla concorrenza estera, attraverso l'introduzione di elevati dazi doganali che, facendo aumentare i prezzi delle merci straniere, ne rendevano poco conveniente l'acquisto. Con questa scelta politica, lo Stato partecipa indirettamente all'esito dell'economia, con lo scopo di osservare i benefici derivanti dalla collettività e non solo ai proprietari delle imprese. Fu così che per alcune Industrie e per alcune attività di servizio pubblico (trasporti, comunicazioni), si iniziarono esperimenti gestione diretta da parte lo stato. Il protezionismo assegnò allo stato un ruolo crescente nel governo dell'economia. LA POLITICA DIVENTA DI MASSA i modello organizzativo dello Stato liberale era direttamente legate al rapporto stabilito tra le istituzioni e la società civile, ovvero tra governanti e governati. Nell'800 questo rapporto si fondava sull' esclusione dal diritto di voto e di eleggibilità della maggioranza dei cittadini maschi e della totalità della popolazione femminile, ma affidandosi ad una élite politica-aristocratico-borghese, selezionata del censo e dal livello di istruzioni necessari per votare. Le assemblee Parlamentari rappresentano esclusivamente gli strati sociali più' ricchi e privilegiati. Quindi un gruppo ristretto di cittadini. In seguito alla seconda rivoluzione industriale, vennero delineati gli elementi per delineare quello che poi si sarebbe definito "il secolo delle masse". Dopo il 1870 la democratizzazione della vita politica era inevitabile e che portò milioni di produttori a diventare elettori: si parla di massificazione della politica. PARTITI E PARTECIPAZIONI Negli anni successivi nuove leggi elettorali, finalizzati ad ampliare il diritto di voto, furono introdotte nei principali paesi europei: In Inghilterra, nel 1883, i cittadini con i requisiti per poter votare passarono dal 8 al 29% degli uomini con più di vent'anni. L'allargamento del Suffragio portò a da un lato alla formazione di partiti di massa e dall'altro la lotta delle donne per conquistare anche essere il diritto di voto. LA NASCITA' DEI PARTITI DI MASSA Con la moltiplicazione degli elettori, aumentano anche coloro che esprimono il proprio voto. Nacquero i partiti politici di massa, la cui organizzazione si estendeva all'interno del territorio nazionale, con sezioni locale distribuite in varie città ed era un portatore di un'unica ideologia (socialismo, democrazia eccetera), di un progetto generale per il governo della società, di un programma politico esplicito e facile da riconoscere. Essi rappresentano una rottura rispetto alle vecchie formule organizzative, ovvero I PARTITI NOTABILI, fondati sulla rappresentanza di interessi particolari, di piccoli gruppi locali, senza strutture stabili, con un'iniziativa politica che diventava visibile solo al momento dell'elezione, quelli per i quali si votava il singolo candidato e aspettandosi poi favori in cambio del voto. Dai processi di allargamento del suffragio elettorale furono protagonisti anche donne del Movimento suffragista, impegnate nella lotta per la concessione diritto di voto. Le iniziative promosse da loro movimento in Inghilterra (guidato dalle inglesi Emmeline, Christabel e Sylvia Pankhurst) e negli Usa (guidato da Anna Howard e Carrie Chapman) portarono una gloriosa vittoria negli anni dopo la Prima Guerra Mondiale: ● nel 1918 la Gran Bretagna concesse il diritto di voto alle donne sposate di età superiore a 30 anni; Gli Stati Uniti presero provvedimento analogo a quello inglese nel 1920. ● In Francia e in Italia per suffragio esteso a tutte le donne si dovette attendere il 1945-1946. DALLA NAZIONE AL NAZIONALISMO LA "COSTRUZIONE DELLA NAZIONE Con la nascita dei partiti politici di massa di estinzione diritto di voto, i ceti sociali inferiori sperimentano nuove forme di mobilitazione e di partecipazione politica, grazie alle quali superano la loro sottomissione. Di conseguenza, i governanti, dovettero creare nuovi strumenti di controllo e di integrazione al posto di quelli vecchi e non più efficaci (religione, regalità, tradizioni). Fu l'idea di nazione ad assolvere a questa funzione, in quanto, per lo Stato diventa indispensabile costruire la Nazione. Assunsero una grande importanza le istituzioni come l'esercito o la scuola ma anche le invenzioni feste e rituali collettivi in grado di sollecitare nei cittadini un senso di una comune appartenenza: inni nazionali, bandiere, le celebrazioni per ricordare eventi fondanti dei singoli Stati. NAZIONALISMO Nel 1870 il PATRIOTTISMO venne sostituito dal NAZIONALISMO, ovvero ideologia aggressiva, secondo cui l'amore per la propria patria era strettamente unita all'avversione per la parte degli altri. A determinare questo cambiamento fu la competizione imperialista che si scatenò tra le grandi potenze. Nella relazione tra gli stati e se teorizzava lo stesso tipo di concorrenza per oggi che valeva tra le imprese economiche che si affrontano sul mercato. La lotta tra le nazioni e la guerra veniva considerata come strumento di progresso, in grado di selezionare i popoli migliori DESTRA, NAZIONALISMO E ANTISEMITISMO Tra il 1880-1914 il nazionalismo ebbe un grandissimo sviluppo, e il suo contenuto ideologico- politico assunse lineamenti essenziali che divennero l'elemento fondamentale dell'IDEOLOGIA DELLA DESTRA, i quali utilizzarono i valori come la patria o della bandiera nazionale come armi da utilizzare contro i rivali politici (liberali e socialisti) o contro gli stranieri a favore di espansione aggressiva del proprio Stato. IL PROGRAMMA DEL NUOVO NAZIONALISMO ERA DI CONQUISTARE LO STRANIERO, nel caso di: espansione imperialista contro i popoli deboli e incivili, o di eliminarlo dal proprio territorio nel caso delle minoranze nazionali inglobate in imperi multietnici come: l'Impero asburgico e quello Ottomano. IL SUCCESSO DEL NAZIONALISMO Queste ideologie trovarono un consenso tra gli strati medi della società, ovvero i piccoli Borghesi (commercianti, artigiani autonomi, agricoltori.) Per loro essere definiti difensori della nazione era un modo per compensare la propria ferita sociale, darsi un'identità collettiva e un senso di appartenenza con le autorità e i ceti sociali più ricchi. ebrei.) L'ANTISEMITISMO I cambiamenti portati dallo sviluppo del capitalismo erano avvertiti dai piccoli borghesi come un ridimensionamento e del proprio prestigio sociale, determinandone una frustrazione. Successivamente si diffuse un MOVIMENTO ANTISEMITA (la paura o l'odio irrazionale verso gli L'ANTISEMITISMO si affermò: Francia dove gli ebrei erano 60000 su 40 milioni di abitanti, Germania dove gli ebrei erano 500000 65 milioni; A Vienna, dove essi rappresentavano 25%. A Budapest rappresentavano il 15% Non era tanto la regione a indicare gli ebrei o bersaglio da colpire, bensì Lo Status Sociale, ovvero l'essere Banchieri o commercianti: i settori economici in cui gli ebrei emergevano erano quelli in cui facevano concorrenza al piccolo commercio, e in cui veniva dato o rifiutato il credito agli agricoltori e artigiani:

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Un appunto così carino per la scuola 😍😍, è davvero utile!

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Gli elementi caratterizzanti della seconda rivoluzione industriale furono pertanto: nuove energie (l'elettricità e il petrolio), nuove invenzioni (motore a scoppio) e nuovi settori produttivi (l'industria chimica e produzione dell'acciaio) LA FABBRICA La fabbrica fu la base della seconda rivoluzione industriale, infatti la macchina a vapore che aveva fino ad allora fornito l'energia agli utensili con cui l'operaio costruiva i pezzi, venne sostituita da macchinari molto più' precisi, perfezionati e che utilizzavano motori elettrici con cui erano in grado di produrre parti meccaniche identiche una all'altra e in grado di compiere operazioni più ampie In modo tale da rendere inutili le capacità degli operai di mestiere IL TAYLORISMO A partire dal 1893, nelle grandi fabbriche, venne introdotto un nuovo sistema di organizzazione del lavoro, denominato Taylorismo dal nome del suo inventore "Frederick W Taylor". Secondo Taylor, le lavorazioni di un prodotto dovevano essere suddivise in tante fasi, ognuna da svolgersi nel tempo fissato dalla direzione aziendale e in quel dato tempo, ogni operaio doveva eseguire solo i compiti relativi alla fase di lavorazione assegnata: sempre gli stessi e sempre regolati secondo la velocità delle macchine. LA FABBRICA FORDISTA Il principio del taylorismo fu applicato alla catena di montaggio, introdotta da Henry Ford per produrre automobili. Nel 1907 dalla catena di montaggio uscì la prima vettura (MODELLO FORD T) prodotta su larga scala, che cominciò a diventare un bene via via accessibili a più' persone. Era nato un nuovo modo di produrre, ovvero la produzione di massa in grado di fornire su vasta scala prodotti standardizzati, con caratteristiche sempre identiche e facilmente riconoscibili. I CONSUMI DI MASSA E CAPITALISMO La produzione di massa permise al mercato di offrire i consumi di massa. In Europa e negli Stati Uniti, l'aumento della popolazione, l'urbanizzazione e la crescita dei salari permisero al mercato di ampliarsi su vasta scala, ovvero un mercato in grado di offrire molto più' di semplici beni elementari di sussistenza come: vestiti e alimenti. I ceti più ricchi potevano accedere anche al consumo di beni durevoli come: biciclette, macchine per scrivere e cucire, cucine a gas, automobili ed elettrodomestici. In contemporanei cominciarono ad affermarsi le catene commerciali e i grandi magazzini. La produzione di massa e i nuovi consumi provocarono significativi cambiamenti nella struttura e nella concreta attività dell'impresa capitalistica: 1. La produzione industriale dovendo soddisfare esi- genze di un mercato con ampie dimensioni, fu affidato a fabbriche e aziende sempre più grandi quelle che co- minciarono ad assorbire quelle più deboli all'interno di vaste concentrazioni industriali (TRUST); 2. 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L'ESPANSIONE COLONIALE Tra 1870-1900, questi Stati, grazie alla sua supremazia militare e risorse scientifiche e tecnologiche, conquistarono vasti territori in Asia e in Africa: l'Olanda prese piena occupazione dell'Indonesia; il Portogallo si estese sull'intera Angola e Mozambico; ● L'Inghilterra si impadronì dell'Egitto, del Sud, del Ke- nya, della Rhodesia, del Sudafrica e della Nigeria. la Francia occupò quasi tutta l'Africa occidentale e l'i- sola di Madagascar, mentre in Asia, dominava su tutta la Penisola Indocinese; ● ● ● ● ● Il Belgio si impadronì del Congo; la Germania conquistò il Camerun e la Tanganica; La Russia si estese sui Domini dell'Asia centrale. L'Italia occupò l'Eritrea, la Somalia e la Libia; il Giappone si estese conquistando la Cina settentrio- nale e la Corea. Nel 1914, le potenze coloniali sfioravano complessivamente 30 milioni di km quadrati di superficie. L'IMPERIALISMO Nel 1876 la regina Vittoria si proclamò "IMPERATRICE DELLE INDIE", cioè non soltanto dell'India, ma di tutto il dominio coloniale britannico. Da questo evento ne derivò un'iniziativa di colonialismo presa direttamente dagli Stati Uniti, che si sostituirono alle compagnie di sfruttamento (le compagnie delle Indie inglesi, francesi, olandesi) e ai privati, determinando la totale annessione giuridica e amministrativa dei territori dominati. Al posto dei mercanti e alle agenzie commerciali subentrano delle istituzioni statali (gli eserciti, le marine militari, i funzionari ministeriali, la burocrazia amministrativa); insieme alle quali arrivarono ondate di coloni bianchi che si insediarono stabilmente nei territori occupati. Alla conquista e al dominio politico si aggiunsero sfruttamento economico sistematico e capillare con un flusso continuo di materie prime (dal rame allo stagno, dal caccia al caffè) che fu convogliato dalle miniere e dalle piantagioni dei paesi coloniali verso le fabbriche europee, alimentando così la spinta alla produzione di massa innescata della seconda rivoluzione industriale. Da questo punto di vista imperialismo apparve come l'avvio del processo di creazione di un'unica economia globale, man mano che si estendeva agli angoli più remoti del mondo at- traverso la rete sempre più fitta di operazioni economiche, co- municazioni e movimenti di merci, denaro e persona che colle- gava i paesi sviluppati gli uni con gli altri e con il mondo sotto- messo GUERRE ASIMMETRICHE E GUERRE SIMMETRICHE Le guerre coloniali si possono definire "guerre asimmetriche" in quanto c'era netta sproporzione tra gli schieramenti contrapposti sia per la qualità dei mezzi bellici a disposizione sia per il numero dei morti. Sono alcuni Esempi: 1. Nel Sudan (1898), quando gli islamici dervisci sfidarono gli inglesi in campo aperto, a Omdurman, ma vennero stermi- nati facilmente dai cannoni, fucili a ripe- tizione e proiettili dum-dum degli in- glesi. 2. Nella Namibia (1904), dove la rivolta della popolazione locale, l'herero, andò a con- cludersi con un vero e proprio genocidio per mano dei tedeschi: non vennero fatti prigionieri tra i combattenti e le donne e bambini furono trasferiti e abbandonati nel deserto. Sono due casi di scontri che si svolsero su uno stesso piano di parità configurandosi come GUERRE SIMMETRICHE: 1. 2. In Sudafrica (1899) dove scoppiò la guerra tra boeri e inglesi, che si concluse con la sconfitta dei Boeri e con la pace di Pretoria i territori dell'Orange e del Tran- svaal (ricchi di giacimenti di oro e dia- mante) furono annessi agli altri possedi- menti inglesi della Regione, nell'Unione Sudafricana, posta sotto la sovranità bri- tannica. Inoltre, si avviò una politica d'in- tegrazione tra gli inglesi e boeri, a danno della maggioranza nera e asiatica popolazione. Tra il 1904-1905 si svolse un conflitto tra Giappone e Russia a causa delle Mire espansionistiche sulla Manciuria e sulla Corea. I Giapponesi otterranno due vittorie una Mukden e una a Tsushima, distrug- gendo il mito dell'invincibilità dell'uomo bianco. TENSIONI E RIVALITÀ' MINORI Ci furono anche conflitti minori come quello tra Stati Uniti e Spagna la quale fu sconfitta costretta a ritirarsi nella sua ex colonia di Cuba e cedere le Filippine agli Americani. A partire dallo scontro tra Russia e Giappone, iniziò ad essere chiara l'immagine di uno scontro delle grandi potenze imperialistiche tra di loro. Imperialismo era diventata una necessità economica, destinata ad alimentare una politica fondata sulla forza militare e competizione per il dominio del mondo, ovvero una delle possibili cause scatenanti della Prima Guerra Mondiale. VERSO LA SOCIETÁ DI MASSA SVILUPPO, CRISI ED EMIGRAZIONE Il modello d'organizzazione Occidentale (dei paesi protagonisti dell'imperialismo) presentava le seguenti caratteristiche: • UN TERRITORIO OMOGENEO, racchiuso da confini riconoscibili; • UNA SOVRANITÀ ACCETTATA da tutti gli altri paesi; • UNA DIMENSIONE ABBASTANZA VASTA da per- mettere uno sviluppo economico autonomo; • UN SISTEMA POLITICO ISPIRATO AI PRINCIPI DEL LIBERALISMO, con un'unica costituzione e norme giuridiche valide per tutti i cittadini. Questo modello organizzativo era il più adatto a promuovere lo sviluppo del capitalismo industriale. La crescita del capitalismo procedeva attraverso grandi balzi in avanti, seguiti da crisi rovinose causate dallo squilibrio tra l'offerta e la domanda dei beni del mercato: ● quando l'offerta superava la domanda si verificava una crisi sovrapposizione a causa della quale gran parte dei prodotti resta invenduta e pertanto le aziende costrette erano costrette a ridurre la propria produzione, licenziare operai e infine cessare l'atti- vità. Con la seconda rivoluzione industriale si susseguirono varie crisi economiche e tra queste la più grande fu quella della GRANDE DEPRESSIONE (1873), dove alle difficoltà del settore industriale, si aggiunsero gli effetti della crisi sull'agricoltura europea. Grazie ai bassi costi consentiti da un'elevata produzione e dello sviluppo dei trasporti, il grano proveniente da grandi paesi cerealicoli extraeuropei (Argentina, Australia e Usa) ci fu un eccesso di offerta che provocò un catastrofico ribasso dei prezzi. A risentirne furono i Paesi con un'economia prevalentemente agricola e l'unica scelta possibile era quella di emigrare. Tra il 1880-1914 ondate migratorie passarono dai paesi dell'Europa (I BALCANI, L'ITALIA MERIDIONALE, L'EUROPA ORIENTALE) verso paesi come Usa. IL PROTEZIONISMO: Per fronteggiare gli effetti della crisi del mio 1873, molti stati, tra cui la Germania e l'Italia, adottarono una POLITICA PROTEZIONISTA, cui intendevano proteggere la produzione nazionale dalla concorrenza estera, attraverso l'introduzione di elevati dazi doganali che, facendo aumentare i prezzi delle merci straniere, ne rendevano poco conveniente l'acquisto. Con questa scelta politica, lo Stato partecipa indirettamente all'esito dell'economia, con lo scopo di osservare i benefici derivanti dalla collettività e non solo ai proprietari delle imprese. Fu così che per alcune Industrie e per alcune attività di servizio pubblico (trasporti, comunicazioni), si iniziarono esperimenti gestione diretta da parte lo stato. Il protezionismo assegnò allo stato un ruolo crescente nel governo dell'economia. LA POLITICA DIVENTA DI MASSA i modello organizzativo dello Stato liberale era direttamente legate al rapporto stabilito tra le istituzioni e la società civile, ovvero tra governanti e governati. Nell'800 questo rapporto si fondava sull' esclusione dal diritto di voto e di eleggibilità della maggioranza dei cittadini maschi e della totalità della popolazione femminile, ma affidandosi ad una élite politica-aristocratico-borghese, selezionata del censo e dal livello di istruzioni necessari per votare. Le assemblee Parlamentari rappresentano esclusivamente gli strati sociali più' ricchi e privilegiati. Quindi un gruppo ristretto di cittadini. In seguito alla seconda rivoluzione industriale, vennero delineati gli elementi per delineare quello che poi si sarebbe definito "il secolo delle masse". Dopo il 1870 la democratizzazione della vita politica era inevitabile e che portò milioni di produttori a diventare elettori: si parla di massificazione della politica. PARTITI E PARTECIPAZIONI Negli anni successivi nuove leggi elettorali, finalizzati ad ampliare il diritto di voto, furono introdotte nei principali paesi europei: In Inghilterra, nel 1883, i cittadini con i requisiti per poter votare passarono dal 8 al 29% degli uomini con più di vent'anni. L'allargamento del Suffragio portò a da un lato alla formazione di partiti di massa e dall'altro la lotta delle donne per conquistare anche essere il diritto di voto. LA NASCITA' DEI PARTITI DI MASSA Con la moltiplicazione degli elettori, aumentano anche coloro che esprimono il proprio voto. Nacquero i partiti politici di massa, la cui organizzazione si estendeva all'interno del territorio nazionale, con sezioni locale distribuite in varie città ed era un portatore di un'unica ideologia (socialismo, democrazia eccetera), di un progetto generale per il governo della società, di un programma politico esplicito e facile da riconoscere. Essi rappresentano una rottura rispetto alle vecchie formule organizzative, ovvero I PARTITI NOTABILI, fondati sulla rappresentanza di interessi particolari, di piccoli gruppi locali, senza strutture stabili, con un'iniziativa politica che diventava visibile solo al momento dell'elezione, quelli per i quali si votava il singolo candidato e aspettandosi poi favori in cambio del voto. Dai processi di allargamento del suffragio elettorale furono protagonisti anche donne del Movimento suffragista, impegnate nella lotta per la concessione diritto di voto. Le iniziative promosse da loro movimento in Inghilterra (guidato dalle inglesi Emmeline, Christabel e Sylvia Pankhurst) e negli Usa (guidato da Anna Howard e Carrie Chapman) portarono una gloriosa vittoria negli anni dopo la Prima Guerra Mondiale: ● nel 1918 la Gran Bretagna concesse il diritto di voto alle donne sposate di età superiore a 30 anni; Gli Stati Uniti presero provvedimento analogo a quello inglese nel 1920. ● In Francia e in Italia per suffragio esteso a tutte le donne si dovette attendere il 1945-1946. DALLA NAZIONE AL NAZIONALISMO LA "COSTRUZIONE DELLA NAZIONE Con la nascita dei partiti politici di massa di estinzione diritto di voto, i ceti sociali inferiori sperimentano nuove forme di mobilitazione e di partecipazione politica, grazie alle quali superano la loro sottomissione. Di conseguenza, i governanti, dovettero creare nuovi strumenti di controllo e di integrazione al posto di quelli vecchi e non più efficaci (religione, regalità, tradizioni). Fu l'idea di nazione ad assolvere a questa funzione, in quanto, per lo Stato diventa indispensabile costruire la Nazione. Assunsero una grande importanza le istituzioni come l'esercito o la scuola ma anche le invenzioni feste e rituali collettivi in grado di sollecitare nei cittadini un senso di una comune appartenenza: inni nazionali, bandiere, le celebrazioni per ricordare eventi fondanti dei singoli Stati. NAZIONALISMO Nel 1870 il PATRIOTTISMO venne sostituito dal NAZIONALISMO, ovvero ideologia aggressiva, secondo cui l'amore per la propria patria era strettamente unita all'avversione per la parte degli altri. A determinare questo cambiamento fu la competizione imperialista che si scatenò tra le grandi potenze. Nella relazione tra gli stati e se teorizzava lo stesso tipo di concorrenza per oggi che valeva tra le imprese economiche che si affrontano sul mercato. La lotta tra le nazioni e la guerra veniva considerata come strumento di progresso, in grado di selezionare i popoli migliori DESTRA, NAZIONALISMO E ANTISEMITISMO Tra il 1880-1914 il nazionalismo ebbe un grandissimo sviluppo, e il suo contenuto ideologico- politico assunse lineamenti essenziali che divennero l'elemento fondamentale dell'IDEOLOGIA DELLA DESTRA, i quali utilizzarono i valori come la patria o della bandiera nazionale come armi da utilizzare contro i rivali politici (liberali e socialisti) o contro gli stranieri a favore di espansione aggressiva del proprio Stato. IL PROGRAMMA DEL NUOVO NAZIONALISMO ERA DI CONQUISTARE LO STRANIERO, nel caso di: espansione imperialista contro i popoli deboli e incivili, o di eliminarlo dal proprio territorio nel caso delle minoranze nazionali inglobate in imperi multietnici come: l'Impero asburgico e quello Ottomano. IL SUCCESSO DEL NAZIONALISMO Queste ideologie trovarono un consenso tra gli strati medi della società, ovvero i piccoli Borghesi (commercianti, artigiani autonomi, agricoltori.) Per loro essere definiti difensori della nazione era un modo per compensare la propria ferita sociale, darsi un'identità collettiva e un senso di appartenenza con le autorità e i ceti sociali più ricchi. ebrei.) L'ANTISEMITISMO I cambiamenti portati dallo sviluppo del capitalismo erano avvertiti dai piccoli borghesi come un ridimensionamento e del proprio prestigio sociale, determinandone una frustrazione. Successivamente si diffuse un MOVIMENTO ANTISEMITA (la paura o l'odio irrazionale verso gli L'ANTISEMITISMO si affermò: Francia dove gli ebrei erano 60000 su 40 milioni di abitanti, Germania dove gli ebrei erano 500000 65 milioni; A Vienna, dove essi rappresentavano 25%. A Budapest rappresentavano il 15% Non era tanto la regione a indicare gli ebrei o bersaglio da colpire, bensì Lo Status Sociale, ovvero l'essere Banchieri o commercianti: i settori economici in cui gli ebrei emergevano erano quelli in cui facevano concorrenza al piccolo commercio, e in cui veniva dato o rifiutato il credito agli agricoltori e artigiani: