Filippo II di Spagna: Il Regno e i Conflitti nei Paesi Bassi
Filippo II di Spagna salì al trono nel 1556 come primogenito di Carlo V d'Asburgo e della principessa Isabella del Portogallo. Il suo vasto impero comprendeva i regni iberici, i domini italiani, i Paesi Bassi spagnoli, le Indie e dal 1580 anche il Portogallo con i suoi territori d'oltremare. A differenza del padre che manteneva una corte itinerante, Filippo II stabilì la sua sede permanente a Madrid, istituendo un governo assolutistico con una solida burocrazia centrale.
Definizione: L'assolutismo di Filippo II si basava su un sistema di consigli (consejos) che gestivano gli interessi generali del regno, dalla guerra alle finanze, dall'inquisizione alla repressione dei tumulti.
La gestione del potere sotto Filippo II di Spagna si caratterizzò per l'esclusione dell'aristocrazia dal potere locale, preferendo reclutare i collaboratori tra la piccola nobiltà e i ceti urbani più colti (letrados). Per mantenere il consenso, il sovrano concedeva onorificenze e prebende ai gruppi dirigenti locali in cambio della loro fedeltà.
L'inquisizione spagnola, attiva fin dal 1478, fu uno strumento fondamentale del suo regno per mantenere l'uniformità religiosa. La persecuzione si concentrò particolarmente sui conversos (ebrei convertiti) e sui moriscos (musulmani convertiti), questi ultimi furono oggetto di severe restrizioni che culminarono nella rivolta del 1568.











