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ScienzeScienze828 visualizzazioni·Aggiornato May 21, 2026·46 pagine

Appunti sulla Patologia Generale - Approfondimenti e Concetti Chiave

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PATOLOGIA GENERALE APPUNTI

PATOLOGIA

studia la malattia dal
punto di vista
funzionale e strutturale

→Riferendosi alla
CELLULA

Si manifes

Patologia Generale

La Patologia Generale studia la malattia dal punto di vista funzionale e strutturale, analizzando come si manifesta attraverso segni clinici (manifestazioni oggettive osservabili dal medico) e sintomi (manifestazioni soggettive descritte dal paziente).

Quando più sintomi si manifestano insieme, parliamo di sindrome, che può essere causata da una singola malattia o da fattori patologici separati.

Le malattie possono essere classificate in:

  • Congenite: presenti dalla nascita, di origine genetica o non genetica
  • Acquisite: sviluppate dopo la nascita, che possono essere infiammatorie/infettive, traumatiche, neoplastiche, degenerative, metaboliche o immunitarie

Per comprendere come si sviluppa una malattia, è importante considerare l'eziologia (causa della malattia) e i fattori di rischio che predispongono all'insorgenza di determinate patologie.

⚠️ L'agente eziologico può essere sufficiente (da solo causa la malattia), inefficiente (quantitativamente inadeguato) o insufficiente (richiede altri fattori per causare la malattia).

I principali tipi di insulti che possono causare patologie sono:

  • Ipossico/Ischemico: mancanza di ossigeno o di apporto sanguigno
  • Chimico: avvelenamento o intossicazione
  • Infettivo: batteri, virus, funghi
  • Fisico: temperature estreme, pressione, corrente elettrica, radiazioni
  • Immunologico: mediatori dell'infiammazione, attivazione del complemento, cellule T-citotossiche
  • Malnutrizione: carenza o eccesso di nutrienti
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Omeostasi e Adattamento Cellulare

L'omeostasi è la tendenza naturale degli organismi viventi a mantenere un equilibrio chimico-fisico interno stabile, nonostante i cambiamenti delle condizioni esterne. Questo equilibrio è mantenuto attraverso meccanismi autoregolatori che coinvolgono:

  • Un sensore che capta lo stimolo
  • Un centro di integrazione e controllo che interpreta i segnali
  • Un meccanismo effettore che produce le risposte necessarie
  • Meccanismi a retroazione (feedback)

Quando l'omeostasi è perturbata da stimoli anomali, può verificarsi un danno cellulare, una condizione in cui la cellula non è in grado di svolgere le proprie funzioni fisiologiche né di interagire con le cellule adiacenti.

Il danno cellulare può essere:

  • Reversibile: la cellula attiva meccanismi di risposta che ne consentono la sopravvivenza
  • Irreversibile: la cellula non riesce ad adattarsi e va incontro a morte

L'omeostasi cellulare è garantita da quattro sistemi di controllo:

  1. Omeostasi ionica: mantenuta dall'integrità delle membrane
  2. Metabolismo energetico con produzione di ATP
  3. Stabilità del genoma: riparazione del DNA danneggiato
  4. Sintesi proteica: per il rinnovo delle strutture

💡 La risposta della cellula al danno riflette l'adattamento delle cellule al cambiamento, permettendole di sopravvivere in condizioni avverse.

I più comuni cambiamenti morfologici adattativi sono:

  • Atrofia: riduzione delle dimensioni cellulari
  • Ipertrofia: aumento delle dimensioni cellulari
  • Iperplasia: aumento del numero di cellule
  • Metaplasia: cambiamento di un tipo cellulare con un altro più tollerante
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Adattamenti Cellulari e Processi Degenerativi

L'atrofia è la riduzione delle dimensioni cellulari con diminuzione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica. Può essere:

  • Fisiologica: durante lo sviluppo, nell'utero dopo il parto o nell'invecchiamento
  • Patologica: perdita del tono muscolare (atrofia da disuso), perdita dell'innervazione, ridotto apporto ematico, malnutrizione

L'ipertrofia è l'aumento delle dimensioni cellulari dovuto ad un aumento della sostanza cellulare. Può essere:

  • Fisiologica: ormonale (utero in gravidanza) o compensatoria (muscolo scheletrico nell'atleta)
  • Patologica: compensatoria (miocardio per stenosi aortica)

L'iperplasia è l'aumento del numero di cellule in un organo o tessuto. Può essere:

  • Fisiologica: ormonale o compensatoria (rigenerazione epatica)
  • Patologica: ormonale, riparazione delle ferite, infezione virale

La metaplasia è un cambiamento reversibile di un tipo cellulare adulto con un altro tipo più tollerante verso cambiamenti specifici. Si distingue in:

  • Metaplasia epiteliale: l'epitelio cilindrico viene sostituito da uno squamoso stratificato
  • Metaplasia connettivale: il tessuto connettivo assume caratteristiche degli osteoblasti

⚠️ La displasia è una modificazione del fenotipo cellulare con crescita non organizzata, che può rappresentare una condizione pre-cancerosa.

I processi degenerativi sono modificazioni morfologiche successive ad alterazioni biochimiche, caratterizzati dall'accumulo di molecole biologiche come lipidi e proteine, che possono portare a patologie come:

  • Lipidosi: accumulo di lipidi (sfingolipidosi, fosfolipidosi)
  • Glicogenosi: accumulo di glicogeno
  • Steatosi: accumulo intracellulare di lipidi
  • Amiloidosi: accumulo di materiale proteico extracellulare ripiegato in β-fibrille
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L'Infiammazione

L'infiammazione è la prima linea di difesa dell'organismo contro stimoli esterni. Quando le barriere meccanico-chimiche (cute, muco, flora saprofitica) vengono superate, si innesca una risposta immunitaria innata o infiammazione.

Le cellule coinvolte nel processo infiammatorio sono principalmente i leucociti:

  • Granulociti: contengono granuli con sostanze bioattive
    • Eosinofili: attaccano i parassiti (< 5% dei leucociti)
    • Neutrofili: fagocitano batteri e virus 507050-70% dei leucociti
    • Basofili: coinvolti nei meccanismi allergici (< 1% dei leucociti)
  • Monociti: precursori dei macrofagi
  • Linfociti: partecipano alla risposta immune-specifica 204020-40% dei leucociti

L'infiammazione è una risposta protettiva dei tessuti al danno con lo scopo di eliminare il fattore patologico e iniziare il processo riparativo. È caratterizzata da:

Sintomi locali:

  • Rossore
  • Gonfiore
  • Calore
  • Dolore
  • Compromissione funzionale

Manifestazioni sistemiche:

  • Febbre
  • Ipotensione
  • Leucocitosi

💡 L'infiammazione può essere potenzialmente dannosa se persistente o eccessiva.

Si distingue in:

  • Infiammazione acuta: risposta immediata con fenomeni vascolo-ematici e partecipazione dei neutrofili
  • Infiammazione cronica: di lunga durata, caratterizzata da infiltrazione di monociti e linfociti nei tessuti

L'infiammazione acuta causa:

  • Alterazione del calibro vascolare (vasodilatazione)
  • Aumento della permeabilità vascolare
  • Migrazione dei leucociti dal microcircolo al tessuto (diapedesi)
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Mediatori dell'Infiammazione e Processi di Guarigione

I mediatori chimici dell'infiammazione derivano da:

Origine cellulare:

  • Mediatori preformati (istamina, serotonina) che inducono vasodilatazione e permeabilità vasale
  • Acido arachidonico, presente in tutte le cellule e liberato dai fosfolipidi di membrana, che può produrre prostaglandine, trombossani e leucotrieni

Origine plasmatica:

  • Prodotti dal fegato che stimolano l'attivazione del complemento o dei fattori della coagulazione

Altri mediatori importanti:

  • Ossido nitrico: gas prodotto dalle cellule endoteliali e dai macrofagi che induce vasodilatazione
  • Neuropeptidi: sostanza P (modula il dolore) e neurochinina A (aumenta il tono vascolare)
  • Radicali liberi dell'ossigeno: provocano danno endoteliale e hanno attività battericida
  • Citochine: piccole molecole proteiche che regolano tutte le fasi del processo infiammatorio
  • Chemochine: proteine ad azione chemiotattica per la migrazione dei leucociti

⚠️ L'infiammazione cronica avviene quando la risposta acuta si protrae nel tempo, causando danni tissutali estesi.

Le tre principali cause di infiammazione cronica sono:

  1. Infezioni persistenti (tubercolosi, sifilide)
  2. Sostanze esogene irritanti (polvere di silice)
  3. Malattie autoimmuni (artrite reumatoide, lupus)

Il processo di guarigione delle lesioni tissutali può avvenire per:

  • Rigenerazione/risoluzione: il tessuto danneggiato recupera struttura e funzione originale
  • Riparazione: il tessuto lesionato riacquista la funzione ma assume una struttura diversa

La riparazione comprende:

  1. Reazione infiammatoria
  2. Angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni)
  3. Deposizione e rimodellamento della matrice extracellulare

La guarigione può avvenire per:

  • Prima intenzione: ferita non profonda con modesta alterazione
  • Seconda intenzione: perdita notevole di tessuto con reazione infiammatoria intensa
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Danno Cellulare

Il danno cellulare può essere reversibile o irreversibile in base alla gravità e durata dell'insulto.

Nel danno reversibile si osserva:

  • Interruzione della fosforilazione ossidativa con diminuzione della produzione di ATP
  • Riduzione della funzione della pompa Na/K con conseguente rigonfiamento cellulare
  • Alterazioni strutturali a livello di:
    • Membrana plasmatica: compaiono estroflessioni (blebs)
    • Mitocondri: struttura più tondeggiante con creste meno evidenti
    • Reticolo endoplasmatico: dilatazione delle vescicole e dissociazione dei ribosomi
    • Nucleo: aggregazione della cromatina in zolle

I principali meccanismi del danno irreversibile sono:

  1. Deplezione di ATP: compromissione dei processi metabolici cellulari
  2. Danno mitocondriale: alterazione della componente lipidica e blocco della catena respiratoria
  3. Perdita dell'omeostasi del calcio: attivazione di enzimi calcio-dipendenti (protein kinasi, fosfolipasi, proteasi)
  4. Difetti della membrana: degradazione degli acidi grassi polinsaturi dei fosfolipidi
  5. Accumulo di aggregati proteici
  6. Generazione di radicali liberi dell'ossigeno

💡 Lo stress ossidativo, causato dall'eccessiva produzione di specie radicaliche, è associato a numerose patologie come malattie cardiovascolari, neurodegenerative e cancro.

La morte cellulare può avvenire per:

  • Apoptosi: morte programmata che richiede energia, caratterizzata da addensamento del citoplasma, condensazione della cromatina e formazione di corpi apoptotici
  • Necrosi: morte accidentale con perdita di ATP, caratterizzata da danno mitocondriale, fuoriuscita degli enzimi lisosomiali e scoppio della cellula
  • Autofagia: meccanismo di sopravvivenza in cui avviene la degradazione dei componenti citoplasmatici della cellula

La necrosi tissutale può essere:

  • Coagulativa: denaturazione delle proteine con inattivazione degli enzimi
  • Caseosa: distruzione degli organuli cellulari
  • Colliquativa: degradazione delle proteine da parte degli enzimi proteolitici
  • Gangrenosa: rottura completa del tessuto (secca, umida o gassosa)
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Immunità

L'immunità è la capacità di resistere alle malattie, in particolare a quelle infettive. Il sistema immunitario è l'insieme delle cellule e dei tessuti responsabili della resistenza alle infezioni, mentre la risposta immunitaria è l'azione coordinata contro gli agenti patogeni.

Le risposte immunitarie si dividono in:

  • Risposte umorali: mediate da proteine solubili
  • Risposte cellulo-mediate: mediate da cellule specializzate

Il sistema immunitario comprende due tipi di immunità:

Immunità innata (naturale):

  • Rapida e aspecifica
  • Prima linea di difesa
  • Include il complemento (umorale) e fagociti/cellule NK (cellulare)

Immunità acquisita (adattativa):

  • Tardiva e specifica
  • Include anticorpi (umorale) e linfociti T (cellulare)

💡 Le risposte innate servono per evocare quelle acquisite, e quelle acquisite potenziano quelle innate.

Immunità innata umorale - Il sistema del complemento:

  • Insieme di proteine solubili e di membrana
  • Può essere attivato attraverso tre vie: classica, alternativa e lectinica
  • Tutte culminano nell'attivazione del complesso di attacco alla membrana che causa la lisi del microbo

Immunità innata cellulare - I fagociti:

  • Monociti/macrofagi: eliminano il pericolo nella fase iniziale
  • Cellule dendritiche: trasmettono il segnale di pericolo ai linfociti T

L'immunità acquisita riconosce specificamente gli antigeni espressi da batteri, virus o cellule tumorali, ed è caratterizzata da:

  1. Diversità: capacità di riconoscere un infinito repertorio di antigeni
  2. Specificità: ogni recettore è specifico per un solo antigene
  3. Memoria: risposta più rapida e intensa a seguito di un nuovo incontro
  4. Discriminazione del self: capacità di riconoscere ed attaccare solo le cellule estranee
  5. Autolimitazione: capacità di spegnersi quando il pericolo viene meno
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Anticorpi, Linfociti e Risposta Immunitaria

Gli anticorpi o immunoglobuline sono proteine utilizzate dall'immunità acquisita per riconoscere ed eliminare specifici pericoli. Sono costituiti da:

  • Una regione costante con quattro catene pesanti
  • Regioni variabili capaci di riconoscere l'antigene

I linfociti T si dividono in tre classi:

  • Linfociti T citotossici CD8+CD8+: hanno attività battericida
  • Linfociti T-helper CD4+CD4+: producono proteine specifiche che attivano la produzione di citochine
  • Linfociti T regolatori Tregs,CD4+Tregs, CD4+: regolano la distinzione self/non-self

Le cellule Natural Killer (NK) sono in grado di rilevare se i livelli di MHC-I (Complesso Maggiore di Istocompatibilità) espressi dalle cellule sono normalmente bassi, uccidendo quelle che presentano valori anomali, come le cellule tumorali o infettate da virus.

Per attivare la risposta immunitaria sono necessari due presupposti:

  1. Far vedere l'antigene ai linfociti specifici
  2. Informare i linfociti sul tipo di attacco da svolgere

Il sistema linfatico aumenta la probabilità di incontro dei linfociti con i loro antigeni, costituendo postazioni di controllo chiamate linfonodi.

Nei tumori si osserva una risposta immunitaria simile a quella contro i patogeni intracellulari, con antigeni tumorali captati dalle cellule presentanti l'antigene (APC) e presentati ai linfociti T citotossici.

Le immunodeficienze sono patologie caratterizzate da alterazioni a carico del sistema immunitario:

Forme primitive: legate ad alterazioni genetiche

  • ID combinate (deficit di linfociti B e T)
  • ID da difetto anticorporale
  • Sindromi da ID ben definite
  • Deficit delle funzioni complementari
  • Deficit delle funzioni fagocitarie

⚠️ L'immunodeficienza più frequente è quella legata all'infezione da HIV, che causa una progressiva riduzione dei linfociti T CD4+.

Forme secondarie: manifestate a seguito di:

  • Infezioni (HIV)
  • Neoplasie
  • Malattie autoimmuni
  • Malattie con perdita proteica
  • Forme iatrogene
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Malattie da Ipersensibilità e Autoimmunità

Le malattie da ipersensibilità sono risposte immunitarie esagerate verso:

  • Antigeni ambientali (allergeni)
  • Microrganismi commensali
  • Tessuti dell'ospite (autoimmunità)

Si distinguono in quattro tipi:

Tipo I reazioniimmediate,IgEmediatereazioni immediate, IgE-mediate:

  • Un individuo si sensibilizza verso un allergene, producendo IgE
  • Le IgE si legano ai mastociti
  • All'esposizione ripetuta, i mastociti rilasciano mediatori che causano:
    • Permeabilità vascolare
    • Contrazione della muscolatura liscia
    • Vasodilatazione
    • Distruzione della matrice cellulare

Manifestazioni cliniche:

  • Anafilassi sistemica e shock anafilattico
  • Rinite e congiuntivite allergica
  • Asma allergico

Tipo II (reazioni citotossiche):

  • Gli anticorpi si legano agli antigeni cellulari o tissutali
  • Possono opsonizzare le cellule per la fagocitosi
  • Attivano il complemento
  • Alterano le funzioni cellulari

Tipo III (reazioni da immunocomplessi):

  • Formazione di immunocomplessi legameantigeneanticorpolegame antigene-anticorpo
  • Possono causare malattia da siero, deposizione tissutale o lesioni localizzate

Tipo IV reazionicellulomediatereazioni cellulo-mediate:

  • Non basate sulla produzione di IgE ma sull'attivazione dei linfociti T
  • Reazione ritardata 2448ore24-48 ore
  • Sintomi simili all'infiammazione: edema, arrossamento, indurimento

💡 L'autoimmunità insorge quando il sistema immunitario perde la capacità di distinguere il self dal non-self.

La tolleranza immunologica previene attacchi contro cellule proprie e si divide in:

  • Tolleranza centrale: selezione negativa dei linfociti autoreattivi nel midollo osseo e timo
  • Tolleranza periferica: meccanismi che impediscono ai linfociti autoreattivi di attivarsi in periferia

Esempi di malattie autoimmuni:

  • Morbo di Graves (tipo II): anticorpi contro il recettore del TSH
  • Lupus (tipo III): anticorpi contro antigeni nucleari
  • Celiachia (tipo IV): reazione ai peptidi del glutine
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Malattie Congenite e Genetica

Le malattie congenite si suddividono in:

Malattie geniche:

  • Ereditarie (Fibrosi Cistica)
  • Spontanee (Sindrome di Down)

Non genetiche:

  • Ambientali (infezioni, farmaci)
  • Accidentali (ipossia alla nascita)

Le malattie genetiche si classificano in:

  • Malattie mendeliane: causate da mutazioni in un singolo gene
  • Malattie cromosomiche: alterazioni del numero o della struttura dei cromosomi
  • Malattie multifattoriali: determinate sia da mutazioni geniche che da fattori ambientali
  • Malattie monogeniche con particolare modalità di trasmissione

Le mutazioni possono essere:

Geniche (influenzano un singolo gene):

  • Sostituzione di basi: transizione (purina→purina, pirimidina→pirimidina) o trasversione (purina→pirimidina)
  • Inserzione e delezione (INDEL): aggiunta o rimozione di nucleotidi
  • Espansione delle ripetizioni nucleotidiche: aumento del numero di copie di triplette (es. Sindrome dell'X fragile)

In base all'effetto fenotipico:

  • Mutazione missenso: sostituzione di un amminoacido
  • Mutazione nonsenso: formazione di un codone di stop
  • Mutazione silente: codifica per lo stesso amminoacido
  • Mutazione neutrale: non altera significativamente la funzione proteica
  • Mutazione con perdita/acquisto di funzione

⚠️ Non tutte le mutazioni sono dannose; il codice genetico è ridondante.

Cromosomiche (alterazioni del numero o struttura):

  • Aneuplodie: nullisomia 2n22n-2, monosomia 2n12n-1, trisomia 2n+12n+1, tetrasomia 2n+22n+2
  • Alterazioni strutturali: duplicazione, delezione, inversione, traslocazione

Le malattie genetiche possono seguire diversi modelli di ereditarietà:

  • Autosomiche dominanti: colpiscono entrambi i sessi senza salti di generazione (Sindrome di Marfan, Corea di Huntington)
  • Autosomiche recessive: si manifestano solo in omozigosi (Anemia falciforme, Fibrosi Cistica)
  • Legate al sesso: legate ai cromosomi X o Y (Emofilia, Distrofia muscolare di Duchenne)

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La Patologia Generale è lo studio delle alterazioni funzionali e strutturali che causano malattie nell'organismo. Questa disciplina analizza i meccanismi patogenetici alla base delle diverse patologie, esaminando come le cellule, i tessuti e gli organi rispondono agli insulti e ai... Mostra di più

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I principali tipi di insulti che possono causare patologie sono:

  • Ipossico/Ischemico: mancanza di ossigeno o di apporto sanguigno
  • Chimico: avvelenamento o intossicazione
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Omeostasi e Adattamento Cellulare

L'omeostasi è la tendenza naturale degli organismi viventi a mantenere un equilibrio chimico-fisico interno stabile, nonostante i cambiamenti delle condizioni esterne. Questo equilibrio è mantenuto attraverso meccanismi autoregolatori che coinvolgono:

  • Un sensore che capta lo stimolo
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  • Un meccanismo effettore che produce le risposte necessarie
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Quando l'omeostasi è perturbata da stimoli anomali, può verificarsi un danno cellulare, una condizione in cui la cellula non è in grado di svolgere le proprie funzioni fisiologiche né di interagire con le cellule adiacenti.

Il danno cellulare può essere:

  • Reversibile: la cellula attiva meccanismi di risposta che ne consentono la sopravvivenza
  • Irreversibile: la cellula non riesce ad adattarsi e va incontro a morte

L'omeostasi cellulare è garantita da quattro sistemi di controllo:

  1. Omeostasi ionica: mantenuta dall'integrità delle membrane
  2. Metabolismo energetico con produzione di ATP
  3. Stabilità del genoma: riparazione del DNA danneggiato
  4. Sintesi proteica: per il rinnovo delle strutture

💡 La risposta della cellula al danno riflette l'adattamento delle cellule al cambiamento, permettendole di sopravvivere in condizioni avverse.

I più comuni cambiamenti morfologici adattativi sono:

  • Atrofia: riduzione delle dimensioni cellulari
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  • Iperplasia: aumento del numero di cellule
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Adattamenti Cellulari e Processi Degenerativi

L'atrofia è la riduzione delle dimensioni cellulari con diminuzione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica. Può essere:

  • Fisiologica: durante lo sviluppo, nell'utero dopo il parto o nell'invecchiamento
  • Patologica: perdita del tono muscolare (atrofia da disuso), perdita dell'innervazione, ridotto apporto ematico, malnutrizione

L'ipertrofia è l'aumento delle dimensioni cellulari dovuto ad un aumento della sostanza cellulare. Può essere:

  • Fisiologica: ormonale (utero in gravidanza) o compensatoria (muscolo scheletrico nell'atleta)
  • Patologica: compensatoria (miocardio per stenosi aortica)

L'iperplasia è l'aumento del numero di cellule in un organo o tessuto. Può essere:

  • Fisiologica: ormonale o compensatoria (rigenerazione epatica)
  • Patologica: ormonale, riparazione delle ferite, infezione virale

La metaplasia è un cambiamento reversibile di un tipo cellulare adulto con un altro tipo più tollerante verso cambiamenti specifici. Si distingue in:

  • Metaplasia epiteliale: l'epitelio cilindrico viene sostituito da uno squamoso stratificato
  • Metaplasia connettivale: il tessuto connettivo assume caratteristiche degli osteoblasti

⚠️ La displasia è una modificazione del fenotipo cellulare con crescita non organizzata, che può rappresentare una condizione pre-cancerosa.

I processi degenerativi sono modificazioni morfologiche successive ad alterazioni biochimiche, caratterizzati dall'accumulo di molecole biologiche come lipidi e proteine, che possono portare a patologie come:

  • Lipidosi: accumulo di lipidi (sfingolipidosi, fosfolipidosi)
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L'Infiammazione

L'infiammazione è la prima linea di difesa dell'organismo contro stimoli esterni. Quando le barriere meccanico-chimiche (cute, muco, flora saprofitica) vengono superate, si innesca una risposta immunitaria innata o infiammazione.

Le cellule coinvolte nel processo infiammatorio sono principalmente i leucociti:

  • Granulociti: contengono granuli con sostanze bioattive
    • Eosinofili: attaccano i parassiti (< 5% dei leucociti)
    • Neutrofili: fagocitano batteri e virus 507050-70% dei leucociti
    • Basofili: coinvolti nei meccanismi allergici (< 1% dei leucociti)
  • Monociti: precursori dei macrofagi
  • Linfociti: partecipano alla risposta immune-specifica 204020-40% dei leucociti

L'infiammazione è una risposta protettiva dei tessuti al danno con lo scopo di eliminare il fattore patologico e iniziare il processo riparativo. È caratterizzata da:

Sintomi locali:

  • Rossore
  • Gonfiore
  • Calore
  • Dolore
  • Compromissione funzionale

Manifestazioni sistemiche:

  • Febbre
  • Ipotensione
  • Leucocitosi

💡 L'infiammazione può essere potenzialmente dannosa se persistente o eccessiva.

Si distingue in:

  • Infiammazione acuta: risposta immediata con fenomeni vascolo-ematici e partecipazione dei neutrofili
  • Infiammazione cronica: di lunga durata, caratterizzata da infiltrazione di monociti e linfociti nei tessuti

L'infiammazione acuta causa:

  • Alterazione del calibro vascolare (vasodilatazione)
  • Aumento della permeabilità vascolare
  • Migrazione dei leucociti dal microcircolo al tessuto (diapedesi)
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Mediatori dell'Infiammazione e Processi di Guarigione

I mediatori chimici dell'infiammazione derivano da:

Origine cellulare:

  • Mediatori preformati (istamina, serotonina) che inducono vasodilatazione e permeabilità vasale
  • Acido arachidonico, presente in tutte le cellule e liberato dai fosfolipidi di membrana, che può produrre prostaglandine, trombossani e leucotrieni

Origine plasmatica:

  • Prodotti dal fegato che stimolano l'attivazione del complemento o dei fattori della coagulazione

Altri mediatori importanti:

  • Ossido nitrico: gas prodotto dalle cellule endoteliali e dai macrofagi che induce vasodilatazione
  • Neuropeptidi: sostanza P (modula il dolore) e neurochinina A (aumenta il tono vascolare)
  • Radicali liberi dell'ossigeno: provocano danno endoteliale e hanno attività battericida
  • Citochine: piccole molecole proteiche che regolano tutte le fasi del processo infiammatorio
  • Chemochine: proteine ad azione chemiotattica per la migrazione dei leucociti

⚠️ L'infiammazione cronica avviene quando la risposta acuta si protrae nel tempo, causando danni tissutali estesi.

Le tre principali cause di infiammazione cronica sono:

  1. Infezioni persistenti (tubercolosi, sifilide)
  2. Sostanze esogene irritanti (polvere di silice)
  3. Malattie autoimmuni (artrite reumatoide, lupus)

Il processo di guarigione delle lesioni tissutali può avvenire per:

  • Rigenerazione/risoluzione: il tessuto danneggiato recupera struttura e funzione originale
  • Riparazione: il tessuto lesionato riacquista la funzione ma assume una struttura diversa

La riparazione comprende:

  1. Reazione infiammatoria
  2. Angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni)
  3. Deposizione e rimodellamento della matrice extracellulare

La guarigione può avvenire per:

  • Prima intenzione: ferita non profonda con modesta alterazione
  • Seconda intenzione: perdita notevole di tessuto con reazione infiammatoria intensa
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Danno Cellulare

Il danno cellulare può essere reversibile o irreversibile in base alla gravità e durata dell'insulto.

Nel danno reversibile si osserva:

  • Interruzione della fosforilazione ossidativa con diminuzione della produzione di ATP
  • Riduzione della funzione della pompa Na/K con conseguente rigonfiamento cellulare
  • Alterazioni strutturali a livello di:
    • Membrana plasmatica: compaiono estroflessioni (blebs)
    • Mitocondri: struttura più tondeggiante con creste meno evidenti
    • Reticolo endoplasmatico: dilatazione delle vescicole e dissociazione dei ribosomi
    • Nucleo: aggregazione della cromatina in zolle

I principali meccanismi del danno irreversibile sono:

  1. Deplezione di ATP: compromissione dei processi metabolici cellulari
  2. Danno mitocondriale: alterazione della componente lipidica e blocco della catena respiratoria
  3. Perdita dell'omeostasi del calcio: attivazione di enzimi calcio-dipendenti (protein kinasi, fosfolipasi, proteasi)
  4. Difetti della membrana: degradazione degli acidi grassi polinsaturi dei fosfolipidi
  5. Accumulo di aggregati proteici
  6. Generazione di radicali liberi dell'ossigeno

💡 Lo stress ossidativo, causato dall'eccessiva produzione di specie radicaliche, è associato a numerose patologie come malattie cardiovascolari, neurodegenerative e cancro.

La morte cellulare può avvenire per:

  • Apoptosi: morte programmata che richiede energia, caratterizzata da addensamento del citoplasma, condensazione della cromatina e formazione di corpi apoptotici
  • Necrosi: morte accidentale con perdita di ATP, caratterizzata da danno mitocondriale, fuoriuscita degli enzimi lisosomiali e scoppio della cellula
  • Autofagia: meccanismo di sopravvivenza in cui avviene la degradazione dei componenti citoplasmatici della cellula

La necrosi tissutale può essere:

  • Coagulativa: denaturazione delle proteine con inattivazione degli enzimi
  • Caseosa: distruzione degli organuli cellulari
  • Colliquativa: degradazione delle proteine da parte degli enzimi proteolitici
  • Gangrenosa: rottura completa del tessuto (secca, umida o gassosa)
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Immunità

L'immunità è la capacità di resistere alle malattie, in particolare a quelle infettive. Il sistema immunitario è l'insieme delle cellule e dei tessuti responsabili della resistenza alle infezioni, mentre la risposta immunitaria è l'azione coordinata contro gli agenti patogeni.

Le risposte immunitarie si dividono in:

  • Risposte umorali: mediate da proteine solubili
  • Risposte cellulo-mediate: mediate da cellule specializzate

Il sistema immunitario comprende due tipi di immunità:

Immunità innata (naturale):

  • Rapida e aspecifica
  • Prima linea di difesa
  • Include il complemento (umorale) e fagociti/cellule NK (cellulare)

Immunità acquisita (adattativa):

  • Tardiva e specifica
  • Include anticorpi (umorale) e linfociti T (cellulare)

💡 Le risposte innate servono per evocare quelle acquisite, e quelle acquisite potenziano quelle innate.

Immunità innata umorale - Il sistema del complemento:

  • Insieme di proteine solubili e di membrana
  • Può essere attivato attraverso tre vie: classica, alternativa e lectinica
  • Tutte culminano nell'attivazione del complesso di attacco alla membrana che causa la lisi del microbo

Immunità innata cellulare - I fagociti:

  • Monociti/macrofagi: eliminano il pericolo nella fase iniziale
  • Cellule dendritiche: trasmettono il segnale di pericolo ai linfociti T

L'immunità acquisita riconosce specificamente gli antigeni espressi da batteri, virus o cellule tumorali, ed è caratterizzata da:

  1. Diversità: capacità di riconoscere un infinito repertorio di antigeni
  2. Specificità: ogni recettore è specifico per un solo antigene
  3. Memoria: risposta più rapida e intensa a seguito di un nuovo incontro
  4. Discriminazione del self: capacità di riconoscere ed attaccare solo le cellule estranee
  5. Autolimitazione: capacità di spegnersi quando il pericolo viene meno
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Anticorpi, Linfociti e Risposta Immunitaria

Gli anticorpi o immunoglobuline sono proteine utilizzate dall'immunità acquisita per riconoscere ed eliminare specifici pericoli. Sono costituiti da:

  • Una regione costante con quattro catene pesanti
  • Regioni variabili capaci di riconoscere l'antigene

I linfociti T si dividono in tre classi:

  • Linfociti T citotossici CD8+CD8+: hanno attività battericida
  • Linfociti T-helper CD4+CD4+: producono proteine specifiche che attivano la produzione di citochine
  • Linfociti T regolatori Tregs,CD4+Tregs, CD4+: regolano la distinzione self/non-self

Le cellule Natural Killer (NK) sono in grado di rilevare se i livelli di MHC-I (Complesso Maggiore di Istocompatibilità) espressi dalle cellule sono normalmente bassi, uccidendo quelle che presentano valori anomali, come le cellule tumorali o infettate da virus.

Per attivare la risposta immunitaria sono necessari due presupposti:

  1. Far vedere l'antigene ai linfociti specifici
  2. Informare i linfociti sul tipo di attacco da svolgere

Il sistema linfatico aumenta la probabilità di incontro dei linfociti con i loro antigeni, costituendo postazioni di controllo chiamate linfonodi.

Nei tumori si osserva una risposta immunitaria simile a quella contro i patogeni intracellulari, con antigeni tumorali captati dalle cellule presentanti l'antigene (APC) e presentati ai linfociti T citotossici.

Le immunodeficienze sono patologie caratterizzate da alterazioni a carico del sistema immunitario:

Forme primitive: legate ad alterazioni genetiche

  • ID combinate (deficit di linfociti B e T)
  • ID da difetto anticorporale
  • Sindromi da ID ben definite
  • Deficit delle funzioni complementari
  • Deficit delle funzioni fagocitarie

⚠️ L'immunodeficienza più frequente è quella legata all'infezione da HIV, che causa una progressiva riduzione dei linfociti T CD4+.

Forme secondarie: manifestate a seguito di:

  • Infezioni (HIV)
  • Neoplasie
  • Malattie autoimmuni
  • Malattie con perdita proteica
  • Forme iatrogene
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Malattie da Ipersensibilità e Autoimmunità

Le malattie da ipersensibilità sono risposte immunitarie esagerate verso:

  • Antigeni ambientali (allergeni)
  • Microrganismi commensali
  • Tessuti dell'ospite (autoimmunità)

Si distinguono in quattro tipi:

Tipo I reazioniimmediate,IgEmediatereazioni immediate, IgE-mediate:

  • Un individuo si sensibilizza verso un allergene, producendo IgE
  • Le IgE si legano ai mastociti
  • All'esposizione ripetuta, i mastociti rilasciano mediatori che causano:
    • Permeabilità vascolare
    • Contrazione della muscolatura liscia
    • Vasodilatazione
    • Distruzione della matrice cellulare

Manifestazioni cliniche:

  • Anafilassi sistemica e shock anafilattico
  • Rinite e congiuntivite allergica
  • Asma allergico

Tipo II (reazioni citotossiche):

  • Gli anticorpi si legano agli antigeni cellulari o tissutali
  • Possono opsonizzare le cellule per la fagocitosi
  • Attivano il complemento
  • Alterano le funzioni cellulari

Tipo III (reazioni da immunocomplessi):

  • Formazione di immunocomplessi legameantigeneanticorpolegame antigene-anticorpo
  • Possono causare malattia da siero, deposizione tissutale o lesioni localizzate

Tipo IV reazionicellulomediatereazioni cellulo-mediate:

  • Non basate sulla produzione di IgE ma sull'attivazione dei linfociti T
  • Reazione ritardata 2448ore24-48 ore
  • Sintomi simili all'infiammazione: edema, arrossamento, indurimento

💡 L'autoimmunità insorge quando il sistema immunitario perde la capacità di distinguere il self dal non-self.

La tolleranza immunologica previene attacchi contro cellule proprie e si divide in:

  • Tolleranza centrale: selezione negativa dei linfociti autoreattivi nel midollo osseo e timo
  • Tolleranza periferica: meccanismi che impediscono ai linfociti autoreattivi di attivarsi in periferia

Esempi di malattie autoimmuni:

  • Morbo di Graves (tipo II): anticorpi contro il recettore del TSH
  • Lupus (tipo III): anticorpi contro antigeni nucleari
  • Celiachia (tipo IV): reazione ai peptidi del glutine
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Malattie Congenite e Genetica

Le malattie congenite si suddividono in:

Malattie geniche:

  • Ereditarie (Fibrosi Cistica)
  • Spontanee (Sindrome di Down)

Non genetiche:

  • Ambientali (infezioni, farmaci)
  • Accidentali (ipossia alla nascita)

Le malattie genetiche si classificano in:

  • Malattie mendeliane: causate da mutazioni in un singolo gene
  • Malattie cromosomiche: alterazioni del numero o della struttura dei cromosomi
  • Malattie multifattoriali: determinate sia da mutazioni geniche che da fattori ambientali
  • Malattie monogeniche con particolare modalità di trasmissione

Le mutazioni possono essere:

Geniche (influenzano un singolo gene):

  • Sostituzione di basi: transizione (purina→purina, pirimidina→pirimidina) o trasversione (purina→pirimidina)
  • Inserzione e delezione (INDEL): aggiunta o rimozione di nucleotidi
  • Espansione delle ripetizioni nucleotidiche: aumento del numero di copie di triplette (es. Sindrome dell'X fragile)

In base all'effetto fenotipico:

  • Mutazione missenso: sostituzione di un amminoacido
  • Mutazione nonsenso: formazione di un codone di stop
  • Mutazione silente: codifica per lo stesso amminoacido
  • Mutazione neutrale: non altera significativamente la funzione proteica
  • Mutazione con perdita/acquisto di funzione

⚠️ Non tutte le mutazioni sono dannose; il codice genetico è ridondante.

Cromosomiche (alterazioni del numero o struttura):

  • Aneuplodie: nullisomia 2n22n-2, monosomia 2n12n-1, trisomia 2n+12n+1, tetrasomia 2n+22n+2
  • Alterazioni strutturali: duplicazione, delezione, inversione, traslocazione

Le malattie genetiche possono seguire diversi modelli di ereditarietà:

  • Autosomiche dominanti: colpiscono entrambi i sessi senza salti di generazione (Sindrome di Marfan, Corea di Huntington)
  • Autosomiche recessive: si manifestano solo in omozigosi (Anemia falciforme, Fibrosi Cistica)
  • Legate al sesso: legate ai cromosomi X o Y (Emofilia, Distrofia muscolare di Duchenne)

Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....

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