La vita e l'opera di Tito Livio
Nato a Padova nel 59 a.C., Tito Livio rappresenta l'età d'oro della letteratura latina insieme a Virgilio e Orazio. Proveniente da una famiglia benestante, studiò filosofia a Roma ma la abbandonò presto per dedicarsi completamente alla storiografia.
Non fece mai politica attiva, ma frequentò la corte imperiale e fu amico di Augusto (che scherzosamente lo chiamava "pompeiano" per le sue simpatie repubblicane). Fu anche precettore di Claudio e morì nella sua Padova natale nel 17 d.C.
La sua opera principale, "Ab urbe condita", doveva raccontare la storia di Roma in 150 libri, dalle origini mitiche fino alla morte di Augusto. Ne sono sopravvissuti solo 35 libri , ma l'opera arrivò fino al 9 a.C. con la morte di Druso.
Curiosità: Livio utilizzava il metodo annalistico, raccontando gli eventi anno per anno, una tecnica che a volte frammentava il racconto ma era tipica della storiografia romana.
Livio è considerato un "exornator rerum" (abbellitore della storia) perché privilegiava lo stile suggestivo e drammatico rispetto alla ricerca critica pura, basandosi principalmente sulle opere di storici precedenti.




