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371

17 dic 2025

11 pagine

La Letteratura Latina: Origini, Prima Repubblica e Figure Fondamentali

G

Giorgia

@giorgia_amik

La letteratura latina nacque dall'incontro tra la cultura romana tradizionale... Mostra di più

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# Letteratura latina

1 dalle origini alla nascita della repubblica

Roma nacque come un piccolo villaggio di pastori latini che vivevano ne

Dalle origini alla nascita della Repubblica

Roma iniziò come un piccolo villaggio di pastori latini nel Latium, l'attuale Lazio. Condivideva la penisola con Etruschi, Volsci, Sabini e, dall'VIII secolo a.C., con i Greci che colonizzarono il Sud Italia e la Sicilia.

La posizione strategica sui colli Palatino, Esquilino e Quirinale, vicino al Tevere, permetteva di controllare le rotte commerciali tra Etruria e Campania. Tra l'VIII e il VII secolo a.C., questi villaggi si unirono attraverso il sinecismo, formando un'unica città.

Nonostante la leggenda parli della fondazione nel 753 a.C. da parte di Romolo, si trattò in realtà di un processo graduale. Dal 753 al 509 a.C. Roma fu governata da sette re, gli ultimi tre di origine etrusca, ognuno ricordato per contributi specifici: Romolo per le istituzioni, Numa Pompilio per la religione, Tullo Ostilio per le conquiste.

Ricorda: Il Senato esisteva già dai tempi di Romolo, formato dai patrizi (famiglie ricche), mentre la plebe non aveva diritti politici.

Nel 509 a.C. nacque la res publica dopo aver cacciato l'ultimo re. Il potere passò a due consoli eletti annualmente, creando il cursus honorum che stabiliva l'ordine delle cariche politiche. Questo sistema rese Roma più stabile e pronta per l'espansione mediterranea.

# Letteratura latina

1 dalle origini alla nascita della repubblica

Roma nacque come un piccolo villaggio di pastori latini che vivevano ne

La conquista dell'Italia e del Mediterraneo

Dopo il 509 a.C., Roma dovette difendersi dai popoli vicini. Sconfitti gli Etruschi, formò la Lega Latina (493 a.C.) per combattere insieme contro i Sanniti in tre difficili guerre 343290a.C.343-290 a.C., conquistando il Centro Italia.

La vittoria su Taranto e il re Pirro (272 a.C.) portò il controllo del Sud Italia. Le guerre puniche contro Cartagine furono decisive: la prima 264241a.C.264-241 a.C. diede a Roma Sicilia, Sardegna e Corsica; la seconda 218201a.C.218-201 a.C. la Spagna.

Tra il 215 e il 146 a.C. Roma conquistò l'Oriente, sottomettendo Grecia, Macedonia e Siria. Nel 146 a.C. distrusse Cartagine creando la provincia d'Africa, e trasformò la Grecia nella provincia d'Acaia. Nel 133 a.C. arrivò anche la provincia d'Asia.

I cambiamenti sociali furono radicali: patrizi e plebei ottennero parità giuridica, nacquero i cavalieri (ricchi imprenditori) e il Senato si aprì agli "uomini nuovi" non aristocratici. Però i piccoli proprietari terrieri, costretti ad abbandonare i campi per l'esercito, tornarono e dovettero vendere le terre rovinate, creando i latifondi gestiti da schiavi.

Importante: I fratelli Gracchi tentarono di risolvere la crisi sociale con riforme agrarie, ma entrambi furono uccisi dall'opposizione del Senato.

# Letteratura latina

1 dalle origini alla nascita della repubblica

Roma nacque come un piccolo villaggio di pastori latini che vivevano ne

Cultura: convivenza e assimilazione

Roma fin dall'inizio entrò in contatto con diversi popoli: prima le popolazioni italiche ed etrusche, poi i Greci dell'Italia meridionale. Dopo la conquista di Taranto (272 a.C.), il contatto con la cultura greca divenne diretto e decisivo.

Questo fermento culturale fece nascere la letteratura latina e le prime scuole pubbliche. I protagonisti erano spesso di origine non romana: Livio Andronico da Taranto, Nevio campano, Ennio messapico, Plauto umbro. La traduzione ebbe un ruolo fondamentale: le opere greche venivano tradotte e riadattate, creando testi originali.

La diffusione della cultura greca provocò due reazioni opposte. I conservatori come Catone il Censore temevano che i costumi greci corrompessero il mos maiorum (tradizioni degli antenati). Abolirono i Baccanali nel 186 a.C. e cacciarono filosofi come gli epicurei (173 a.C.) e gli ambasciatori ateniesi (155 a.C.).

I filelleni del Circolo degli Scipioni erano invece favorevoli alla cultura greca. Proteggevano intellettuali greci e promuovevano l'humanitas (rispetto dell'uomo libero). Tra loro c'erano Gaio Lelio, Terenzio e Gaio Lucilio.

Da ricordare: Panezio di Rodi, filosofo stoico, collaborava con Scipione Emiliano, mentre Catone combatteva le filosofie greche perché promuovevano l'individualismo.

Roma trovò un equilibrio tra tradizione e innovazione, creando una sintesi originale tra valori romani e cultura greca.

# Letteratura latina

1 dalle origini alla nascita della repubblica

Roma nacque come un piccolo villaggio di pastori latini che vivevano ne

La preistoria della letteratura latina

La letteratura latina nasce ufficialmente nel 240 a.C. quando Livio Andronico, un greco prigioniero di guerra, mise in scena una rappresentazione teatrale durante i giochi pubblici in onore di Giove.

Prima di allora, pur esistendo la scrittura dall'VIII secolo a.C., veniva usata principalmente per scopi pratici come registrare eventi storici. Solo nel III secolo a.C., quando Roma iniziò l'espansione mediterranea, nacque il desiderio di affermarsi culturalmente prendendo la letteratura greca come modello.

Tuttavia la letteratura latina non nacque dal nulla. Esistevano già forme di produzione orale: canti religiosi, celebrazioni pubbliche, recitazioni durante feste e banchetti. Questa produzione intermedia si definisce preletteratura.

I carmina erano la forma più antica di linguaggio poetico, originariamente formule di incantesimo per cerimonie religiose. Avevano ritmo e musicalità grazie a ripetizioni e allitterazioni, e si collocavano a metà tra prosa ritmica e poesia.

Esempi di carmina: il carmen lustrale (preghiera annuale del Pater familias), il canto dei Fratelli Arvali, i carmina convivalia durante i banchetti.

Accanto ai carmina esistevano gli elogia, iscrizioni funebri in versi saturni che ricordavano le imprese del defunto. La letteratura latina nacque quindi dall'incontro tra la tradizione orale romana e l'influenza artistica greca.

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Roma nacque come un piccolo villaggio di pastori latini che vivevano ne

Il mito e le tradizioni orali

I carmina rappresentano il cuore della tradizione poetica più antica. Il termine indicava formule di incantesimo per cerimonie religiose, recitate da sacerdoti o capifamiglia con ritmo e musicalità. Erano spesso composti nel verso saturnio, tipico della tradizione italica.

Gli esempi principali includevano il carmen lustrale (preghiera annuale per allontanare carestie), il canto dei Fratelli Arvali per la purificazione dei campi, i carmina convivalia durante i banchetti e quelli triumphalia per le vittorie militari.

Anche i Latini possedevano miti propri, racconti antichissimi basati sui valori delle primitive civiltà italiche. Tuttavia questi furono influenzati dalle tradizioni greche attraverso i rapporti commerciali. Eroi greci come Enea e Ulisse furono collegati alla storia d'Italia, e Enea divenne l'antenato leggendario dei Romani.

Il mito romano aveva caratteristiche distintive: le divinità non erano antropomorfe ma simili a forze naturali; i racconti spiegavano vicende storiche e origini di rituali, non la creazione del mondo; i protagonisti erano cittadini e famiglie nobili come Muzio Scevola, Orazi e Curiazi.

Trasmissione orale: I racconti mitologici si tramandavano nelle famiglie aristocratiche durante banchetti con carmina convivalia e ai funerali con laudationes funebres.

Gli elogia erano iscrizioni funebri in versi saturni che commemoravano incarichi pubblici e imprese del defunto, specialmente della gens Scipioni, rappresentando un ponte tra tradizione orale e letteratura scritta.

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Roma nacque come un piccolo villaggio di pastori latini che vivevano ne

Le prime forme teatrali

Prima del 240 a.C., durante i ludi (feste religiose), Roma aveva già spettacoli teatrali improvvisati per placare l'ira degli dei. Queste forme preletterarie mancavano di autori definiti e si basavano sull'improvvisazione.

Le principali erano: le saturae preletterarie (spettacoli che univano canto, danza e mimo), i fescennini versus (versi rozzi etruschi per feste e matrimoni) e la fabula atellana (commedia campana con linguaggio volgare e personaggi fissi come il furbo imbroglione e la suocera rompiscatole).

Gli Annales Maximi rappresentano il sistema ufficiale di registrazione degli eventi gestito dallo Stato. Ogni anno il pontefice massimo scriveva su una tavola bianca i nomi dei consoli e gli eventi principali (guerre, trattati, fenomeni naturali). Queste registrazioni furono raccolte negli Annales Maximi, fonte storica fondamentale per la storia romana.

Le Leggi delle XII Tavole 451450a.C.451-450 a.C. sono tra le prime testimonianze scritte in latino. Furono create da 12 magistrati straordinari per garantire uguaglianza tra patrizi e plebei davanti alla legge, impedendo interpretazioni soggettive dei magistrati.

Importanza storica: Le XII Tavole, incise su bronzo ed esposte nel Foro, rimasero la base del diritto romano e erano ancora studiate ai tempi di Cicerone.

Queste leggi definirono criteri precisi per le sentenze, rappresentando un passo fondamentale verso l'uguaglianza giuridica e la codificazione del diritto.

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I padri fondatori: Livio Andronico

La letteratura latina nazionale nasce a metà del III secolo con Livio Andronico, Nevio ed Ennio. Pur ispirandosi ai modelli greci, crearono la prima vera letteratura nazionale romana. Nessuno era originario di Roma e si dedicarono a più generi: epica, tragedia e commedia.

Livio Andronico, il primo poeta latino, era un greco di Taranto giunto a Roma come schiavo di guerra. Maestro di scuola, fu affidato dal console Livio Salinatore all'educazione dei suoi figli. Una volta liberato, assunse il nome del padrone diventando liberto.

Nel 240 a.C. mise in scena il primo dramma in lingua latina. Della sua produzione restano i titoli di 8 tragedie (cothurnatae) mitologiche e 3 commedie di ambientazione greca (palliatae). Nel 207 a.C. ricevette l'incarico di scrivere un partheneion (canto religioso) in onore della dea Giunone.

La sua opera principale fu la traduzione dell'Odissea, chiamata Odussia, scritta in versi saturni. Non si limitò alla traduzione letterale ma adattò il contenuto greco alla cultura romana, trasformando Odisseo in Ulisse romano.

Innovazione linguistica: Livio Andronico trasformò la musa greca in camena romana, adattando la mitologia alle tradizioni latine.

Scelse l'Odissea piuttosto che l'Iliade probabilmente perché Ulisse era già popolare nelle leggende italiche. La sua traduzione, pur innovativa, dovette affrontare le difficoltà di un latino ancora povero e primitivo.

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Roma nacque come un piccolo villaggio di pastori latini che vivevano ne

Teatro delle origini

Dopo il successo di Livio Andronico, il teatro si diffuse rapidamente a Roma. Le rappresentazioni avvenivano durante i ludi (feste pubbliche dedicate agli dei), ma avevano soprattutto funzione di intrattenimento e propaganda politica per i magistrati che le finanziavano.

Non esistevano ancora teatri in muratura: si usavano strutture di legno temporanee montate per l'occasione. La scena era semplice, con tre facciate di edifici dipinti da cui entravano gli attori, più due ingressi laterali (da destra per chi arrivava dal foro, da sinistra per chi veniva da fuori città).

Le compagnie teatrali erano composte da cinque o sei attori, tutti maschi anche per i ruoli femminili. Inizialmente gli attori erano considerati poco rispettabili (spesso liberti o stranieri), ma col tempo divennero più apprezzati socialmente.

Nel teatro romano si affermarono quattro forme teatrali: la palliata (commedia greca), la togata (commedia romana), la cothurnata (tragedia greca) e la praetexta (tragedia romana).

Curiosità: Il sipario fu introdotto solo nel 133 a.C., molto dopo l'inizio delle rappresentazioni teatrali regolari.

Queste rappresentazioni non erano solo intrattenimento ma strumenti di educazione civica e celebrazione dei valori romani, contribuendo alla formazione dell'identità culturale della città.

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Nevio

Gneo Nevio (270 a.C. circa), nato in Campania probabilmente a Capua, fu il secondo grande poeta latino. A differenza di Livio Andronico che traduceva modelli greci, Nevio sperimentò argomenti romani dando una svolta decisiva alla letteratura latina.

Cittadino romano che combatté nella prima guerra punica, compose opere sia di argomento greco (Danae, Cavallo di Troia) sia romano. Inventò la praetexta, un nuovo tipo di tragedia di argomento romano come il Romulus (fondazione di Roma) e il Clastidium (vittoria sui Galli).

Nelle sue commedie non esitava a criticare i personaggi politici contemporanei. Questo gli causò problemi con la potente famiglia dei Metelli per un verso ironico: "Per volere del destino i Metelli sono stati fatti consoli a Roma", giocando sul doppio senso di fato destino/disgraziadestino/disgrazia.

I Metelli risposero minacciosi e Nevio fu imprigionato, poi liberato grazie ai tribuni della plebe. La sua opera principale fu il Bellum Poenicum, poema in versi saturni sulla storia di Roma dalle origini alla prima guerra punica.

Struttura innovativa: Il poema univa mitologia (fuga di Enea da Troia) e storia contemporanea (guerra punica), creando un modello per l'epica romana.

Il Bellum Poenicum, suddiviso in 7 libri, raccontava il mito di Enea nei primi libri e la prima guerra punica nella parte centrale. La lingua era un latino primitivo ma vigoroso, con allitterazioni e parole composte sul modello greco.

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Roma nacque come un piccolo villaggio di pastori latini che vivevano ne

Ennio

Ennio (239 a.C., attuale Lecce) fu considerato dai Romani il vero padre della letteratura latina. Rappresenta una nuova fase della poesia romana per le sue abilità poetiche e capacità linguistiche eccezionali.

Fu il primo a utilizzare l'esametro, verso usato da Omero in Grecia. Rispetto al saturnio, l'esametro era più raffinato e adatto allo stile elevato, formato da sei unità metriche (dattili o spondei). Si definiva "uomo con tre cuori" perché conosceva latino, greco e osco.

Combatté nella seconda guerra punica, poi si trasferì a Roma entrando in contatto con l'aristocrazia, specialmente con la famiglia degli Scipioni. Morì nel 169 a.C. e fu sepolto nella tomba degli Scipioni, segno del legame di amicizia con Scipione Africano.

La sua opera principale furono gli Annales, poema epico in esametri che celebrava la storia di Roma dal 220 al 171 a.C., quando Roma si affermò come potenza mediterranea dopo la vittoria su Cartagine. Fino all'Eneide di Virgilio fu considerato il poema nazionale di Roma.

Gli Annales comprendevano 18 libri con 30.000 esametri (restano poco più di 600 frammenti). Raccontavano la storia romana in ordine cronologico, dalle origini mitiche con Enea fino alle conquiste contemporanee in Grecia e Oriente.

Innovazione culturale: Nel proemio Ennio invocava le Muse greche invece delle Camene latine e raccontava un sogno in cui Omero gli diceva che la sua anima si era incarnata in lui.

Ennio celebrava i grandi uomini della nobiltà romana come Scipione Africano e Fabio Massimo, mantenendo però elementi tradizionali come allitterazioni e il tono solenne per esaltare il mos maiorum.



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Andrea

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Greenlight Bonnie

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Andrea

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Latino

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G

Giorgia

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La letteratura latina nacque dall'incontro tra la cultura romana tradizionale e l'influenza greca, sviluppandosi dal 240 a.C. quando Roma si trasformò da piccola città-stato a grande potenza mediterranea. Prima di diventare scritta, esistevano già forme orali come i carmina religiosi... Mostra di più

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Dalle origini alla nascita della Repubblica

Roma iniziò come un piccolo villaggio di pastori latini nel Latium, l'attuale Lazio. Condivideva la penisola con Etruschi, Volsci, Sabini e, dall'VIII secolo a.C., con i Greci che colonizzarono il Sud Italia e la Sicilia.

La posizione strategica sui colli Palatino, Esquilino e Quirinale, vicino al Tevere, permetteva di controllare le rotte commerciali tra Etruria e Campania. Tra l'VIII e il VII secolo a.C., questi villaggi si unirono attraverso il sinecismo, formando un'unica città.

Nonostante la leggenda parli della fondazione nel 753 a.C. da parte di Romolo, si trattò in realtà di un processo graduale. Dal 753 al 509 a.C. Roma fu governata da sette re, gli ultimi tre di origine etrusca, ognuno ricordato per contributi specifici: Romolo per le istituzioni, Numa Pompilio per la religione, Tullo Ostilio per le conquiste.

Ricorda: Il Senato esisteva già dai tempi di Romolo, formato dai patrizi (famiglie ricche), mentre la plebe non aveva diritti politici.

Nel 509 a.C. nacque la res publica dopo aver cacciato l'ultimo re. Il potere passò a due consoli eletti annualmente, creando il cursus honorum che stabiliva l'ordine delle cariche politiche. Questo sistema rese Roma più stabile e pronta per l'espansione mediterranea.

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La vittoria su Taranto e il re Pirro (272 a.C.) portò il controllo del Sud Italia. Le guerre puniche contro Cartagine furono decisive: la prima 264241a.C.264-241 a.C. diede a Roma Sicilia, Sardegna e Corsica; la seconda 218201a.C.218-201 a.C. la Spagna.

Tra il 215 e il 146 a.C. Roma conquistò l'Oriente, sottomettendo Grecia, Macedonia e Siria. Nel 146 a.C. distrusse Cartagine creando la provincia d'Africa, e trasformò la Grecia nella provincia d'Acaia. Nel 133 a.C. arrivò anche la provincia d'Asia.

I cambiamenti sociali furono radicali: patrizi e plebei ottennero parità giuridica, nacquero i cavalieri (ricchi imprenditori) e il Senato si aprì agli "uomini nuovi" non aristocratici. Però i piccoli proprietari terrieri, costretti ad abbandonare i campi per l'esercito, tornarono e dovettero vendere le terre rovinate, creando i latifondi gestiti da schiavi.

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Questo fermento culturale fece nascere la letteratura latina e le prime scuole pubbliche. I protagonisti erano spesso di origine non romana: Livio Andronico da Taranto, Nevio campano, Ennio messapico, Plauto umbro. La traduzione ebbe un ruolo fondamentale: le opere greche venivano tradotte e riadattate, creando testi originali.

La diffusione della cultura greca provocò due reazioni opposte. I conservatori come Catone il Censore temevano che i costumi greci corrompessero il mos maiorum (tradizioni degli antenati). Abolirono i Baccanali nel 186 a.C. e cacciarono filosofi come gli epicurei (173 a.C.) e gli ambasciatori ateniesi (155 a.C.).

I filelleni del Circolo degli Scipioni erano invece favorevoli alla cultura greca. Proteggevano intellettuali greci e promuovevano l'humanitas (rispetto dell'uomo libero). Tra loro c'erano Gaio Lelio, Terenzio e Gaio Lucilio.

Da ricordare: Panezio di Rodi, filosofo stoico, collaborava con Scipione Emiliano, mentre Catone combatteva le filosofie greche perché promuovevano l'individualismo.

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Prima di allora, pur esistendo la scrittura dall'VIII secolo a.C., veniva usata principalmente per scopi pratici come registrare eventi storici. Solo nel III secolo a.C., quando Roma iniziò l'espansione mediterranea, nacque il desiderio di affermarsi culturalmente prendendo la letteratura greca come modello.

Tuttavia la letteratura latina non nacque dal nulla. Esistevano già forme di produzione orale: canti religiosi, celebrazioni pubbliche, recitazioni durante feste e banchetti. Questa produzione intermedia si definisce preletteratura.

I carmina erano la forma più antica di linguaggio poetico, originariamente formule di incantesimo per cerimonie religiose. Avevano ritmo e musicalità grazie a ripetizioni e allitterazioni, e si collocavano a metà tra prosa ritmica e poesia.

Esempi di carmina: il carmen lustrale (preghiera annuale del Pater familias), il canto dei Fratelli Arvali, i carmina convivalia durante i banchetti.

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Gli esempi principali includevano il carmen lustrale (preghiera annuale per allontanare carestie), il canto dei Fratelli Arvali per la purificazione dei campi, i carmina convivalia durante i banchetti e quelli triumphalia per le vittorie militari.

Anche i Latini possedevano miti propri, racconti antichissimi basati sui valori delle primitive civiltà italiche. Tuttavia questi furono influenzati dalle tradizioni greche attraverso i rapporti commerciali. Eroi greci come Enea e Ulisse furono collegati alla storia d'Italia, e Enea divenne l'antenato leggendario dei Romani.

Il mito romano aveva caratteristiche distintive: le divinità non erano antropomorfe ma simili a forze naturali; i racconti spiegavano vicende storiche e origini di rituali, non la creazione del mondo; i protagonisti erano cittadini e famiglie nobili come Muzio Scevola, Orazi e Curiazi.

Trasmissione orale: I racconti mitologici si tramandavano nelle famiglie aristocratiche durante banchetti con carmina convivalia e ai funerali con laudationes funebres.

Gli elogia erano iscrizioni funebri in versi saturni che commemoravano incarichi pubblici e imprese del defunto, specialmente della gens Scipioni, rappresentando un ponte tra tradizione orale e letteratura scritta.

# Letteratura latina

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Le prime forme teatrali

Prima del 240 a.C., durante i ludi (feste religiose), Roma aveva già spettacoli teatrali improvvisati per placare l'ira degli dei. Queste forme preletterarie mancavano di autori definiti e si basavano sull'improvvisazione.

Le principali erano: le saturae preletterarie (spettacoli che univano canto, danza e mimo), i fescennini versus (versi rozzi etruschi per feste e matrimoni) e la fabula atellana (commedia campana con linguaggio volgare e personaggi fissi come il furbo imbroglione e la suocera rompiscatole).

Gli Annales Maximi rappresentano il sistema ufficiale di registrazione degli eventi gestito dallo Stato. Ogni anno il pontefice massimo scriveva su una tavola bianca i nomi dei consoli e gli eventi principali (guerre, trattati, fenomeni naturali). Queste registrazioni furono raccolte negli Annales Maximi, fonte storica fondamentale per la storia romana.

Le Leggi delle XII Tavole 451450a.C.451-450 a.C. sono tra le prime testimonianze scritte in latino. Furono create da 12 magistrati straordinari per garantire uguaglianza tra patrizi e plebei davanti alla legge, impedendo interpretazioni soggettive dei magistrati.

Importanza storica: Le XII Tavole, incise su bronzo ed esposte nel Foro, rimasero la base del diritto romano e erano ancora studiate ai tempi di Cicerone.

Queste leggi definirono criteri precisi per le sentenze, rappresentando un passo fondamentale verso l'uguaglianza giuridica e la codificazione del diritto.

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I padri fondatori: Livio Andronico

La letteratura latina nazionale nasce a metà del III secolo con Livio Andronico, Nevio ed Ennio. Pur ispirandosi ai modelli greci, crearono la prima vera letteratura nazionale romana. Nessuno era originario di Roma e si dedicarono a più generi: epica, tragedia e commedia.

Livio Andronico, il primo poeta latino, era un greco di Taranto giunto a Roma come schiavo di guerra. Maestro di scuola, fu affidato dal console Livio Salinatore all'educazione dei suoi figli. Una volta liberato, assunse il nome del padrone diventando liberto.

Nel 240 a.C. mise in scena il primo dramma in lingua latina. Della sua produzione restano i titoli di 8 tragedie (cothurnatae) mitologiche e 3 commedie di ambientazione greca (palliatae). Nel 207 a.C. ricevette l'incarico di scrivere un partheneion (canto religioso) in onore della dea Giunone.

La sua opera principale fu la traduzione dell'Odissea, chiamata Odussia, scritta in versi saturni. Non si limitò alla traduzione letterale ma adattò il contenuto greco alla cultura romana, trasformando Odisseo in Ulisse romano.

Innovazione linguistica: Livio Andronico trasformò la musa greca in camena romana, adattando la mitologia alle tradizioni latine.

Scelse l'Odissea piuttosto che l'Iliade probabilmente perché Ulisse era già popolare nelle leggende italiche. La sua traduzione, pur innovativa, dovette affrontare le difficoltà di un latino ancora povero e primitivo.

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Teatro delle origini

Dopo il successo di Livio Andronico, il teatro si diffuse rapidamente a Roma. Le rappresentazioni avvenivano durante i ludi (feste pubbliche dedicate agli dei), ma avevano soprattutto funzione di intrattenimento e propaganda politica per i magistrati che le finanziavano.

Non esistevano ancora teatri in muratura: si usavano strutture di legno temporanee montate per l'occasione. La scena era semplice, con tre facciate di edifici dipinti da cui entravano gli attori, più due ingressi laterali (da destra per chi arrivava dal foro, da sinistra per chi veniva da fuori città).

Le compagnie teatrali erano composte da cinque o sei attori, tutti maschi anche per i ruoli femminili. Inizialmente gli attori erano considerati poco rispettabili (spesso liberti o stranieri), ma col tempo divennero più apprezzati socialmente.

Nel teatro romano si affermarono quattro forme teatrali: la palliata (commedia greca), la togata (commedia romana), la cothurnata (tragedia greca) e la praetexta (tragedia romana).

Curiosità: Il sipario fu introdotto solo nel 133 a.C., molto dopo l'inizio delle rappresentazioni teatrali regolari.

Queste rappresentazioni non erano solo intrattenimento ma strumenti di educazione civica e celebrazione dei valori romani, contribuendo alla formazione dell'identità culturale della città.

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Nevio

Gneo Nevio (270 a.C. circa), nato in Campania probabilmente a Capua, fu il secondo grande poeta latino. A differenza di Livio Andronico che traduceva modelli greci, Nevio sperimentò argomenti romani dando una svolta decisiva alla letteratura latina.

Cittadino romano che combatté nella prima guerra punica, compose opere sia di argomento greco (Danae, Cavallo di Troia) sia romano. Inventò la praetexta, un nuovo tipo di tragedia di argomento romano come il Romulus (fondazione di Roma) e il Clastidium (vittoria sui Galli).

Nelle sue commedie non esitava a criticare i personaggi politici contemporanei. Questo gli causò problemi con la potente famiglia dei Metelli per un verso ironico: "Per volere del destino i Metelli sono stati fatti consoli a Roma", giocando sul doppio senso di fato destino/disgraziadestino/disgrazia.

I Metelli risposero minacciosi e Nevio fu imprigionato, poi liberato grazie ai tribuni della plebe. La sua opera principale fu il Bellum Poenicum, poema in versi saturni sulla storia di Roma dalle origini alla prima guerra punica.

Struttura innovativa: Il poema univa mitologia (fuga di Enea da Troia) e storia contemporanea (guerra punica), creando un modello per l'epica romana.

Il Bellum Poenicum, suddiviso in 7 libri, raccontava il mito di Enea nei primi libri e la prima guerra punica nella parte centrale. La lingua era un latino primitivo ma vigoroso, con allitterazioni e parole composte sul modello greco.

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Ennio

Ennio (239 a.C., attuale Lecce) fu considerato dai Romani il vero padre della letteratura latina. Rappresenta una nuova fase della poesia romana per le sue abilità poetiche e capacità linguistiche eccezionali.

Fu il primo a utilizzare l'esametro, verso usato da Omero in Grecia. Rispetto al saturnio, l'esametro era più raffinato e adatto allo stile elevato, formato da sei unità metriche (dattili o spondei). Si definiva "uomo con tre cuori" perché conosceva latino, greco e osco.

Combatté nella seconda guerra punica, poi si trasferì a Roma entrando in contatto con l'aristocrazia, specialmente con la famiglia degli Scipioni. Morì nel 169 a.C. e fu sepolto nella tomba degli Scipioni, segno del legame di amicizia con Scipione Africano.

La sua opera principale furono gli Annales, poema epico in esametri che celebrava la storia di Roma dal 220 al 171 a.C., quando Roma si affermò come potenza mediterranea dopo la vittoria su Cartagine. Fino all'Eneide di Virgilio fu considerato il poema nazionale di Roma.

Gli Annales comprendevano 18 libri con 30.000 esametri (restano poco più di 600 frammenti). Raccontavano la storia romana in ordine cronologico, dalle origini mitiche con Enea fino alle conquiste contemporanee in Grecia e Oriente.

Innovazione culturale: Nel proemio Ennio invocava le Muse greche invece delle Camene latine e raccontava un sogno in cui Omero gli diceva che la sua anima si era incarnata in lui.

Ennio celebrava i grandi uomini della nobiltà romana come Scipione Africano e Fabio Massimo, mantenendo però elementi tradizionali come allitterazioni e il tono solenne per esaltare il mos maiorum.

Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....

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