Plauto: il pagliaccio dai piedi piatti
Tito Maccio Plauto 255−250a.C. è il primo autore latino di cui possiamo leggere opere quasi complete ed è il commediografo più originale della letteratura latina. Nato a Sarsina (Emilia Romagna), il suo era un nome "d'arte": Maccio dalla maschera buffonesca della fabula Atellana, Plauto significa "dai piedi piatti" per il suo modo comico di camminare in scena.
Prima di diventare autore, Plauto fu attore professionista. La tradizione racconta che investì nel commercio, perse tutto e finì schiavo in un mulino per pagare i debiti. Proprio in questo periodo difficile iniziò a scrivere commedie che ebbero un successo strepitoso.
Il suo successo fu tale che nel secolo successivo circolavano 130 commedie sotto il suo nome, ma solo 21 erano autentiche - le altre erano plagi e imitazioni.
L'efficacia del teatro plautino deriva dalla combinazione di: intrecci sorprendenti, ritmo incalzante, capacità di far ridere, linguaggio graffiante pieno di immagini vivaci e musica. Plauto mette in scena "tipi" comici fissi (l'avaro, il servo astuto) con trame a schema sempre a lieto fine.
Come gli altri autori teatrali latini, scriveva commedie palliatae (ambientazione greca) ispirate alla Commedia Nuova greca, ma le riadattava con spirito latino per divertire il pubblico senza moralismi, usando la contaminatio (fusione di scene da commedie diverse).
Tecnica teatrale: Plauto spesso interrompe l'azione per alludere alla vita quotidiana romana, come se aprisse "un sipario sul presente" - un modo geniale per coinvolgere il pubblico!