De Bello Civili: l'arte di giustificare una guerra fratricida
Il De Bello Civili affronta un tema delicatissimo: come giustificare una guerra contro la propria patria? Cesare risolve il problema presentando lo scontro con Pompeo come inevitabile, causato dall'intransigenza del Senato.
La struttura è perfetta: nel primo libro mostra come sia stato costretto ad attraversare il Rubicone (che però non nomina mai direttamente), nel secondo estende il conflitto, nel terzo arriva al trionfo di Farsalo e alla morte di Pompeo in Egitto.
L'opera si interrompe bruscamente, ma altri generali completarono il racconto con il Bellum Alexandrinum, Africanum e Hispaniense. Questi anonimi continuatori vollero creare un corpus completo che tramandasse ai posteri l'immagine di Cesare come leggenda.
Il genio di Cesare scrittore sta nella sua apparente semplicità: niente retorica eccessiva, niente autocompiacimento esplicito. La verità doveva emergere dai fatti nudi e crudi, rendendo la sua propaganda ancora più efficace.
Lezione di stile: Cesare dimostra che spesso dire meno significa comunicare di più - la sua sobrietà narrativa rende i suoi successi ancora più impressionanti.