Plauto e il Teatro Romano
Plauto arrivò a Roma per fare l'attore, ma finì a girare la macina di un mulino dopo aver perso tutto negli affari. Per sopravvivere, iniziò a scrivere commedie che conquistarono il pubblico romano.
Il suo vero nome era Tito Maccio Plauto, dove "Maccio" deriva dalle maschere dell'atellana (teatro popolare italiano) e "Plautus" significa "piedi piatti" o "orecchie penzoloni". Alla sua morte circolavano ben 130 commedie sotto il suo nome, ma molte erano false - a noi ne sono arrivate solo 21 autentiche.
Plauto usava la tecnica della contaminatio: mescolava trame di commedie greche diverse per crearne di nuove, aggiungendo elementi tipicamente italici come il mimo e l'atellana. Non faceva semplici traduzioni, ma creava opere originali con una lingua latina vivace e colorita.
Curiosità: In ogni commedia di Plauto trovi sempre un "servus callidus et fidelus" (servo furbo e fedele) che risolve i problemi con la sua astuzia!











