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positivismo, naturalismo, verismo, verga (maturità)

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 Il secondo Ottocento
Nella prima parte della seconda metà del '800 si sviluppò la corrente letteraria del REALISMO che privilegia
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Ilenia Cortello

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appunti su verga verismo naturalismo e positivismo + 2 opere verga

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Il secondo Ottocento Nella prima parte della seconda metà del '800 si sviluppò la corrente letteraria del REALISMO che privilegia la forma del romanzo raccontando in modo oggettivo la realtà che circonda gli uomini. Il Realismo si esprime, in Francia con il NATURALISMO, e in Italia con il VERISMO. Sono entrambe due correnti che si esprimono in prosa, ma a differenza del naturalismo, il verismo tratta anche la poesia con la scapigliatura e la figura di Carducci che fa da tramite tra la poesia romantica e quella decadente. Nella seconda parte, verso la fine del '800, si sviluppò la corrente del DECADENTISMO. Questa corrente predilige la poesia ed esprime la crisi dell'uomo, la caduta delle grandi certezze e l'inquietudine nell'affrontare il 1° conflitto mondiale. Questo è anche il periodo dei poeti maledetti francesi e della poesia decadente, mentre in Italia è presente la scapigliatura e Carducci . Dal punto di vista storico il periodo della metà del '800 parte con l'unificazione italiana -> realizzando il sogno dei romantici. D'altra parte, però, è un periodo di grande arretratezza e povertà delle campagne, a causa di : -il divario tra nord e sud che portò poi al fenomeno del brigantaggio, -una frammentazione linguistica e amministrativa, -una unità territoriale incompleta. Il realismo italiano, attraverso il VERISMO,...

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racconta e denuncia i problemi della post-unificazione (soprattutto del meridione) tentando di contribuire alla realizzazione di una nuova nazione. L'età del realismo però non può essere considerata completamente diversa dal romanticismo, è piuttosto una continuazione; infatti il romanticismo comprendeva due tendenze tematiche: 1. Storica (Manzoni) 2. Ideale (Europa Centrale) più passionale. Il realismo riprende il filone del romanticismo, ma, se i romantici avevano una concezione più ideale dell'Italia perché erano aspirazioni a ciò che sarebbe potuta diventare, i veristi raccontano l'Italia per come è in modo oggettivo (senza esprimere idee personali) e scientifico. Si può quindi distinguere un realismo romantico di Manzoni e il verismo di Verga. Con la 2° rivoluzione industriale in Francia (1870) e la nascita delle fabbriche, cambiano i modi di produzione e si inizia a parlare di questione sociale <- tema principale della corrente del NATURALISMO. In questo periodo però c'è un ottimismo nei confronti della scienza, apparentemente in grado di poter migliorare e cambiare la realtà degli uomini. Alla base di questo ottimismo troviamo una forte cultura razionalista ripresa dall'illuminismo, per questo viene chiamato neo-illuminismo. IL POSITIVISMO Si sviluppa un nuovo contesto filosofico: il positivismo, termine utilizzato per la prima volta nel 1823 dal filosofo socialista utopista Saint-Simon, ripreso poi dal filosofo francese Comte. Con il termine positivismo Saint-Simon definì tutte le scienze fondate sull'osservazione dei fatti che avrebbe contribuito a migliorare la società, inoltre indica come la scienza sia l'unico strumento utile per indagare il mondo e poter dominare la realtà, sono sicuri di ciò perché la scienza si basa sul metodo scientifico su cui si basa ogni conoscenza, ovvero: l'osservazione, verifica, conclusione = legge. Questa fiducia nella scienza nasce dopo il progresso e il miglioramento della 2° rivoluzione industriale. Con il positivismo c'è quindi un'esaltazione della scienza. Il positivismo ha fiducia nella ragione umana con la quale si arriva alla concezione di realtà (come illuminismo) e esalta la nuova società industriale considerata positiva per la vita dell'uomo. Spencer e Darwin furono rappresentanti del positivismo, ma riconosciamo Comte come il più importante, quest'ultimo si oppose all'idealismo romantico perché distaccato dalla realtà e dalla ragione, ma condivide con l'idealismo l'idea che la realtà è in continuo progresso. Comte, inoltre, studia lo sviluppo dell'umanità e offre una nuova visione scientifica, individua come l'umanità abbia attraversato 3 fasi: 1° TEOLOGICA: dove l'uomo attribuiva le cose del mondo a identità sovrannaturali. 2° METAFISICA: dove l'uomo attribuiva i fenomeni che lo circondavano a forze misteriose. 3° POSITIVA: dove gli uomini studiano come si manifestano gli eventi e cercano di comprendere le cause e le conseguenze dei fenomeni attraverso la ragione. È presente una novità: l'uomo comincia a osservare la realtà e a cercare di comprenderne i fenomeni. Con Darwin (scienziato inglese) nasce la teoria dell'evoluzione nel suo testo più celebre: "L'origine delle specie" dove afferma che l'interazione tra le condizioni ambientali e le conseguenti modifiche delle caratteristiche dei viventi determina l'origine, la sopravvivenza o l'estinzione delle specie, genere umano compreso. Il metodo positivistico viene applicato a tutti gli ambienti scientifici, l'uomo diventa oggetto di indagine e nascono nuove discipline, quali la psicologia, la sociologia, la neurologia e l'antropologia. Il Naturalismo In Francia attorno al 1870-90, il termine Naturalismo indica una corrente letteraria che sceglie la realtà quotidiana come oggetto privilegiato di osservazione e narrazione. Lo scrittore descrive gli ambienti sociali e le dinamiche dei rapporti fra gli individui senza abbellimenti; il narratore studia il meccanismo degli eventi per rappresentarne le cause e conseguenze con impersonalità e precisione, liberandosi il più possibile dalla soggettività senza far emergere i propri sentimenti. Gli autori fondanti furono Zola e Maupassant. Come base letteraria persisteva una filosofia positiva (che si basava sulla ragione, fiducia sulla scienza) e una nuova organizzazione industriale. I naturalisti condividono la teoria determinista del filosofo Hippolyte Taine, dove vengono individuate 3 cause che determinano l'identità di una persona: 1. Razza: l'eredità dei caratteri determinano l'identità fisica e caratteriale della persona. 2. Ambiente: il carattere o la fisionomia di una persona è influenzata dall'ambiente che la circonda. 3. Storia: gli eventi storici del periodo in cui si vive influenzano una persona. Flaubert e Balzac furono gli anticipatori del naturalismo francese; Flaubert fu il primo ad applicare la teoria dell'impersonalità nei suoi romanzi ma soprattutto in Madame Bovary, in cui mira a fornire un modello di oggettiva esplorazione della realtà; “la scrittura deve andare oltre i sentimenti, la realtà deve essere raccontata così com'è" . La narrazione di Flaubert è impersonale e l'autore, pur essendo onnipresente, non è onnisciente (carattere che viene abbandonato) ma racconta solo ciò che vede dall'esterno. Balzac nell'opera "commedia umana” analizza in modo molto specifico la realtà e i caratteri dei suoi personaggi; Balzac è un attento analista con una lucidità scientifica. I PRINCIPI DEL NATURALISMO assoluta fiducia nella scienza, l'unico strumento capace di conoscere e trasformare la realtà. Deve essere applicata alla letteratura: lo scrittore deve essere come uno scienziato, ovvero osservare e raccontare impersonalmente. Naturalismo e positivismo hanno una concezione deterministica della realtà, si basano sulla teoria determinista. Il canone dell'impersonalità (Flaubert) l'opera deve sembrare fatta da sé. Lo scrittore deve essere come un fotografo che rappresenta la realtà senza interpretazione. Scopo socialista: con la loro letteratura i naturalisti vogliono denunciare la realtà per averne un conseguente miglioramento. Denunciano la loro realtà in fiducia che qualcosa cambi. Il tema principale è la questione sociale dopo la 2° rivoluzione industriale, quando i contadini sostituiti dalle fabbriche si sono trasferiti in città in cerca di lavoro, ma si sono ritrovati in una condizione di degrado sociale. - Atteggiamento positivo e ottimista. ZOLA ÈMILE Nel 1880 pubblica il “romanzo sperimentale” dove sostiene che il metodo sperimentale utilizzato nella scienza vada applicato anche sull'uomo. Come Hippolyte Taine, anche Zola sostiene che l'uomo sia regolato da tre fattori: 1.razza/ereditarietà, 2.ambiente e 3.storia. inoltre secondo Zola bisogna studiare i fattori, comprendere i comportamenti umani per poi migliorarli per il bene della società. Il compito della letteratura è di migliorare la scienza e l'economia attraverso la denuncia della realtà. Zola descrive e denuncia la realtà parlando del proletariato e delle sue precarie condizioni, la sua è una società decadente perché viene messo in luce il disagio che le persone provano rispetto al tempo in cui vivono. Zola è considerato un romanziere realista, ma anticipa la corrente del decadentismo, ovvero lo smarrimento dell'uomo con la società del suo tempo, a causa dell'industrializzazione. TESTO N°1 TESTO N°2 "Alla conquista del pane" pag.107 Verismo In Italia il verismo è la letteratura realista che si sviluppa dopo il naturalismo, verso il 1870 fino alla fine del secolo circa. I maggiori esponenti furono Giovanni Verga e Luigi Capuana, ma fu proprio questultipo a poter essere effettivamente definito come il principale teorico della corrente. I principi del naturalismo francese si insediarono anche in Italia grazie a due fattori: 1. Grazie alla diffusione delle teorie positiviste con le opere del filosofo Roberto Adigò. 2. La presa di coscienza dei problemi in Italia: lo squilibrio tra nord (era stato sotto il dominio austro con un dispotismo illuminato) e sud politica di sfruttamento con la Spagna) o meglio la questione meridionale Contesto storico: siamo nel periodo della post-unificazione dove è presente la questione meridionale, il brigantaggio, ci troviamo in un'Italia non ancora completamente unita perché mancano ancora il veneto, Trieste e il trentino. I'Italia non ha quindi ancora acquisito un'identità economica, politica e geografica. I CARATTERI DEL VERISMO A CONFRONTO COL NATURALISMO la fedeltà al reale e l'amore per il vero, l'osservazione e l'analisi dei rapporti tra l'individuo e l'ambiente, l'importanza dei fattori ereditari e al contesto sociale nello studio della psicologia delle persone, l'obbiettività e impersonalità del racconto. La tecnica: A differenza del Naturalismo, il Verismo non viene usata la componete scientifica che veniva invece utilizzata con Zola nel naturalismo. Non si tratta più quindi di applicare alla letteratura l'oggettività per giustificare le denunce sociali, ma invece, sono la forma e le tecniche di rappresentazione a rendere la narrazione impersonale. Secondo i veristi la letteratura non deve mai essere confusa con la scienza, perché il compito della letteratura è la critica della realtà in modo oggettivo e impersonale. Deve essere una letteratura che sembri essersi fatta da sé. L'ambientazione: se i naturalisti rappresentano luoghi legati alla realtà urbana e la metropoli, dove si possono cogliere i particolari degradi della civiltà industriale, i Veristi si soffermano a descrivere la vita autenticità dell'umile gente di campagna, non toccata dalle trasformazioni e il benessere economico. Il pessimismo: gli scrittori francesi mostrano le ingiustizie sociali allo scopo di superarle e avere un miglioramento nella società, i veristi non assumono alcun impegno politico, loro rappresentano la realtà nella sua immobilità rimanendo fedeli all'impersonalità. I Veristi hanno una concezione deterministica della realtà, dove vengono individuati -l'ambiente, -l'economia e l'istinto, come fattori che definiscono il cambiamento in un uomo. Il verismo può essere definito come una letteratura regionale e non nazionale perché è una letteratura che si concentra sui problemi del sud d'Italia e non di tutta Italia. Il naturalismo invece può essere definito una letteratura nazionale perché riguarda l'intera Francia. Giovanni Verga porterà grandi innovazioni al narratore, tipiche del romanzo verista. Il narratore di Verga si chiama NARRATORE REGREDITO POPOLARE e la sua descrizione si abbassa al livello dei personaggi, sia a livello linguistico che di pensiero. Questa tecnica di N.R.P. porterà il romanzo ad essere più realista. Se con Manzoni abbiamo assistito ad un innalzamento dei suoi personaggi, con Verga c'è un abbassamento al loro livello. Giovanni Verga VITA E OPERE Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di proprietari terrieri che vanta di antiche tradizioni nobiliari (viene accusato di vedere la letteratura in modo diverso perché la sua famiglia era proprietaria dei terreni). I parenti lo incoraggiano alla letteratura è una formazione scolastica, nel 1856 57 Verga scrive la sua prima ope non pubblicata.studio poi la facoltà di legge a Catania e dopo la spedizione garibaldina in Sicilia nel 1860 guarda con fiducia l'arrivo di Garibaldi credendo nell'unificazione d'Italia. Nel 1865 si trasferisce a Firenze che non ho capito lei di Torio dove frequenta salotti e scrive i "romanzi mondani". Nel 1872 si trasferisce a Milano dove entra in contatto con gli ambienti della scapigliatura, le idee naturalistiche e il simbolismo.per poter guadagnare del denaro continua scrivere i romanzi mondani. Nel 1874 Con la pubblicazione della novella "Nedda", Verga matura la conversione a una nuova poetica letteraria: l'adesione al verismo, che segna il passaggio dal romanzo mondano, caratterizzato da contenuti romantici. L'opera Nedda ha come protagonista una povera raccoglitrice di olive, in cui viene tratto un tema rivoluzionario: Verga inizia a trattare della vita dei contadini umili e poveri, descrive la vita di personaggi costretti alla miseria fin da quando sono nati. Un giorno la protagonista incontra un giovane con cui nacque un figlio, il giovane vorrebbe sposarla ma prima di poterlo fare muore, così la giovane resta sola in condizioni di sfruttamento, successivamente muore anche la figlia. La novella può essere considerata nuova per contenuto, ma anche a livello formale, infatti, Verga adotta un canone di oggettività e impersonalità. è inoltre presente l'eclissi del narratore con la quale i personaggi vengono conosciuti solo grazie alle loro azioni e non grazie alla loro descrizione psicologica data dal narratore. Dopo il primo racconto verista "rosso malpelo" 1878 escono la raccolta di novelle "vita dei campi" 1880 e il romanzo "i malavoglia”, primo capitolo di un "ciclo dei vinti" *. Nel 1883 pubblica la raccolta delle “novelle rusticane" e il romanzo "mastro Don Gesualdo" Nel 1893 Verga torna in Sicilia dove assiste ai cambiamenti in Italia e afferma le sue posizioni politiche sempre più conservatrici. Nel 1912 aderisce al partito nazionalista facendo l'intervento italiano nella grande guerra, muore nel 1922 a Catania quando Mussolini salì al potere. "Fantasticheria" è un'anticipazione dei malavoglia, la novella Verghiana può essere definita un bozzetto dove vengono delineati i personaggi, gli ambienti e le azioni che poi verranno riprese e sviluppate nei romanzi.in "novella dei campi" inizia con un'anticipazione dei malavoglia chiamata “fantasticheria" (anche Pirandello utilizzerà questa anticipazione dei romanzi). Durante il suo soggiorno a Milano, Verga scrisse i romanzi mondani, ambientati in un mondo borghese (un racconto quasi autobiografico siccome i posti erano realmente frequentati da Verga), raccontano di passioni d'amore travolgenti e tragiche, per esempio mori che portano al suicidio. I personaggi sono donne aristocratiche, ballerine, giovani in cerca di successo. TESTO N°3 "un "manifesto" del verismo Verghiano" pag141 ROSSO MALPELO La novella fu pubblicata nel 1878 nella raccolta vita dei campi (Che comprende tutto nove novelle). È considerato il primo testo verista verghiniana e viene pubblicata nel domenicale del quotidiano Fanfulla, due anni dopo verrà aggiunta alla raccolta. La novella vede come protagonista rosso mal pelo è un ragazzino con i capelli rossi che vive con il padre la madre la sorella.la gente lo evita e rosso mal pelo viene quasi considerato la vergogna della famiglia. Il padre è l'unico che lavora in miniera con il figlio. La novella tratta dei personaggi che sono i vinti dalla vita, Che a volte lottano per cambiare la propria vita, ma che alla fine non possono cambiare il loro destino; rosso mal pelo ne è la riuscita: resterà ciò che era suo padre, è la rappresentazione una ciclicità che rappresenta il pessimismo assoluto nei confronti della vita. Rosso malpelo viene considerato un ragazzo malizioso e cattivo a causa dei suoi capelli rossi (pregiudizio del sud Italia). Un giorno viene proposto un lavoro nella cava in cambio di qualche soldo in più, il papà di Rosso mal pelo accetta, è un lavoro pericoloso ma quei soldi sarebbero serviti per la festa della figlia che doveva sposarsi a breve. Ritrovatosi da solo all'interno della caverna viene sepolto nella miniera e quando l'ingegnere viene messo a conoscenza di quanto accaduto, Si rivelò infastidito per l'interruzione avvenuta mentre lui era in teatro. Il papà muore e il suo corpo non viene ritrovato, Rosso Malpelo ne rimane distrutto.i padroni della cava accettano di tenere Rosso Malpelo A lavorare quasi come se fosse un risarcimento, così il bimbo diventa ciò che era il padre: la ciclicità della vita. La gente si prendeva in giro di lui, e a causa anche della morte del padre ma il pelo si incattivì.a casa la madre la sorella lo picchiavano perché pensavano si tenesse dei soldi, Malpelo è considerato come la disgrazia della famiglia. Successivamente alla cava verranno ritrovati i vestiti del padre che poi lui decise di indossare quasi come se fosse una coccola da parte del padre.un giorno arriva un altro ragazzino in cava: ranocchio, che si affeziona e cercherà di prendersi cura di lui provando a evitargli qualunque fatica essendo che ranocchio è un corpicino più esile di lui. Per insegnargli a difendersi contro le persone lo picchia così che lui si alleni quasi per poi farlo con le persone che odieranno veramente. Vuole insegnargli a difendersi dalla vita. Essendo che ranocchio è fisicamente più fragile inizia a star male fino a che Un giorno non inizia a sputare sangue e non tornò più al lavoro. Malpelo va a trovarlo a casa sua in un sabato, arrivato rimane scioccato dal fatto che la madre si stia preoccupando del figlio, si chiede come mai, in fondo Ranocchio non le stava nemmeno portando a casa dei soldi. Muore anche ranocchio e malpelo resta solo. Viene riproposta alla cava l'occasione di avere dei soldi in più. Malpelo accetta ma si perde nella cava senza mai venir essere ritrovato, proprio come il padre. Ciclo dei vinti. Morì nella cava proprio come il padre (di cui il corpo poi venne ritrovato) e il suo spirito ora vaga li. Il mondo la vita di Malpelo e in bianco e nero, gli unici colori sono il rosso del sangue del dolore e i suoi sogni che rappresentano paesaggi verdi e un cielo azzurro, Un paesaggio della vita di un pastore, proprio ciò che Malpelo sogna di fare. La novella affronta il tema dello sfruttamento minorile e dei soprusi, denuncia come ci siano ancora situazioni di sfruttamento anche dopo l'unificazione italiana. Dal punto di vista stilistico la novella è già matura. Il narratore è regredito popolare che accetta l'opinione della gente e descrive attraverso un linguaggio Composto da termini dettagliati è una sintassi semplice. Malpelo rappresenta il vinto della vita che vorrebbe insegnare a ranocchio come sopravvivere ma muore comunque. TESTO N°4 "Rosso Malpelo" pag145 TESTO N°5 "FANTASTICHERIA" * Completata definitivamente nel 1878 circa, "Fantasticheria" è una novella di Giovanni Verga, fondamentale nella sua opera, non solo per avvicinamento stilistico al Verismo, ma anche per la forte dichiarazione poetica, che prende per la prima volta in esame il mondo dei "vinti" e i suoi principi. Essa racconta di una nobile donna, da quanto si evince amica del narratore, che giunge ad Aci Trezza, una frazione di un piccolo paese della Sicilia, ed essendosene innamorata, decide di trattenersi per addirittura un mese. In realtà ben presto, affievolitisi lo stupore e l'ammirazione per la bellezza del paesaggio, la donna termina le attività da poter svolgere e si scopre stanca di quel luogo che tanto aveva amato. Decide perciò di tornare a casa propria e, una volta pronta per la partenza, si chiede come possa la gente del luogo trascorrervi una vita intera. A questo punto il narratore, utilizzando una serie di flashback e intrecci temporali, inizia a raccontare le storie del popolo di Aci Trezza, costituito prevalentemente da pescatori. Costoro conducevano una vita grama, fatta di stenti, miseria e molte sventure. Nonostante tutto il loro desiderio più grande era proprio quello di morire laddove erano nati. Questo loro principio di vita è definito "'ideale dell'ostrica", poiché i Trezzani, così si chiamano gli abitanti di Aci Trezza, proprio come le ostriche, non volevano staccarsi dal proprio scoglio per nessuna ragione. Quando tuttavia decidevano di farlo, allora venivano inghiottiti dal mare della vita, che se li portava via. * CICLO DEI VINTI nell'opera "ciclo dei vinti" il narratore è popolare regredito, non giudica, si limita a narrare la vicenda. I personaggi di queste vicende hanno una visione religiosa della vita, ma è una religiosità che viene trattata diversamente da quella di Manzoni, infatti la religione nelle opere di Verga non è un Dio consolatore. Verga crede nella ciclicità della vita dove chi cerca di cambiare il proprio destino avrà come conseguenza solo la distruzione e il peggioramento della stessa; come ad esempio successe a : Mastro Mishu, il padre di Rosso Malpelo, che pur cercando di aiutare la famiglia economicamente accettando l'offerta di lavoro, muore nella caverna. Per Verga la Sicilia è il luogo ideale per descrivere l'unico mondo che gli appare vero, quell'universo di umili che combattono per l'esistenza, a modo loro eroi caratterizzati da una decisa caparbietà e da una rassegnazione coraggiosa ad una vita di stenti, come si legge nella novella fantasticheria.

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In questo periodo però c'è un ottimismo nei confronti della scienza, apparentemente in grado di poter migliorare e cambiare la realtà degli uomini. Alla base di questo ottimismo troviamo una forte cultura razionalista ripresa dall'illuminismo, per questo viene chiamato neo-illuminismo. IL POSITIVISMO Si sviluppa un nuovo contesto filosofico: il positivismo, termine utilizzato per la prima volta nel 1823 dal filosofo socialista utopista Saint-Simon, ripreso poi dal filosofo francese Comte. Con il termine positivismo Saint-Simon definì tutte le scienze fondate sull'osservazione dei fatti che avrebbe contribuito a migliorare la società, inoltre indica come la scienza sia l'unico strumento utile per indagare il mondo e poter dominare la realtà, sono sicuri di ciò perché la scienza si basa sul metodo scientifico su cui si basa ogni conoscenza, ovvero: l'osservazione, verifica, conclusione = legge. Questa fiducia nella scienza nasce dopo il progresso e il miglioramento della 2° rivoluzione industriale. Con il positivismo c'è quindi un'esaltazione della scienza. Il positivismo ha fiducia nella ragione umana con la quale si arriva alla concezione di realtà (come illuminismo) e esalta la nuova società industriale considerata positiva per la vita dell'uomo. Spencer e Darwin furono rappresentanti del positivismo, ma riconosciamo Comte come il più importante, quest'ultimo si oppose all'idealismo romantico perché distaccato dalla realtà e dalla ragione, ma condivide con l'idealismo l'idea che la realtà è in continuo progresso. Comte, inoltre, studia lo sviluppo dell'umanità e offre una nuova visione scientifica, individua come l'umanità abbia attraversato 3 fasi: 1° TEOLOGICA: dove l'uomo attribuiva le cose del mondo a identità sovrannaturali. 2° METAFISICA: dove l'uomo attribuiva i fenomeni che lo circondavano a forze misteriose. 3° POSITIVA: dove gli uomini studiano come si manifestano gli eventi e cercano di comprendere le cause e le conseguenze dei fenomeni attraverso la ragione. È presente una novità: l'uomo comincia a osservare la realtà e a cercare di comprenderne i fenomeni. Con Darwin (scienziato inglese) nasce la teoria dell'evoluzione nel suo testo più celebre: "L'origine delle specie" dove afferma che l'interazione tra le condizioni ambientali e le conseguenti modifiche delle caratteristiche dei viventi determina l'origine, la sopravvivenza o l'estinzione delle specie, genere umano compreso. 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Balzac nell'opera "commedia umana” analizza in modo molto specifico la realtà e i caratteri dei suoi personaggi; Balzac è un attento analista con una lucidità scientifica. I PRINCIPI DEL NATURALISMO assoluta fiducia nella scienza, l'unico strumento capace di conoscere e trasformare la realtà. Deve essere applicata alla letteratura: lo scrittore deve essere come uno scienziato, ovvero osservare e raccontare impersonalmente. Naturalismo e positivismo hanno una concezione deterministica della realtà, si basano sulla teoria determinista. Il canone dell'impersonalità (Flaubert) l'opera deve sembrare fatta da sé. Lo scrittore deve essere come un fotografo che rappresenta la realtà senza interpretazione. Scopo socialista: con la loro letteratura i naturalisti vogliono denunciare la realtà per averne un conseguente miglioramento. Denunciano la loro realtà in fiducia che qualcosa cambi. Il tema principale è la questione sociale dopo la 2° rivoluzione industriale, quando i contadini sostituiti dalle fabbriche si sono trasferiti in città in cerca di lavoro, ma si sono ritrovati in una condizione di degrado sociale. - Atteggiamento positivo e ottimista. ZOLA ÈMILE Nel 1880 pubblica il “romanzo sperimentale” dove sostiene che il metodo sperimentale utilizzato nella scienza vada applicato anche sull'uomo. Come Hippolyte Taine, anche Zola sostiene che l'uomo sia regolato da tre fattori: 1.razza/ereditarietà, 2.ambiente e 3.storia. inoltre secondo Zola bisogna studiare i fattori, comprendere i comportamenti umani per poi migliorarli per il bene della società. Il compito della letteratura è di migliorare la scienza e l'economia attraverso la denuncia della realtà. Zola descrive e denuncia la realtà parlando del proletariato e delle sue precarie condizioni, la sua è una società decadente perché viene messo in luce il disagio che le persone provano rispetto al tempo in cui vivono. Zola è considerato un romanziere realista, ma anticipa la corrente del decadentismo, ovvero lo smarrimento dell'uomo con la società del suo tempo, a causa dell'industrializzazione. TESTO N°1 TESTO N°2 "Alla conquista del pane" pag.107 Verismo In Italia il verismo è la letteratura realista che si sviluppa dopo il naturalismo, verso il 1870 fino alla fine del secolo circa. I maggiori esponenti furono Giovanni Verga e Luigi Capuana, ma fu proprio questultipo a poter essere effettivamente definito come il principale teorico della corrente. I principi del naturalismo francese si insediarono anche in Italia grazie a due fattori: 1. Grazie alla diffusione delle teorie positiviste con le opere del filosofo Roberto Adigò. 2. La presa di coscienza dei problemi in Italia: lo squilibrio tra nord (era stato sotto il dominio austro con un dispotismo illuminato) e sud politica di sfruttamento con la Spagna) o meglio la questione meridionale Contesto storico: siamo nel periodo della post-unificazione dove è presente la questione meridionale, il brigantaggio, ci troviamo in un'Italia non ancora completamente unita perché mancano ancora il veneto, Trieste e il trentino. I'Italia non ha quindi ancora acquisito un'identità economica, politica e geografica. I CARATTERI DEL VERISMO A CONFRONTO COL NATURALISMO la fedeltà al reale e l'amore per il vero, l'osservazione e l'analisi dei rapporti tra l'individuo e l'ambiente, l'importanza dei fattori ereditari e al contesto sociale nello studio della psicologia delle persone, l'obbiettività e impersonalità del racconto. La tecnica: A differenza del Naturalismo, il Verismo non viene usata la componete scientifica che veniva invece utilizzata con Zola nel naturalismo. Non si tratta più quindi di applicare alla letteratura l'oggettività per giustificare le denunce sociali, ma invece, sono la forma e le tecniche di rappresentazione a rendere la narrazione impersonale. Secondo i veristi la letteratura non deve mai essere confusa con la scienza, perché il compito della letteratura è la critica della realtà in modo oggettivo e impersonale. Deve essere una letteratura che sembri essersi fatta da sé. L'ambientazione: se i naturalisti rappresentano luoghi legati alla realtà urbana e la metropoli, dove si possono cogliere i particolari degradi della civiltà industriale, i Veristi si soffermano a descrivere la vita autenticità dell'umile gente di campagna, non toccata dalle trasformazioni e il benessere economico. Il pessimismo: gli scrittori francesi mostrano le ingiustizie sociali allo scopo di superarle e avere un miglioramento nella società, i veristi non assumono alcun impegno politico, loro rappresentano la realtà nella sua immobilità rimanendo fedeli all'impersonalità. I Veristi hanno una concezione deterministica della realtà, dove vengono individuati -l'ambiente, -l'economia e l'istinto, come fattori che definiscono il cambiamento in un uomo. Il verismo può essere definito come una letteratura regionale e non nazionale perché è una letteratura che si concentra sui problemi del sud d'Italia e non di tutta Italia. Il naturalismo invece può essere definito una letteratura nazionale perché riguarda l'intera Francia. Giovanni Verga porterà grandi innovazioni al narratore, tipiche del romanzo verista. Il narratore di Verga si chiama NARRATORE REGREDITO POPOLARE e la sua descrizione si abbassa al livello dei personaggi, sia a livello linguistico che di pensiero. Questa tecnica di N.R.P. porterà il romanzo ad essere più realista. Se con Manzoni abbiamo assistito ad un innalzamento dei suoi personaggi, con Verga c'è un abbassamento al loro livello. Giovanni Verga VITA E OPERE Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di proprietari terrieri che vanta di antiche tradizioni nobiliari (viene accusato di vedere la letteratura in modo diverso perché la sua famiglia era proprietaria dei terreni). I parenti lo incoraggiano alla letteratura è una formazione scolastica, nel 1856 57 Verga scrive la sua prima ope non pubblicata.studio poi la facoltà di legge a Catania e dopo la spedizione garibaldina in Sicilia nel 1860 guarda con fiducia l'arrivo di Garibaldi credendo nell'unificazione d'Italia. Nel 1865 si trasferisce a Firenze che non ho capito lei di Torio dove frequenta salotti e scrive i "romanzi mondani". Nel 1872 si trasferisce a Milano dove entra in contatto con gli ambienti della scapigliatura, le idee naturalistiche e il simbolismo.per poter guadagnare del denaro continua scrivere i romanzi mondani. Nel 1874 Con la pubblicazione della novella "Nedda", Verga matura la conversione a una nuova poetica letteraria: l'adesione al verismo, che segna il passaggio dal romanzo mondano, caratterizzato da contenuti romantici. L'opera Nedda ha come protagonista una povera raccoglitrice di olive, in cui viene tratto un tema rivoluzionario: Verga inizia a trattare della vita dei contadini umili e poveri, descrive la vita di personaggi costretti alla miseria fin da quando sono nati. Un giorno la protagonista incontra un giovane con cui nacque un figlio, il giovane vorrebbe sposarla ma prima di poterlo fare muore, così la giovane resta sola in condizioni di sfruttamento, successivamente muore anche la figlia. La novella può essere considerata nuova per contenuto, ma anche a livello formale, infatti, Verga adotta un canone di oggettività e impersonalità. è inoltre presente l'eclissi del narratore con la quale i personaggi vengono conosciuti solo grazie alle loro azioni e non grazie alla loro descrizione psicologica data dal narratore. Dopo il primo racconto verista "rosso malpelo" 1878 escono la raccolta di novelle "vita dei campi" 1880 e il romanzo "i malavoglia”, primo capitolo di un "ciclo dei vinti" *. Nel 1883 pubblica la raccolta delle “novelle rusticane" e il romanzo "mastro Don Gesualdo" Nel 1893 Verga torna in Sicilia dove assiste ai cambiamenti in Italia e afferma le sue posizioni politiche sempre più conservatrici. Nel 1912 aderisce al partito nazionalista facendo l'intervento italiano nella grande guerra, muore nel 1922 a Catania quando Mussolini salì al potere. "Fantasticheria" è un'anticipazione dei malavoglia, la novella Verghiana può essere definita un bozzetto dove vengono delineati i personaggi, gli ambienti e le azioni che poi verranno riprese e sviluppate nei romanzi.in "novella dei campi" inizia con un'anticipazione dei malavoglia chiamata “fantasticheria" (anche Pirandello utilizzerà questa anticipazione dei romanzi). Durante il suo soggiorno a Milano, Verga scrisse i romanzi mondani, ambientati in un mondo borghese (un racconto quasi autobiografico siccome i posti erano realmente frequentati da Verga), raccontano di passioni d'amore travolgenti e tragiche, per esempio mori che portano al suicidio. I personaggi sono donne aristocratiche, ballerine, giovani in cerca di successo. TESTO N°3 "un "manifesto" del verismo Verghiano" pag141 ROSSO MALPELO La novella fu pubblicata nel 1878 nella raccolta vita dei campi (Che comprende tutto nove novelle). È considerato il primo testo verista verghiniana e viene pubblicata nel domenicale del quotidiano Fanfulla, due anni dopo verrà aggiunta alla raccolta. La novella vede come protagonista rosso mal pelo è un ragazzino con i capelli rossi che vive con il padre la madre la sorella.la gente lo evita e rosso mal pelo viene quasi considerato la vergogna della famiglia. Il padre è l'unico che lavora in miniera con il figlio. La novella tratta dei personaggi che sono i vinti dalla vita, Che a volte lottano per cambiare la propria vita, ma che alla fine non possono cambiare il loro destino; rosso mal pelo ne è la riuscita: resterà ciò che era suo padre, è la rappresentazione una ciclicità che rappresenta il pessimismo assoluto nei confronti della vita. Rosso malpelo viene considerato un ragazzo malizioso e cattivo a causa dei suoi capelli rossi (pregiudizio del sud Italia). Un giorno viene proposto un lavoro nella cava in cambio di qualche soldo in più, il papà di Rosso mal pelo accetta, è un lavoro pericoloso ma quei soldi sarebbero serviti per la festa della figlia che doveva sposarsi a breve. Ritrovatosi da solo all'interno della caverna viene sepolto nella miniera e quando l'ingegnere viene messo a conoscenza di quanto accaduto, Si rivelò infastidito per l'interruzione avvenuta mentre lui era in teatro. Il papà muore e il suo corpo non viene ritrovato, Rosso Malpelo ne rimane distrutto.i padroni della cava accettano di tenere Rosso Malpelo A lavorare quasi come se fosse un risarcimento, così il bimbo diventa ciò che era il padre: la ciclicità della vita. La gente si prendeva in giro di lui, e a causa anche della morte del padre ma il pelo si incattivì.a casa la madre la sorella lo picchiavano perché pensavano si tenesse dei soldi, Malpelo è considerato come la disgrazia della famiglia. Successivamente alla cava verranno ritrovati i vestiti del padre che poi lui decise di indossare quasi come se fosse una coccola da parte del padre.un giorno arriva un altro ragazzino in cava: ranocchio, che si affeziona e cercherà di prendersi cura di lui provando a evitargli qualunque fatica essendo che ranocchio è un corpicino più esile di lui. Per insegnargli a difendersi contro le persone lo picchia così che lui si alleni quasi per poi farlo con le persone che odieranno veramente. Vuole insegnargli a difendersi dalla vita. Essendo che ranocchio è fisicamente più fragile inizia a star male fino a che Un giorno non inizia a sputare sangue e non tornò più al lavoro. Malpelo va a trovarlo a casa sua in un sabato, arrivato rimane scioccato dal fatto che la madre si stia preoccupando del figlio, si chiede come mai, in fondo Ranocchio non le stava nemmeno portando a casa dei soldi. Muore anche ranocchio e malpelo resta solo. Viene riproposta alla cava l'occasione di avere dei soldi in più. Malpelo accetta ma si perde nella cava senza mai venir essere ritrovato, proprio come il padre. Ciclo dei vinti. Morì nella cava proprio come il padre (di cui il corpo poi venne ritrovato) e il suo spirito ora vaga li. Il mondo la vita di Malpelo e in bianco e nero, gli unici colori sono il rosso del sangue del dolore e i suoi sogni che rappresentano paesaggi verdi e un cielo azzurro, Un paesaggio della vita di un pastore, proprio ciò che Malpelo sogna di fare. La novella affronta il tema dello sfruttamento minorile e dei soprusi, denuncia come ci siano ancora situazioni di sfruttamento anche dopo l'unificazione italiana. Dal punto di vista stilistico la novella è già matura. Il narratore è regredito popolare che accetta l'opinione della gente e descrive attraverso un linguaggio Composto da termini dettagliati è una sintassi semplice. Malpelo rappresenta il vinto della vita che vorrebbe insegnare a ranocchio come sopravvivere ma muore comunque. TESTO N°4 "Rosso Malpelo" pag145 TESTO N°5 "FANTASTICHERIA" * Completata definitivamente nel 1878 circa, "Fantasticheria" è una novella di Giovanni Verga, fondamentale nella sua opera, non solo per avvicinamento stilistico al Verismo, ma anche per la forte dichiarazione poetica, che prende per la prima volta in esame il mondo dei "vinti" e i suoi principi. Essa racconta di una nobile donna, da quanto si evince amica del narratore, che giunge ad Aci Trezza, una frazione di un piccolo paese della Sicilia, ed essendosene innamorata, decide di trattenersi per addirittura un mese. In realtà ben presto, affievolitisi lo stupore e l'ammirazione per la bellezza del paesaggio, la donna termina le attività da poter svolgere e si scopre stanca di quel luogo che tanto aveva amato. Decide perciò di tornare a casa propria e, una volta pronta per la partenza, si chiede come possa la gente del luogo trascorrervi una vita intera. A questo punto il narratore, utilizzando una serie di flashback e intrecci temporali, inizia a raccontare le storie del popolo di Aci Trezza, costituito prevalentemente da pescatori. Costoro conducevano una vita grama, fatta di stenti, miseria e molte sventure. Nonostante tutto il loro desiderio più grande era proprio quello di morire laddove erano nati. Questo loro principio di vita è definito "'ideale dell'ostrica", poiché i Trezzani, così si chiamano gli abitanti di Aci Trezza, proprio come le ostriche, non volevano staccarsi dal proprio scoglio per nessuna ragione. Quando tuttavia decidevano di farlo, allora venivano inghiottiti dal mare della vita, che se li portava via. * CICLO DEI VINTI nell'opera "ciclo dei vinti" il narratore è popolare regredito, non giudica, si limita a narrare la vicenda. I personaggi di queste vicende hanno una visione religiosa della vita, ma è una religiosità che viene trattata diversamente da quella di Manzoni, infatti la religione nelle opere di Verga non è un Dio consolatore. Verga crede nella ciclicità della vita dove chi cerca di cambiare il proprio destino avrà come conseguenza solo la distruzione e il peggioramento della stessa; come ad esempio successe a : Mastro Mishu, il padre di Rosso Malpelo, che pur cercando di aiutare la famiglia economicamente accettando l'offerta di lavoro, muore nella caverna. Per Verga la Sicilia è il luogo ideale per descrivere l'unico mondo che gli appare vero, quell'universo di umili che combattono per l'esistenza, a modo loro eroi caratterizzati da una decisa caparbietà e da una rassegnazione coraggiosa ad una vita di stenti, come si legge nella novella fantasticheria.