La vita di Alessandro Manzoni e la conversione religiosa
Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785, figlio di Giulia Beccaria, a sua volta figlia dell'illuminista Cesare Beccaria. La sua formazione inizia in collegio, un'esperienza che ricorderà negativamente, ma che lo avvicinò a autori come Alfieri, Parini e ai pensatori illuministi francesi.
Tappe fondamentali della sua vita:
- 1805: Si trasferisce a Parigi dove sua madre viveva con Carlo Imbonati, che morì poco prima del suo arrivo. Questo evento rafforzò il legame con la madre.
- 1808: Sposa Enrichetta Blondel con rito calvinista. Con lei inizia il percorso di conversione al cattolicesimo di matrice giansenista, dopo il "miracolo di San Rocco" a Parigi.
- 1819: Frequenta lo storico J. Thierry, sviluppando l'idea di una storiografia attenta alle masse popolari.
- 1820: Rientrato a Milano, inizia la stesura della prima versione dei "Promessi Sposi", pubblicata inizialmente come "Fermo e Lucia" .
- 1861: Diventa senatore del Regno d'Italia.
- 1873: Muore a Milano, ricevendo solenni onoranze funebri, tra cui una Messa da Requiem composta da Giuseppe Verdi.
Concetto Chiave: La conversione religiosa di Manzoni segnò una svolta decisiva nella sua produzione letteraria, allontanandolo dalla poesia neoclassica e orientandolo verso opere come gli "Inni Sacri" e le tragedie, tra cui "Il Conte di Carmagnola".
Durante gli anni milanesi, Manzoni si dedicò a profonde riflessioni sulla storiografia e sulla questione della lingua italiana, considerata fondamentale per il processo risorgimentale. In linea con le idee romantiche, sostenne l'uso di un fiorentino semplice e comprensibile, non aulico, che potesse includere termini pratici delle parlate locali e prestiti stranieri.
Il pensiero sulla lingua italiana:
- Rifiuto del fiorentino aulico e pomposo
- Preferenza per una lingua schietta e popolare
- Apertura ai termini pratici delle parlate locali
- Accettazione di termini stranieri in uso all'epoca
La questione linguistica per Manzoni non era solo letteraria ma politica: creazione di una lingua nazionale per "fare gli italiani" dopo aver "fatto l'Italia".




