Italiano /

LA ROBA GIOVANNI VERGA

LA ROBA GIOVANNI VERGA

 LA ROBA
È una novella che fa parte della raccolta “Novelle Rusticane”, pubblicata nel 1883.
Il protagonista, Mazzarò, è simile al Mastro Do

Commenti (1)

Condividi

Salva

14

LA ROBA GIOVANNI VERGA

user profile picture

Mirko Menghini

10 Followers
 

Italiano

 

5ªl

Appunto

La roba giovanni verga mazzarò e don gesualdo differenze narratore e differenza con rosso malpelo

Non c'è niente di adatto? Esplorare altre aree tematiche.

LA ROBA È una novella che fa parte della raccolta “Novelle Rusticane”, pubblicata nel 1883. Il protagonista, Mazzarò, è simile al Mastro Don Gesualdo. La si può dividere in 3 sequenze: Dalla riga 1 alla riga 30: presentazione di Mazzarò. C'è un viandante che cammina per le strade della Piana di Catania e per ogni pezzo di terra che vede domanda chi sia il proprietario, e la risposta è sempre la stessa: è di Mazzarò. Dalla riga 31 alla riga 143 viene descritto Mazzarò e la sua “roba”. Egli possiede la maggior parte dei terreni di Catania, poiché per tutta la sua vita non ha fatto altro che accumulare roba. All'inizio Mazzarò lavorava per il barone (che lo maltrattava anche), ma grazie al suo costante e continuo impegno nel lavorare, il guadagno lo spendeva per comprare sempre più appezzamenti di terreno. Ad un certo punto si ritrova ad aver acquistato quasi tutti gli appezzamenti del barone, e lo supera. La religione della roba: Mazzarò accumula sempre più roba, infatti lo scopo della vita è accumulare cose. Diventa come uno schiavo dei suoi averi. Egli, sia per il suo carattere ma anche per il suo desiderio di avere roba rinuncia agli amici, alla famiglia, all'amore... è molto tirchio: non spende niente, nemmeno per sé stesso. Questa...

Con noi per un apprendimento più divertente

Aiuto per i compiti

Con la funzionalità Domande, è possibile porre domande e ricevere risposte da altri studenti in qualsiasi momento.

Imparare insieme

Unisciti a migliaia di studenti per condividere conoscenze, scambiare idee e aiutarvi a vicenda. Un'applicazione interattiva all-in-one.

Sicura e testata

Che si tratti di riassunti, esercizi o appunti delle lezioni, Knowunity garantisce che tutti i contenuti siano verificati e crea un ambiente di apprendimento sicuro a cui il vostro bambino può accedere in qualsiasi momento.

Scarica l'applicazione

Didascalia alternativa:

religione sostituisce la religione della famiglia, presente nei Malavoglia 144-fine, Mazzarò, invecchiando, si rende conto che dovrà morire e che non potrà portarsi con sé la roba che ha accumulato. Inoltre non avendo eredi, non sa che fine faranno i suoi appezzamenti. Dunque impazzisce e decide di rovinare la sua roba e uccidere le galline, urlando di andare con lui nell'aldilà. È ormai diventato schiavo della sua roba, del desiderio di accumulare e al pensiero che dovrà lasciare in mani ignote la sua eredità decide di rovinarla. In questa parte inoltre si può notare come prova un sentimento di invidia nei confronti di un ragazzino visto che ha tutta la vita davanti, ma non ha tutta la roba che ha lui. Egli invece che ha tutta questa roba, ha i giorni contati. Narratore: All'inizio viene presentato Mazzarò come un personaggio mistico ed eroico, pur rivelandosi tirchio, avido e schiavo della sua roba. Il narratore però continuerà sempre a descriverlo come un grande personaggio, essendosi costruito da solo tutta la sua carriera. Invece in rosso malpelo il narratore segue un pregiudizio comune a tutti i minatori, e condanna qualunque cosa faccia. Questa deformazione sistematica delle azioni fa scattare nel lettore un sentimento di compassione, allontanandosi dalle idee del lettore. Invece ne “La Roba” il narratore tende ad appoggiare le sue azioni quasi elogiandolo, mentre il lettore si rende conto di quanto sia negativo come personaggio. Non prova empatia. Si chiama straneamento rovesciato. Pagina 1 Pagina 2

Italiano /

LA ROBA GIOVANNI VERGA

LA ROBA GIOVANNI VERGA

user profile picture

Mirko Menghini

10 Followers
 

Italiano

 

5ªl

Appunto

LA ROBA GIOVANNI VERGA

Questo Contenuto è disponibile solamente nell' app di Knowunity

 LA ROBA
È una novella che fa parte della raccolta “Novelle Rusticane”, pubblicata nel 1883.
Il protagonista, Mazzarò, è simile al Mastro Do

Aprire l'app

Condividi

Salva

14

Commenti (1)

S

Fantastico, imparerò da questo appunto oggi. Saluti 👍👍

La roba giovanni verga mazzarò e don gesualdo differenze narratore e differenza con rosso malpelo

Contenuti simili

5

Giovanni Verga

Know Giovanni Verga thumbnail

155

 

3ªl/4ªl/5ªl

5

naturalismo Francese e verismo italiano (Zola e Verga)

Know naturalismo Francese e verismo italiano (Zola e Verga) thumbnail

88

 

5ªl

1

Giovanni Verga

Know Giovanni Verga thumbnail

531

 

4ªl/5ªl

8

Verismo (esame di maturità)

Know Verismo  (esame di maturità) thumbnail

158

 

5ªl

di più

LA ROBA È una novella che fa parte della raccolta “Novelle Rusticane”, pubblicata nel 1883. Il protagonista, Mazzarò, è simile al Mastro Don Gesualdo. La si può dividere in 3 sequenze: Dalla riga 1 alla riga 30: presentazione di Mazzarò. C'è un viandante che cammina per le strade della Piana di Catania e per ogni pezzo di terra che vede domanda chi sia il proprietario, e la risposta è sempre la stessa: è di Mazzarò. Dalla riga 31 alla riga 143 viene descritto Mazzarò e la sua “roba”. Egli possiede la maggior parte dei terreni di Catania, poiché per tutta la sua vita non ha fatto altro che accumulare roba. All'inizio Mazzarò lavorava per il barone (che lo maltrattava anche), ma grazie al suo costante e continuo impegno nel lavorare, il guadagno lo spendeva per comprare sempre più appezzamenti di terreno. Ad un certo punto si ritrova ad aver acquistato quasi tutti gli appezzamenti del barone, e lo supera. La religione della roba: Mazzarò accumula sempre più roba, infatti lo scopo della vita è accumulare cose. Diventa come uno schiavo dei suoi averi. Egli, sia per il suo carattere ma anche per il suo desiderio di avere roba rinuncia agli amici, alla famiglia, all'amore... è molto tirchio: non spende niente, nemmeno per sé stesso. Questa...

Non c'è niente di adatto? Esplorare altre aree tematiche.

Con noi per un apprendimento più divertente

Aiuto per i compiti

Con la funzionalità Domande, è possibile porre domande e ricevere risposte da altri studenti in qualsiasi momento.

Imparare insieme

Unisciti a migliaia di studenti per condividere conoscenze, scambiare idee e aiutarvi a vicenda. Un'applicazione interattiva all-in-one.

Sicura e testata

Che si tratti di riassunti, esercizi o appunti delle lezioni, Knowunity garantisce che tutti i contenuti siano verificati e crea un ambiente di apprendimento sicuro a cui il vostro bambino può accedere in qualsiasi momento.

Scarica l'applicazione

Knowunity

Scuola. Finalmente semplice.

Aprire l'app

Didascalia alternativa:

religione sostituisce la religione della famiglia, presente nei Malavoglia 144-fine, Mazzarò, invecchiando, si rende conto che dovrà morire e che non potrà portarsi con sé la roba che ha accumulato. Inoltre non avendo eredi, non sa che fine faranno i suoi appezzamenti. Dunque impazzisce e decide di rovinare la sua roba e uccidere le galline, urlando di andare con lui nell'aldilà. È ormai diventato schiavo della sua roba, del desiderio di accumulare e al pensiero che dovrà lasciare in mani ignote la sua eredità decide di rovinarla. In questa parte inoltre si può notare come prova un sentimento di invidia nei confronti di un ragazzino visto che ha tutta la vita davanti, ma non ha tutta la roba che ha lui. Egli invece che ha tutta questa roba, ha i giorni contati. Narratore: All'inizio viene presentato Mazzarò come un personaggio mistico ed eroico, pur rivelandosi tirchio, avido e schiavo della sua roba. Il narratore però continuerà sempre a descriverlo come un grande personaggio, essendosi costruito da solo tutta la sua carriera. Invece in rosso malpelo il narratore segue un pregiudizio comune a tutti i minatori, e condanna qualunque cosa faccia. Questa deformazione sistematica delle azioni fa scattare nel lettore un sentimento di compassione, allontanandosi dalle idee del lettore. Invece ne “La Roba” il narratore tende ad appoggiare le sue azioni quasi elogiandolo, mentre il lettore si rende conto di quanto sia negativo come personaggio. Non prova empatia. Si chiama straneamento rovesciato. Pagina 1 Pagina 2