La ginestra, Leopardi

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La Gimestra
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La ginestra è il testamento filosofico e spirituale di Leopardi. È stata scritta nel 1836, il tema è il

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LOSS APPUNTI PILOF La Gimestra рад. La ginestra è il testamento filosofico e spirituale di Leopardi. È stata scritta nel 1836, il tema è il paesaggio di Torre del Greco che Leopardi guarda e osserva dalla sua finestra; oltre al continuo susseguirsi di temi si susseguono anche i diversi stati d'animo. La ginestra, fiore che resiste nei luoghi più aridi, simboleggia forza e coraggio, ciò che serve all'uomo per unirsi in una social catena per affrontare le difficoltà insieme agli altri. Leopardi ci pone un invito, la ginestra nella sua fragilità emana la sua bellezza e il suo odore, così come l'uomo deve sopravvivere al progresso che ci fa perdere le illusioni l'immaginazione. A questo punto il pessimismo diviene cosmico, il male infatti dato della natura appartiene a tutti gli uomini che devono superarlo. 1 STROFA Il paesaggio della prima strofa sono le pendici del Vesuvio, qui Leopardi ci dice che quel paesaggio è la prima sede di prospere e fiorenti città (v.7-13), cancellato però dall'eruzione del vulcano (v.24-32). Leopardi aveva già visto la ginestra Roma e la rivede poi a Napoli, il paesaggio diventa lo spazio simbolico del destino tragico dell'umanità. Leopardi qui usa il sarcasmo e quando parla delle "magnifiche sorti" non sta facendo altro che parlare dei falsi idoli del...

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progresso. 2 STROFA Qui Leopardi parte con l'inventiva contro il suo stesso secolo (v.52). Reo di aver rifiutato le coraggiose verità del pensiero razionalista. 3° STROFA Leopardi oppone la stupidità di chi si rifiuta di constatare la miseria umana alla grandezza di chi invece la affronta attribuendone la responsabilità alla natura. È proprio qui che compare l'espressione "la social catena“(v.149), che si riferisce alla solidarietà fra gli uomini. STROFA In questa strofa la prospettiva dell'infelicità umana si allarga, infatti dall'esperienza individuale di Leopardi si passa alla contemplazione dello spazio sconfinato: l'uomo dice Leopardi, ha la pretesa di essere al centro di questo universo, ma non lo è affatto. 5° STROFA Qui Leopardi torna a parlare dell'eruzione del vulcano che nel 79 d.C. distrusse la città di Ercolano e Pompei. Inoltre qui Leopardi dice che il destino dell'uomo è proprio come quello di una formica, perché può essere schiacciato da un peso provocato sempre dalla natura. 6 STROFA Leopardi mette a confronto il tempo umano e i cieli naturali solo apparentemente immobili. 7ª STROFA Ritorna a parlare della ginestra e si rivolge al fiore che diventa simbolo di umiltà, coraggio e resistenza di fronte alle crudeltà della natura. Il fiore è definito amante di luoghi tristi e abbandonati (v.14), compagna di afflitte fortuna. Il ruolo attribuitole è quello di consolatrice delle avverse fortune degli uomini, delle glorie che sono irrimediabilmente tramandate, di consolatrice dei deserti per mezzo della dolcezza e del suo profumo. Negli ultimi versi della strofa il fiore diventa metafora stessa della poesia, alla quale Leopardi attribuisce il ruolo di lenire la sofferenza che l'uomo ha avuto in sorte dalla natura maligna.

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G

Fantastico, imparerò da questo appunto oggi. Saluti 👍👍

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