La svolta verista e le opere principali
Nel 1874 Verga pubblicò la novella "Nedda", segnando l'inizio del suo interesse per il mondo popolare siciliano e la sua svolta verso il verismo. Questo cambiamento coincise con il suo ritorno in Sicilia, dove riscoprì le proprie radici e decise di abbracciare un'arte più oggettiva, focalizzata sulla realtà dei diseredati.
Definizione: Il verismo è una corrente letteraria italiana ispirata al naturalismo francese, che si propone di rappresentare la realtà in modo oggettivo e impersonale.
Le opere più significative di questo periodo includono:
- "Vita dei campi" (1880): raccolta di novelle che include il celebre "Rosso Malpelo"
- "I Malavoglia" (1881): primo romanzo del ciclo dei Vinti
- "Novelle rusticane" (1883): altra importante raccolta di racconti
- "Mastro-don Gesualdo" (1889): secondo romanzo del ciclo dei Vinti
Citazione: "Io credo che il trionfo del romanzo, la più completa e la più umana delle opere d'arte, si raggiungerà allorché l'affinità e la coesione di ogni sua parte sarà così completa che il processo della creazione rimarrà un mistero." - Giovanni Verga
Verga progettò un ciclo di cinque romanzi intitolato "I vinti", di cui completò solo i primi due. In queste opere, l'autore si concentra sulla lotta per la sopravvivenza dei personaggi umili, rappresentando le loro passioni e sofferenze con uno stile impersonale e oggettivo.
Highlight: Il ciclo dei Vinti rappresenta il culmine dell'arte verista di Verga, offrendo un affresco della società siciliana post-unitaria attraverso le vicende di personaggi di diversi ceti sociali.






