Rapporto con Classicismo e Romanticismo
Leopardi sviluppa una posizione originale tra classicismo e romanticismo. Del classicismo rifiuta l'aspetto accademico (regole rigide, imitazione meccanica, abuso della mitologia) ma apprezza i classici antichi come esempio di poesia fresca.
Del romanticismo disapprova l'artificiosità retorica, la ricerca del grottesco e orrido, il predominio della logica sulla fantasia. Tuttavia condivide la tensione verso l'infinito, l'esaltazione della soggettività, l'enfasi sul sentimento.
Si può parlare di un "classicismo romantico" per il suo gusto letterario. I suoi paesaggi notturni si concentrano sulla luce lunare, non sul tenebroso - vogliono trasmettere bellezza, non paura.
La noia diventa un tema centrale: inizialmente dolore e vuoto, si trasforma in malinconia, conseguenza della tensione umana verso l'infinito. Leopardi la definisce "il più sublime dei sentimenti umani" perché prova l'aspirazione a un piacere illimitato.
Definizione chiave: La noia è "il desiderio puro della felicità" che non trova mai soddisfazione - distingue l'uomo dagli animali e testimonia la sua grandezza.