Sonetto 130 - La rivoluzione della Dark Lady
Preparati a ridere! Shakespeare demolisce tutti i cliché della poesia amorosa con un sonetto che sembra un insulto ma è in realtà una dichiarazione d'amore rivoluzionaria. Gli occhi della sua amata non sono come il sole, le labbra meno rosse del corallo, il seno color grigio-bruno.
Continua senza pietà: i capelli sono fili neri, le guance non hanno il colore delle rose, l'alito puzza e la voce non è musicale. Cammina anche pesantemente, senza la grazia di una dea. Sembra il ritratto di una donna orribile!
Ma ecco il colpo di scena nel distico finale: il poeta dichiara che il suo amore è raro e prezioso proprio come quello di chiunque altro, anche se non usa falsi paragoni. Shakespeare sta facendo una critica brillante alle convenzioni poetiche del suo tempo.
Questo sonetto è anti-petrarchesco: invece della donna angelica e perfetta di Petrarca, Shakespeare celebra una donna reale, con difetti fisici ma comunque desiderabile. L'amore vero non ha bisogno di idealizzazioni impossibili per essere autentico.
💡 Geniale: Shakespeare dimostra che si può amare sinceramente senza paragonare la propria donna al sole o alle rose - l'amore reale batte quello idealizzato.