La vita urbana vittoriana e l'età della narrativa
Verso la metà dell'Ottocento, le città britanniche esplodono grazie all'industrializzazione - metà della popolazione vive ormai nei centri urbani. Ma questo progresso ha un prezzo altissimo: sovraffollamento, malattie e criminalità dilagante nei quartieri poveri.
I workhouses diventano l'unica salvezza per disoccupati, orfani e anziani, che ricevono vitto e alloggio in cambio di lavoro. Nel frattempo, vengono costruiti ospedali moderni, illuminazione pubblica e luoghi di intrattenimento, creando un contrasto stridente tra ricchezza e miseria.
Il compromesso vittoriano nasce proprio da queste contraddizioni: una rigida morale basata su dovere, lavoro duro e rispettabilità che dovrebbe risolvere i problemi sociali. La filantropia diventa fondamentale, soprattutto per le donne della classe media.
Il romanzo diventa la forma letteraria più popolare, spesso pubblicato a puntate sui giornali. Gli scrittori vittoriani si sentono moralmente responsabili di riflettere i cambiamenti sociali, denunciando le ingiustizie senza però essere troppo radicali.
Curiosità: Molti romanzi erano scritti da donne che usavano pseudonimi maschili per essere pubblicate!