La vita e l'innovazione teatrale di Euripide
Euripide nasce a Salamina nel 480 a.C. e cresce in una famiglia ricca che gli permette di ricevere un'ottima educazione. A differenza degli altri tragediografi del suo tempo, non partecipa alla vita politica e diventa il prototipo dell'intellettuale appartato che preferisce dedicarsi alla lettura e alla scrittura.
La sua carriera teatrale inizia nel 455 a.C., ma ottiene scarso successo perché il pubblico ateniese non capisce le sue innovazioni. I suoi personaggi sono troppo diversi dagli eroi tradizionali: parlano come persone normali, hanno pensieri comuni e mostrano tutti i loro difetti umani. Aristofane lo prende spesso in giro definendo i suoi eroi "pezzenti".
Euripide porta il linguaggio tragico all'estremo limite oltre il quale la tragedia diventa teatro moderno. I suoi personaggi non sono più grandi nel senso morale, ma sono psicologicamente complessi e vicini al sentire comune. Spesso compaiono anche personaggi di bassa condizione sociale che hanno ruoli importanti nell'azione.
Curiosità: Nietzsche considerava Euripide "il distruttore della tragedia" proprio per le sue innovazioni rivoluzionarie!
La sua vera genialità sta nella capacità di penetrare nel labirinto delle emozioni umane. I suoi personaggi sono mossi da impulsi irrazionali che non riescono a controllare, vittime di forze oscure che li spingono ad agire contro la loro stessa volontà.











