Le origini dell'Unione Europea
Immagina l'Europa nel 1945: città distrutte, economie a pezzi e milioni di persone che avevano perso tutto. Dopo tanta devastazione, i leader europei ebbero un'idea geniale: invece di continuare a combattersi, perché non unire le forze?
Nel 1951 nacque la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio). Solo 6 paesi decisero di condividere le loro risorse più importanti: carbone e acciaio, fondamentali per ricostruire tutto. I pionieri furono Germania Ovest, Belgio, Francia, Lussemburgo, Italia e Paesi Bassi.
Sei anni dopo, nel 1957, questi stessi paesi fecero un passo ancora più grande creando la CEE (Comunità Economica Europea). L'obiettivo? Unire le loro economie per diventare più forti insieme. È stato l'inizio di quello che oggi chiamiamo mercato unico europeo.
💡 Curiosità: Il carbone e l'acciaio erano così importanti perché servivano sia per ricostruire le città che per produrre armi. Condividerli significava dire "non ci faremo più la guerra!"
Pian piano altri paesi si accorsero che questa unione funzionava davvero. Nel 1973 si unirono Regno Unito, Irlanda e Danimarca. Poi fu la volta della Grecia nel 1981 e di Spagna e Portogallo nel 1986.
Finalmente nel 1992 nacque ufficialmente l'Unione Europea come la conosciamo oggi. Da quel momento in poi l'Europa non sarebbe mai più stata la stessa! Nel 1995 entrarono Austria, Finlandia e Svezia, e nel 2002 arrivò l'euro, la moneta che oggi usiamo in molti paesi europei.
Oggi l'UE conta 27 membri (erano 28 fino al 2020, quando il Regno Unito ha deciso di uscire con la Brexit). Da 6 paesi devastati dalla guerra a 27 nazioni unite: non male come risultato!