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 I molteplici principi della realtà
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I fisici pluralisti innanzitutto sono detti fisici perché studiano i fenomeni della

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Empedocle, Anassagora, Democrito

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I molteplici principi della realtà I fisici pluralisti I fisici pluralisti innanzitutto sono detti fisici perché studiano i fenomeni della natura, a differenza degli eleati, e pluralisti perché ritrovano il principio in più cose. La particolarità è che questi autori hanno voluto mettere d'accordo le opposte tesi eraclitee e parmenidee, quindi il mondo del divenire e l'immobilita dell'essere. Per mettere insieme queste affermazioni si basano sulla distinzione tra elementi immutabili e composti mutevoli. Essi infatti ritengono che il mondo sia costituito da elementi eterni e immutabili, che unendosi provocano la “nascita” delle cose, e disunendosi ne provocano la “morte”. In tal modo giungono al principio secondo cui tutto si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. I protagonisti sono Empedocle, anassagora e democrito. Inoltre da loro si hanno le prime ipotesi gnoseologiche, non legate a processi complessi, ma sono ipotesi in cui il ruolo è esercitato dai nostri sensi. Per esempio è stato riscosturita l'ipotesi di empedocle, in cui dice che il simile conosce il simile. Cioè se sono composta da vari elementi, riesco a conoscere quegli elementi quando mi circondano, ad esempio riconosco che l'acqua è un fluido, perché l'acqua compone il corpo umano. Empedocle Empedocle nacque ad Agrigento, ed oltre a essere filosofo fu medici, scienziato, e traumaturgo. La tradizione dice molte cose...

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su di lui, e se ne parla quasi come se fosse stata una persona che è andata verso l'irrazionale. Gli studiosi lo vedono legato al pitagorismo perché ammise la mortalità dell'anima umana. Si parla di lui come un purificatore, addirittura profeta. Leggendaria anche la sua morte, per alcuni avvenuta in viaggio, per altri buttandosi da un cratere dell'Etna. Una cosa che però è sicura è che era molto vicino all'orfismo, e quindi al culto di Dioniso, poiché conosceva i riti particolari che venivano fatti per purificare l'anima degli uomini. Questi riti da un lato purificavano la persona, dall'altro erano dei modi per evitare le continue reincarnazioni. Empedocle scrisse due testi: sulla natura e Purificazioni. Il primo è di carattere cosmologico, il secondo si ispira all'orfismo e al pitagorismo e si avvicina anche alla poesia omerica perche è scritto in esametri. Si sceglie il titolo purificazioni perché la figura di Empedocle era leggendaria ed era una figura legata alle purificazioni di anime. Aveva una visione spiritualista, ispirandosi a Pitagora, e all'orfismo. Empedocle come Parmenide ritiene che l'essere non possa ne nascere ne morire, però a differenza di Parmenide lui vuole spiegare l'apparenza della nascita e della morte, ricorrendo ai quattro elementi, la cui Unione e disunione scaturisce la nascita e la morte delle cose. I quattro elementi sono acqua, terra, fuoco e aria, che lui definisce radici. Dice anche se queste cose sono animate da due forze opposte: l'amore che unisce le cose, e l'odio che le separa. Queste azioni determinano le fasi del ciclo cosmico. Inizialmente c'è una fase in cui l'amore domina completamente ed è la fase dello sfero, nella quale tutti gli elementi sono legati e unificati. L'azione dell'odio poi spezza questi legami, e la forza dell'amore cerca di contrastare, così si ha la formazione delle cose del mondo. Continuando ad agire l'odio prende il sopravvento e si ha il regno del caos, dove gli elementi sono tutti separati. Ad un certo punto si avrà poi di nuovo la mescolanza tra odio e amore, e infine si torna alla sfero da dove ripartirà il nuovo ciclo. Con i quattro elementi Empedocle spiega anche la conoscenza. Infatti dice che il simile conosce il simile, cioè vuol dire che la conoscenza avviene tramite l'incontrò che si ha tra gli elementi che costituiscono l'uomo e gli stessi elementi che si trovano al di fuori dell'uomo. Ad esempio riconosco che l'acqua è un fluido, perché l'acqua compone il corpo umano. Anassagora A introdurre la filosofia ad Atene è Anassagora. Anche anassagora come Parmenide afferma che nulla nasce e nulla perisce, e come Empedocle interpreta il verbo nascere nel senso di unirsi e il verbo perire nel senso di separarsi. Gli eventi che si uniscono e si separano per Anassagora sono i semi, particelle piccolissime e invisibili di materia. Queste particelle sono qualitativamente differenti: ci sono semi di oro, di pietra, di ossa. Il filosofo le chiama “semi” perché come dal seme si genera la pianta, così da quelle particelle si generarono le cose. Aristotele le chiamerà invece omeomerie, cioè parti simili. La caratteristica dei semi è la loro divisibilità all'infinito, infatti secondo Anassagora non esiste una quantità minima, ogni quantità è divisibile in parti minori, e analogamente non esiste una grandezza massima. Dai semi Anassagora distingue la forza che li fa muovere e li ordina. Questa forza è un nous, letteralmente “intelletto”, un'intelligenza di natura divina che ordina i semi originariamente confusi, e genera l'universo. Quindi all'origine i semi sono in un caos informe detto migma; in questo caos il nous produce un movimento turbinoso che divide i semi delle diverse sostanze. Per quanto riguarda la conoscenza, Anassagora a differenza di Empedocle dice che il simile conosce il dissimile, cioè le nostre sensazioni sono prodotte da qualità che sono presenti nelle cose, ma non in noi. Ad esempio i noi percepiamo una cosa calda quando la nostra mano è fredda. Democrito Democrito nasce ad Abdera che si trovava nella regione della Macedonia. Il suo maestro fu Leucippo di Mileto, di cui però abbiamo scarse notizie. Sappiamo poco anche di Democrito in realtà. Si dice che ad un certo punto abbia rinunciato a una parte dei suoi averi e si sia dedicato agli studi e ai viaggi, ed è proprio in uno di questi ultimi che arriva anche ad Atene e ha modo di venire a contatto con la cultura sofistica-socratica. Infatti Democrito fu contemporaneo di Socrate, ma anche di Platone. Quindi è collocato in tre periodi e per questo è una figura complessa. Ci sono molte fonti di Democrito. Ad esempio c'è un filone filosofico che sottolinea come la scienza galileana sarebbe arrivata prima se fossero pervenute per intero le opere di Democrito. Altra fonte è il filosofo Epicuro, che riprende le sue tesi. Nel mondo latino Lucrezio lo cita. E anche lo stesso Dante nella divina commedia dice che "il mondo a caso pone", per sottolineare come Democrito era molto moderno, non solo dal punto di vista scientifico ma anche dal punto di vista etico. Comunque a Democrito appartengono molti scritti, come Piccola cosmologia, Sulla natura, Sulle forme degli atomi. Democrito sulla scia del pensiero di Parmenide e di Eraclito, ritiene che i filosofi possano raggiungere la realtà autentica delle cose, questo perché secondo lui la verità dimora nel profondo. Questa convinzione si traduce nell'opposizione tra la conoscenza sensibile, detta "oscura", e la conoscenza razionale, detta “genuina”. Questo perché mentre i sensi si limitano alla superficialità delle cose, la ragione riesce a cogliere le cose vere del mondo. A differenza degli eleati però la sensibilità e l'intelletto con Democrito stanno in un rapporto di reciproca continuità e implicanza. Infatti per lui la conoscenza parte dalla constatazione delle cose e dei fenomeni attraverso i sensi, si sviluppa tramite una elaborazione intellettuale, e alla fine si avrà una teoria che spiega ciò che i sensi si limitano a mostrare. La dottrina di Democrito viene indicata con il termine “atomismo”, in quanto spiega come l'universo sia costituito da infiniti atomi, cioè particelle di materia indivisibili. Questa teoria richiama in realtà alla teoria di essere e non essere, in quanto l'essere viene identificato con il pieno, e quindi con gli atomi, e il non essere con il vuoto, e cioè senza atomi. Democrito arriva alla sua teoria con un processo di deduzione razionale, e da una riflessione sulla divisibilità all'infinito di cui parla Zenone. Per gli atomisti la teoria della divisibilità all'infinito vale solo in campo logico-matematico, e non in campo reale, poiché se una cosa percepita dai sensi si dividesse all'infinito la realtà si dissolverebbe nel nulla. Quindi devono per forza esserci degli elementi ultimi della materia, e quindi particelle non ulteriormente scomponibili. Per descrivere gli atomi Democrito utilizza alcuni attributi. Afferma che sono pieni, immutabili, ingenerati ed eterni. Tutti sono qualitativamente uguali si distinguono invece per la loro forma e grandezza. Essi determinano la nascita e la morte delle cose con la loro unione e separazione. Questi atomi volteggiano caoticamente in tutte le direzioni, all'inizio però si pensava che in realtà cadessero secondo un moto rettilineo. Ad ogni modo, questo moto dava origini a cosiddetti "vortici atomici", con le particelle più piccole all'esterno e le più grandi al centro. Così come gli atomi sono infiniti, per Democrito anche i mondi sono infiniti. Anche l'universo è infinito, poiché egli riteneva impensabile un limite oltre il quale non si può andare. L'atomismo rappresenta la prima forma di materialismo, secondo cui la materia costituisce l'unica sostanza e l'unica causa delle cose. Connesso al materialismo sta il fatto che Democrito fosse ateo, infatti pur ammettendo in qualche modo l'esistenza degli dei, riteneva che alla base del mondo non ci fosse alcuna intelligenza ordinatrice. Un altro settore importante del materialismo è il meccanicismo. Esso spiega i processi naturali così come si spiegano gli ingranaggi di una macchina, le cui componenti lavorano secondo leggi di causa effetto. Infine abbiamo anche il finalismo, con il quale si intende lo "scopo", la "fine", che deve raggiungere un determinato oggetto. lo finalisti per eccellenza è Aristotele, che dice che tutte le realtà naturali sono enti in movimento, ma questo movimento non è infinito, audivi c'è all'origine una causa prima, che sicuramente è divina.

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su di lui, e se ne parla quasi come se fosse stata una persona che è andata verso l'irrazionale. Gli studiosi lo vedono legato al pitagorismo perché ammise la mortalità dell'anima umana. Si parla di lui come un purificatore, addirittura profeta. Leggendaria anche la sua morte, per alcuni avvenuta in viaggio, per altri buttandosi da un cratere dell'Etna. Una cosa che però è sicura è che era molto vicino all'orfismo, e quindi al culto di Dioniso, poiché conosceva i riti particolari che venivano fatti per purificare l'anima degli uomini. Questi riti da un lato purificavano la persona, dall'altro erano dei modi per evitare le continue reincarnazioni. Empedocle scrisse due testi: sulla natura e Purificazioni. Il primo è di carattere cosmologico, il secondo si ispira all'orfismo e al pitagorismo e si avvicina anche alla poesia omerica perche è scritto in esametri. Si sceglie il titolo purificazioni perché la figura di Empedocle era leggendaria ed era una figura legata alle purificazioni di anime. Aveva una visione spiritualista, ispirandosi a Pitagora, e all'orfismo. Empedocle come Parmenide ritiene che l'essere non possa ne nascere ne morire, però a differenza di Parmenide lui vuole spiegare l'apparenza della nascita e della morte, ricorrendo ai quattro elementi, la cui Unione e disunione scaturisce la nascita e la morte delle cose. I quattro elementi sono acqua, terra, fuoco e aria, che lui definisce radici. Dice anche se queste cose sono animate da due forze opposte: l'amore che unisce le cose, e l'odio che le separa. Queste azioni determinano le fasi del ciclo cosmico. Inizialmente c'è una fase in cui l'amore domina completamente ed è la fase dello sfero, nella quale tutti gli elementi sono legati e unificati. L'azione dell'odio poi spezza questi legami, e la forza dell'amore cerca di contrastare, così si ha la formazione delle cose del mondo. Continuando ad agire l'odio prende il sopravvento e si ha il regno del caos, dove gli elementi sono tutti separati. Ad un certo punto si avrà poi di nuovo la mescolanza tra odio e amore, e infine si torna alla sfero da dove ripartirà il nuovo ciclo. Con i quattro elementi Empedocle spiega anche la conoscenza. Infatti dice che il simile conosce il simile, cioè vuol dire che la conoscenza avviene tramite l'incontrò che si ha tra gli elementi che costituiscono l'uomo e gli stessi elementi che si trovano al di fuori dell'uomo. Ad esempio riconosco che l'acqua è un fluido, perché l'acqua compone il corpo umano. Anassagora A introdurre la filosofia ad Atene è Anassagora. Anche anassagora come Parmenide afferma che nulla nasce e nulla perisce, e come Empedocle interpreta il verbo nascere nel senso di unirsi e il verbo perire nel senso di separarsi. Gli eventi che si uniscono e si separano per Anassagora sono i semi, particelle piccolissime e invisibili di materia. Queste particelle sono qualitativamente differenti: ci sono semi di oro, di pietra, di ossa. Il filosofo le chiama “semi” perché come dal seme si genera la pianta, così da quelle particelle si generarono le cose. Aristotele le chiamerà invece omeomerie, cioè parti simili. La caratteristica dei semi è la loro divisibilità all'infinito, infatti secondo Anassagora non esiste una quantità minima, ogni quantità è divisibile in parti minori, e analogamente non esiste una grandezza massima. Dai semi Anassagora distingue la forza che li fa muovere e li ordina. Questa forza è un nous, letteralmente “intelletto”, un'intelligenza di natura divina che ordina i semi originariamente confusi, e genera l'universo. Quindi all'origine i semi sono in un caos informe detto migma; in questo caos il nous produce un movimento turbinoso che divide i semi delle diverse sostanze. Per quanto riguarda la conoscenza, Anassagora a differenza di Empedocle dice che il simile conosce il dissimile, cioè le nostre sensazioni sono prodotte da qualità che sono presenti nelle cose, ma non in noi. Ad esempio i noi percepiamo una cosa calda quando la nostra mano è fredda. Democrito Democrito nasce ad Abdera che si trovava nella regione della Macedonia. Il suo maestro fu Leucippo di Mileto, di cui però abbiamo scarse notizie. Sappiamo poco anche di Democrito in realtà. Si dice che ad un certo punto abbia rinunciato a una parte dei suoi averi e si sia dedicato agli studi e ai viaggi, ed è proprio in uno di questi ultimi che arriva anche ad Atene e ha modo di venire a contatto con la cultura sofistica-socratica. Infatti Democrito fu contemporaneo di Socrate, ma anche di Platone. Quindi è collocato in tre periodi e per questo è una figura complessa. Ci sono molte fonti di Democrito. Ad esempio c'è un filone filosofico che sottolinea come la scienza galileana sarebbe arrivata prima se fossero pervenute per intero le opere di Democrito. Altra fonte è il filosofo Epicuro, che riprende le sue tesi. Nel mondo latino Lucrezio lo cita. E anche lo stesso Dante nella divina commedia dice che "il mondo a caso pone", per sottolineare come Democrito era molto moderno, non solo dal punto di vista scientifico ma anche dal punto di vista etico. Comunque a Democrito appartengono molti scritti, come Piccola cosmologia, Sulla natura, Sulle forme degli atomi. Democrito sulla scia del pensiero di Parmenide e di Eraclito, ritiene che i filosofi possano raggiungere la realtà autentica delle cose, questo perché secondo lui la verità dimora nel profondo. Questa convinzione si traduce nell'opposizione tra la conoscenza sensibile, detta "oscura", e la conoscenza razionale, detta “genuina”. Questo perché mentre i sensi si limitano alla superficialità delle cose, la ragione riesce a cogliere le cose vere del mondo. A differenza degli eleati però la sensibilità e l'intelletto con Democrito stanno in un rapporto di reciproca continuità e implicanza. Infatti per lui la conoscenza parte dalla constatazione delle cose e dei fenomeni attraverso i sensi, si sviluppa tramite una elaborazione intellettuale, e alla fine si avrà una teoria che spiega ciò che i sensi si limitano a mostrare. La dottrina di Democrito viene indicata con il termine “atomismo”, in quanto spiega come l'universo sia costituito da infiniti atomi, cioè particelle di materia indivisibili. Questa teoria richiama in realtà alla teoria di essere e non essere, in quanto l'essere viene identificato con il pieno, e quindi con gli atomi, e il non essere con il vuoto, e cioè senza atomi. Democrito arriva alla sua teoria con un processo di deduzione razionale, e da una riflessione sulla divisibilità all'infinito di cui parla Zenone. Per gli atomisti la teoria della divisibilità all'infinito vale solo in campo logico-matematico, e non in campo reale, poiché se una cosa percepita dai sensi si dividesse all'infinito la realtà si dissolverebbe nel nulla. Quindi devono per forza esserci degli elementi ultimi della materia, e quindi particelle non ulteriormente scomponibili. Per descrivere gli atomi Democrito utilizza alcuni attributi. Afferma che sono pieni, immutabili, ingenerati ed eterni. Tutti sono qualitativamente uguali si distinguono invece per la loro forma e grandezza. Essi determinano la nascita e la morte delle cose con la loro unione e separazione. Questi atomi volteggiano caoticamente in tutte le direzioni, all'inizio però si pensava che in realtà cadessero secondo un moto rettilineo. Ad ogni modo, questo moto dava origini a cosiddetti "vortici atomici", con le particelle più piccole all'esterno e le più grandi al centro. Così come gli atomi sono infiniti, per Democrito anche i mondi sono infiniti. Anche l'universo è infinito, poiché egli riteneva impensabile un limite oltre il quale non si può andare. L'atomismo rappresenta la prima forma di materialismo, secondo cui la materia costituisce l'unica sostanza e l'unica causa delle cose. Connesso al materialismo sta il fatto che Democrito fosse ateo, infatti pur ammettendo in qualche modo l'esistenza degli dei, riteneva che alla base del mondo non ci fosse alcuna intelligenza ordinatrice. Un altro settore importante del materialismo è il meccanicismo. Esso spiega i processi naturali così come si spiegano gli ingranaggi di una macchina, le cui componenti lavorano secondo leggi di causa effetto. Infine abbiamo anche il finalismo, con il quale si intende lo "scopo", la "fine", che deve raggiungere un determinato oggetto. lo finalisti per eccellenza è Aristotele, che dice che tutte le realtà naturali sono enti in movimento, ma questo movimento non è infinito, audivi c'è all'origine una causa prima, che sicuramente è divina.