Contratti pendenti e azione revocatoria
La liquidazione giudiziale ha effetti diversi sui contratti pendenti - quelli stipulati dal debitore ancora in corso al momento dell'apertura della procedura.
Alcuni contratti si sciolgono di diritto: contratti di borsa a termine su merci o titoli, quelli su strumenti finanziari derivati, contratti di conto corrente bancario. Altri invece proseguono nella persona del curatore: contratti di locazione, affitto d'azienda, assicurazione contro i danni, leasing e factoring.
L'azione revocatoria è lo strumento più importante per tutelare i creditori. Serve a rendere inefficaci gli atti che l'imprenditore in crisi potrebbe aver compiuto per danneggiare i creditori: privilegiare ingiustamente alcuni creditori, cedere beni aziendali sottocosto, fingere donazioni.
L'azione si basa su due elementi fondamentali: lo stato di insolvenza del debitore e la conoscenza di questo stato da parte dei terzi. Deve essere esercitata entro 3 anni dall'apertura della liquidazione e entro 5 anni dal compimento dell'atto.
Gli atti revocabili si dividono in tre categorie: revocabili di diritto (atti gratuiti e pagamenti di crediti non scaduti nei 6 mesi precedenti), con presunzione relativa (atti onerosi nell'anno precedente), con onere della prova per il curatore (atti nei 2 anni precedenti).
💡 Ricorda: L'azione revocatoria protegge tutti i creditori dagli atti fraudolenti compiuti dall'imprenditore prima della crisi.