Interpretazione delle leggi e rapporti giuridici
L'interpretazione delle leggi è fondamentale per applicarle ai casi concreti. L'interprete deve far combaciare il caso reale con la norma giuridica appropriata seguendo criteri precisi.
Il primo criterio è l'interpretazione letterale (significato delle parole), ma bisogna considerare che i termini giuridici spesso hanno significati diversi da quelli comuni. Il secondo è considerare l'intenzione del legislatore.
L'interpretazione sistematica confronta norme simili e applica l'analogia, ma è vietata per le leggi penali (che devono essere precise per tutelare la libertà) e per quelle eccezionali.
L'efficacia dell'interpretazione dipende da chi la fa: dottrinale (studiosi, non vincola), amministrativa (pubblica amministrazione), giudiziaria (giudici, vale per le parti in causa), autentica (legislatore, vincola tutti ed è retroattiva).
Il rapporto giuridico è una relazione tra soggetti regolata dal diritto, con tre elementi: i soggetti (attivo e passivo), il contenuto (poteri e doveri), l'oggetto (il bene che deriva dal comportamento richiesto).
💡 Ricorda: Solo l'interpretazione autentica del legislatore vincola tutti - le altre hanno valore limitato!