Il movimento dei Macchiaioli e Giovanni Fattori
Immagina di essere a Firenze negli anni '40 dell'Ottocento: al Caffè Michelangelo si riuniscono giovani artisti ribelli che stanno per cambiare l'arte italiana. Diego Martelli e Telemaco Signorini guidano questo gruppo che prende il nome di Macchiaioli - inizialmente un termine dispregiativo che loro trasformano in bandiera.
La loro rivoluzione? Dimenticare le rigide regole accademiche e dipingere la realtà vera usando solo colore e luce. Invece delle linee di contorno nette (che nella realtà il nostro occhio non vede), usano macchie di colore che si sfumano tra loro con tonalità diverse.
Giovanni Fattori diventa il maestro assoluto di questa tecnica. Per lui la macchia è l'unico modo per raggiungere il verismo pittorico - dipingere cioè la vita com'è veramente. Non scene eroiche di guerra, ma la sofferenza quotidiana della gente comune.
Curiosità: Fattori riempiva taccuini di disegni dal vero fatti a matita, come il famoso "Studio di somaro al traino" - pochi tratti veloci ma incredibilmente espressivi.




