Arte romanica

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 Caratteristiche generali
dell'architettura romanica
L'intensificarsi degli scambi commerciali, la ripresa dell'economia accelerano il
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chiesa gotica;gotico europeo-Italia;Saint Denis;Notre Dame;Chartres;Duomo di Siena;Santa Maria novella- del fiore; Castel del Monte; palazzo Ducale; Duomo di Milano; pittura Italia;basilica di San Francesco; cappella degli Scrovegni; giudizio universale;

Caratteristiche generali dell'architettura romanica L'intensificarsi degli scambi commerciali, la ripresa dell'economia accelerano il fenomeno dell'attività agricola e il complessivo miglioramento dell'economia accelerano il fenomeno dell'urbanesimo e le città si espandono rapidamente. Queste diventano il cuore pulsante della città medievale: nelle loro piazze si svolgono i mercati e le fiere che richiamano gli abitanti del contado o dei centri vicini, I quali vi giungono per vendere o scambiare i loro prodotti. Il centro della città è la cattedrale e il suo tessuto urbano si snoda, compatto, all'interno di mura difensive con un tracciato viario fatto di stradine strette e tortuose. Ciò deriva sia dalle necessità orografiche dettate dall'edificazione sulle cime delle colline, sia per favorire la fuga in caso di attacco esterno. Architettura Romanica in Italia Anche se l'architettura di stile romanico nasce in Francia, essa trova in Italia terreno fertile. Nelle varie regioni italiane il romanico si caratterizza in maniera diversa date le diverse condizioni economiche, di organizzazione politica e soprattutto data la disponibilità di materiali da costruzione diversi. In generale si possono individuare caratteri tipici di questo stile che si ritrovano un po' ovunque: per quanto riguarda l'architettura religiosa, negli edifici ecclesiastici si preferisce adoperare una tipologia basilicale a croce latina con tre o cinque campate, adottando la copertura con volte a crociera che va a sostituire le...

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Didascalia alternativa:

capriate lignee più deperibili. Nell'edilizia civile si costruiscono in questo periodo soprattutto castelli fortificati e torri dando ad alcune città un aspetto caratteristico che ancora oggi rimane intatto, per esempio San Gimignano. Caratteristiche generali dell'architettura romanica Le case-torri sono spesso collegate tra loro con passerelle di legno, in modo che, in caso di pericolo, risulti più facile scambiarsi armi e cibo, o fuggire senza essere visti. Nella città medievale sorge anche un nuovo edificio, il broletto (da "brolo", parola che anticamente identificava un'area adiacente ad una chiesa), chiamato anche arengario (dal verbo "arringare", cioè pronunciare discorsi pubblici solenni). Solitamente il pianterreno era un portico aperto dove si raccoglievano i cittadini, si tenevano mercati e si amministrava la giustizia; al primo piano era un ampio salone per le assemblee. Dentro e fuori le città vengono costruiti edifici fortificati, i castelli, mentre i nuovi ordini monastici si organizzano dando vita a numerose comunità che, in posizioni isolate, costruiscono i loro monasteri, detti "abbazie". Uno dei più noti complessi monastici dell'alto medioevo è quello di Cluny, un'abbazia benedettina in Borgogna. Sorta all'inizio del X secolo, raggiunse il massimo splendore con Pietro il Venerabile (1122-1156) quando il numero dei monaci raggiunse quota 400. La chiesa era stata già costruita tre volte raggiungendo dimensioni monumentali (140 m.). L'enorme chiesa era affiancata da: infermeria, refettorio, chiostri, cimiteri e cappelle. Una città in miniatura dove i monaci pregavano e lavoravano secondo la regola benedettina. Caratteristiche generali dell'architettura romanica 2 Basilica di San Marco La Basilica di San Marco è l'emblema del Romanico Italiano d'influenza bizantina. Sorse nell'828, sul modello della Basilica dei Santi Apostoli di Costantinopoli (distrutta nel XV secolo), per conservare e onorare le spoglie dell'apostolo Marco. Fu poi ricostruita a partire dal 1063 e consacrata nel 1094 ma con forme ancora bizantine. A questa data, la basilica presentava un esterno sobriamente rivestito in mattoni. La facciata attuale, invece, fu ricostruita fra il XIII e il XIV secolo, rivestita di marmi e arricchita da archeggiature; conseguentemente, anche le cupole furono rialzate. Oggi, questa magnifica chiesa è considerata patrimonio dell'umanità, secondo quanto deciso dall'Unesco nel 1987. Descrizione La basilica ha una pianta a croce greca con i quttro bracci divisi in tre navate (una centrale, due laterali). Le navate centrali sono coperte da cinque cupole, quelle laterali sono volte a botte. Un nartece, diviso da piccole campate a cupola, precede l'interno della chiesa sui tre lati del braccio frontale ed è aperto, in facciata, da cinque arconi ornati di basso rilievi medievali di straordinaria bellezza. Questo atrio prepara visivamente all'ingresso nella chiesa, il cui splendore inaspettato esplode improvviso in uno straordinario trionfo di oro e di colori. L'interno, incredibilmente ricco, infatti, mostra le colonne, i pilastri e il pavimento ricoperti di preziosi marmi colorati; le pareti, le volte, le cupole sono invece rivestite di mosaici su fondo oro, che alterano e dilatano lo spazio, rendendolo suggestivamente rarefatto. Non vi è massa né peso in questa chiesa: eppure, l'edificio è sorretto da possenti pilastri e coperto da volte grandiose, che dovrebbero richiamare alla mente l'architettura ampia e distesa dell'antico Impero romano. Ma i mosaici attutiscono ogni effetto di pesantezza: la potente struttura muraria è oscurata da un predominante gioco cromatico che, grazie alla luce del sole che penetra dalle finestre, colora lo spazio con i riflessi dorati e azzurri dei mosaici. Basilica di San Marco Basilica di San Nicola di Bari La Basilica che custodisce le reliquie di S. Nicola, trafugate da parte di alcuni marinai baresi al santuario di Mira, si erge nella Città Vecchia di Bari. È una chiesa edificata sull'area della residenza del catepano (il governatore greco-bizantino dell'Italia Meridionale tra il 968 ed il 1071) e quindi con consistente riutilizzo di materiale del precedente edificio. L'abate benedettino Elia (+ 1105) demoliva gran parte del palazzo del catepano ed alcuni edifici ecclesiastici miynori, avviando così la maestosa costruzione. A lui va attribuita dunque la struttura muraria, alquanto approssimativa (lato nord più lungo del sud di circa due metri), e lo stupendo arredo scultoreo (Cattedra dell'abate Elia, Portale dei Leoni e capitelli del ciborio). La basilica è a croce latina commissa, cioé il transetto si trova alla fine del corpo longitudinale. È costituita da tre navate divise da dodici colonne, sei per parte, con le prime quattro binate. Compaiono inoltre tre arconi, costruiti nel XV secolo, con lo scopo di consolidare l'intera struttura, messa alla prova dal terremoto verificatosi nel 1456. I capitelli presenti risalgono all'XI o al massimo agli inizi del XII secolo. La navata centrale, coperta dal 1661 da un soffitto ligneo dorato e dipinto, originariamente aveva una copertura a capriate. Al di sopra del livello degli archi trasversi si osservano le trifore del matroneo, racchiuse da un arco cieco. I capitelli sono interessanti esempi di scultura della metà del XII secolo ma sono ora difficilmente osservabili. Più in alto un ulteriore ordine di monofore. Il transetto, di poco sporgente dalle fiancate, è di tipo continuo e termina con tre absidi semicilindriche che all'esterno risultano nascoste, alla maniera orientale, da un paramento murario rettilineo. Sotto la superficie del transetto vi è la cripta, con scale di accesso dalle due navate laterali, costituita da 36 volte a crociera sorretta da capitelli misti, bizantini e romanici. Basilica di San Nicola di Bari Battistero di Firenze Un altro capolavoro del Romanico fiorentino è il Battistero di San Giovanni, un edificio che dovrebbe risalire al IV o al V secolo, poi rimaneggiato nel VII secolo, durante la dominazione longobarda, e infine profondamente ristrutturato a partire dall'XI secolo come Cattedrale di Firenze, sino al 1128, ospitò celebrazioni liturgiche e grandi eventi religiosi. Il Battistero presenta una pianta ottagonale e, all'esterno, una poderosa struttura irrobustita agli angoli da contrafforti decorati a bande orizzontali bianche e verdi. Ogni faccia del suo corpo prismatico è decorata a specchi marmorei e con limpide scansioni geometriche, chiaramente debitrici della tradizione decorativa antica. La cupola a spicchi, impostata sui muri perimetrali, è invisibile dall'esterno perché coperta da un tetto a piramide Anche l'interno è preziosamente decorato a tarsie marmoree; la cupola, inoltre, accoglie uno splendido mosaico del XIII secolo. Battistero di Firenze Cattedrale di Modena La costruzione della cattedrale di Modena iniziò nel 1099 e si concluse solo molto più tardi nel XIV secolo. Nella costruzione di questa cattedrale vediamo protagonisti l'architetto Lanfranco e lo scultore Wiligelmo. È una chiesa a pianta rettangolare, priva di transetto, divisa in tre navate scandite da otto pilastri a fascio e coperta da volte a crociera costolonata. Ai pilastri si alternano otto colonne sormontate da archi in laterizio a tutto sesto che hanno la funzione di sorreggere il matroneo. Le navate terminano con altrettante absidi semicilindriche. La navata cerntrale, in principio, era coperta da un soffitto a travature lignee, sostenuto da grandi archi trasversali dal profilo acuto. Nel 1437 si procedette a sostituire questo tetto con una serie di quattro volte a crociera. Il cleristorio è aperto da piccole finestre dalle quali filtra una debole luce. Sul fondo della navata principale, tre ampie arcate trasversali indicano che la bella cripta ad oratorium, con colonnine e capitelli decorati, luogo di sepoltura di San Gimignano, sbuca dal sottosuolo, rendendosi visibille ai fedeli. La facciata del duomo fu progettata da Lanfranco con la possibile collaborazione di Willigelmo. La facciata è a salienti; due alti pilastri, coronati da torrette poligonali, marcano la larghezza e l'altezza della navata centrale. Una cintura di loggette ad arcate con trifore, che circonda tutto il corpo della chiesa, richiama il motivo del finto matroneo interno. II XIII secolo ci fu una ristrutturazione della facciata: con l'apertura di due nuovi ingressi ai lati del portale maggiore e del grande rosone gotico in alto. Il portale maggiore è enfatizzato da un protiro monumentale che presenta, in alto, una grande edicola voltata a botte. Cattedrale di Modena Chiesa di Sant'Ambrogio a Milano Costruita tra l'XI e il XII secolo, sull'area di una precedente basilica paleocristiana, la basilica di Sant'Ambrogio è il classico esempio di romanico padano. È a pianta rettangolare, priva di transetto che prolunga le sue mura laterali verso l'esterno dando origine ad un quadriportico, che qui assume la funzione di luogo di riunione dei cittadini del Comune. È a tre navate di cui la centrale è larga il doppio di quelle laterali sulle quali si imposta il matroneo. La navata centrale è composta di quattro campate tre delle quali coperte da volta crociera costolonata e l'ultima è coperta da una cupola. Caratteristi della basilica sono i pilastri che sono del tipo detti a fascio, cioè formati da un fascio di semicolonne e semipilastri posti in asse o di spigolo rispetto agli archi di volta. La facciata a capanna è larga e schiacciata. Presenta due logge sovrapposte. Quella inferiore ha cinque arcate uguali (tre sono visibili in facciata) e si ricongiunge con il perimetro interno del portico, mentre quella superiore ha cinque arcate che scalano in altezza assecondando il profilo degli spioventi. Presenta anche degli archetti pensili, cioè file di piccoli archi a tutto sesto che "ricamano" la cornice marcapiano e gli spioventi. Sono presenti delle arcate sostenute da pilastri fiancheggiati da semicolonne. Le arcate hanno doppia ghiera, le cornici sono sorrette da archetti pensili analoghi a quelli della facciata, mentre sottili lesene si profilano sulle superfici superiori, dividendole con regolarità. Chiesa di Sant'Ambrogio a Milano Duomo di Monreale Il Duomo di Monreale fu costruito fra il 117 e il 1189, per volere del re Guglielmo II. Riprese lo schema planimetrico di tipo occidentale, con il corpo basilicale, le torri in facciata e l'alto presbiterio. Il duomo di Monreale presenta una pianta a croce latina commissa, divisa in tre navate, si conclude con un presbiterio triabsidato, preceduto da un transetto compresso. Quella centrale, larga più del doppio delle laterali, è ritmata da nove colonne per lato. Su di esse sono collocati alcuni capitelli romani di spoglio e preziosi pulvini di gusto bizantino, rivestiti a mosaico, sui quali si impostano archi a sesto acuto, con ghiere ed intradossi mosaicati. La copertura è a capriate. L'interno dell'edificio è dominato da magnifici mosaici: navate, transetto ed absidi sono rivestiti da una distesa di oltre settemila metri quadrati di mosaici, realizzati da professionisti veneziani o da maestranze bizantine. Le storie bibliche si dispongono in pannelli autonomi concepiti come arazzi, nei quali le figure assumono dimensioni monumentali e sono animate da un dinamismo accentuato, proprio dello stile bizantino tardo-comneno. Le composizioni si adattano alla struttura architettonica sottostante, infatti nella gigantesca immagine del Cristo Pantocratore, il busto riempie l'intera cavità della conca absidale, dove le braccia aperte seguono la curva del catino, producendo un effetto tridimensionale. Nell'episodio di Rebecca incontra i servi di Abramo, il mosaico sfrutta l'incavo prodotto dai due archi sottostanti per rendere l'effetto del terreno scosceso e per sottolineare lo sforzo dei cammelli che protendono il collo per abbeverarsi. Duomo di Monreale La cattedrale Edifici caratteristici dell'architettura romanica sono soprattutto le cattedrali, monumentali chiese nelle quali si trova il trono (chiamato appunto "cattedra") del vescovo della città. La pianta della cattedrale è sempre longitudinale, spesso a croce latina, con tre navate: una centrale e due laterali più strette, intersecate dal transetto. In altezza la cattedrale si articola generalmente su quattro livelli: quello delle navate, quello del matroneo, quello del cleristorio e quello della cripta (scavata sotto il presbiterio, nella quale si conservano le spoglie del santo al quale la cattedrale è dedicata). Elementi principali: • Volta a botte: utilizzata per coprire spazi di forma genericamente rettangolare, presenta una forma semi cilindrica e si estende per tutta la lunghezza dell'ambiente voltato • Volta a crociera: La volta a crociera è una volta in muratura di pianta quadrata che si forma dall'incrocio diagonale di due archi di raggio uguale che vanno a formare le quattro vele, in corrispondenza di ogni volta a crociera viene a crearsi nello spazio sottostante un'isola spaziale detta campata. La sua superficie è costituita quindi da un'ossatura di quattro archi perimetrali e due archi diagonali. Questi ultimi passano per il centro della volta e sono più grandi di quelli perimetrali. Il centro è chiuso da una pietra a forma di cuneo o tronco di piramide, detta chiave di volta: dopo la messa della chiave di volta, la struttura si auto sorregge, scaricando il proprio peso sui sostegni (colonne, pilastri altro). Gli spazi tra gli archi diagonali e quelli perimetrali sono detti spicchi o vele e, talvolta, sono separati da nervature che evidenziano le superfici architettoniche, dette costoloni. Se gli archi che con compongono la volta sono a tutto sesto la proiezione della volta avrà di solito forma quadrata; nel caso di volte fatte a partire da archi a sesto acuto, è frequente ottenere in proiezione basi rettangolari. Questo La cattedrale spazio è detto campata, delimitato dai quattro (o sei o più) piedritti sui quali si sostiene la volta. • Matroneo: galleria agibile che si affaccia sulla navata centrale e influisce sull'illuminazione dell'edificio, originariamente riservato alle donne. Nell'architettura romanica e gotica il matroneo è usato come elemento strutturale di controsp ta nei confronti della volta della navata centrale. • Cleristorio: parete superiore della navata centrale, più alta delle navate laterali, aperta da una serie di finestre che permettono l'illuminazione naturale dell'interno. ● Cripta: scavata sotto il presbiterio, nella quale si conservano le spoglie del santo al quale la cattedrale è dedicata • Presbiterio: area destinata al clero che ospita l'altare maggiore e si trova in fondo alla navata centrale • Coro: si trova dietro l'altare maggiore, la zona destinata ai cantanti Monofore, bifore, trifore • Oculi: aperture circolari ma di piccole dimensioni • Portali: ingressi più importanti della chiesa, solitamente decorati a bassorilievi • Protiro: portale centrale, che immette nella navata principale • Facciata a capanna, facciata a salienti (che ricalca il profilo della sezione trasversale) e facciata turrita (a due o tre torri) La cattedrale 2 La chiesa romanica La cattedrale Facciata Trifora Rosone Lesena Protiro Arco cieco YOU Loggia Matroneo Tiburio Monofora Contrafforte Cupola Navata laterale Pilastro Navata centrale Volta Coro Abside Presbiterio Transetto Archetti pensili Oculo Bifora Cripta 87 La pittura romanica Nel campo della pittura più che in qualsiasi altro il nuovo linguaggio romanico faticò a emanciparsi dall'influsso delle tradizioni "colte": per intere aree europee (orientali, ma anche in Italia), la cultura bizantina fu ancora prevalente, per cui episodi anche imponenti (come i mosaici dell'Italia meridionale) non rientrano nell'ambito propriamente romanico, così come nei territori dell'Europa centrale la tradizione dell'arte ottoniana fu determinante fino in pieno del XI secolo. Come la scultura anche la pittura romanica si diffonde in stretto rapporto con l'architettura. Le caratteristiche principali della pittura romanica si rintracciano nel grande sviluppo dell'affresco (Francia, Italia, Spagna), negli inizi della pittura su tavola (Italia, Spagna e nel mosaico (in Italia, soprattutto in Sicilia e nell'area veneta), nella splendida fioritura dell'arte miniatoria (Inghilterra, Paesi tedeschi), espressione più colta e raffinata rispetto al gusto popolaresco e narrativo dell'affresco: aspetti che sfoceranno tutti, con ininterrotta continuità, nel successivo periodo gotico. Pittura su Tavola La pittura romanica, quindi, in Italia si esprime attraverso l'affresco, la pittura su tavola, la miniatura e il mosaico: essa non possiede uno stile unitario e accanto a opere molto stilizzate, compaiono immagini fortemente connotate ed espressive. Si riconoscono influssi carolingi e ottoniani nel Nord, mentre nel Sud è dominante la tradizione bizantina. La pittura su tavola riunisce al suo interno un complesso di opere caratterizzata dalla varietà di forme (dalla pala d'altare alla Maestà), soggetti e luoghi di destinazione e mostra caratteri distinti da quelli delle ICONE, un genere diffusissimo in Oriente. A differenza dei cicli di affreschi collocati sulle pareti delle chiese romaniche destinati a narrare la Parola di Dio, la croce dipinta assume un valore meno illustrativo e più meditativo. La pittura romanica La Basilica di Sant'Angelo in Formis nonostante alcune caratteristiche comuni, le singole aree geografiche esprimono differenze stilistiche anche assai pronunciate. In Italia, un esempio di grande qualità interpretativa è offerto dal ciclo pittorico della Basilica di San Michele Arcangelo in sant'Angelo in Formis, presso Caserta. Il ciclo di affreschi, che oggi è possibile ammirare all'interno della chiesa, è attribuibile alla ricostruzione dell'edificio ad opera dell'abate Desiderio. All'interno dello stesso spazio notiamo mani e interpretazioni diverse. Questi affreschi rappresentano uno dei primi e più importanti esempi di pittura bizantina in Campania, e quello del catino absidale presenta punti di contatto con l'ambiente di Montecassino. La pittura romanica 2 Piazza dei Miracoli Pisa ▾ Duomo di Pisa Il Duomo di Pisa fu iniziato nel 1064, per volontà dei cittadini e i lavori furono diretti dall'architetto Buscheto, in un periodo in cui Pisa era la più importante potenza marinara nel Mediterraneo. Tale opera fu finanziata con il bottino recuperato in seguito alle vittorie sui Saraceni e al saccheggio di Palermo. La cattedrale fu consacrata da Papa Gelasio II nel 1118. Buscheto fu responsabile della anta costruzione del corpo basicale a cinque navate, del transetto sporgente e della cupola, mentre l'architetto Rainaldo, che portò termine quest'immensa opera, si occupò della facciata e di prolungare l'edificio. La costruzione terminò qualche decennio prima della fine del XII secolo. Interni Originariamente l'edificio era a croce greca, con una grossa cupola all'altezza dell'incrocio dei bracci, adesso invece è a croce latina immissa a cinque navate e tre nel transetto. La navata centrale, che è coperta da un soffitto ligneo a cassettoni e termina con un'abside semicircolare, presenta due file di colonne in granito con capitelli di ordine corinzio, ed ha, sia alla sua destra che alla sua sinistra, due navate separate da colonnati di dimensioni ridotte. Sulle navate laterali, che hanno volte a crociera, si sviluppano i matronei. Anche il transetto, diviso da due file di colonne in tre navate, termina con le absidi. Sulla cupola in laterizio, a pianta ellittica, di tradizione orientale, si erge un alto tamburo ottagonale, impostato su un vano rettangolare. ▾ Torre di Pisa I lavori iniziarono nel 1173. Come era solito fare con i fari e con le costruzioni adiacenti al mare in genere, le fondamenta vennero lasciate a riposare per un anno. La paternità del progetto è attribuita da alcuni a Diotisali, che nello stesso periodo Piazza dei Miracoli Pisa stava costruendo il battistero (le analogie tra i due edifici sono infatti molte, a partire dal tipo di fondazioni), altri suggeriscono Bonanno Pisano. La prima fase dei lavori fu interrotta a metà del terzo piano, a causa del cedimento del terreno. I lavori ripresero nel 1275 sotto la guida di Giovanni di Simone e Giovanni Pisano, aggiungendo alla costruzione precedente altri tre piani. Il campanile fu completato alla metà del secolo successivo, aggiungendo la cella campanaria. Piazza dei Miracoli Pisa 2