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Aggiornato May 11, 2026
•
ricky_dado
@dadoo__
L'infermieristica moderna ha radici profonde che affondano nella storia e... Mostra di più











Questa materia esplora due aspetti fondamentali: come si è evoluta la formazione degli infermieri e come è cambiata culturalmente questa figura professionale nel corso del tempo.
Il termine nursing arriva dall'inglese e significa assistenza in senso scientifico. È diverso dal nostro "assistenza", che ha bisogno di un aggettivo per essere completo. L'assistenza generica significa "stare accanto a chi non è autonomo", ma l'assistenza infermieristica è qualcosa di molto più strutturato e professionale.
Curiosità: La parola inglese "nurse" deriva da "nutrix" (nutrice), cioè colei che nutre e fa crescere - un concetto che esprime perfettamente l'idea di prendersi cura.

Florence Nightingale nasce il 12 maggio 1820 a Firenze (non a caso questa è la giornata mondiale degli infermieri!) da una famiglia borghese londinese che aveva tutt'altre aspettative per lei.
Florence capisce una cosa rivoluzionaria: l'infermiere non può essere solo l'aiuto del medico, ma deve svolgere un'attività infermieristica autonoma. Secondo lei, per il benessere di una persona non basta il medico - serve qualcuno che si occupi di quella parte di cura di cui nessuno si prendeva responsabilità.
L'intuizione geniale è che il prendersi cura infermieristico non può essere improvvisato: serve competenza professionale strutturata. Per questo fonda delle scuole con disciplina ferrea, creando i primi percorsi formativi veri per infermiere.
Nel vocabolario infermieristico non usiamo "paziente" (che dà l'idea di chi aspetta passivamente), ma "persona". L'infermieristica si rivolge alla persona malata, sana, alla famiglia - una visione a 360 gradi che può fare da ponte con altri professionisti sociali.
Concetto chiave: L'assistenza infermieristica aiuta la persona nel percorso di adattamento che richiede la malattia, aiutandola a stare al meglio nonostante le difficoltà.

Gli storici identificano la nascita dell'assistenza infermieristica proprio nell'epoca di Florence. Lei capisce che servono competenze strutturate e lavora per dare alle infermiere una formazione solida.
L'assistenza generica esiste da sempre - dalle nostre antenate che aiutavano nei parti alla cura dei figli, sempre affidata storicamente alle donne. Ma Florence vive nella società inglese della rivoluzione industriale, dove le donne iniziano a uscire di casa per lavorare.
Le sue scuole innovative hanno caratteristiche precise: sono convitti strutturati come college, reclutano studentesse borghesi e acculturate, insegnano la disciplina infermieristica oltre alle materie base. Prima si insegnava solo il "fare", Florence introduce il "sapere".
Il percorso universitario per infermieri arriva in America nel 1916, mentre in Italia solo a metà anni '90 - e ancora come "costola" di medicina, non come facoltà indipendente. Questa differenza ci ha penalizzato molto nel sviluppo della professione.
Problema storico: In Italia le scuole di Florence non erano riconosciute dal Regno, e la concezione della donna come "angelo del focolare" ha frenato l'evoluzione professionale per decenni.

Il Regio Decreto del 1925 istituisce le prime scuole per infermiere riconosciute in Italia. Però attenzione: erano scuole che copiavano Florence ma la "snaturavano" completamente.
Durata di 2 anni, accesso teoricamente con scolarità superiore alle elementari, ma spesso bastava una lettera di raccomandazione. Le scuole erano convitti solo per donne, ma non per i motivi progressisti di Florence: qui l'idea era più "convento che college".
Si insegnava anche economia domestica (pulire, cucinare, stirare, come sedersi senza sgualcire la divisa) - un parallelo inquietante tra la donna "regina della casa" e l'infermiera "regina dell'ospedale" che deve tenere tutto in ordine per il medico.
Nel 1940 arriva il primo mansionario: un elenco di attività pratiche che identificava l'infermiera solo in compiti manuali, senza responsabilità intellettuali. Tutto il processo decisionale rimaneva nelle mani del medico.
Il mansionario del 1974 porta qualche novità (si parla di riunioni, lavori di gruppo), ma resta sostanzialmente uguale: l'infermiere è ancora dipendente dal medico per ogni decisione importante.
Confronto significativo: Mentre Florence immaginava professioniste autonome, in Italia si creava la figura dell'infermiera come "aiutante domestica qualificata" del medico.

Nel 1972 compare per la prima volta la parola "nursing" in un congresso italiano. Non è solo una parola diversa: rappresenta un modo completamente nuovo di vedere l'assistenza infermieristica.
Il nursing introduce l'idea di un'infermiera con cultura professionale propria, capace di risolvere autonomamente i problemi dell'assistenza. Iniziano ad arrivare i primi testi inglesi tradotti, che mostravano un'infermiera molto diversa da quella del mansionario.
Si crea una frattura: le scuole iniziano a evolversi verso il nuovo approccio, ma negli ospedali si continua a lavorare secondo il vecchio mansionario. Chi lavorava nella formazione aveva accesso alla cultura evoluta, chi stava in corsia rimaneva fermo al passato.
Il mansionario del 1974 fu una grande delusione per chi sperava in un vero cambiamento. Pur con qualche abbellimento linguistico, rimaneva un elenco di mansioni pratiche senza vera autonomia decisionale.
Le mansioni dell'infermiere professionale del '74 si dividevano in: organizzative/amministrative (sempre sotto controllo medico), attività pratiche, e vigilanza dell'infanzia. L'infermiere rimaneva quello che "tiene in ordine" per permettere al medico di lavorare.
Momento cruciale: Gli anni '70 segnano l'inizio di una doppia velocità - formazione che evolve e pratica clinica che resta ancorata al passato.

Confrontando i mansionari del 1940 e 1974 emergono le continuità e le timide novità. Nel '40 totale dipendenza dal medico, nel '74 si aggiungono attività come riunioni di gruppo e ricerche sulle tecniche assistenziali.
Per la prima volta si parla di "infermieri" al maschile (non più solo femminile) e si introduce il concetto di soddisfare le esigenze del malato e della famiglia. Nascono anche figure specializzate: anestesia, rianimazione, terapia intensiva.
Compare l'assistente sanitario che lavora nel campo della medicina pubblica, occupandosi di prevenzione, vaccinazioni e inchieste epidemiologiche. L'infermiere generico continua ad esistere ma sempre sotto supervisione del professionale.
Il limite principale rimane: sono ancora mansioni pratiche senza vera responsabilità decisionale. L'infermiere può partecipare a riunioni e ricerche, ma la responsabilità finale resta sempre del medico.
Tra il '74 e il '94 ci sono vent'anni di silenzio normativo, mentre il mondo cambia completamente. Nel '92 il decreto 502 stabilisce che la formazione delle professioni sanitarie deve essere universitaria - un passaggio epocale.
Svolta decisiva: L'ingresso dell'infermieristica in università rende impossibile mantenere un mansionario così limitativo - serve una nuova visione della professione.

Il Decreto Ministeriale 739 del 1994 segna la rivoluzione: nasce il "profilo dell'infermiere" che sostituisce definitivamente il mansionario. Non più un elenco di compiti, ma la descrizione di responsabilità professionali.
L'infermiere diventa "responsabile dell'assistenza generale infermieristica" - non più della singola manovra, ma di tutta l'assistenza. Se prima rispondevi solo dell'esecuzione corretta del cateterismo, ora rispondi di tutta l'assistenza alla persona.
L'assistenza infermieristica è preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa, di natura tecnica, relazionale ed educativa. L'infermiere identifica i bisogni, pianifica, gestisce e attua gli interventi, garantisce l'applicazione delle prescrizioni mediche.
Nascono le specializzazioni: sanità pubblica, pediatria, salute mentale, geriatria, area critica. Sulla carta dovrebbero essere titoli preferenziali, ma nella pratica questo comma non è mai stato applicato.
Il problema? È un decreto ministeriale che non poteva abolire il decreto presidenziale del mansionario del '74. Per cinque anni convivono due norme contrastanti, creando confusione totale.
Paradosso normativo: Dal '94 al '99 ufficialmente esisteva il profilo innovativo, ma legalmente valeva ancora il vecchio mansionario - una situazione insostenibile.

La Legge 42 del 1999 risolve finalmente il paradosso: abolisce il mansionario del '74 e sostituisce "professione sanitaria ausiliaria" con "professione sanitaria". Fine della sudditanza, inizio dell'autonomia.
Il campo di attività è determinato non solo dai profili, ma anche dai percorsi formativi universitari, dalla formazione post-base e dai codici deontologici. Un sistema flessibile che può evolversi nel tempo.
La Legge 251 del 2000 istituisce il dirigente infermiere: se l'infermiere è autonomo, deve essere diretto da un infermiere che conosce la disciplina. Un medico non può dirigere professionisti di cui non conosce la materia.
Si distingue tra coordinare (creare condizioni organizzative ottimali) e dirigere (prendere decisioni strategiche con responsabilità maggiori). Prima del 2000 la direzione era sempre medica, ora può essere infermieristica.
Tra il 1990 e il 2000 c'è stata una vera rivoluzione che ha trasformato completamente la figura dell'infermiere. Poi il processo si è fermato a questo punto.
Conquista fondamentale: L'autonomia professionale non è solo teorica ma si concretizza nella possibilità di autogoverno attraverso dirigenti infermieri.

La Legge 43 del 2006 rimette ordine dopo anni di confusione. Tra il '99 e il 2006 bastava la laurea triennale per ambire a fare caposala o coordinatore - una situazione che andava sanata.
Nasce la gerarchia formativa: infermiere (laurea triennale), coordinatore , dirigente . Ognuno con competenze specifiche e percorsi obbligatori.
Viene istituito l'albo professionale con iscrizione obbligatoria - non tutte le professioni ce l'hanno, è un riconoscimento importante dell'autonomia e responsabilità.
La laurea magistrale (introdotta nel 2004) approfondisce management, formazione e ricerca - non l'assistenza diretta, ma le competenze direttive. Nasce sulle ceneri della vecchia "Scuola Diretta a Fini Speciali".
Prima di questa legge c'era il caos: dal '99 al 2006 chiunque avesse la triennale poteva dirigere senza esperienza né formazione specifica. La 43/2006 stabilisce finalmente regole chiare.
Struttura definitiva: Tre livelli con competenze distinte - base assistenziale, coordinamento organizzativo, direzione strategica - ognuno con i suoi prerequisiti formativi.

Dal 1925 al 1971 le scuole rimangono identiche: due anni, solo donne, convitto con economia domestica. L'idea è sempre quella dell'infermiera come "brava donna di casa" che sa anche assistere.
La Legge 124 del 1971 apre finalmente agli uomini, trasformando la scuola da convitto a normale istituto. Le ragioni? Lo Statuto dei Lavoratori del 1970 riduce l'orario settimanale da 48 a 40 ore - servono più infermieri.
L'Accordo di Strasburgo del 1967 impone regole europee: 10 anni di scuola precedente + 3 anni di formazione specifica. L'Italia si adegua nel 1973 con 4600 ore e materie umanistiche.
Nel 1990 nasce la possibilità dei diplomi universitari, che partono nel 1993. L'infermieristica acquisisce la dignità di "scienza" - Scienze Infermieristiche. Nel 1999 i DU diventano lauree triennali da 5400 ore.
Dal 2000 laurea magistrale, dal 2007 dottorati di ricerca. Nascono master di primo e secondo livello, corsi di perfezionamento. Purtroppo negli ultimi anni imperversano i master online che danno poche competenze reali.
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Anastasia
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Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
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ricky_dado
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L'infermieristica moderna ha radici profonde che affondano nella storia e nella cultura. Dal lavoro pionieristico di Florence Nightingale fino alla professione universitaria di oggi, l'infermiere ha vissuto una trasformazione incredibile: da semplice aiutante del medico a professionista autonomo e responsabile.

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Questa materia esplora due aspetti fondamentali: come si è evoluta la formazione degli infermieri e come è cambiata culturalmente questa figura professionale nel corso del tempo.
Il termine nursing arriva dall'inglese e significa assistenza in senso scientifico. È diverso dal nostro "assistenza", che ha bisogno di un aggettivo per essere completo. L'assistenza generica significa "stare accanto a chi non è autonomo", ma l'assistenza infermieristica è qualcosa di molto più strutturato e professionale.
Curiosità: La parola inglese "nurse" deriva da "nutrix" (nutrice), cioè colei che nutre e fa crescere - un concetto che esprime perfettamente l'idea di prendersi cura.

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Florence Nightingale nasce il 12 maggio 1820 a Firenze (non a caso questa è la giornata mondiale degli infermieri!) da una famiglia borghese londinese che aveva tutt'altre aspettative per lei.
Florence capisce una cosa rivoluzionaria: l'infermiere non può essere solo l'aiuto del medico, ma deve svolgere un'attività infermieristica autonoma. Secondo lei, per il benessere di una persona non basta il medico - serve qualcuno che si occupi di quella parte di cura di cui nessuno si prendeva responsabilità.
L'intuizione geniale è che il prendersi cura infermieristico non può essere improvvisato: serve competenza professionale strutturata. Per questo fonda delle scuole con disciplina ferrea, creando i primi percorsi formativi veri per infermiere.
Nel vocabolario infermieristico non usiamo "paziente" (che dà l'idea di chi aspetta passivamente), ma "persona". L'infermieristica si rivolge alla persona malata, sana, alla famiglia - una visione a 360 gradi che può fare da ponte con altri professionisti sociali.
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Gli storici identificano la nascita dell'assistenza infermieristica proprio nell'epoca di Florence. Lei capisce che servono competenze strutturate e lavora per dare alle infermiere una formazione solida.
L'assistenza generica esiste da sempre - dalle nostre antenate che aiutavano nei parti alla cura dei figli, sempre affidata storicamente alle donne. Ma Florence vive nella società inglese della rivoluzione industriale, dove le donne iniziano a uscire di casa per lavorare.
Le sue scuole innovative hanno caratteristiche precise: sono convitti strutturati come college, reclutano studentesse borghesi e acculturate, insegnano la disciplina infermieristica oltre alle materie base. Prima si insegnava solo il "fare", Florence introduce il "sapere".
Il percorso universitario per infermieri arriva in America nel 1916, mentre in Italia solo a metà anni '90 - e ancora come "costola" di medicina, non come facoltà indipendente. Questa differenza ci ha penalizzato molto nel sviluppo della professione.
Problema storico: In Italia le scuole di Florence non erano riconosciute dal Regno, e la concezione della donna come "angelo del focolare" ha frenato l'evoluzione professionale per decenni.

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Il Regio Decreto del 1925 istituisce le prime scuole per infermiere riconosciute in Italia. Però attenzione: erano scuole che copiavano Florence ma la "snaturavano" completamente.
Durata di 2 anni, accesso teoricamente con scolarità superiore alle elementari, ma spesso bastava una lettera di raccomandazione. Le scuole erano convitti solo per donne, ma non per i motivi progressisti di Florence: qui l'idea era più "convento che college".
Si insegnava anche economia domestica (pulire, cucinare, stirare, come sedersi senza sgualcire la divisa) - un parallelo inquietante tra la donna "regina della casa" e l'infermiera "regina dell'ospedale" che deve tenere tutto in ordine per il medico.
Nel 1940 arriva il primo mansionario: un elenco di attività pratiche che identificava l'infermiera solo in compiti manuali, senza responsabilità intellettuali. Tutto il processo decisionale rimaneva nelle mani del medico.
Il mansionario del 1974 porta qualche novità (si parla di riunioni, lavori di gruppo), ma resta sostanzialmente uguale: l'infermiere è ancora dipendente dal medico per ogni decisione importante.
Confronto significativo: Mentre Florence immaginava professioniste autonome, in Italia si creava la figura dell'infermiera come "aiutante domestica qualificata" del medico.

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Nel 1972 compare per la prima volta la parola "nursing" in un congresso italiano. Non è solo una parola diversa: rappresenta un modo completamente nuovo di vedere l'assistenza infermieristica.
Il nursing introduce l'idea di un'infermiera con cultura professionale propria, capace di risolvere autonomamente i problemi dell'assistenza. Iniziano ad arrivare i primi testi inglesi tradotti, che mostravano un'infermiera molto diversa da quella del mansionario.
Si crea una frattura: le scuole iniziano a evolversi verso il nuovo approccio, ma negli ospedali si continua a lavorare secondo il vecchio mansionario. Chi lavorava nella formazione aveva accesso alla cultura evoluta, chi stava in corsia rimaneva fermo al passato.
Il mansionario del 1974 fu una grande delusione per chi sperava in un vero cambiamento. Pur con qualche abbellimento linguistico, rimaneva un elenco di mansioni pratiche senza vera autonomia decisionale.
Le mansioni dell'infermiere professionale del '74 si dividevano in: organizzative/amministrative (sempre sotto controllo medico), attività pratiche, e vigilanza dell'infanzia. L'infermiere rimaneva quello che "tiene in ordine" per permettere al medico di lavorare.
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Confrontando i mansionari del 1940 e 1974 emergono le continuità e le timide novità. Nel '40 totale dipendenza dal medico, nel '74 si aggiungono attività come riunioni di gruppo e ricerche sulle tecniche assistenziali.
Per la prima volta si parla di "infermieri" al maschile (non più solo femminile) e si introduce il concetto di soddisfare le esigenze del malato e della famiglia. Nascono anche figure specializzate: anestesia, rianimazione, terapia intensiva.
Compare l'assistente sanitario che lavora nel campo della medicina pubblica, occupandosi di prevenzione, vaccinazioni e inchieste epidemiologiche. L'infermiere generico continua ad esistere ma sempre sotto supervisione del professionale.
Il limite principale rimane: sono ancora mansioni pratiche senza vera responsabilità decisionale. L'infermiere può partecipare a riunioni e ricerche, ma la responsabilità finale resta sempre del medico.
Tra il '74 e il '94 ci sono vent'anni di silenzio normativo, mentre il mondo cambia completamente. Nel '92 il decreto 502 stabilisce che la formazione delle professioni sanitarie deve essere universitaria - un passaggio epocale.
Svolta decisiva: L'ingresso dell'infermieristica in università rende impossibile mantenere un mansionario così limitativo - serve una nuova visione della professione.

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Il Decreto Ministeriale 739 del 1994 segna la rivoluzione: nasce il "profilo dell'infermiere" che sostituisce definitivamente il mansionario. Non più un elenco di compiti, ma la descrizione di responsabilità professionali.
L'infermiere diventa "responsabile dell'assistenza generale infermieristica" - non più della singola manovra, ma di tutta l'assistenza. Se prima rispondevi solo dell'esecuzione corretta del cateterismo, ora rispondi di tutta l'assistenza alla persona.
L'assistenza infermieristica è preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa, di natura tecnica, relazionale ed educativa. L'infermiere identifica i bisogni, pianifica, gestisce e attua gli interventi, garantisce l'applicazione delle prescrizioni mediche.
Nascono le specializzazioni: sanità pubblica, pediatria, salute mentale, geriatria, area critica. Sulla carta dovrebbero essere titoli preferenziali, ma nella pratica questo comma non è mai stato applicato.
Il problema? È un decreto ministeriale che non poteva abolire il decreto presidenziale del mansionario del '74. Per cinque anni convivono due norme contrastanti, creando confusione totale.
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La Legge 42 del 1999 risolve finalmente il paradosso: abolisce il mansionario del '74 e sostituisce "professione sanitaria ausiliaria" con "professione sanitaria". Fine della sudditanza, inizio dell'autonomia.
Il campo di attività è determinato non solo dai profili, ma anche dai percorsi formativi universitari, dalla formazione post-base e dai codici deontologici. Un sistema flessibile che può evolversi nel tempo.
La Legge 251 del 2000 istituisce il dirigente infermiere: se l'infermiere è autonomo, deve essere diretto da un infermiere che conosce la disciplina. Un medico non può dirigere professionisti di cui non conosce la materia.
Si distingue tra coordinare (creare condizioni organizzative ottimali) e dirigere (prendere decisioni strategiche con responsabilità maggiori). Prima del 2000 la direzione era sempre medica, ora può essere infermieristica.
Tra il 1990 e il 2000 c'è stata una vera rivoluzione che ha trasformato completamente la figura dell'infermiere. Poi il processo si è fermato a questo punto.
Conquista fondamentale: L'autonomia professionale non è solo teorica ma si concretizza nella possibilità di autogoverno attraverso dirigenti infermieri.

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La Legge 43 del 2006 rimette ordine dopo anni di confusione. Tra il '99 e il 2006 bastava la laurea triennale per ambire a fare caposala o coordinatore - una situazione che andava sanata.
Nasce la gerarchia formativa: infermiere (laurea triennale), coordinatore , dirigente . Ognuno con competenze specifiche e percorsi obbligatori.
Viene istituito l'albo professionale con iscrizione obbligatoria - non tutte le professioni ce l'hanno, è un riconoscimento importante dell'autonomia e responsabilità.
La laurea magistrale (introdotta nel 2004) approfondisce management, formazione e ricerca - non l'assistenza diretta, ma le competenze direttive. Nasce sulle ceneri della vecchia "Scuola Diretta a Fini Speciali".
Prima di questa legge c'era il caos: dal '99 al 2006 chiunque avesse la triennale poteva dirigere senza esperienza né formazione specifica. La 43/2006 stabilisce finalmente regole chiare.
Struttura definitiva: Tre livelli con competenze distinte - base assistenziale, coordinamento organizzativo, direzione strategica - ognuno con i suoi prerequisiti formativi.

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Dal 1925 al 1971 le scuole rimangono identiche: due anni, solo donne, convitto con economia domestica. L'idea è sempre quella dell'infermiera come "brava donna di casa" che sa anche assistere.
La Legge 124 del 1971 apre finalmente agli uomini, trasformando la scuola da convitto a normale istituto. Le ragioni? Lo Statuto dei Lavoratori del 1970 riduce l'orario settimanale da 48 a 40 ore - servono più infermieri.
L'Accordo di Strasburgo del 1967 impone regole europee: 10 anni di scuola precedente + 3 anni di formazione specifica. L'Italia si adegua nel 1973 con 4600 ore e materie umanistiche.
Nel 1990 nasce la possibilità dei diplomi universitari, che partono nel 1993. L'infermieristica acquisisce la dignità di "scienza" - Scienze Infermieristiche. Nel 1999 i DU diventano lauree triennali da 5400 ore.
Dal 2000 laurea magistrale, dal 2007 dottorati di ricerca. Nascono master di primo e secondo livello, corsi di perfezionamento. Purtroppo negli ultimi anni imperversano i master online che danno poche competenze reali.
Trasformazione completa: Da scuolette convitto di due anni siamo arrivati a un sistema universitario completo fino al dottorato - una rivoluzione in meno di 30 anni.
Il nostro assistente AI è costruito specificamente per le esigenze degli studenti. Sulla base dei milioni di contenuti presenti sulla piattaforma, possiamo fornire agli studenti risposte davvero significative e pertinenti. Ma non si tratta solo di risposte, l'assistente è in grado di guidare gli studenti attraverso le loro sfide quotidiane di studio, con piani di studio personalizzati, quiz o contenuti nella chat e una personalizzazione al 100% basata sulle competenze e sugli sviluppi degli studenti.
È possibile scaricare l'applicazione dal Google Play Store e dall'Apple App Store.
Sì, hai accesso completamente gratuito a tutti i contenuti nell'app e puoi chattare o seguire i Creatori in qualsiasi momento. Sbloccherai nuove funzioni crescendo il tuo numero di follower. Inoltre, offriamo Knowunity Premium, che consente di studiare senza alcun limite!!
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Strumenti Intelligenti NUOVO
Trasforma questi appunti in: ✓ 50+ Domande di Pratica ✓ Flashcard Interattive ✓ Simulazione d'esame completa ✓ Schemi per Saggi
App Store
Google Play
L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
utente iOS
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS
L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
utente iOS
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
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Francesca
utente Android
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Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS