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La Prima Guerra Mondiale

La Prima Guerra Mondiale

 LA PRIMA GUERRA MONDIALE
LE PREMESSE DEL CONFLITTO
TENSIONI ALL'INIZIO DEL NOVECENTO
All'inizio del Novecento, l’Europa vive una situazione

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Riccardo Zucchelli

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Sintesi

Premesse del conflitto, 4 anni di conflitto, Grande Guerra, Trattati di pace

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LA PRIMA GUERRA MONDIALE LE PREMESSE DEL CONFLITTO TENSIONI ALL'INIZIO DEL NOVECENTO All'inizio del Novecento, l’Europa vive una situazione di tensione tra le grandi potenze. Francia mantiene il proprio desiderio di rivalsa sulla Germania (revanscismo). Austria-Ungheria e Russia si fronteggiano nell'area balcanica cercando di trarre vantaggio dalla debolezza dell'indebolimento ottomano Germania e Regno Unito si contendono il primato di potenza globale in campo economico, coloniale e anche navale (navalismo). Il nuovo sentimento conservatore e nazionalista del Primo Novecento, favorito dall'affermarsi del protezionismo e dell'imperialismo, alimenta le tensioni tra gli stati europei, traducendosi in una rapida corsa al riarmo. Europa divisa in Triplice Alleanza (Italia, Germania, Austria) e Triplice Intesa (Regno Unito, Russia, Francia) LE CRISI COME PRELUDIO ALLA GUERRA Francia e Germania si fronteggiano nelle due crisi marocchine (1905 e 1911); dopo la tregua sancita dalla conferenza di Algeciras (1906), il Marocco viene riconosciuto come un protettorato francese (1911), in cambio della cessione di una parte del Congo francese alla Germania. Dopo l'annessione della Bosnia all'Austria (1908), la Russia sostiene le pretese dei nazionalisti serbi. Scoppiano così le due guerre balcaniche (1912-1913). 1. La prima vede la vittoria di Serbia, Bulgaria, Grecia e Montenegro, che si coalizzano contro l'Impero Ottomano, già indebolito dalla sconfitta subita in Libia da parte dell'Italia. L'impero perde buona parte dei suoi territori europei e inoltre nasce lo...

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Stato d'Albania (Serbia perde lo sbocco sul mare). 2. Il secondo conflitto scoppia tra Serbia (alleata con Impero Ottomano e Romania) e Bulgaria per i territori macedoni. Lo scontro si conclude a svantaggio dei bulgari; la Serbia ottiene il Montenegro. Lo scontro segna inoltre un indebolimento dell'alleanza tra Italia e Austria, dovuto ai territori irredenti (Venezia Giulia, Istria e Dalmazia) e al conflitto in Albania. L'ATTENTATO E LO SCOPPIO DEL CONFLITTO Il 28 giugno 1914 l'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando insieme alla moglie Sofia è assassinato da un nazionalista serbo a Sarajevo, sostenitore dell'annessione della Bosnia alla Serbia. Germania e Austria, convinte del proprio potenziale, formulano un ultimatum sostanzialmente inaccettabile per la Serbia così da far scoppiare la guerra. Il 28 luglio l'Austria dichiara guerra alla Serbia e nel giro di pochi giorni tutte le potenze europee (con l'eccezione dell'Italia) entrano nel conflitto. La Russia si schiera in difesa della Serbia e la Germania dichiara guerra ai russi e ai francesi. Infine il Regno Unito, dopo un disperato tentativo di fermare lo scontro, dichiara guerra all'Austria e alla Germania. Il 4 agosto 1914 con l'invasione tedesca del Belgio ha ufficialmente inizio la Prima guerra mondiale. Il 23 agosto, il Giappone si schiera a fianco dell'Intesa per appropriarsi dei territori tedeschi sul Pacifico. La guerra, che rischia di distruggere gli equilibri, viene accolta ovunque con manifestazioni di piazza entusiastiche, convinti di esser di fronte a una guerra rapida (nazionalisti e socialisti rivoluzionari; riformisti non uniti per contrastare l'entusiasmo). L'ITALIA DALLA NEUTRALITA' ALL'INGRESSO IN GUERRA L'IPOTESI DELLA NEUTRALITA' Il 2 agosto 1914 l'Italia di Salandra dichiara la propria neutralità, ma nel Paese prende vita un acceso dibattito. Dei neutralisti fanno parte i cattolici (papa Benedetto XV scrive una nota di pace), i socialisti riformisti (guerra non voluta dai proletari, ma da governi e potentati economici imperialisti), i liberali giolittiani (favorevoli alla trattativa). Il fronte interventista è formato dai liberali conservatori (per ottenere maggior forza e prestigio), dai nazionalisti, dagli irredentisti (favorevoli anche i repubblicani e i radicali) e dalla sinistra rivoluzionaria di Labriola e Mussolini (per eliminare il capitalismo). LA DECISIONE A FAVORE DELL'INTESA Il 26 aprile 1915 l’Italia firma il Patto di Londra con cui si impegna a entrare in guerra contro gli Imperi centrali in cambio delle terre irredente (Trentino e Trieste) e della Dalmazia. L'accordo viene firmato a insaputa delle Camere e dell'opinione pubblica. Nel Paese aumentano le manifestazioni a favore della guerra e il 24 maggio 1915 l'Italia entra in guerra a fianco della Triplice Intesa. QUATTRO ANNI DI SANGUINOSO CONFLITTO IL FALLITO ASSALTO TEDESCO Il piano della Germania prevede una guerra lampo con cui conquistare la Francia in sole otto settimane, contando sul fatto che a est i russi avrebbero impiegato molto tempo a mobilitare il loro immenso esercito e a muoverlo verso le linee del fronte. Ma all'inizio di settembre l'esercito tedesco viene fermato sulla Marna. Contemporaneamente i russi attaccano in Prussia e in Galizia, costringendo l'esercito tedesco a dividersi. I russi strappano la Galizia agli austriaci, ma in Prussia vengono sconfitti ai Laghi Masuri. GUERRA D'USURA SUL FRONTE OCCIDENTALE Alla fine del 1914 il conflitto la rapida guerra di movimento lascia il posto a una lunga guerra di posizione, combattuta in condizioni disumane nelle trincee. Si tratta di una guerra di usura, di logoramento, caratterizzata dall'introduzione di nuove armi (mitragliatrici, gas). L'iniziale entusiasmo per la guerra si trasforma pian piano in rassegnazione; compaiono forme di rifiuto della guerra: renitenza, diserzione, autolesionismo dei soldati. La vittoria sarebbe andata semplicemente a chi avesse resistito di più. Tre grandi battaglie sul fronte occidentale (Verdun, Somme, Passchendaele) non spostano il fronte. LA GUERRA SUI MARI La Germania e il Regno Unito tentano di portare il conflitto anche sui mari. Gli inglesi sfruttano il loro predominio sui mari istituendo un blocco navale che costringe le popolazioni degli imperi al razionamento alimentare e che ostacola la loro produzione bellica. Berlino risponde allora attuando una sorta di controblocco con la guerra sottomarina che causa gravi perdite alla flotta mercantile britannica, ma anche ai paesi rimasti neutrali. Le proteste degli Stati Uniti costringono i tedeschi a fermare la guerra sui mari. IL FRONTE ORIENTALE E IL CROLLO DELLA RUSSIA Sul fronte orientale l'esercito zarista si dimostra inadeguato e consente agli Imperi centrali di penetrare in territorio russo con una rapida guerra di movimento, sfruttando l'alleanza della Bulgaria. Nel 1916 la Russia arriva di nuovo alla Galizia austriaca, ma la loro posizione peggiora quando la nuova alleata dell'Intesa, la Romania, viene occupata dall'Alleanza, la quale può da quel momento sfruttare le vaste riserve rumene di grano e petrolio. In seguito alla Rivoluzione (1917) guidata dai bolscevichi di Lenin, la Russia, con la caduta di Nicola II, esce dal conflitto e con la Pace di Brest-Litovsk (3 marzo 1918) subisce gravi perdite territoriali (Finlandia, Paesi baltici, Polonia, Bielorussia e Ucraina). IL FRONTE DEI BALCANI L'Impero ottomano entra in guerra a fianco della Germania in quanto unica potenza europea a non avere interessi coloniali in Medio Oriente. Nella Battaglia di Gallipoli (novembre 1915) i turchi respingono gli inglesi. Dopo che la Serbia viene invasa e sconfitta, a francesi e inglesi rimane solo una base a Salonicco, nella Grecia neutrale. Gli ottomani, però, non riescono a dare supporto alla Triplice Alleanza e anzi devono impegnarsi a neutralizzare la rivolta, alimentata dagli inglesi, delle popolazioni arabe del Medio Oriente (Armeni accusati di favorire la Russia → genocidio armeno). IL FRONTE ITALIANO Sul fronte italiano lo scontro avviene lungo il fiume Isonzo e l'altopiano del Carso. Nel 1916 gli austriaci progettano un attacco a sorpresa che viene fermato sull'Altopiano di Asiago. Il 24 ottobre 1917 gli italiani sfiduciati e sofferenti vengono sconfitti a Caporetto dalle truppe austro-tedesche. Ai primi di novembre 1917 si contano già 40.000 tra morti e feriti e 400.000 uomini tra prigionieri e profughi. Il generale Cadorna, colpevole della disfatta, è sostituito da Diaz. Lo scontro si sposta adesso sul Piave e nell'ottobre del 1918 parte la contro-offensiva. L'INTERVENTO DEGLI STATI UNITI Nell'aprile 1917 gli Stati Uniti entrano in guerra a fianco dell'Intesa (soprattutto a causa della guerra sottomarina) e agli inizi del 1918 il presidente Wilson espone nei Quattordici punti i principi della politica estera americana. IL CROLLO DI GERMANIA E AUSTRIA-UNGHERIA Nella Battaglia di Amiens (agosto 1918) i tedeschi sono costretti a indietreggiare; violente agitazioni (rivolte interne) portano alla proclamazione della Repubblica (con i socialdemocratici) e l'11 novembre 1918 la Germania si arrende. Il 24 ottobre 1918 gli italiano sconfiggono gli austriaci a Vittorio Veneto; il 3 novembre l'Austria-Ungheria si arrende e a Vienna viene proclamata la Repubblica. IL SIGNIFICATO DELLA "GRANDE GUERRA" La prima guerra mondiale è un conflitto globale, che coinvolge oltre 60 milioni di soldati, vede la partecipazione di quasi trenta Paesi in almeno tre continenti e provoca 8,5 milioni di vittime e un numero altissimo di feriti e mutilati. La guerra ha importanti ripercussioni sulla società, sia con il maggiore coinvolgimento delle donne nel tessuto produttivo sia con il difficile reinserimento dei reduci. Durante i combattimenti vengono sperimentate e perfezionate innovazioni tecnologiche (sottomarini, gas asfissianti, dinamite, carro armato, aeroplano...) e vi è una pianificazione statale dell'economia e delle risorse. In molti Paesi si formano governi di unità nazionale (Francia, Italia, Regno Unito), mentre in altri si verifica una dura repressione del dissenso interno (Germania): più in generale, si assiste a un rafforzamento degli organi esecutivi e alla crescita di importanza dei comandi militari. Fondamentale diviene il controllo dell'opinione pubblica, sia attraverso il condizionamento della stampa, sia tramite campagne di propaganda per incentivare l'arruolamento. I TRATTATI DI PACE Nel gennaio 1919 a Parigi ha inizio la Conferenza di pace. In Europa sono crollati i grandi imperi e si è formato uno Stato comunista; inoltre è necessario conciliare le ambizioni delle potenze vincitrici con il principio di autodeterminazione dei popoli [ci si basa sui Quattordici punti di Wilson]. Si giunge così alla stipula di cinque trattati, che in alcuni casi creano i presupposti per nuove tensioni internazionali. Il Trattato di Versailles (28 giugno 1919) impone durissime condizioni alla Germania: Deve restituire Alsazia e Lorena alla Francia, lo Schleswig del Nord alla Danimarca, Alta Slesia e Posnania alla Polonia, i Sudeti alla nuova repubblica cecoslovacca. Nei Balcani nascono 4 nuove repubbliche: Lettonia, Estonia, Lituania e Finlandia. Deve inoltre cedere le colonie extraeuropee, pagare un enorme debito di guerra, ridurre l'esercito e dare alla Francia il controllo temporaneo della riva sinistra del Reno e delle miniere della Saar. - | Trattati di Saint-Germain-en Laye (10 settembre 1919) e del Trianon (4 giugno 1920) ratificano la fine dell'Impero austro-ungarico e la nascita di Cecoslovacchia (Boemia, Moravia e Slovacchia) e Jugoslavia (Croazia, Serbia, Slovenia). [l'Austria non si può unire con la Germania senza l'approvazione delle Nazioni Unite. *Le Nazioni Unite hanno il compito di mantenere la pace e la sicurezza internazionale (come l'ONU ma con dei limiti in quanto non tutti fanno parte dell'associazione)*] Il Trattato di Neuilly (27 novembre 1919) riduce il territorio della Bulgaria, mentre con il Trattato di Sèvres (10 agosto 1920) l'Impero ottomano deve cedere i suoi possedimenti in Medio Oriente a Francia e Regno Unito. L'Italia ottiene dall'Austria Trento, l'Alto Adige e Trieste, ma la Dalmazia e Fiume vanno alla Jugoslavia, provocando nel Paese proteste contro la «vittoria mutilata». APPROFONDIMENTI PERCHE' SCOPPIA LA PRIMA GUERRA MONDIALE Responsabilità: Subito dopo la fine della Grande guerra le responsabilità del conflitto vennero addossate alla Germania. Nei decenni successivi il dibattito continuò con accuse reciproche. Oggi si è arrivati a una corresponsabilità di tutte le maggiori potenze europee impegnate nella spartizione coloniale e nell'affermazione della propria supremazia. La 1° guerra mondiale ha assunto la configurazione di una guerra civile europea. La guerra del capitale: -Interpretazione marxista: Questa fu una guerra imperialistica che scoppiò quando la politica protezionistica dei mercati rese impossibile la loro conquista pacifica. Lenin:"Guerra per la spartizione del mondo. Capitalismo=sistema mondiale di oppressione da parte di pochi paesi progrediti sulla maggioranza della popolazione" -Interpretazione di Hobsbawm: Durante l'età dell'imperialismo iniziò un processo di globalizzazione: il contesto economico e politico assumeva una dimensione mondiale. Questa guerra, a differenza di quelle precedenti, aveva scopi illimitati. L'INIZIO DELLA GUERRA: I SENTIMENTI DEI TEDESCHI LA MOBILITAZIONE IN FAVORE DELLA GUERRA IL NEUTRALISMO DI GIOLITTI L'INUTILE STRAGE LA VITA DI TRINCEA LA DISFATTA DI CAPORETTO L'INTERVENTO DEGLI STATI UNITI

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Stato d'Albania (Serbia perde lo sbocco sul mare). 2. Il secondo conflitto scoppia tra Serbia (alleata con Impero Ottomano e Romania) e Bulgaria per i territori macedoni. Lo scontro si conclude a svantaggio dei bulgari; la Serbia ottiene il Montenegro. Lo scontro segna inoltre un indebolimento dell'alleanza tra Italia e Austria, dovuto ai territori irredenti (Venezia Giulia, Istria e Dalmazia) e al conflitto in Albania. L'ATTENTATO E LO SCOPPIO DEL CONFLITTO Il 28 giugno 1914 l'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando insieme alla moglie Sofia è assassinato da un nazionalista serbo a Sarajevo, sostenitore dell'annessione della Bosnia alla Serbia. Germania e Austria, convinte del proprio potenziale, formulano un ultimatum sostanzialmente inaccettabile per la Serbia così da far scoppiare la guerra. Il 28 luglio l'Austria dichiara guerra alla Serbia e nel giro di pochi giorni tutte le potenze europee (con l'eccezione dell'Italia) entrano nel conflitto. La Russia si schiera in difesa della Serbia e la Germania dichiara guerra ai russi e ai francesi. Infine il Regno Unito, dopo un disperato tentativo di fermare lo scontro, dichiara guerra all'Austria e alla Germania. Il 4 agosto 1914 con l'invasione tedesca del Belgio ha ufficialmente inizio la Prima guerra mondiale. Il 23 agosto, il Giappone si schiera a fianco dell'Intesa per appropriarsi dei territori tedeschi sul Pacifico. La guerra, che rischia di distruggere gli equilibri, viene accolta ovunque con manifestazioni di piazza entusiastiche, convinti di esser di fronte a una guerra rapida (nazionalisti e socialisti rivoluzionari; riformisti non uniti per contrastare l'entusiasmo). L'ITALIA DALLA NEUTRALITA' ALL'INGRESSO IN GUERRA L'IPOTESI DELLA NEUTRALITA' Il 2 agosto 1914 l'Italia di Salandra dichiara la propria neutralità, ma nel Paese prende vita un acceso dibattito. Dei neutralisti fanno parte i cattolici (papa Benedetto XV scrive una nota di pace), i socialisti riformisti (guerra non voluta dai proletari, ma da governi e potentati economici imperialisti), i liberali giolittiani (favorevoli alla trattativa). Il fronte interventista è formato dai liberali conservatori (per ottenere maggior forza e prestigio), dai nazionalisti, dagli irredentisti (favorevoli anche i repubblicani e i radicali) e dalla sinistra rivoluzionaria di Labriola e Mussolini (per eliminare il capitalismo). LA DECISIONE A FAVORE DELL'INTESA Il 26 aprile 1915 l’Italia firma il Patto di Londra con cui si impegna a entrare in guerra contro gli Imperi centrali in cambio delle terre irredente (Trentino e Trieste) e della Dalmazia. L'accordo viene firmato a insaputa delle Camere e dell'opinione pubblica. Nel Paese aumentano le manifestazioni a favore della guerra e il 24 maggio 1915 l'Italia entra in guerra a fianco della Triplice Intesa. QUATTRO ANNI DI SANGUINOSO CONFLITTO IL FALLITO ASSALTO TEDESCO Il piano della Germania prevede una guerra lampo con cui conquistare la Francia in sole otto settimane, contando sul fatto che a est i russi avrebbero impiegato molto tempo a mobilitare il loro immenso esercito e a muoverlo verso le linee del fronte. Ma all'inizio di settembre l'esercito tedesco viene fermato sulla Marna. Contemporaneamente i russi attaccano in Prussia e in Galizia, costringendo l'esercito tedesco a dividersi. I russi strappano la Galizia agli austriaci, ma in Prussia vengono sconfitti ai Laghi Masuri. GUERRA D'USURA SUL FRONTE OCCIDENTALE Alla fine del 1914 il conflitto la rapida guerra di movimento lascia il posto a una lunga guerra di posizione, combattuta in condizioni disumane nelle trincee. Si tratta di una guerra di usura, di logoramento, caratterizzata dall'introduzione di nuove armi (mitragliatrici, gas). L'iniziale entusiasmo per la guerra si trasforma pian piano in rassegnazione; compaiono forme di rifiuto della guerra: renitenza, diserzione, autolesionismo dei soldati. La vittoria sarebbe andata semplicemente a chi avesse resistito di più. Tre grandi battaglie sul fronte occidentale (Verdun, Somme, Passchendaele) non spostano il fronte. LA GUERRA SUI MARI La Germania e il Regno Unito tentano di portare il conflitto anche sui mari. Gli inglesi sfruttano il loro predominio sui mari istituendo un blocco navale che costringe le popolazioni degli imperi al razionamento alimentare e che ostacola la loro produzione bellica. Berlino risponde allora attuando una sorta di controblocco con la guerra sottomarina che causa gravi perdite alla flotta mercantile britannica, ma anche ai paesi rimasti neutrali. Le proteste degli Stati Uniti costringono i tedeschi a fermare la guerra sui mari. IL FRONTE ORIENTALE E IL CROLLO DELLA RUSSIA Sul fronte orientale l'esercito zarista si dimostra inadeguato e consente agli Imperi centrali di penetrare in territorio russo con una rapida guerra di movimento, sfruttando l'alleanza della Bulgaria. Nel 1916 la Russia arriva di nuovo alla Galizia austriaca, ma la loro posizione peggiora quando la nuova alleata dell'Intesa, la Romania, viene occupata dall'Alleanza, la quale può da quel momento sfruttare le vaste riserve rumene di grano e petrolio. In seguito alla Rivoluzione (1917) guidata dai bolscevichi di Lenin, la Russia, con la caduta di Nicola II, esce dal conflitto e con la Pace di Brest-Litovsk (3 marzo 1918) subisce gravi perdite territoriali (Finlandia, Paesi baltici, Polonia, Bielorussia e Ucraina). IL FRONTE DEI BALCANI L'Impero ottomano entra in guerra a fianco della Germania in quanto unica potenza europea a non avere interessi coloniali in Medio Oriente. Nella Battaglia di Gallipoli (novembre 1915) i turchi respingono gli inglesi. Dopo che la Serbia viene invasa e sconfitta, a francesi e inglesi rimane solo una base a Salonicco, nella Grecia neutrale. Gli ottomani, però, non riescono a dare supporto alla Triplice Alleanza e anzi devono impegnarsi a neutralizzare la rivolta, alimentata dagli inglesi, delle popolazioni arabe del Medio Oriente (Armeni accusati di favorire la Russia → genocidio armeno). IL FRONTE ITALIANO Sul fronte italiano lo scontro avviene lungo il fiume Isonzo e l'altopiano del Carso. Nel 1916 gli austriaci progettano un attacco a sorpresa che viene fermato sull'Altopiano di Asiago. Il 24 ottobre 1917 gli italiani sfiduciati e sofferenti vengono sconfitti a Caporetto dalle truppe austro-tedesche. Ai primi di novembre 1917 si contano già 40.000 tra morti e feriti e 400.000 uomini tra prigionieri e profughi. Il generale Cadorna, colpevole della disfatta, è sostituito da Diaz. Lo scontro si sposta adesso sul Piave e nell'ottobre del 1918 parte la contro-offensiva. L'INTERVENTO DEGLI STATI UNITI Nell'aprile 1917 gli Stati Uniti entrano in guerra a fianco dell'Intesa (soprattutto a causa della guerra sottomarina) e agli inizi del 1918 il presidente Wilson espone nei Quattordici punti i principi della politica estera americana. IL CROLLO DI GERMANIA E AUSTRIA-UNGHERIA Nella Battaglia di Amiens (agosto 1918) i tedeschi sono costretti a indietreggiare; violente agitazioni (rivolte interne) portano alla proclamazione della Repubblica (con i socialdemocratici) e l'11 novembre 1918 la Germania si arrende. Il 24 ottobre 1918 gli italiano sconfiggono gli austriaci a Vittorio Veneto; il 3 novembre l'Austria-Ungheria si arrende e a Vienna viene proclamata la Repubblica. IL SIGNIFICATO DELLA "GRANDE GUERRA" La prima guerra mondiale è un conflitto globale, che coinvolge oltre 60 milioni di soldati, vede la partecipazione di quasi trenta Paesi in almeno tre continenti e provoca 8,5 milioni di vittime e un numero altissimo di feriti e mutilati. La guerra ha importanti ripercussioni sulla società, sia con il maggiore coinvolgimento delle donne nel tessuto produttivo sia con il difficile reinserimento dei reduci. Durante i combattimenti vengono sperimentate e perfezionate innovazioni tecnologiche (sottomarini, gas asfissianti, dinamite, carro armato, aeroplano...) e vi è una pianificazione statale dell'economia e delle risorse. In molti Paesi si formano governi di unità nazionale (Francia, Italia, Regno Unito), mentre in altri si verifica una dura repressione del dissenso interno (Germania): più in generale, si assiste a un rafforzamento degli organi esecutivi e alla crescita di importanza dei comandi militari. Fondamentale diviene il controllo dell'opinione pubblica, sia attraverso il condizionamento della stampa, sia tramite campagne di propaganda per incentivare l'arruolamento. I TRATTATI DI PACE Nel gennaio 1919 a Parigi ha inizio la Conferenza di pace. In Europa sono crollati i grandi imperi e si è formato uno Stato comunista; inoltre è necessario conciliare le ambizioni delle potenze vincitrici con il principio di autodeterminazione dei popoli [ci si basa sui Quattordici punti di Wilson]. Si giunge così alla stipula di cinque trattati, che in alcuni casi creano i presupposti per nuove tensioni internazionali. Il Trattato di Versailles (28 giugno 1919) impone durissime condizioni alla Germania: Deve restituire Alsazia e Lorena alla Francia, lo Schleswig del Nord alla Danimarca, Alta Slesia e Posnania alla Polonia, i Sudeti alla nuova repubblica cecoslovacca. Nei Balcani nascono 4 nuove repubbliche: Lettonia, Estonia, Lituania e Finlandia. Deve inoltre cedere le colonie extraeuropee, pagare un enorme debito di guerra, ridurre l'esercito e dare alla Francia il controllo temporaneo della riva sinistra del Reno e delle miniere della Saar. - | Trattati di Saint-Germain-en Laye (10 settembre 1919) e del Trianon (4 giugno 1920) ratificano la fine dell'Impero austro-ungarico e la nascita di Cecoslovacchia (Boemia, Moravia e Slovacchia) e Jugoslavia (Croazia, Serbia, Slovenia). [l'Austria non si può unire con la Germania senza l'approvazione delle Nazioni Unite. *Le Nazioni Unite hanno il compito di mantenere la pace e la sicurezza internazionale (come l'ONU ma con dei limiti in quanto non tutti fanno parte dell'associazione)*] Il Trattato di Neuilly (27 novembre 1919) riduce il territorio della Bulgaria, mentre con il Trattato di Sèvres (10 agosto 1920) l'Impero ottomano deve cedere i suoi possedimenti in Medio Oriente a Francia e Regno Unito. L'Italia ottiene dall'Austria Trento, l'Alto Adige e Trieste, ma la Dalmazia e Fiume vanno alla Jugoslavia, provocando nel Paese proteste contro la «vittoria mutilata». APPROFONDIMENTI PERCHE' SCOPPIA LA PRIMA GUERRA MONDIALE Responsabilità: Subito dopo la fine della Grande guerra le responsabilità del conflitto vennero addossate alla Germania. Nei decenni successivi il dibattito continuò con accuse reciproche. Oggi si è arrivati a una corresponsabilità di tutte le maggiori potenze europee impegnate nella spartizione coloniale e nell'affermazione della propria supremazia. La 1° guerra mondiale ha assunto la configurazione di una guerra civile europea. La guerra del capitale: -Interpretazione marxista: Questa fu una guerra imperialistica che scoppiò quando la politica protezionistica dei mercati rese impossibile la loro conquista pacifica. Lenin:"Guerra per la spartizione del mondo. Capitalismo=sistema mondiale di oppressione da parte di pochi paesi progrediti sulla maggioranza della popolazione" -Interpretazione di Hobsbawm: Durante l'età dell'imperialismo iniziò un processo di globalizzazione: il contesto economico e politico assumeva una dimensione mondiale. Questa guerra, a differenza di quelle precedenti, aveva scopi illimitati. L'INIZIO DELLA GUERRA: I SENTIMENTI DEI TEDESCHI LA MOBILITAZIONE IN FAVORE DELLA GUERRA IL NEUTRALISMO DI GIOLITTI L'INUTILE STRAGE LA VITA DI TRINCEA LA DISFATTA DI CAPORETTO L'INTERVENTO DEGLI STATI UNITI