La crisi delle poleis
La Guerra del Peloponneso segnò un punto di svolta critico per il mondo greco. Dopo il conflitto, si verificò un periodo di profonda instabilità:
- Sparta non riuscì a mantenere un'egemonia stabile sulla Grecia
- Atene perse completamente il suo impero coloniale
- Nel 404 a.C. Atene fu costretta a:
- Sciogliere la Lega delio-attica
- Distruggere le Lunghe Mura
- Accettare il governo dei "trenta tiranni"
I trenta tiranni attuarono una dura repressione contro i sostenitori della democrazia, causando forte malcontento. La situazione cambiò nel 403 a.C., quando il generale Trasibulo, alla guida di esuli democratici, riuscì a scacciare i tiranni e restaurare la democrazia.
Il nuovo governo democratico adottò una linea moderata:
- Fu proclamata un'amnistia generale
- Solo i responsabili dei peggiori eccessi oligarchici furono condannati a morte
Concetto Chiave: La restaurazione democratica ad Atene non impedì la condanna a morte di Socrate, accusato di empietà (grafé asebeias) e di corrompere i giovani. Il filosofo, che riteneva le virtù legate al sapere, parlava di un "daimonion" (una sorta di genio o coscienza divina) e fu costretto a bere la cicuta, diventando un capro espiatorio della crisi sociale.
La crisi della polis come modello politico era ormai evidente: le città-stato non riuscivano più a garantire stabilità e prosperità ai loro cittadini come in passato.





