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LUCANO

25/10/2022

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La vita
Marco Anneo Lucano nacque a Cordova nel 39 d.C. figlio del fratello di Seneca. Si recò a Roma dove fu
discepolo di Anneo Cornuto.

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Marco Anneo Lucano nacque a Cordova nel 39 d.C. figlio del fratello di Seneca. Si recò a Roma dove fu
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● La vita Marco Anneo Lucano nacque a Cordova nel 39 d.C. figlio del fratello di Seneca. Si recò a Roma dove fu discepolo di Anneo Cornuto. Fece un viaggio di istruzione in Grecia, entrò nella cerchia degli amici di Nerone, e iniziò precocemente la carriera politica. L'imperatore ne apprezzò le grandi doti poetiche, ma il sodalizion con il Princeps dovette rompersi e si dice che ci fu rivalità letteraria di Nerone nei confronti di Lucano. Lucano si ritovò tra gli accusati di coinvolgimento nella Congiura dei Pisoni e fu costretto al suicidio nel 65 d.C., ad appena 26 anni. Le opere ● MARCO ANNEO LUCANO L'attività letteraria di Lucano fu notevole nonostante morì giovanissimo: infatti oltre all'unica conservata, il "Bellum civile", sapiamo che scrisse numerose opere di cui ci sono pervenuti i titoli e qualche frammento. La sua opera principale è il "Bellum civile" ("Guerra civile") conosciuto anche come "Pharsalia" ("Gli eventi di Farsalo"): il suo argomento infatti è la guerra civile tra Cesare e Pompeo, culminata con la battaglia di Farsalo (48 d.C.). Il testo che ci è pervenuto si interrompe el X libro, probabilmente a causa della morte dell'autore. Il progetto originario era di XII libri, proprio come nell" "Eneide" di Virgilio. Il "Bellum civile" - Perchè il Bellum civile? L'argomento della guerra civile tra Cesare e...

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Didascalia alternativa:

Pompeo non era più attualità e non aveva la possibilità di fornire a Lucano elementi per la glorificazione di Roma, come era tradizione per l'epica romana (epos romanos); al contrario gettava un'ombra sanguinosa proprio su Cesare. C'è chi pensa che la scelta inmplichi già in partenza una posizione polemica verso Nerone. Altri però hanno opposto a questa ipotesi la presenza nel libro I di un lungo inserto laudativo dell'imperatore, visto come garante di una nuova età del'oro. Accettare quest'idea significa vederla sconfessata nel corso del poema dove aleggia un cupo pessimismo dove il nome di Nerone è assente. Si può presumere un cambio di rotta, che spinto dall'evoluzione tirannica dell'Imperatore, decise di cambiare il progetto originario. Allora il "Bellum civile" sarebbe un'opera che abilmente il suo autore seppe trasformare da una lode verso Nerone a un'aspra critica nei suoi confronti. In quest'opera c'è una volontà di distacco dal modello virgiliano dell' "Eneide". 1. L'argomento è storico, non mitologico come nell'epos di Virgilio 2. Gli eroi della guerra civile sembrano agire senza la guida nè degli dei nè del fato, sembra invece aleggiare una provvidenza negativa che trascina Roma verso la catastrofe. Mentre nell' "Eneide" è proprio l'esatto contrario, gli dei e il fato avevano condotto l'azione di Enea. Nel libro VI del "Bellum civile" c'è una scena di necormanzia che non può non richiamare il viaggio di Enea nell'Ade nel libro VI dell' "Eneide". La Enea contemplava i grandi di Roma, dalla quale si profetizzava la glori futura, mentre qui il morto (parente di Pompeo) risuscitato per mezzo della magia profetizza gli orrori della guerra. Si può dunque dire che il "Bellum civile" è una sorta di "anti-Eneide". - I personaggi Nell'opera si stagliano 3 figure principali: 1. Giulio Cesare: presentato da Lucano in una prospettiva negativa, In lui confluiscono le caratteristiche del "tiranno", e fa notare la sua smania di potere. Lucano lo descrive così: "facile al furor, all'impatientia e all'ira". E' probabile che l'eroe negativo Cesare dovesse evocare al lettore proprio Nerone. 2. Pompeo: ha le simpatie del poeta, in quanto le sue idee politiche mirano alla difesa del valore tipicamete repubblicano e aristocratico della libertas. Egli agisce in modo poco incisivo, quasi passivo, mostra un attaccamento al potere e alla richezza che la sua condizione nobiliare gli avevano garantito. A modo suo ha qualche corresponsabilità nel clima di violenza che la guerra civile stà maturando. Non si può dimenticare inoltre che Pompeo avendo sposato la figlia di Cesare, era suo genero, e questo attribuisce allo scontro una caretteristica sempre più empia e fratricida. 3. Catone: assume un'atteggiamento improntato della difesa della libertà, a una saggezza e moderzione degna dei mores degli antenati: queste parole "conservare la misura, non uscire dai limitì, seguire la natura, dedicare la vita alla patria, credersi nato non per se, ma per l'umanità tutta" ci mostrano la profondità della sua dimensione etica e del suo impegno civile, permeato dai valori della filosofia stoica. Catone è uno sconfitto dalla storia se è vero che "victrix causa deis placuit, sed victa Caton" (" la causa dei vincitori piace agli dei, dei vinti a Catone"). E' un giusto che con il suicidio non cerca una vile fuga dal mondo, bensì realizza un supremo atto politico di protesta contro la tirannide di Cesare e di rivendicazione della propria dignità umana. - Tra angoscia e irrazionalismo Nel "Bellum civile", come abbiamo già detto, non compaiono le figure degli dei, le divinità olimpiche sono menzionate raramente per di più come forma di erudizione. Più che sulla provvidenza egli insiste sull'incidenza del caso e della Fortuna, l'azione dei quali risulta di difficile comprensione. E quando l'uomo cerca di conoscere il futuro in qualche modo lo fa attraverso pratiche oscure, raccapriccianti, irrazionali, e ottiene soltanto profezie di sciagure. Sembra che l'utore ondeggi tra l'angosciosa idea di un mondo allo sbando e quella di una realtà dominata da una "provvidenza crudele". Lingua e stile Lucano conserva del poema virgiliano il registro stilistico alto, il lessico elevato e l'apparato retorico consueto (similitudini) ma rinnega i principi classici di equilibrio, influenziato dal gusto asiano del suo tempo. Il "Bellum civile" ha uno stile magniloquente e sublime che spesso tende ad accentuare pathos e drammaticità. Fa ampio uso di espressioni brevi e concise (sententiae). Fra le numerose figure retoriche che fa uso Lucano spiccano le antitesi e gli ossimori, le iperboli, le frasi paradossali con le quali Lucano mostra il rovesciamento dei valori tradizionali. Fa uso di frasi molto brevi sino all'oscurità che rende difficile la decodificazione del testo a una prima lettura. Notiamo il gusto per le atmosfere lugubri, per l'orrido e per il macabro. Nel poema compaiono frequentemente discorsi tenuti da personaggi importanti. Prevale un periodare spezzato. Pochissimi sono i neologismi. Dal punto di vista metrico, è importante l'uso frequente l'uso dell'enjambement, che spesso crea tensione nei versi, determinando il ritmo concitato dell'esametro. ●