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scapigliatura milanese, positivismo, naturalismo

20/10/2022

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LA SCAPIGLIATURA
È un movimento letterario spontaneo (non culturale), formato da giovani autori che si dedicano
alla pittura, musica. È circ

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LA SCAPIGLIATURA È un movimento letterario spontaneo (non culturale), formato da giovani autori che si dedicano alla pittura, musica. È circoscritto nello spazio, ovvero che ha una durata cronologica limitata (dura poco tempo, circa 15 anni formatosi dopo l'unita d'Italia), e nel tempo visto che si sviluppa non in tutta Italia, ma in alcune città come Torino, Genova, Milano (città più all'avanguardia, capitale economica). Scapigliatura: Qualcosa di non ordinato, anticonformista. Gli autori stessi si definivano loro stessi ribelli e si diedero quel nome che deriva dal titolo di un romanzo di Cletto Arrighi (anagramma Carlo Righetti) publicato nel 1862. Si intitolava "La scapigliatura e il 6 febbraio". Inoltre, scapigliatura è l'equivalente del termine "Bohème", che indica la vita artistica degli artisti parigini. Sono persone che si autoescludono dalla società vivendo emarginati rappresentando uno stile di vita maledetto, la vita bohèniem. Gli scapigliati sono in rivolta con la società, in particolare con la borghesia. Dopo l'Unità d'Italia il paese ebbe molti problemi, sia economici che politici. • I Savoia ereditano i debiti (problema economia); Non tutte le regioni vennero annesse all'Italia. Mancavano infatti il Veneto (annesso nel 1866), Trento e Trieste (1918), e il Lazio con Roma, città molto desiderata. Nel 1870 Roma venne annessa (conquistata) diventando capitale. • Problema fiscale: le tasse erano elevate, e mettevano in difficoltà...

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Didascalia alternativa:

molte persone. Una delle imposte più odiate era quella sul macinato (come l'IVA). • Nel sud Italia il popolo non si sentiva rappresentato dai Savoia. • C'erano leggi non desiderate come la leva militare, la quale costringeva i ragazzi del sud ad allontanarsi da casa, quindi non potevano aiutare le famiglie a lavorare e guadagnare. • C'era un elevato tasso di analfabetismo. Venne imposta così la scuola dell'obbligo. Veniva vista anche questa come un'offesa perché anche i bambini lavoravano nei campi. • Si sviluppa il brigantaggio, un gruppo di persone sostenitrici dei borboni che organizzavano rivolte. (Al sud). • Problema della lingua, ognuno ne parlava una diversa. • Problema di cultura, non si sentono Italiane le persone. ● Gli scapigliati quindi sono i primi a dare voce a queste frustrazioni. Il luogo maggiormente interessato è Milano, visto che a quell'epoca era la città italiana con più economia. Essi contrastano la borghesia che sostituiva i valori dell'arte, della musica.. con i valori del denaro, guadagno, profitto. Gli scapigliati sono contro Manzoni, considerato antico e tradizionale. È il primo movimento più vicino al Romanticismo Europeo, infatti si è aperta la strada ad altri autori e correnti che si ispiravano a precedenti europei (fanno introdurre autori stranieri in italia). - IL PRELUDIO È una poesia tratta dall'opera "Penombre" di Emilio Praga, uno dei capo-guida della scapigliatura. Questa poesia viene considerata come una sorta di manifesto della scapigliatura. Manifesto= testo/ documento che racchiude tutte le caratteristiche di quel movimento. Non è nato proprio per questo, essendo un movimento spontaneo. Pagina 1 È diviso in due parti: le prime 4 strofe e le seconde 4. La prima parte si può definire pare destruens, dove vengono fatte le critiche. Viene preso di mira Manzoni e i Borghesi. La seconda parte è chiamata parte costruens. Le strofe contengono quasi sempre la parola "canto", ovvero l'oggetto della poesia scapigliata. 1 5 10 15 20 25 30 Noi siamo i figli dei padri ammalati; aquile al tempo di mutar le piume, svolazziam muti, attoniti, affamati, sull'agonia di un nume. Nebbia remota è lo splendor dell'arca, e già dall'idolo d'or torna l'umano, e dal vertice sacro il patriarca s'attende invano; s'attende invano dalla musa bianca che abitò venti secoli il Calvario, e invan l'esausta vergine s'abbranca ai lembi del Sudario... Casto poeta che l'Italia adora, vegliardo in sante visioni assorto, tu puoi morir!... degli anticristi è l'ora! Cristo è rimorto! - O nemico lettor, canto la Noja, l'eredità del dubbio e dell'ignoto, il tuo re, il tuo pontefice, il tuo boja, il tuo cielo, e il tuo loto! Canto litane di martire e d'empio; canto gli amori dei sette peccati che mi stanno nel cor, come in un tempio, inginocchiati Canto le ebbrezze dei bagni d'azzurro, e l'Ideale che annega nel fango... Non irrider, fratello, al mio sussurro, se qualche volta piango, giacché più del mio pallido demone, odio il minio e la maschera al pensiero, giacché canto una misera canzone, ma canto il vero! Pagina 2 5 DUALISMO - Son luce ed ombra; angelica Farfalla o verme immondo, Sono un caduto chèrubo Dannato a errar sul mondo, O un demone che sale, Affaticando l'ale, Verso un lontano ciel. FOSCA È un romanzo scritto in prosa da Iginio Ugo Tacchetti, e narrato in prima persona da un militare chiamato Giorgio. Egli dovette cambiare città dovendo così finire la relazione adultera che aveva con Clara, una donna bella, angelica, bionda, come dice il nome. Nella nuova città frequenta la casa di un suo amico, dove conobbe sua cugina Fosca. Vive a casa sua perché il cugino si sente colpevole delle disgrazie avvenute a lei. Fosca, al contrario di Clara è malata, depressa, anoressica, necrotica.... I scapigliati sono i primi a introdurre nella letteratura un personaggio femminile con queste caratteristiche. Ci sono state sempre donne angeliche, donne belle e fedeli come Lucia di Manzoni. Anche se Fosca si innamora di Giorgio, lui non ricambia il sentimento. Trascorrono molto tempo insieme, fino ad arrivare al punto del ricatto: se Giorgio l'avrebbe abbandonata, lei si sarebbe uccisa. Lei poi lo obbliga ad avere un "rapporto", ma essendo una persona molto fragile e malata, muore il giorno dopo. Giorgio poi si ammala come Fosca, e si ritira. In Fosca e Clara si può vedere il dualismo: sono persone in contrasto, sia dal nome, ma anche dal loro aspetto fisico e dal carattere. IL POSITIVISMO Il positivismo non è un movimento letterario, ma una filosofia. È infatti la corrente di pensiero più importante e dominante dell'800, dalla quale gli autori si ispireranno per la propria letteratura. Nasce in Francia con Auguste Comte, un filosofo che negli anni 30 dell'800 publica un "corso della filosofia positiva", da cui nasce il termine del positivismo. La parola "positivismo" non è il contrario di "negativo", ma è sinonimo di "scientifico". Deriva dal latino "positus", che significa "posto" (dato oggettivo). Il positivismo esclude ogni pensiero metafisico, recuperando così il pensiero razionalista, basato sulla rivoluzione scientifica e sul metodo sperimentale. Questa fiducia è data dal periodo storico che si viveva in quel momento, infatti c'era in corso la seconda rivoluzione industriale, caratterizzata da novità così grandi che portano l'uomo ad avere fiducia nel progresso. Si ritiene che con una lettura scientifica della realtà, si possa migliorare la vita dell'uomo e di conseguenza anche la società. Risolvere problemi di tutti i giorni o economici. Pagina 3 • DIFFERENZA TRA ILLUMINISMO E POSITIVISMO: Entrambi si basano sul metodo sperimentale. Differenza nel contesto storico: illuminismo durante ancien regime, mondo antico con classi sociali; con il positivismo siamo durante seconda rivoluzione industriale. La Francia vive a fondo lo sviluppo. Con questo movimento si pensa che si possano studiare scientificamente degli ambiti che la scienza non aveva mai trattato: L'animo umano, che era stato trattato dai poeti e mai dalla scienza; I rapporti tra gli uomini nella società. Nascono così le scienze umane: l'antropologia, criminologia, sociologia Con questi studi i positivisti pretendono di studiare le cause dei problemi che affliggono gli uomini, in modo da evitare le conseguenze negative che ripercuotono sulla società. Essi infatti credevano che il mondo fosse fatto da una catena di causa-effetto: se scoprono le cause per le quali gli uomini si comportano in un modo, possono creare effetti positivi. Nel 1859 Darwin publica "L'origine della specie". Egli in quest'opera nega il creazionismo, ovvero la concezione secondo la quale Dio ha creato l'uomo, affermando che l'uomo è il frutto dell'evoluzione delle scimmie. Questo tema crea molto scompiglio, visto che fino a quel tempo si era sempre parlato di "Dio come creatore dell'uomo". Si inizia a parlare di evoluzionismo e quindi di selezione naturale: le specie animali si devono adattare al contesto in cui vivono evolvendo il proprio corpo. Ad esempio i dinosauri non si sono adattati all'era glaciale, e quindi si sono estinti. L'uomo si è evoluto dalle scimmie. Grazie ad Erbe Spencer ha applicato i concetti darwiniani alla società e all'uomo, ricavando il darwinismo sociale, ovvero l'idea secondo la quale la società attuale è un campo di battaglia dove ognuno lotta contro l'altro (lotta per la vita). Non tutti sopravvivono, vince solo il più forte. Hyppolite Taine è un autore del determinismo storico. Secondo lui tutti i fenomeni storici e anche le vite degli uomini sono il risultato della combinazione di tre fattori: • La race, la razza, il DNA • Le milieu (contesto) • Moment (momento storico dove si vive) L'arte è un prodotto dell'uomo e si può spiegare non diversamente dallo zucchero e dal vetriolo, essendo anche loro prodotti di esseri umani. La figura di riferimento diventa ora lo scienziato, la guida che studia gli esseri umani, mettendo in secondo piano il poeta. Alcuni storici parlano di spirito prometeico. Prometeo era colui che ha rubato il fuoco agli dei per darlo agli uomini. La voglia di sfidare l'esistente, di far evolvere l'uomo avvicinandolo alle divinità. La Perdita di Aureola. Alcuni poeti protestano cercando di creare scandali in modo da rimettersi al centro dell'attenzione (Charles Baudelaire); altri invece colgono il momento e decidono di rendere la letteratura scientifica (Emile Zola). Pagina 4 • Charles Baudelaire è uno dei poeti francesi che cerca di creare scandalo. 5 10 15 PERDITA D'AUREOLA «Come, voi qui, mio caro? In un bordello voi, il bevitor di quintessenza, voi, il mangiator d'ambrosia! Veramente c'è di che stupire»>. <<Mio caro, sapete quanto temo i cavalli e le carrozze. Poco fa nell'attraversare il Boulevard, in gran fretta, mentre saltellavo nel fango tra quel caos dove la morte giunge al galoppo da tutte le parti tutt'in una volta, la mia aureola è scivolata a causa di un brusco movimento, giù dal capo nel fango. Non ebbi il coraggio di raccattarla, e mi parve meno spiacevole perdere le insegne, che non farmi rompere le ossa. E poi, ho pensato, non tutto il mal e vien per nuocere. Ora posso passeggiare in incognito, commetter bassezze, buttarmi alla crapula come il semplice mortale. Eccomi qua, proprio simile a voi, come vedete!». <<Per lo meno dovreste metter un avviso per chi trovi quest'aureola; farla richiedere alla polizia urbana>>. <<No, in fede mia! Sto bene qui. Mi avete riconosciuto solo voi. D'altronde la dignità mi annoia, e inoltre penso con gioia che qualche poetastro la prenderà su e se la metterà sulla testa impudentemente. Fare la felicità del prossimo, che gioia! E specialmente d'un prossimo che mi farà ridere! Pensate a X ..., o a Z...! Eh? Che bellezza!»>. Si tratta di un dialogo tra due uomini. 1) I personaggi si trovano in un luogo malfamato, in un bordello. Un signore è sorpreso di trovare lì un poeta, definito "mangiatore d'ambrosia", ovvero il nettare cibo degli dei. È stupito di vederlo lì, poiché essendo un luogo malfamato, non ci dovrebbe stare. 2) Il poeta risponde che mentre passeggiava nel Boulevard, per evitare di esser preso sotto da una carrozza, si sposta e la sua aureola cade nel fango. "Non tutto il male vien per nuocere"= ora, pur non avendo l'aureola, si può comportare come una persona comune e non più come una figura di riferimento. La carrozza è simbolo della modernità, che travolge il poeta facendogli cadere l'aureola. Egli si arrende. L'aureola rappresenta la luce divina che circondava l'immagine del poeta, era un punto di riferimento. Ora è caduta nel fango, nella bruttezza. 3) Il poeta rifiuta anche di cercare l'aureola, visto che qualcuno avrà già raccolto la sua aureola, un "poetastro". Questo prenderà il suo posto adattandosi alla nuova situazione, rendendo commerciale la propria letteratura, scrivendo solo per vendere. Questi però non saranno poeti, ma saranno "poetastri" con un nome X e Z, non saranno mai come i loro precedenti. Pagina 5 L'ALBATROS L'albatros è un'immagine simbolica. - 5 10 15 Spesso, per divertirsi, i marinai prendono degli albatri, grandi uccelli di mare che seguono, compagni indolenti di viaggio, le navi in volo sugli abissi amari. L'hanno appena posato sulla tolda e già il re dell'azzurro, goffo e vergognoso, pietosamente accanto a sé strascina come fossero remi le ali grandi e bianche. Com'è fiacco e sinistro il viaggiatore alato! E comico e brutto, lui prima così bello! Chi gli mette una pipa sotto il becco, chi, zoppicando, fa il verso allo storpio che volava! Il Poeta è come lui, principe dei nembi che sta con l'uragano e ride degli arcieri; fra le grida di scherno, esule in terra, con le sue ali da gigante non riesce a camminare. Pagina 6 NATURALISMO Emile Zola è l'autore più importante di una corrente letteraria ispirata al positivismo, il naturalismo, un movimento in cui gli autori scrivono testi in prosa. I maggiori esponenti sono i fratelli Deconcourt, ed Emile Zola. Questi autori attraverso le loro opere vogliono migliorare la società. Analizzano infatti scientificamente la società e i rapporti umani, con lo scopo di fornire alla scienza del materiale su cui studiare i problemi, in modo che possano conoscere le cause ed intervenire sulle conseguenze. Gli autori sono convinti che attraverso la letteratura, la realtà possa essere migliorata aiutando la scienza, diventando così una specie di “scienziato". Zola nel 1880 publica un saggio teorico chiamato "Il Romanzo Sperimentale". Questo romanzo viene concepito come un'analisi di laboratorio dove si va a studiare la società: come si comportano gli uomini; quello che fanno; cosa stanno pensando... viene fatta un'analisi oggettiva della realtà, che aiuta lo scienziato a fare i suoi studi. Gli fornisce un punto di vista molto dettagliato, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti sociali. "Lo scrittore è come operaio del progresso sociale", cioè uno che lavora per aiutare la società a progredire. La grande novità sta nel come Zola scrive i testi: il narratore è impersonale ed esterno, descrive in maniera oggettiva le situazioni, e non più un narratore interno come Manzoni. Ha scritto un ciclo di 20 romanzi, per dimostrare il determinismo storico di Hyppolite Taine (race, milieu, moment). Egli crea una specie di famiglia dove ci sono personaggi imparentati anche in maniera non stretta. Pagina 7