La Vita e il Pensiero di Luigi Pirandello
Luigi Pirandello: vita in breve nasce ad Agrigento nel 1867 da una famiglia benestante. Dopo la laurea in Lettere a Bonn nel 1891, si stabilisce a Roma dove inizia la sua carriera letteraria. La crisi economica familiare del 1903 e la malattia mentale della moglie segnano profondamente la sua vita e la sua produzione artistica. Dal 1920 si dedica principalmente al teatro, ottenendo successo internazionale. Nel 1934 riceve il Premio Nobel per la Letteratura e muore a Roma nel 1936.
Definizione: Il pensiero di Pirandello si fonda sul concetto di vitalismo, secondo cui la realtà è un flusso continuo di vita in perpetua trasformazione. Tutto ciò che assume una forma fissa si cristallizza e muore, compresa l'identità personale.
Il relativismo conoscitivo Pirandello rappresenta un altro pilastro fondamentale del suo pensiero. Non esiste una verità oggettiva: ogni individuo possiede la propria verità soggettiva, determinata dalla sua personale visione del mondo. Questa concezione porta all'incomunicabilità tra gli esseri umani e a un profondo senso di solitudine.
La metaletteratura Pirandello emerge nella sua teoria dell'umorismo, esposta nel saggio "L'umorismo" (1908). L'arte umoristica, secondo l'autore, deve svelare la complessità del reale attraverso la riflessione e il "sentimento del contrario", superando la semplice percezione comica per raggiungere una comprensione più profonda della condizione umana.











