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la nascita della letteratura e la poesia religiosa

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LA NASCITA DELLA
LETTERATURA ITALIANA
I VOLGARI ITALIANI
Le prime testimonianze scritte della lingua italiana "volgare" (parlata dal popolo)
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LA NASCITA DELLA LETTERATURA ITALIANA I VOLGARI ITALIANI Le prime testimonianze scritte della lingua italiana "volgare" (parlata dal popolo) risalgono al IX secolo, ma non sono di carattere letterario si tratta di documenti amministrativi, giudiziari o mercantili, annotazioni ai margini dei testi latini etc. 1. INDOVINELLO VERONESE, IX secolo probabilmente scritto al tempo di carlo Magno, si tratta di un latino molto trasformato, estremamente vicino al volgare "se pareba boves - alba pratalia araba- albo versario teneba -negro semen seminaba" 2. PLACITI CASSINESI, X secolo si tratta di atti notarili, sentenze scritte da un giudice in lingua volgare affinché fossero comprensibili a tutti: “placito capuano" (testimonianza a favore del monastero Montecassino) "sao kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti" Nel corso del XII secolo il volgare si diffonde negli usi pratici finché nel 1224-1225 viene usato anche come lingua letteraria. LE VARIETÀ DEL VOLGARE In Italia si diffusero testi letterari scritti in diverse varianti regionali del volgare, che resteranno marginali rispetto alla letteratura in volgare toscano, affermata nel XIV secolo come lingua della letteratura. volgare umbro (Cantico delle Creature, Francesco d'Assisi) volgare siciliano (Pir meu cori alligrari, Stefano Protonotaro) volgare lombardo (Disputatio Rosae cum Viola, Bonvesin de la Riva) volgare toscano (Ahi Deo, che dolorosa, Guittone d'Arezzo) IL SISTEMA LINGUISTICO (LATINO > TOSCANO > ITALIANO) Mentre i colti continuavano...

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Didascalia alternativa:

a parlare ed usare il latino,il volgare era ormai diventato la lingua più parlata dal popolo. Ciò portò a una spaccatura linguistica tra nord e centro sud. 1. SISTEMA VOCALICO (NORD) A nord, sempre sotto l'influenza delle lingue celtiche, si passò dal sistema latino basato sulla quantità (/) a uno basato sull'apertura vocale. Ī I Ē È Ď Ő Ú Ū è A i è ié a ò uó ó 2. SISTEMA VOCALICO (CENTRO SUD) Dopo il "Cantico delle Creature" il centro linguistico si spostò verso sud (Sicilia, Calabria meridionale, Puglia meridionale), con l'avvento della scuola siciliana. TI E Ě A Ă Ŏ Ō Ŭ Ū e a 0 u u ANOMALIA LINGUISTICA ITALIANA: rima tra vocali aperte e chiuse →i letterati toscani trascrivendo dal siciliano (che non fa differenze tra aperte e chiuse) pensarono fosse possibile rimarle. LA DIVISIONE POLITICA DELL'ITALIA Nel XIII secolo in Italia si possono identificare tre zone principali: 1. SETTENTRIONE (pianura Padana, Toscana ed Emilia), si afferma una società urbana costituita da una rete di città indipendenti. 2. CENTRO (Lazio, Marche e Romagna), costituisce lo Stato della Chiesa. 3. MERIDIONE (dalla Campania alla Sicilia), dal 1220 sotto Federico II, dal 1266 sotto gli Angioini. Soprattutto a settentrione, si affermano istituzioni cittadine autonome: i Comuni. La classe dirigente di questa città è costituita da membri dell'antica gerarchia feudale e da famiglie mercantili. La vita di città, precedentemente decaduta per via di un periodo di crisi (carestia, depopolamento), rinasce in Italia grazie al commercio, incrementato da uno scambio di stoffe (lana e seta) e da una rinascita del denaro con il fiorino toscano, coniato nel 1252 come moneta di scambio di tutta l'europa. Un Comune costituiva un centro politico autonomo, dove venivano emanate leggi che valevano sia per la popolazione dentro le mura della città e nel contado. Le risorse economiche dei Comuni derivavano in larga parte dalla classe borghese in espansione, che praticava attività artigianali e mercantili anche con il nord Europa. La figura del mercante è dinamica, mossa dallo spirito di iniziativa e dalla volontà di arricchirsi, sempre più importante anche a livello politico, domina i Comuni del XIII secolo, grazie all'investimento di terre e castelli. LA POESIA RELIGIOSA LE FORME DELLA LETTERATURA La letteratura religiosa è costituita da testi legati alla fede e alle pratiche religiose quotidiane. Il più celebre è il Cantico delle Creature di Francesco d'Assisi, scritto nel 1224 in volgare umbro. Si tratta di una preghiera di lode e ringraziamento a Dio, accompagnata dalla musica e destinata al canto. → Fanno parte della letteratura religiosa molteplici forme letterarie: inni, preghiere, exempla, vite di santi, lettere cronache e laude. LA LAUDA la lauda (da laus, laudis "lode") si sviluppò particolarmente nell'italia centrale, in toscana e in umbria. Si tratta di una preghiera di lode e ringraziamento a Dio, alla Madonna e ai santi, cantata dal popolo in occasione di processioni e manifestazioni popolari religiose. Costituita sul modello dei salmi biblici, si diffuse velocemente grazie agli ordini mendicanti. Un elemento importante è la musica, la lauda è composta per essere cantata collettivamente, inizialmente era trasmessa solo per via orale, solo in seguito fu trascritta nel laudari (raccolta di laude). 1. LAUDA LIRICA componimento liturgico che prevede l'alternanza tra la preghiera del solista e la risposta collettiva dei fedeli. Nella forma scritta assomiglia alla ballata. 2. LAUDA DRAMMATICA al dialogo tra solista e coro si sostituisce un "contrasto" tra vari personaggi, che recitano strofe diverse interpretando i personaggi del Vangelo. → (è alle origini del teatro europeo moderno) GLI ORDINI MENDICANTI Il XIII secolo segna un periodo di grandi mutamenti per la Chiesa, prendono forza diversi movimenti religiosi fino alla fondazione dei due grandi ordini mendicanti dei Domenicani e dei Francescani. Erano costituiti da laici che sceglievano una vita di predicazione e povertà, ricavando il loro sostentamento esclusivamente dalle offerte dei fedeli. ORDINE DOMENICANO Fondato da Domenico di Guzmán, approvato nel 1216 da papa Onorio III, si propone di sconfiggere l'eresia attraverso la predicazione (frati predicatori). Molto importante era l'attività intellettuale: studi teologici qualificati, produzione di opere filosofiche, commenti della Bibbia, vite dei santi ed exempla. Il maggior esponente fu Tommaso d'Aquino (1225-1274), professore di Teologia. Già dal 1250 si contavano in Europa circa 400 conventi e 10.000 frati. ORDINE FRANCESCANO Ha origine da un gruppo di seguaci di Francesco d'Assisi (frati minori), riconosciuto da papa Onorio III nel 1223. Tali frati si riproponevano di vivere secondo i principi del Vangelo, imitando Cristo in umiltà, povertà e carità. La loro regola religiosa prevedeva la predicazione, il lavoro manuale, l'assistenza ai malati e la mendicità. Non era previsto lo studio, che fu ammesso dalle regole successive, create per mitigare il rigore iniziale. Dopo la morte di Francesco il movimento si divise in due: SPIRITUALI: fedeli alla radicalità dell'insegnamento originario di Francesco; CONVENTUALI: più moderati e favorevoli all'attenuazione del rifiuto della proprietà e del principio di eguaglianza predicati dal fondatore. Agli inizi del 1300 tra i frati minori si contavano più di 1400 conventi e più di 30.000 frati. FRANCESCO D'ASSISI Francesco d'Assisi è autore del Cantico di Frate Sole, la prima opera letteraria in volgare italiano. Francesco attrasse intorno a sé molti seguaci, diffondendo un messaggio del tutto nuovo che richiedeva un impegno personale a una vita povera, itinerante, a contatto con la fame e le malattie dei diseredati. Il modo di fare di Francesco è improntato a uno spirito tanto polemico e anticonformista quando fiducioso e aperto alla gioia. Assai critico nei confronti delle ricchezze e amante della natura, è pronto a compiere gesti pubblici scandalosi, ma anche a cercare il consenso della chiesa per dare slancio alla sua riforma. Nacque ad Assisi nel 1181, figlio di un ricco mercante di stoffe, che faceva molti scambi con la Francia (si pensa infatti che la madre fosse francese). Sappiamo per certo che era bilingue. Ricevette una buona educazione e condusse una vita spensierata, scelse la carriera militare e pare che in una guerra locale subì mesi di prigionia. A questi anni si fa risalire la sua conversione, culminata nella rinuncia di tutti i suoi beni nel 1207 davanti al duomo di Assisi, con il famoso episodio dello spoglio delle vesti. Trascorse un primo periodo di vita isolata e di meditazione iniziando solo in seguito a predicare il Vangelo con un gruppo di seguaci, e a sostenere la necessità di ricondurre la vita ecclesiastica alla purezza delle sue origini. Dopo un decennio di predicazione in Italia, Europa, Palestina ed Egitto, Francesco visse un rapido decadimento fisico, segnato da una progressiva cecità, mentre nel 1224 secondo la tradizione ricevette le stimmate sul monte della Verna. Morì nel 1226. Dopo la sua morte furono numerosi i tentativi di addomesticare la sua figura, privandola degli aspetti più estremisti e radicali, per trasformarlo in un santo perfetto, inimitabile dagli uomini comuni. A partire dal 1266 venne autorizzata dall'ordine Francescano la circolazione di una sola biografia ufficiale (la Legenda Maior), mentre ogni altra narrazione o ricordo che contraddiceva quel profilo fu sottoposta a censura. L'obiettivo era di sfumare gli aspetti della personalità di Francesco più scomodi per l'ordine. Uno dei principali accomodamenti riguardo le asperità del carattere: Francesco viene trasformato in un frate mite, umile e sereno. Egli era in realtà un uomo tormentato ed esigente, spesso duro con se stesso e con le debolezze altrui, in particolare con i confratelli dell'ordine che aveva visto allontanarsi progressivamente dai suoi insegnamenti. Ma l'aspetto più scomodo di Francesco è certamente la scelta della povertà, che gli interpretava in modo assoluto e sconcertante. Secondo lui, infatti, i frati non dovevano possedere nulla, se non il vestito con il cordone e le mutande, e dovevano vivere poveri tra i poveri. Arrivò a donare l'unico libro del Vangelo posseduto dai Frati del convento. Le predicazioni di Francesco suscitarono grande scalpore tra le folle: Francesco dava spettacolo, compiendo gesti eccessivi che restavano impressi: spogliarsi dei vestiti, gettarsi nudo nella neve, sedersi nella cenere, parlare agli animali, imitare con un pezzo di legno i movimenti del suonatore di violino, abbracciare lebbrosi. La teatralità, il comportamento, la stranezza e l'estremismo dei suoi atti erano finalizzati a uno scopo preciso: diffondere un messaggio che producesse un forte effetto tra il popolo, rovesciando i valori e giudizi comuni. Francesco propose un modello esistenziale nuovo, ispirato al rifiuto della proprietà e alla penitenza. JACOPONE DA TODI Jacopone da Todi fu un frate francescano appartenente alla corrente degli spirituali, esprimeva nelle sue opere una tragica visione del mondo, considerando tutto ciò che apparteneva alla vita terrena come male o corruzione da cui fuggire. Le sue laude erano testi poetici personali, ricchi di immagini crude e realistiche, espressi in una lingua carica di contrasti che rappresentavano il rapporto individuale tra uomo e Dio ma anche l'istituzione della chiesa. Jacopone fu nemico accanito di Papa Bonifacio VIII (per via di queste dispute fu messo in prigione). Nacque a Todi da una famiglia nobile verso il 1230, svolgeva attività di procuratore legale e notaio ed era dedito un'intensa vita mondana. Secondo la tradizione la tragica morte della moglie e la scoperta che ella indossava un cilicio (strumento di penitenza) gli provocò una profonda crisi religiosa, che lo indusse a convertirsi intorno al 1268. Nel 1278, dopo un periodo di vita ascetica, entrò nell'ordine Francescano. Si oppose apertamente al papà, finendo per venire scomunicato e rinchiuso nei sotterranei di un convento fino al 1303, alla morte del pontefice. Morì nel 1306 in un convento.