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 IL BAROCCO
Si esprime in tre grosse discipline che si incontrano nelle corti e nelle accademie. Le fonti del
Barocco non sono più classiche

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il barocco e giovan battista marino

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IL BAROCCO Si esprime in tre grosse discipline che si incontrano nelle corti e nelle accademie. Le fonti del Barocco non sono più classiche. Alla base si deve trovare qualcosa di mai vista prima. Le radici della parola sono tre: italiane, Portoghesi /spagnola, francese. ITALIANE: forma di sillogismo corretto dal punto di vista formale, ma scorretto nel contesto. PORTOGHESI/ SPAGNOLE: una perla irregolare. FRANCESE: qualcosa di irregolare, di bizzarro. Quindi tutte le tipologie ci rimandano al barocco. Oggi il termine viene usato: Per indicare il fenomeno culturale letterario-artistico nella sua dimensione storica; Per definire un modo di vedere il mondo bizzarro, artificioso, tendente all'eccesso, tipico non solo del Seicento, ma anche d'altre epoche, in contrapposizione all'armonia e all'equilibrio del classicismo. Il Barocco quando si costituì in Europa fu visto in modo negativo. Iniziano lotta tra chi crede nelle regole (classicisti) e chi crede nelle eccentricità. Si vede in questo tipo di arte la perdita delle regole. Nel 1900 però fu fortemente rivalutato, soprattutto nelle grandi città. Il Barocco è una visione contrapposta del classicismo e si vede soprattutto: O nella musica nell'arte nella letteratura. CLASSICISMO: armonia, utile, fiducia nell'uomo, ottimismo. BAROCCO: modo di sentire la realtà inquieta, angosciata. GIOVAN BATTISTA MARINO Il poeta Giambattista Marino teorizza la poetica barocca, quando scrive: "E' del poeta il fin la meraviglia/ Chi non sa far stupir, vada alla striglia". La...

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poetica della meraviglia si ottiene con un uso originale delle metafore. Le metafore sono usate in modo numeroso e stravagante. Diventano una tecnica per colpire i sentimenti del pubblico. -La metafora (definita nel Barocco "concetto") viene considerata lo strumento fondamentale della poesia, perché, mettendo in relazione due immagini in modo del tutto originale, riesce ad estendere il pensiero oltre il consueto e l'abitudinario, rivela prospettive originali. L'uso ingegnoso ed originale delle metafore determina il cosiddetto «CONCETTISMO». Il “concettismo” consisteva nel collegamento, con nessi-legami imprevedibili, di due elementi o immagini nella realtà diversi o contrapposti. Usano molto le seguenti figure retoriche: metafora, analogia, antitesi. Le parole chiave della poetica barocca diventano: INGEGNO = intelligenza sottile che sa scoprire i legami tra le cose e li sa dire. ACUTEZZA = procedimento stilistico che crea legami imprevedibili e sottili tra parole e cose tra loro apparentemente distanti. LA VITA Si sa molto della vita di Giovan Battista Marino: molte notizie si ricavano dal suo stesso epistolario. Uomo di grandissima fama, fu spesso al centro di scandali e polemiche. Nasce a Napoli nel 1569 e si dedica molto presto alla letteratura. Entra sotto la protezione del Principe Conca, coltiva la lirica. Per problemi giudiziari, scappa a Roma, a servizio del Cardinale Aldobrandini, che poi segue a Ravenna nel 1606. Oppresso dall'ambiente troppo provinciale della Romagna, si trasferisce a Torino, per ricoprire l'incarico di poeta di corte presso il duca Carlo Emanuele I. Entra in contrasto con Murtola, poeta di corte sabaudo. I due si scambiano una serie di sonetti polemici. Marino sostituisce Murtola fino al 1615, anno in cui, per cause non chiare, viene arrestato. Preso di mira dall'Inquisizione, scappa a Parigi. Qui scrive l'Adone, pubblicato nel 1623. Rientrato a Roma, si trasferisce nuovamente nella città natale, dove muore nel 1625. LE OPERE PRIMO PERIODO Poesia lirica: espressione massima della poetica barocca (ricerca della meraviglia, tendenza alla catalogazione, metafore) Raccolta di rime (1602): sono suddivise in due parti, a cui nel 1614 se aggiungi una terza (la lira). Si staccano dal canzoniere petrarchresco perché riprendono uno spettro di temi più ampio. La raccolta non è un'opera unitaria ma si tratta di parte autonome distinte da un criterio tematico. Sono redatte con varie soluzioni metriche (sonetti, mandrigali, e canzoni) SECONDO PERIODO (soggiorno torinese) La Galeria (1619): concepito inizialmente come un libro di liriche contenenti frasi di quadri e sculture celebri, accompagnato dalle riproduzioni grafiche delle stesse, vide alla fine luce come raccolta di sole liriche. Testimonia l'interesse dell'autore per le arti visuali e i suoi rapporti con alcuni artisti dell'epoca, come Caravaggio. Presenta alcune parti di critica d'arte in versi. Dicerie Sacre: tre prediche in prosa su diversi argomenti. Epitalami: composizioni su argomento matrimoniale. Sampogna: raccolta di idilli pastorali. Adone (1623): poema mitologico in ottave di 20 canti (il suo capolavoro) MARINISTI E ANTIMANIRISTI MARINISTI: conflitto tra tradizione e modernità. Sono innovatori con un nuovo ideale di poesia. ANTIMARINISTI: sono classicisti. L'ADONE L'Adone di Giovan Battista Marino è un poema barocco di argomento mitologico, che comprende oltre 5.000 versi. Suddiviso in venti canti, viene pubblicato a Parigi nel 1623. Dissolve il poema tradizionale ed introduce nuove soluzioni stilistiche e strutturali. LA TRAMA Dopo un naufragio il giovane Adone approda nell'isola di Cipro, dove incontra Venere, che si innamora di lui a causa di una freccia scagliata da Cupido. Adone e Venere si sposano e vivono un lungo periodo di idillio. Interviene Marte, geloso del nuovo amore di Venere. Adone fugge, in possesso di un anello che lo protegge dai malefici. Viene imprigionato nella dimora sotterranea della Maga Falsirena, ma riesce a liberarsi e a tornare a Cipro. Qui trova Venere che amoreggia con Marte. Dopo una serie di peripezie, i due ricominciano ad amarsi. Adone viene proclamato re di Cipro. Venere gli concede il permesso di andare a caccia. Durante la caccia, però, Marte istiga un cinghiale ad attaccare Adone. Per difendersi, Adone scaglia una freccia di Cupido, che infonde una furia amorosa nell'animale. Una folata di vento scopre una coscia del giovane; il cinghiale vi si avventa per baciarlo, ma il bacio si rivela essere un terribile morso, che uccide Adone. Adone viene sepolto. In suo onore, Venere organizza una serie di giochi e spettacoli. LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE L'opera presenta una struttura illusionistica: la mole del poema non è proporzionale all'esilità della trama narrata le vicende creano una continua tensione dinamica. • manca una cornice narrativa: il racconto prosegue in modo artificioso, spiazzando il lettore. Nell'opera si afferma la verità del relativismo. All'inizio e alla fine la trama presenta la stessa sequenza (danneggiamento -Allontanamento), ma con esiti opposti. Il tema del piacere trova la sua apoteosi, non è arginato da vincoli morali o politici. Il principio femminile (Venere) prevale su quello maschile, il tema amoroso su quello di guerra. La descrizione del corpo umano è legata alle scoperte scientifiche. Il corpo viene descritto come una macchina, la prospettiva rimane terrena. Emblematica la descrizione della morte di Adone, analoga a quella di Cristo. LA STRUTTURA La struttura dell'Adone riflette pienamente la poetica del Barocco. Il desiderio di sorprendere è la vera finalità dell'opera. L'opera è una tessitura di digressioni, episodi secondari, montaggio di storie una nell'altra. L'azione è inesistente. E' un poema ellittico, perché non gira intorno ad un unico centro di narrazione, ma si muove senza una vera finalità se non stupire. Nell'Adone domina l'edonismo. L'Adone è un poema di pace e non di guerra. Adone non è un eroe, non è virile e il suo unico interesse e il godimento dei sensi e dell'amore. Egli apprezza i frutti della civiltà e se li gode. E' il contrario di GOFFREDO. E' stato definito il “poema dei 5 sensi". perché in esso tutto è ridotto a pure sensazioni. La tesi di fondo è che la realtà esista solo per essere colta e goduta attraverso i sensi.

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Grazie, mi aiuterà molto perché stiamo insegnando questo argomento ora! 😁

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poetica della meraviglia si ottiene con un uso originale delle metafore. Le metafore sono usate in modo numeroso e stravagante. Diventano una tecnica per colpire i sentimenti del pubblico. -La metafora (definita nel Barocco "concetto") viene considerata lo strumento fondamentale della poesia, perché, mettendo in relazione due immagini in modo del tutto originale, riesce ad estendere il pensiero oltre il consueto e l'abitudinario, rivela prospettive originali. L'uso ingegnoso ed originale delle metafore determina il cosiddetto «CONCETTISMO». Il “concettismo” consisteva nel collegamento, con nessi-legami imprevedibili, di due elementi o immagini nella realtà diversi o contrapposti. Usano molto le seguenti figure retoriche: metafora, analogia, antitesi. Le parole chiave della poetica barocca diventano: INGEGNO = intelligenza sottile che sa scoprire i legami tra le cose e li sa dire. ACUTEZZA = procedimento stilistico che crea legami imprevedibili e sottili tra parole e cose tra loro apparentemente distanti. LA VITA Si sa molto della vita di Giovan Battista Marino: molte notizie si ricavano dal suo stesso epistolario. Uomo di grandissima fama, fu spesso al centro di scandali e polemiche. Nasce a Napoli nel 1569 e si dedica molto presto alla letteratura. Entra sotto la protezione del Principe Conca, coltiva la lirica. Per problemi giudiziari, scappa a Roma, a servizio del Cardinale Aldobrandini, che poi segue a Ravenna nel 1606. Oppresso dall'ambiente troppo provinciale della Romagna, si trasferisce a Torino, per ricoprire l'incarico di poeta di corte presso il duca Carlo Emanuele I. Entra in contrasto con Murtola, poeta di corte sabaudo. I due si scambiano una serie di sonetti polemici. Marino sostituisce Murtola fino al 1615, anno in cui, per cause non chiare, viene arrestato. Preso di mira dall'Inquisizione, scappa a Parigi. Qui scrive l'Adone, pubblicato nel 1623. Rientrato a Roma, si trasferisce nuovamente nella città natale, dove muore nel 1625. LE OPERE PRIMO PERIODO Poesia lirica: espressione massima della poetica barocca (ricerca della meraviglia, tendenza alla catalogazione, metafore) Raccolta di rime (1602): sono suddivise in due parti, a cui nel 1614 se aggiungi una terza (la lira). Si staccano dal canzoniere petrarchresco perché riprendono uno spettro di temi più ampio. La raccolta non è un'opera unitaria ma si tratta di parte autonome distinte da un criterio tematico. Sono redatte con varie soluzioni metriche (sonetti, mandrigali, e canzoni) SECONDO PERIODO (soggiorno torinese) La Galeria (1619): concepito inizialmente come un libro di liriche contenenti frasi di quadri e sculture celebri, accompagnato dalle riproduzioni grafiche delle stesse, vide alla fine luce come raccolta di sole liriche. Testimonia l'interesse dell'autore per le arti visuali e i suoi rapporti con alcuni artisti dell'epoca, come Caravaggio. Presenta alcune parti di critica d'arte in versi. Dicerie Sacre: tre prediche in prosa su diversi argomenti. Epitalami: composizioni su argomento matrimoniale. Sampogna: raccolta di idilli pastorali. Adone (1623): poema mitologico in ottave di 20 canti (il suo capolavoro) MARINISTI E ANTIMANIRISTI MARINISTI: conflitto tra tradizione e modernità. Sono innovatori con un nuovo ideale di poesia. ANTIMARINISTI: sono classicisti. L'ADONE L'Adone di Giovan Battista Marino è un poema barocco di argomento mitologico, che comprende oltre 5.000 versi. Suddiviso in venti canti, viene pubblicato a Parigi nel 1623. Dissolve il poema tradizionale ed introduce nuove soluzioni stilistiche e strutturali. LA TRAMA Dopo un naufragio il giovane Adone approda nell'isola di Cipro, dove incontra Venere, che si innamora di lui a causa di una freccia scagliata da Cupido. Adone e Venere si sposano e vivono un lungo periodo di idillio. Interviene Marte, geloso del nuovo amore di Venere. Adone fugge, in possesso di un anello che lo protegge dai malefici. Viene imprigionato nella dimora sotterranea della Maga Falsirena, ma riesce a liberarsi e a tornare a Cipro. Qui trova Venere che amoreggia con Marte. Dopo una serie di peripezie, i due ricominciano ad amarsi. Adone viene proclamato re di Cipro. Venere gli concede il permesso di andare a caccia. Durante la caccia, però, Marte istiga un cinghiale ad attaccare Adone. Per difendersi, Adone scaglia una freccia di Cupido, che infonde una furia amorosa nell'animale. Una folata di vento scopre una coscia del giovane; il cinghiale vi si avventa per baciarlo, ma il bacio si rivela essere un terribile morso, che uccide Adone. Adone viene sepolto. In suo onore, Venere organizza una serie di giochi e spettacoli. LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE L'opera presenta una struttura illusionistica: la mole del poema non è proporzionale all'esilità della trama narrata le vicende creano una continua tensione dinamica. • manca una cornice narrativa: il racconto prosegue in modo artificioso, spiazzando il lettore. Nell'opera si afferma la verità del relativismo. All'inizio e alla fine la trama presenta la stessa sequenza (danneggiamento -Allontanamento), ma con esiti opposti. Il tema del piacere trova la sua apoteosi, non è arginato da vincoli morali o politici. Il principio femminile (Venere) prevale su quello maschile, il tema amoroso su quello di guerra. La descrizione del corpo umano è legata alle scoperte scientifiche. Il corpo viene descritto come una macchina, la prospettiva rimane terrena. Emblematica la descrizione della morte di Adone, analoga a quella di Cristo. LA STRUTTURA La struttura dell'Adone riflette pienamente la poetica del Barocco. Il desiderio di sorprendere è la vera finalità dell'opera. L'opera è una tessitura di digressioni, episodi secondari, montaggio di storie una nell'altra. L'azione è inesistente. E' un poema ellittico, perché non gira intorno ad un unico centro di narrazione, ma si muove senza una vera finalità se non stupire. Nell'Adone domina l'edonismo. L'Adone è un poema di pace e non di guerra. Adone non è un eroe, non è virile e il suo unico interesse e il godimento dei sensi e dell'amore. Egli apprezza i frutti della civiltà e se li gode. E' il contrario di GOFFREDO. E' stato definito il “poema dei 5 sensi". perché in esso tutto è ridotto a pure sensazioni. La tesi di fondo è che la realtà esista solo per essere colta e goduta attraverso i sensi.