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4. Con DECADENTISIMO "LA DECADENZA, SEMPRE LA DECADENZA... LA VITA NON È CHE UNA PERPETUA DECADENZA DOPO L'INIZIO." Il Decadentismo sorge in Francia alla fine dell'Ottocento. Non è un preciso movimento culturale o artistico, che inizia con un manifesto programmatico. È un modo di pensare, un atteggiamento, che coinvolge letterati ed artisti stanchi della ragione, della scienza, del Positivismo, del Realismo e del Naturalismo, e insoddisfatti della cultura e dell'ottimismo ufficiali. Esso quindi recupera quei valori individualistici e irrazionali (l’intuizione, il sentimento, la volontà, l'inconscio, il rifiuto di certezze acquisite una volta per sempre) che il Realismo e il potere costituito avevano messo da parte. Il termine agli inizi ha un significato negativo, ma poi è usato per indicare una nuova concezione dell'arte, che si contrapponeva ai miti e alle pratiche artistiche del Realismo, e che faceva emergere la crisi della letteratura e, più in generale, la crisi di valori di una intera civiltà. L'iniziatore può essere considerato Charles Baudelaire (1821-1867), che scrive Les fleurs du mal (1857, 1868). I poeti maledetti che continuano la poesia baudelairiana sono Paul Verlaine (1844-1906), Arthur Rimbaud (1854-1891), Stéphane Mallarmé (1842- 1898), l'americano Edgar Allan Poe (1809-1849). Gli intellettuali decadenti esprimono il loro dissenso dalla cultura e dall'arte dominanti dando vita a numerose riviste come "Nouvelle Rive Gauche”, “Lutèce”, “Revue Indépendante”. Nel 1886...

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pubblicano la rivista settimanale "Le Décadent" ("Il Decadente"). Essi propongono una nuova concezione dell'arte, che si basa sul rifiuto delle estetiche naturalistiche e positivistiche ufficiali, sul rifiuto delle funzioni pubbliche del poeta, interpretato come vate, sulla ricerca di una nuova identità per il poeta e sull'uso costante del simbolismo. Il poeta non ha più messaggi o ideali pubblici o civili da cantare, come proponeva il Romanticismo: il poeta si autoemargina dalla società e da qualsiasi programma, per cantare la sua individualità, il suo animo, il suo microcosmo, i suoi problemi. Egli pratica l'arte per l'arte", poiché l'arte è una giustificazione sufficiente a se stessa. Il simbolismo, come l'analogia, non è nuovo nella storia letteraria: il pensiero medioevale ne faceva ampio uso, e la Divina commedia va letta tenendo presenti i quattro sensi delle scritture. Il Decadentismo però ne fa un uso nuovo e ben più libero, perché è lo stesso poeta a scegliere i simboli e a dare loro un significato arbitrario. Decadentismo e Simbolismo invadono tutte le arti e dalla Francia si diffondono in tutta Europa. Il Decadentismo italiano (1890-1920) PAGINA 1 Il Decadentismo giunge in Italia verso il 1890. I suoi maggiori esponenti sono Giovanni Pascoli (1855- 1912) e Gabriele D'Annunzio (1863-1938). Essi sviluppano i temi decadenti in due direzioni opposte: intimistica e rinunciataria il primo, estetistica e superomistica il secondo. Nel Decadentismo e nel Simbolismo - soprattutto in Pascoli – hanno le loro radici le correnti poetiche che sorgono in Italia nella prima metà del Novecento: Crepuscolarismo, Ermetismo ecc. e che vorrebbero staccarsi e polemizzare con le loro origini PAGINA 2

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