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A zacinto, Alla sera e In morte del fratello Giovanni

A zacinto, Alla sera e In morte del fratello Giovanni

 A zacinto
Testo:
Né più mai toccherò le sacre sponde
Ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
Del greco

A zacinto, Alla sera e In morte del fratello Giovanni

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Appunto

I miei appunti su tre opere molto importanti di Foscolo. Contengono parafrasi, testo e spiegazione. Spero possano essere utili, all’interrogazione mi hanno fatto prendere un buon voto :)

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A zacinto Testo: Né più mai toccherò le sacre sponde Ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde Del greco mar, da cui vergine nacque Venere, e fea quelle isole feconde Col suo primo sorriso, onde non tacque Le tue limpide nubi e le tue fronde L'inclito verso di colui che l'acque Cantò fatali, ed il diverso esiglio Per cui bello di fama e di sventura Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse. Tu non altro che il canto avrai del figlio, O materna mia terra; a noi prescrisse Il fato illacrimata sepoltura. Parafrasi: Non toccherò mai più le rive sacre dove abitò il mio corpo di bambino, Zacinto mia, che ti rifletti sulle onde del mare greco, da cui purissima nacque Venere, e con il suo primo sorriso rese quelle isole feconde, per cui glorificò le tue chiare nubi e i tuoi boschi l'opera gloriosa del poeta che cantò il fatale naufragio, e l’esilio diverso, attraverso il quale, bello di fama e sventura, Ulisse infine baciò la pietrosa Itaca. Tu solo la poesia avrai del figlio, mia terra materna: per noi il fato stabilì una sepoltura senza lacrime. Temi trattati: -Esilio dalla terra natia -Concetto di patria -Sepoltura senza familiare che ti piangono=> Sepoltura senza il ricordo del morto (1 morti vivono solo attraverso il ricordo) Struttura: 2 quartine 2 terzine Non c'è una separazione nel discorso Alla sera Testo: Forse perché della...

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fatal quiete Tu sei l'immago a me sì cara, vieni, O Sera! E quando ti corteggian liete Le nubi estive e i zeffiri sereni, E quando dal nevoso aere inquiete Tenebre, e lunghe, all'universo meni, Sempre scendi invocata, e le secrete Vie del mio cor soavemente tieni. Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge Questo reo tempo, e van con lui le torme Delle cure, onde meco egli si strugge; E mentre io guardo la tua pace, dorme Quello spirito guerrier ch'entro mi rugge. Parafrasi: Forse perché tu sei l'immagine della morte A me vieni così cara (L'inversione delle due strofe crea aspettativa) E quando in estate ti seguono allegramente le nubi estive e venti E quando in inverno le nubi di tempesta porti nel cielo (Il poeta si rivolge alla sera descrivendo i suoi sentimenti) Ti invoco comunque (ovvero scendi aspettata con un certo piacere) indipendentemente dal clima e possiedi sempre le vie più nascoste del mio cuore Mandi i miei pensieri in quelle strade che portano alla morte e questo tempo fugge e con lui vanno i miei affanni. (vanno via sia il tempo che i miei affanni) Struttura: Due quartine- Rima alternata [abab abab] Terzine- Rima alternata [aba bab] Nel testo Foscolo cerca di spiegare la bellezza della sera In morte del fratello Giovanni Testo: Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo Di gente in gente; mi vedrai seduto Su la tua pietra, o fratel mio, gemendo Il fior de' tuoi gentili anni caduto: La madre or sol, suo dì tardo traendo, Parla di me col tuo cenere muto: Ma io deluse a voi le palme tendo; E se da lunge i miei tetti saluto, Sento gli avversi Numi, e le secrete Cure che al viver tuo furon tempesta; E prego anch'io nel tuo porto quiete: Questo di tanta speme oggi mi resta! Straniere genti, l'ossa mie rendete Allora al petto della madre mesta. Appunti: Questa poesia è dedicata da Foscolo a suo fratello Giovanni, che si era suicidato per i suoi debiti di gioco.Foscolo prende come modello il Carme di Catullo, un poeta del I secolo anticristo che aveva introdotto delle tematiche nuove nella poesia (venne criticato per questo), tematiche soprattutto personali. Catullo descrive le sue poesie come "sciocchezze" (le Nughe), sostenendo il disprezzo che gli altri provavano contro la sua poesia. Ugo è molto legato a Catullo perché aveva già tradotto la sua opera “Chioma di Berenice". Nelle sue opere Catullo descrive la sua vita personale, (e ciò gli porta molte critiche) come il suo amore per Lesbia. Ugo Foscolo usa la poetica della rimembranza, ovvero la poetica utilizzata per tenere in vita il ricordo del morto (e quindi il morto stesso visto che Ugo non credeva in una vita dopo la morte) Parafrasi: Un giorno, se io non andrò sempre vagando di nazione in nazione, mi vedrai stare sulla tua tomba, fratello mio, piangendo per la tua morte prematura Solo nostra madre, che si trascina dietro il peso dei suoi anni, ora parla di me alle tue spoglie mute. Intanto io tendo le mani verso di voi senza speranza e saluto soltanto da lontano i tetti della mia patria (La prima parte del sonetto è descrittiva, mentre la seconda si concentra sulla situazione personale di Foscolo) Sento l'ostilità del destino e i reconditi tormenti interiori che rovinarono la tua esistenza, e anche io invoco la pace nella morte insieme a te Di tante speranze oggi mi resta solo questo! Popoli stranieri, quando morirò, restituite le mie spoglie alle braccia della madre inconsolabile

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