Filosofia /

Tommaso, Cartesio, Ockham, Galileo

Tommaso, Cartesio, Ockham, Galileo

 Tommaso d'Acquino
Tutti gli uomini tendono al sapere
1) Ogni cosa tende alla propria perfezione.
La perfezione dell'uomo si può riconciliar

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Tommaso d'Acquino Tutti gli uomini tendono al sapere 1) Ogni cosa tende alla propria perfezione. La perfezione dell'uomo si può riconciliare con l'esercizio dell'intelletto. Tutti gli uomini tendono alla sapienza. 2) ogni cosa ha un'inclinazione naturale a svolgere l'operazione che le è propria. La natura dell'uomo è quella di esercitare il proprio intelletto. Tutti gli uomini tenderanno/ saranno inclini ad esercitare il proprio intelletto. 3) Tutte le cose desiderano/ tendono alla propria origine. Gli uomini possono ricongiungersi con la propria origine in virtù dell'intelletto. Tutti gli uomini tenderanno all'intelletto. I limiti della filosofia La filosofia in teoria potrebbe aiutare l'uomo a conoscere Dio ma: 1) è necessario un talento che non tutti gli uomini possiedono 2) per conoscere Dio è necessario tanto tempo ma la vita è troppo breve 3) L'esercizio della filosofia è sempre esposta all'errore. Quindi-> La conoscenza di Dio può avvenire solo dopo la morte, attraverso una visione beatifica. Il contenuto della rivelazione deriva da Dio, quindi è necessariamente vero, ma viene accolto attraverso la fede e a quel punto è esposto all'errore dell'uomo. D'altra parte, La filosofia, che è un'attività umana, è sempre esposta all'errore ma si basa sull'idea del sapere che implica la certezza assoluta. Di conseguenza la fede è superiore alla filosofia in quanto ai contenuti ma il sapere ha un rapporto con la realtà molto più forte. Secondo Tommaso La teologia è una scienza...

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subalterna come l'ottica è una scienza subalterna alla geometria in quanto per dimostrare i principi dell'ottica ci si basa sui principi della geometria. IL RAPPORTO TRA FEDE E RAGIONE Secondo Tommaso la fede e la ragione devono essere concordi. non è possibile trovare dei conflitti tra le due in quanto la rivelazione discende direttamente da Dio e la ragione, se usata correttamente, non possono ingannare l'uomo. Di conseguenza se vi sono discordanze tra le due implica che l'uomo ha utilizzato male la propria ragione. La fede implica la ragione in quanto i principi della teologia sono supposti veri ma non evidenti. Di conseguenza l'uomo deve utilizzare la propria ragione per poter scoprire le verità divine. La ragione risulta di sostegno alla fede in quanto: 1) dimostra i principi della fede 2) chiarisce i dati della fede 3) elimina eventuali obiezioni che potrebbero essere fatte contro la fede. ENTI, ESSENZE E ATTO D'ESSERE L'ente e l'essenza sono per Tommaso i concetti fondamentali impliciti a tutti gli altri concetti: L'ente è il concreto, mentre l'essenza è l'astratto. L'ente può essere espresso in due modi: -come ENTE LOGICO ossia come l'oggetto di una proposizione affermativa (o come privazione di qualcosa ) -Come ENTE REALE ossia come oggetti concreti Solo in questa accezione si può parlare di ESSENZA L'essenza per Tommaso è ciò che si trova nella definizione di un ente, da essa dipende cosa un ente è. Essa è l'equivalente della NATURA intesa come principio di attività propria. ex La natura della lampadina è quella di illuminarsi Ente è in primo luogo la SOSTANZA. L'essenza caratterizza la sostanza. La SOSTANZA è qualcosa che esiste per sè secondo una particolare determinazione. Tommaso distingue le sostanze composte da quelle semplici. Le sostanze composte sono le sostanze corporee formate da materia e forma. Le sostanze semplici sono invece le sostanze incorporee (forme pure). L'essenza esprime la determinazione secondo cui qualcosa esiste, ma non è tale, non è sufficiente da farla esistere. Ciò per cui un ente esiste è l'atto d'essere. Dio, per Tommaso, è l'essere stesso in sè sussistente, puro essere che contiene già in sè ogni attualità e ogni perfezione. Tutto ciò che esiste riceve l'essere da Dio, attraverso la creazione. Tutti gli enti possiedono il proprio essere per partecipazione, partecipando in gradi diversi all'atto d'essere di Dio. LA DOTTRINA DEI TRASCENDENTALI caratteri che si possono attribuire a ogni ente -ogni ente è una COSA -ogni ente è uno -ogni ente è QUALCOSA -ogni ente è VERO -Ogni ente è buono Guglielmo da Occam Secondo Occam non si devono moltiplicare gli enti oltre il necessario. L'uso del rasoio. 1) nega la separazione dell'intelletto agente e l'intelletto possibile affermando l'unità tra l'atto conoscitivo e l'anima che lo compie 2) critica le nozioni di sostanza e di causa: ciò che conosciamo degli oggetti si esaurisce nelle loro qualità e non c'è motivo di ammettere un ente sostanza oltre tali qualità; ciò che noi conosciamo è soltanto la diversitò fra causa ed effetto, possiamo conoscere le leggi che regolano il corso dei fenomeni, non il nesso metafisico che li connette l'uno all'altro. 3) gli individui sono dati nell'esperienza e in essi non si presenta alcuna natura universale: se ci fosse farebbe parte dell'individuo stesso e non potrebbe esserne distinta, quindi non sarebbe più universale, o non ne farebbe parte quindi l'individuo potrebbe sussistere senza si essa. Per occam gli universali sono solo segni o nomi elaborati dalla mente, il cui valore è quello di stare al posto di gruppi di parole o di lettere che descriverebbero l'oggetto in questione. In ogni caso, restano qualcosa di interno alla mente.

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