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il rinascimento e il paltonismo Pico della Mirandola Ficino Cusano il rinascimento e la religione Erasmo da Rotterdam il rinascimento e la politica Machiavelli Moro/ Thomas more Campanella

Non c'è niente di adatto? Esplorare altre aree tematiche.

Il platonismo rinascimentale In Platone gli umanisti vedono la figura più affascinante della classicità, grazie al suo filosofare aperto e problematico, ma sopratutto perché era il pensatore più vicino allo spirito del cristianesimo. In epoca rinascimentale Platone continua essere interpretato come un insieme complesso di elementi platonici e neoplatonici, ma anche orfici, pitagorici ed ermetici. Quindi il Rinascimento fu ben lontano da conoscere l'autentico volto del filosofo e il suo platonismo ma fu sostanzialmente una forma neoplatonica rielaborata e cristianeggiante CUSANO la sua opera principale è La dotta ignoranza. parla della conoscenza, che è possibile solo quando c'è proporzione tra ciò che si conosce e ciò che si vuole conoscere; se ciò che si conosce non è proporzionale a ciò che si vuole conoscere si è ignoranti, però in questo caso è ignoranza dotta cioè consapevole e giusta; anche perché l'uomo è privilegiato perché dotato di ragione che gli permette di essere consapevole della propria ignoranza (socrate - io so di non sapere). successivamente prende posizione riguardo la conoscenza di Dio. Dio è infinito e poiché non c'è proporzione tra l'infinito divino è finito umano allora l'uomo potrà avvicinarsi alla verità e l'essere infinito di Dio ma non potrà mai raggiungerlo veramente. (Lui fa l'esempio di un poligono inscritto in una circonferenza che può avvicinarsi indefinitivamente adesso ma non potrà...

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mai coincidere) Anche perché la conoscenza umana non può coincidere con la verità, e quindi con Dio, perché è limitata. Ricapitolando Dio esista ed è infinito ma non possiamo conoscerlo ma come possiamo essere certi di ciò? Parte una teologia negativa ispirata alla dottrina degli opposti di Platone considera Dio come concidentia oppositorum, cioè conciliazione di tutte le determinazioni opposte della realtà, è lo scopo della dottrina di cusano era quella di superare i conflitti religiosi poiché da questi nascevano anche quelli umani. FICINO Ficino nasce nel 1433 e muore nel 1499. E' uno dei massimi esponenti dell'Accademia platonica fiorentina. Si dedica alla traduzione dei dialoghi di Platone e delle Enneadi di Plotino e alla scrittura di una Teologia platonica. Ficino afferma che la realtà è composta da gradi di perfezione: Dio, angeli, anima, qualità, corpo. Il grado massimo è Dio, perfezione assoluta. L'anima è il grado mediano. Platone esaltò l'anima nelle sue opere e analogamente Ficino sostiene che la grandezza dell'uomo risiede nella sua anima, sostanza incorporea che vivifica i corpi L'anima è intesa come potenza creatrice, come ciò che congiunge l'uomo. con Dio (mondo delle idee per Platone) e i gradi più bassi della realtà a quelli superiori, come "copula del mondo". Nel mondo c'è un'anima, che è posseduta dall'uomo. ogni uomo è una parte dell'anima del mondo (emanazione di Plotino). L'anima del mondo è ciò che vivifica il mondo stesso, e l'uomo è parte di quest'anima. L'anima del mondo è amore, creazione, è ciò che porta equilibrio. PICO DELLA MIRANDOLA Pico della Mirandola è l'emblema del periodo rinascimentale fiorentino, è un autore che elabora una perfetta sintesi tra il mondo greco-romano e il mondo della scolastica (filosofia cristiana medievale), innestando nelle sue dottrine anche elementi platonici e aristotelici,. Gli scritti sono molti, tra cui i più importanti sono: ? De dignitate hominis. In questa orazione Pico della Mirandola esalta la superiorità dell'uomo rispetto alle altre creature. sostiene che l'uomo sia giunto ad uno stato evolutivo elevatissimo, mai raggiunto prima dell'epoca, e, pertanto, è quasi alle soglie della divinità (seppur senza mai raggiungerla). E' l'uomo ad essere la creatura più vicina a Dio, nell'uomo c'è del divino perché Dio stesso ha lasciato nell'uomo delle capacità per elevarsi, per conoscere e crescere. Il compito dell'uomo, quindi, è quello di espandere sé stesso. L'uomo che non è né celeste né terreno, che sporca i suoi piedi con la terra ma che al tempo stesso tocca le nuvole con un dito, ha la possibilità di costruire armonia, di essere e di migliorare le cose. L'uomo è dotato di una sapienza originaria (capacità di riconoscere nell'uomo un altro uomo e non, ad esempio, un avversario di guerra o un mezzo di profitto; la possibilità di abbracciare un sapere universale; il valore dell'amicizia) che, sapientemente utilizzata, conduce alla pace e all'armonia. Nel De dignitate hominis Pico della Mirandola mette in risalto la possibilità di un accordo tra le varie dottrine e discipline. ? Heptalus. In quest'opera Pico della Mirandola esalta il fondamentale valore dell'interdisciplinarietà, cioè la possibilità di trovare un accordo tra le varie discipline (Platone, Aristotele, racconto biblico della creazione e cabala) e rifiuta alcune dottrine astrologiche. Rinascimento e cristianesimo In epoca rinascimentale si può parlare di "ritorno al principio" anche in ambito religioso, poiché si cerca di ripristinare il testo biblico nella sua purezza originaria, al di là delle manipolazioni medievali, per comprenderne meglio il messaggio e avviare una profonda rinascita spirituale. In tal senso l'umanista Erasmo da Rotterdam, autore di una traduzione critica del NUOVO Testamento, unisce la sua opera filologica all'ideale di una riforma della religione. ERASMO DA ROTTERDAM Erasmo nasce a Rotterdam nel 1466 e si laurea in teologia A Torino nel 1506. L'opera più famosa di Erasmo è l'Elogio della pazzia, nella quale si fa portatore delle posizioni dei protestanti, criticando la corruzione della chiesa, generatasi all'interno delle corti, e in particolar modo la problematica delle indulgenze. Erasmo sostiene, così come Lutero, la necessità che il vangelo riacquistasse la purezza di cui godeva in origine e che la dottrina protestante fosse ripulita. dalle dottrine filosofiche. Nonostante ciò, Erasmo giunge ad una divergenza di opinioni con Lutero. Erasmo, infatti, scrive nel De libero arbitrio che l'uomo è dotato della possibilità di compiere scelte liberamente. La salvezza dell'uomo, quindi, dipende dalla collaborazione tra l'uomo e DiO. Lutero sostiene, invece, la predestinazione: Dio onnisciente ha già stabilito se un uomo sarà salvo oppure no, senza che la volontà dell'uomo possa influire sulla sua scelta. un'altra opera importante elaborata da Erasmo è il Manuale del milite cristiano, nella quale pone a confronto il teologo/letterato con il fedele (“Soldato” di cristo). Il primo deve essere dotato di una solida formazione in campo filosofico-teologico; il secondo, invece, mosso dalla fede religiosa, dispone di un "arma" importante: la lettura e l'interpretazione della Bibbia, che costituisce Poriginario messaggio di cristo. Rinascimento e politica Nel Rinascimento si diffonde l'esigenza di un rinnovamento politico che, coerentemente con l'ideale generale del ritorno al principio, si traduce in due principali atteggiamenti: la volontà di ritornare alle origini storiche di una certa società, e la volontà di ritornare al diritto naturale, cioè alla razionalità originaria delle regole della convivenza civile. MACHIAVELLI Machiavelli è uno scrittore italiano, come sappiamo in Italia vi era una situazione un pochino particolare dal punto di vista politico, infatti era tutta frammentata in piccoli stati, quindi non vi era un'uniformità politica. Proprio per questo Machiavelli vuole rispolverare e delineare le caratteristiche di un politico corretto. Descrive il politico perfetto nella sua opera il principe. un principe deve essere di natura ibrida, come il centauro, tratti umani per l'utilizzo dell'intelletto, e animaleschi, deve essere sia volpe che leone, perché la forza senza arguzia non garantisce la durata di un principe. Il principe deve essere anche virtuoso, avere delle qualità che vanno aldilà del giudizio morale; esso compie gesta incomprensibili per l'uomo proprio perché è superiore ad esso è questo fa sì che esso sia temuto non amato,ed è un bene perché la paura lega più dell'amore. Anche la religione importantissima nello stato, ma non si parla di una religione cristiana che non scatena le virtù dell'uomo, ma di religioni pagane che al contrario inneggiano la forza e il coraggio TOMMASO MORO Tomas è nato e vissuto a Londra, lui è stato imprigionato e decapitato perché Si rifiutava di riconoscere l'autonomia del re Enrico VIII nei confronti della chiesa cattolica. Thomas è ricordato per aver introdotto il genere utopico (idea di un mondo perfetto con la consapevolezza che è solo teorico) diverso dal genere utopistico (Fiducia nella realizzazione della propria idea perfetta). Lui scrisse utopia, un'isola in cui è in vigore il suo stato ideale conforme alla ragione, mezzo per riconoscere e far valere i principi religiosi, questo stato parte da una critica alle condizioni sociali inglesi del tempo. In questo stato tutti hanno pari diritti e doveri, è abolita la proprietà privata ognuno ha il proprio mestiere e lavora sei ore al giorno per poi avere tempo libero per praticare i propri hobby e coltivare i rapporti con gli altri esseri umani; In questo stato tutti lavori sono dignitosi, lavori manuali e intellettuali si equivalgono. La cultura è rivolta all'utilità comune non agli interessi individuali, le materie studiate sono la scienza e la filosofia la religione. Per quanto riguarda le cariche politiche sono elettive ma il principe viene eletto a vita, e poi è circondato da un senato con cui discute ogni cinque giorni. Nell'isola vige un proprio culto, mitra, essenza del divino che ognuno può interpretare a modo suo; credere in Dio è un fatto razionale quindi ognuno può interpretare la cena in mente il suo volere TOMMASO CAMPANELLA Città del sole => descrive l'esigenza di un rinnovamento politico e sociale della società in cui viveva campanella La città del sole sorge su un colle ed è governata da un sacerdote di nome sole il quale esercita sia il potere civile e quello religioso, ed è assistito da tre principi: potenza (riguarda la guerra), sapienza (riguarda l'istruzione) e amore (che si occupa dei rapporti tra gli abitanti). Non esiste la proprietà privata, poiché scatenerebbe solo conflitti fra i diversi membri della società. Afferma che tutti gli uomini sono obbligati a lavorare, poiché non è prevista la divisione in classi, e non c'è distinzione fra attività manuali e intellettuali. Importante è l'educazione, che è rivolta a tutti i membri della società a prescindere dal sesso, che inizia all'età di tre anni: gli abitanti si devono dedicare costantemente allo studio alla preghiera, in quanto ognuno deve avere conoscenza di agricoltura, di pastorizia e di arti della guerra, inoltre tutta la comunità deve innalzarsi al sapere, perciò sulle mura della città sono dipinte le fondamentali nozioni di matematica, geografia, zoologia, astrologia affinché tutti possano apprendere passeggiando. In questo tipo di società vengono determinati anche le ore degli incontri fra uomini e donne e alcuni funzionari hanno l'incarico di combinare accoppiamenti.

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Fantastico, imparerò da questo appunto oggi. Saluti 👍👍

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Il platonismo rinascimentale In Platone gli umanisti vedono la figura più affascinante della classicità, grazie al suo filosofare aperto e problematico, ma sopratutto perché era il pensatore più vicino allo spirito del cristianesimo. In epoca rinascimentale Platone continua essere interpretato come un insieme complesso di elementi platonici e neoplatonici, ma anche orfici, pitagorici ed ermetici. Quindi il Rinascimento fu ben lontano da conoscere l'autentico volto del filosofo e il suo platonismo ma fu sostanzialmente una forma neoplatonica rielaborata e cristianeggiante CUSANO la sua opera principale è La dotta ignoranza. parla della conoscenza, che è possibile solo quando c'è proporzione tra ciò che si conosce e ciò che si vuole conoscere; se ciò che si conosce non è proporzionale a ciò che si vuole conoscere si è ignoranti, però in questo caso è ignoranza dotta cioè consapevole e giusta; anche perché l'uomo è privilegiato perché dotato di ragione che gli permette di essere consapevole della propria ignoranza (socrate - io so di non sapere). successivamente prende posizione riguardo la conoscenza di Dio. Dio è infinito e poiché non c'è proporzione tra l'infinito divino è finito umano allora l'uomo potrà avvicinarsi alla verità e l'essere infinito di Dio ma non potrà mai raggiungerlo veramente. (Lui fa l'esempio di un poligono inscritto in una circonferenza che può avvicinarsi indefinitivamente adesso ma non potrà...

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mai coincidere) Anche perché la conoscenza umana non può coincidere con la verità, e quindi con Dio, perché è limitata. Ricapitolando Dio esista ed è infinito ma non possiamo conoscerlo ma come possiamo essere certi di ciò? Parte una teologia negativa ispirata alla dottrina degli opposti di Platone considera Dio come concidentia oppositorum, cioè conciliazione di tutte le determinazioni opposte della realtà, è lo scopo della dottrina di cusano era quella di superare i conflitti religiosi poiché da questi nascevano anche quelli umani. FICINO Ficino nasce nel 1433 e muore nel 1499. E' uno dei massimi esponenti dell'Accademia platonica fiorentina. Si dedica alla traduzione dei dialoghi di Platone e delle Enneadi di Plotino e alla scrittura di una Teologia platonica. Ficino afferma che la realtà è composta da gradi di perfezione: Dio, angeli, anima, qualità, corpo. Il grado massimo è Dio, perfezione assoluta. L'anima è il grado mediano. Platone esaltò l'anima nelle sue opere e analogamente Ficino sostiene che la grandezza dell'uomo risiede nella sua anima, sostanza incorporea che vivifica i corpi L'anima è intesa come potenza creatrice, come ciò che congiunge l'uomo. con Dio (mondo delle idee per Platone) e i gradi più bassi della realtà a quelli superiori, come "copula del mondo". Nel mondo c'è un'anima, che è posseduta dall'uomo. ogni uomo è una parte dell'anima del mondo (emanazione di Plotino). L'anima del mondo è ciò che vivifica il mondo stesso, e l'uomo è parte di quest'anima. L'anima del mondo è amore, creazione, è ciò che porta equilibrio. PICO DELLA MIRANDOLA Pico della Mirandola è l'emblema del periodo rinascimentale fiorentino, è un autore che elabora una perfetta sintesi tra il mondo greco-romano e il mondo della scolastica (filosofia cristiana medievale), innestando nelle sue dottrine anche elementi platonici e aristotelici,. Gli scritti sono molti, tra cui i più importanti sono: ? De dignitate hominis. In questa orazione Pico della Mirandola esalta la superiorità dell'uomo rispetto alle altre creature. sostiene che l'uomo sia giunto ad uno stato evolutivo elevatissimo, mai raggiunto prima dell'epoca, e, pertanto, è quasi alle soglie della divinità (seppur senza mai raggiungerla). E' l'uomo ad essere la creatura più vicina a Dio, nell'uomo c'è del divino perché Dio stesso ha lasciato nell'uomo delle capacità per elevarsi, per conoscere e crescere. Il compito dell'uomo, quindi, è quello di espandere sé stesso. L'uomo che non è né celeste né terreno, che sporca i suoi piedi con la terra ma che al tempo stesso tocca le nuvole con un dito, ha la possibilità di costruire armonia, di essere e di migliorare le cose. L'uomo è dotato di una sapienza originaria (capacità di riconoscere nell'uomo un altro uomo e non, ad esempio, un avversario di guerra o un mezzo di profitto; la possibilità di abbracciare un sapere universale; il valore dell'amicizia) che, sapientemente utilizzata, conduce alla pace e all'armonia. Nel De dignitate hominis Pico della Mirandola mette in risalto la possibilità di un accordo tra le varie dottrine e discipline. ? Heptalus. In quest'opera Pico della Mirandola esalta il fondamentale valore dell'interdisciplinarietà, cioè la possibilità di trovare un accordo tra le varie discipline (Platone, Aristotele, racconto biblico della creazione e cabala) e rifiuta alcune dottrine astrologiche. Rinascimento e cristianesimo In epoca rinascimentale si può parlare di "ritorno al principio" anche in ambito religioso, poiché si cerca di ripristinare il testo biblico nella sua purezza originaria, al di là delle manipolazioni medievali, per comprenderne meglio il messaggio e avviare una profonda rinascita spirituale. In tal senso l'umanista Erasmo da Rotterdam, autore di una traduzione critica del NUOVO Testamento, unisce la sua opera filologica all'ideale di una riforma della religione. ERASMO DA ROTTERDAM Erasmo nasce a Rotterdam nel 1466 e si laurea in teologia A Torino nel 1506. L'opera più famosa di Erasmo è l'Elogio della pazzia, nella quale si fa portatore delle posizioni dei protestanti, criticando la corruzione della chiesa, generatasi all'interno delle corti, e in particolar modo la problematica delle indulgenze. Erasmo sostiene, così come Lutero, la necessità che il vangelo riacquistasse la purezza di cui godeva in origine e che la dottrina protestante fosse ripulita. dalle dottrine filosofiche. Nonostante ciò, Erasmo giunge ad una divergenza di opinioni con Lutero. Erasmo, infatti, scrive nel De libero arbitrio che l'uomo è dotato della possibilità di compiere scelte liberamente. La salvezza dell'uomo, quindi, dipende dalla collaborazione tra l'uomo e DiO. Lutero sostiene, invece, la predestinazione: Dio onnisciente ha già stabilito se un uomo sarà salvo oppure no, senza che la volontà dell'uomo possa influire sulla sua scelta. un'altra opera importante elaborata da Erasmo è il Manuale del milite cristiano, nella quale pone a confronto il teologo/letterato con il fedele (“Soldato” di cristo). Il primo deve essere dotato di una solida formazione in campo filosofico-teologico; il secondo, invece, mosso dalla fede religiosa, dispone di un "arma" importante: la lettura e l'interpretazione della Bibbia, che costituisce Poriginario messaggio di cristo. Rinascimento e politica Nel Rinascimento si diffonde l'esigenza di un rinnovamento politico che, coerentemente con l'ideale generale del ritorno al principio, si traduce in due principali atteggiamenti: la volontà di ritornare alle origini storiche di una certa società, e la volontà di ritornare al diritto naturale, cioè alla razionalità originaria delle regole della convivenza civile. MACHIAVELLI Machiavelli è uno scrittore italiano, come sappiamo in Italia vi era una situazione un pochino particolare dal punto di vista politico, infatti era tutta frammentata in piccoli stati, quindi non vi era un'uniformità politica. Proprio per questo Machiavelli vuole rispolverare e delineare le caratteristiche di un politico corretto. Descrive il politico perfetto nella sua opera il principe. un principe deve essere di natura ibrida, come il centauro, tratti umani per l'utilizzo dell'intelletto, e animaleschi, deve essere sia volpe che leone, perché la forza senza arguzia non garantisce la durata di un principe. Il principe deve essere anche virtuoso, avere delle qualità che vanno aldilà del giudizio morale; esso compie gesta incomprensibili per l'uomo proprio perché è superiore ad esso è questo fa sì che esso sia temuto non amato,ed è un bene perché la paura lega più dell'amore. Anche la religione importantissima nello stato, ma non si parla di una religione cristiana che non scatena le virtù dell'uomo, ma di religioni pagane che al contrario inneggiano la forza e il coraggio TOMMASO MORO Tomas è nato e vissuto a Londra, lui è stato imprigionato e decapitato perché Si rifiutava di riconoscere l'autonomia del re Enrico VIII nei confronti della chiesa cattolica. Thomas è ricordato per aver introdotto il genere utopico (idea di un mondo perfetto con la consapevolezza che è solo teorico) diverso dal genere utopistico (Fiducia nella realizzazione della propria idea perfetta). Lui scrisse utopia, un'isola in cui è in vigore il suo stato ideale conforme alla ragione, mezzo per riconoscere e far valere i principi religiosi, questo stato parte da una critica alle condizioni sociali inglesi del tempo. In questo stato tutti hanno pari diritti e doveri, è abolita la proprietà privata ognuno ha il proprio mestiere e lavora sei ore al giorno per poi avere tempo libero per praticare i propri hobby e coltivare i rapporti con gli altri esseri umani; In questo stato tutti lavori sono dignitosi, lavori manuali e intellettuali si equivalgono. La cultura è rivolta all'utilità comune non agli interessi individuali, le materie studiate sono la scienza e la filosofia la religione. Per quanto riguarda le cariche politiche sono elettive ma il principe viene eletto a vita, e poi è circondato da un senato con cui discute ogni cinque giorni. Nell'isola vige un proprio culto, mitra, essenza del divino che ognuno può interpretare a modo suo; credere in Dio è un fatto razionale quindi ognuno può interpretare la cena in mente il suo volere TOMMASO CAMPANELLA Città del sole => descrive l'esigenza di un rinnovamento politico e sociale della società in cui viveva campanella La città del sole sorge su un colle ed è governata da un sacerdote di nome sole il quale esercita sia il potere civile e quello religioso, ed è assistito da tre principi: potenza (riguarda la guerra), sapienza (riguarda l'istruzione) e amore (che si occupa dei rapporti tra gli abitanti). Non esiste la proprietà privata, poiché scatenerebbe solo conflitti fra i diversi membri della società. Afferma che tutti gli uomini sono obbligati a lavorare, poiché non è prevista la divisione in classi, e non c'è distinzione fra attività manuali e intellettuali. Importante è l'educazione, che è rivolta a tutti i membri della società a prescindere dal sesso, che inizia all'età di tre anni: gli abitanti si devono dedicare costantemente allo studio alla preghiera, in quanto ognuno deve avere conoscenza di agricoltura, di pastorizia e di arti della guerra, inoltre tutta la comunità deve innalzarsi al sapere, perciò sulle mura della città sono dipinte le fondamentali nozioni di matematica, geografia, zoologia, astrologia affinché tutti possano apprendere passeggiando. In questo tipo di società vengono determinati anche le ore degli incontri fra uomini e donne e alcuni funzionari hanno l'incarico di combinare accoppiamenti.