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StoriaStoria6,077 visualizzazioni·Aggiornato Jun 10, 2026·12 pagine

I Regimi Totalitari: Comunismo, Fascismo e Nazismo

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Ilaria covucci@ilaria.note

Ti trovi di fronte a uno dei capitoli più drammatici...

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# I totalitarismi

• Anni 20 e 30

• Tre totalitarismi: Unione sovietica (anche oltre la seconda guerra mondiale), nazismo e fascismo
(finit

I totalitarismi: quando il potere invade tutto

Immagina un governo che non si limita a fare leggi, ma che controlla cosa pensi, cosa dici e persino quello che fai in casa tua. Questo è esattamente quello che è successo negli anni '20 e '30 con i totalitarismi: tre regimi che hanno cambiato la storia dell'Europa.

I tre protagonisti di questa storia sono l'Unione Sovietica di Lenin e Stalin, la Germania nazista di Hitler e l'Italia fascista di Mussolini. Ognuno di questi leader ha conquistato il potere in modo diverso: Mussolini con un colpo di stato "legale" (la marcia su Roma), Hitler attraverso le elezioni, Lenin con una rivoluzione.

La caratteristica che li unisce tutti? Il potere totalizzante - non si accontentavano di controllare solo la politica, ma volevano comandare anche l'economia, la cultura e persino i rapporti privati. In Unione Sovietica, ad esempio, la polizia segreta (la Čeka) spiava costantemente i cittadini.

Ricorda: Il termine "totalitario" significa che questi regimi aspiravano al controllo "totale" della società, dalla vita pubblica a quella privata.

La Russia verso la rivoluzione: quando tutto cambia

La Russia del 1917 sembrava un gigante con i piedi d'argilla. Nonostante fosse il paese più grande del mondo, era incredibilmente arretrato rispetto all'Europa occidentale. La sconfitta contro il Giappone nel 1904 aveva mostrato a tutti quanto fosse debole questo impero.

Lo zar Nicola II aveva cercato di calmare le rivolte del 1905 con alcune concessioni: la Duma (una specie di parlamento) and i soviet (consigli di operai). Ma era troppo poco, troppo tardi.

Il 1917 fu l'anno che cambiò tutto. La Prima Guerra Mondiale stava andando malissimo, i prezzi dei beni di prima necessità erano alle stelle, and la fame cresceva. L'8 marzo (che secondo il calendario russo era febbraio), le operaie scesero in piazza con la scusa della festa delle donne, ma in realtà per protestare. In pochi giorni divenne uno sciopero generale.

La cosa più incredibile? Quando lo zar ordinò alle truppe di fermare la rivolta, i ferrovieri si rifiutarono di trasportare i soldati and le guarnigioni non vollero sparare sulla folla. Lo zar dovette abdicare.

Curiosità: Lenin era in Svizzera durante la rivoluzione di febbraio. I tedeschi lo aiutarono a tornare in Russia sperando che creasse caos e indebolisse il fronte russo!

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# I totalitarismi

• Anni 20 e 30

• Tre totalitarismi: Unione sovietica (anche oltre la seconda guerra mondiale), nazismo e fascismo
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Dalla rivoluzione di febbraio alla dittatura di Lenin

Dopo la caduta dello zar, la Russia si trovò in una situazione assurda: due poteri che si contendevano il controllo del paese. Da una parte i governi provvisori (prima L'vov, poi Kerenskij), dall'altra i soviet che rappresentavano operai e contadini.

Lenin, appena tornato dalla Svizzera, lanciò le sue famose "Tesi di aprile" con due richieste chiarissime: tutto il potere ai soviet e uscita immediata dalla guerra. Il partito socialista si spaccò definitivamente tra menscevichi (più moderati) e bolscevichi (rivoluzionari guidati da Lenin).

L'estate del 1917 fu decisiva. Il tentativo di colpo di stato del generale Kornilov ad agosto fallì anche grazie ai bolscevichi, che acquisirono popolarità fermando i nostalgici dello zarismo.

L'Ottobre del 1917 vide la seconda rivoluzione. Lenin, appoggiato da Stalin e Trotsky, prese il potere con un simbolo che è rimasto nella storia: la presa del Palazzo d'Inverno. Nasceva così la dittatura del proletariato, che in realtà divenne rapidamente la dittatura dei bolscevichi.

Attenzione: Lenin creò subito la Čeka (polizia segreta) che instaurò un "regime del terrore". Anche Stalin la temeva perché sapeva tutto di tutti!

Lenin dovette affrontare una guerra civile feroce tra "rossi" (comunisti) e "bianchi" (sostenitori dello zar), che causò milioni di morti. I bolscevichi vinsero grazie all'abilità militare di Trotsky, ma il prezzo fu altissimo: decisero persino di uccidere lo zar e tutta la sua famiglia.

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Dall'economia di guerra allo scontro Stalin-Trotsky

Una volta vinta la guerra civile, Lenin spostò la capitale a Mosca e dovette affrontare il disastro economico. Il "comunismo di guerra" aveva requisito tutti i beni dalle campagne per sfamare le città, creando una frattura enorme con i contadini più ricchi (chiamati "kulaki" e accusati di essere strozzini).

Di fronte al fallimento economico, Lenin fece un passo indietro con la NEP (Nuova Politica Economica), reintroducendo alcuni principi liberali. Era "una frenata sulla via del socialismo", come disse lui stesso.

Alla morte di Lenin si aprì una lotta feroce per la successione tra Stalin e Trotsky. Le loro idee erano opposte: Stalin voleva consolidare il "socialismo in un solo paese" (prima rafforzare l'URSS, poi esportare la rivoluzione), mentre Trotsky sosteneva la "rivoluzione permanente" (rivoluzione immediata in tutto il mondo).

Stalin vinse e instaurò il sistema del partito-stato: chi comandava il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) governava automaticamente il paese. Dopo di lui si succedettero Chruščëv, Brežnev, Andropov, Černenko e infine Gorbačëv, che vide la fine dell'URSS.

Ricorda: L'URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) nacque nel 1922, quando la Russia non si chiamava più così ma era diventata una federazione di repubbliche socialiste.

L'Italia dal dopoguerra al fascismo: un paese in crisi

Gabriele D'Annunzio, soprannominato "il Comandante", occupò Fiume dal 1919 al 1920, creando la prima esperienza proto-fascista. D'Annunzio capì una cosa fondamentale: nella società di massa del Novecento, il leader deve avere un rapporto diretto con il popolo attraverso il carisma.

La questione fiumana si risolse con il trattato di Rapallo (1920) quando Giolitti tornò al governo. Fiume diventò città libera and D'Annunzio fu costretto ad andarsene.

L'Italia del dopoguerra era un paese devastato. A differenza delle altre nazioni industrializzate, aveva una struttura economica fragile and un debito pubblico già allora superiore al PIL. La svalutazione della lira fece aumentare i prezzi di beni importanti, creando tensioni sociali enormi.

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Il biennio rosso e la nascita dei partiti di massa

I ceti medi e la borghesia furono i più colpiti dalla crisi economica postbellica. Non erano i poveri a soffrire di più (ormai organizzati in sindacati), ma chi vedeva il proprio potere d'acquisto dissolversi giorno dopo giorno.

Il Partito Socialista visse una crisi drammatica, diviso tra l'ala riformista di Turati and quella rivoluzionaria di Gramsci and Bordiga. Questa divisione esplose nel congresso di Livorno, dove nacque il Partito Comunista Italiano. Gramsci fondò prima la rivista "Ordine Nuovo" insieme a Palmiro Togliatti and Umberto Terracini.

Nel 1919 nacque anche il Partito Popolare Italiano (PPI) di don Luigi Sturzo. Era un partito aconfessionale (non serviva essere preti) and interclassista (si rivolgeva a tutti i ceti sociali), creato appositamente per contrastare la crescita dei socialisti.

Il biennio rosso (1919-1921) vide l'occupazione delle fabbriche al nord and delle terre al sud. Giolitti applicò la sua solita tattica del "lasciar decantare", restando neutrale. Turati commise l'errore di dire che le occupazioni non avevano risvolti politici, creando uno scollamento tra partito socialista and le sue basi.

Punto chiave: Il biennio rosso finì con la disillusione del proletariato and la paura della borghesia, che iniziò a vedere nello stato liberale un sistema troppo debole per affrontare le nuove tensioni.

Mussolini: da socialista a fondatore del fascismo

Benito Mussolini iniziò la sua carriera come socialista rivoluzionario and direttore dell'"Avanti!". Fu espulso dal partito perché interventista and decise di fondare un movimento che unisse socialismo and nazionalismo.

Il 23 marzo 1919 nacquero a Milano, in piazza San Sepolcro, i "Fasci italiani di combattimento". Il nome derivava dai fasci littori (simbolo del potere dei consoli romani). Nel 1921 il movimento diventò partito: il PNF (Partito Nazionale Fascista).

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La violenza fascista e l'ascesa al potere

Il fascismo ebbe un elemento distintivo fin dall'inizio: la violenza come arma politica. Un mese dopo San Sepolcro, i fascisti devastarono la sede dell'"Avanti!". Alle elezioni del 1920 presero pochi voti, ma di fronte alla paura di una rivoluzione bolscevica, la borghesia iniziò ad avvicinarsi a loro.

Le camicie nere passarono dalla violenza nei villaggi a quella nelle città. Incendiarono un hotel che ospitava minoranze slave a Trieste, attaccarono Bologna dove si stava affermando il socialismo. I capi provenivano dai ceti borghesi - segno che il fascismo stava conquistando consensi.

Il governo divenne inutile and la polizia non intervenne (forse perché vedeva nei socialisti un pericolo maggiore). Mussolini veniva chiamato "Duce" all'interno del partito. Nomi da ricordare: Grandi (che poi lo fece cadere), Farinacci (estremista) e Italo Balbo (organizzatore della marcia su Roma).

Lo stato liberale era in crisi. Giolitti tentò un ultimo esperimento con il "blocco nazionale" (alleanza tra liberali, nazionalisti and alcuni fascisti), ma fallì. Con le sue dimissioni, il fascismo ebbe via libera.

La mossa decisiva: Quando Mussolini si dimise dal partito, gli altri capirono che senza di lui il fascismo sarebbe finito. Fu una mossa politica geniale che consolidò il suo potere.

La marcia su Roma e i primi anni di governo

Luigi Facta fu l'ultimo capo di governo prima dell'avvento del fascismo. La marcia su Roma del 28 ottobre 1922 fu organizzata dai "quadrunviri": Balbo, De Bono, De Vecchi e Bianchi.

Il piano prevedeva l'occupazione delle prefetture. Il rischio era altissimo - potevano essere annientati - ma si sapeva che il re aveva pressioni per avere fascisti nel governo. Vittorio Emanuele III dovette scegliere: far intervenire la polizia o nominare Mussolini capo del governo. Scelse la seconda opzione.

Dal 1922 al 1925 Mussolini non aveva ancora la maggioranza assoluta and dovette coalizzarsi. Si mosse inizialmente con cautela, potenziando i legami con i poteri forti: latifondisti, esercito, sindacati, borghesia.

Lo squadrismo venne istituzionalizzato nella "Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale" (MVSN) - una sorta di polizia parallela. Intellettuali come Giovanni Amendola denunciarono il rischio di finire in uno stato totalitario.

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Il delitto Matteotti e la svolta autoritaria (1924-1925)

Il 1924 fu l'anno cruciale del fascismo. Prima Mussolini fece approvare la legge Acerbo: chi avesse ottenuto il 25% dei voti avrebbe avuto i 2/3 dei seggi. Alle elezioni creò il "listone" (lista con fascisti, cattolici, liberali, monarchici) che vinse anche grazie a violenze and brogli.

Il 30 maggio 1924, durante il primo insediamento del nuovo parlamento, accadde l'impensabile. Giacomo Matteotti denunciò pubblicamente gli imbrogli elettorali accusando direttamente Mussolini. Il 10 giugno i fascisti lo rapirono and uccisero. Il corpo fu trovato mesi dopo.

Le opposizioni abbandonarono il parlamento in segno di protesta ("secessione dell'Aventino", dal nome del monte romano dove si ritiravano i plebei). Pensavano che Mussolini si sarebbe dimesso, invece resistette.

Quando ad agosto fu scoperto il corpo di Matteotti, scoppiarono rivolte contro il fascismo. Furono i mesi più duri per Mussolini (seconda metà del 1924). Persino fascisti and liberali si ribellarono. Pietro Gobetti scrisse: "mai come in questo momento l'Italia è in pericolo".

Il momento della verità: Il 3 gennaio 1925 Mussolini pronunciò un discorso storico in cui si assunse la "responsabilità politica, storica e morale" del delitto Matteotti. Fu il momento spartiacque: o si ritirava o gettava definitivamente la maschera.

Le leggi fascistissime e l'instaurazione della dittatura

Dopo Matteotti, Mussolini "gettò la maschera". I principi dello stato liberale iniziarono a scomparire. Il principio della separazione dei poteri venne messo in discussione - nei regimi prevale sempre il potere esecutivo (il governo).

Nel 1926 furono emanate le "leggi fascistissime" che cancellarono lo stato liberale:

  • Soppressione dei partiti and eliminazione degli oppositori
  • Confino di polizia: tribunali speciali che processavano (con processi farsa) i dissidenti politici
  • I docenti universitari furono obbligati a giurare fedeltà al fascismo. Su circa 1200 professori, solo 12 si rifiutarono, tra cui Benedetto Croce che scrisse il "Manifesto degli intellettuali antifascisti".

La dittatura non arrivò mai al 100% perché c'era ancora il re, che pur essendo "dormiente" poteva teoricamente togliere il potere a Mussolini.

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I Patti Lateranensi e il consenso di massa

L'11 febbraio 1929 furono firmati i Patti Lateranensi. Mussolini aveva capito che il popolo era cattolico and bisognava avere l'appoggio della Chiesa. Il fascismo, inizialmente anticlericale, cambiò completamente: lo stato non era più neutrale in campo religioso and concesse ai cattolici una posizione superiore alle altre religioni.

Il regime diventò paternalistico. Se eri iscritto al partito avevi vantaggi (una razione di pane in più), stessa cosa se facevi tanti figli ("tessera annonaria"). La massificazione prevedeva l'educazione dei giovani: al sabato c'erano le adunate. Fu anche approvata una tassa sui celibi per incentivare le nascite.

Gli anni Trenta: apogeo del regime

Gli anni '30 rappresentarono l'apogeo del fascismo. Nacquero le corporazioni (sindacati fascisti) inquadrate nel regime. Mentre il liberalismo sostiene che l'economia sia frutto di decisioni individuali, il totalitarismo ha un ruolo enorme in economia: il dirigismo.

Quota 90: Mussolini stabilizzò il cambio tra lira and sterlina 90lire=1sterlina90 lire = 1 sterlina per bloccare la svalutazione. La battaglia del grano puntava all'autonomia alimentare incentivando la produzione cerealicola and bonificando i terreni.

Fu creata l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale): intervento diretto dello stato in economia. A livello di politica estera, venne ripresa la politica coloniale con la conquista dell'Abissinia (1936). Mussolini tenne un famoso discorso da Palazzo Venezia: "Dopo 15 secoli l'Italia torna ad essere impero".

Svolta cruciale: Negli anni '30 gli italiani diventarono fascisti non più per paura ma per convinzione.

L'alleanza con Hitler e le leggi razziali

I rapporti con la Germania si strinsero progressively. Inizialmente c'era diffidenza tra Mussolini and Hitler (Hitler guardava a Mussolini come modello, poi la situazione si capovolse). Formarono l'"Asse" nel 1936 and il "Patto d'Acciaio" nel 1939 che vincolava militarmente l'Italia alla Germania.

L'Italia dovette seguire sempre più il nazismo, incluse le leggi razziali del 1938. Furono approvate nella totale indifferenza degli italiani and riguardavano:

  • Gli etiopi (divieto di matrimoni misti)
  • Espulsione dalle scuole di studenti and insegnanti ebrei

La svolta razzista fu dovuta sia a Mussolini che all'influenza nazista. Insieme ai tedeschi, l'Italia aiutò i ribelli nella guerra civile spagnola.

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La Germania sconfitta: dalle ceneri del Reich alla Repubblica di Weimar

La Germania dopo Versailles fu profondamente provata. Prima ancora delle trattative di pace, avvennero due fatti che prefiguravano un destino diverso per la nazione. Si scontrarono tre visioni opposte del futuro:

Gli spartachisti (dal nome di Spartaco) volevano il comunismo and la dittatura del proletariato, accusando i socialisti di tradire il marxismo. I socialisti democratici (moderati) volevano una socialdemocrazia senza dittatura. I nazionalisti erano in minoranza ma accusavano socialisti and spartachisti di essere traditori della patria.

Fu una lotta ideologica feroce. Quando gli spartachisti occuparono giornali and istituzioni, furono repressi dai corpi franchi (polizia filonazionalista). In una di queste repressioni uccisero Rosa Luxemburg, leader spartachista che divenne icona del comunismo mondiale.

Le nazioni vincitrici decisero di non smantellare la Germania per evitare che la Francia diventasse troppo potente. Dal 1919 al 1933 fu elaborata la Costituzione di Weimar (repubblicana), una carta moderna che prevedeva: Camera (potere legislativo), Cancelliere (potere esecutivo), Presidente della Repubblica (capo di stato).

Il problema: In Germania moltissimi si opponevano alla repubblica and guardavano a Weimar and Versailles come un'ingiustizia. La Germania fu duramente umiliata: perse tutte le colonie, Alsazia and Lorena alla Francia, alcune parti furono smilitarizzate.

L'inflazione, la crisi and l'ascesa di Hitler

Nel 1923 francesi and belgi occuparono la Ruhr (regione industriale tedesca) - fu il colpo di grazia. Scoppiò una forte inflazione: il marco tedesco perse qualsiasi valore and l'economia andò allo sbando.

In questa situazione disastrosa fu più facile accettare idee folli. L'ideologia nazista prese potere per due motivi: il nazionalismo già presente and la situazione economica disastrosa.

Il movimento nazista nacque in un pub. Nel novembre 1923 ci fu un tentativo di colpo di stato (Putsch) in Baviera, organizzato da Hitler and ispirato a Mussolini. Fu la prima volta che Hitler divenne noto all'opinione pubblica.

Hitler venne arrestato and durante la prigionia scrisse il "Mein Kampf" (La mia battaglia). Nella prima parte parlava di sé, nella seconda esponeva i suoi nemici: comunisti and ebrei. In quest'opera delineò il programma nazista:

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L'ideologia nazista and la grande depressione

Nel "Mein Kampf" Hitler fu chiarissimo: l'umanità si riduceva a un gruppo, quello ariano. Chi non era ariano era inferiore, chi era anche ebreo era subumano (oltre agli ebrei: slavi, omosessuali, disabili). Gli ebrei erano sempre stati segregati per motivi religiosi, ma qui iniziava una motivazione biologica.

La razza ariana doveva proliferare and conquistare lo "spazio vitale" (spazio fisico verso est). Hitler disprezzava il sistema sovietico and, come tutti i nazionalisti, il parlamento. Voleva l'eliminazione dei movimenti marxisti.

Il colpo finale fu la Grande Depressione americana del 1929. In pochi giorni crollò l'economia americana. Il presidente Hoover non riuscì a gestire la crisi and il popolo si appoggiò a Roosevelt (presidente dal 1932 al 1945, più di due mandati). Roosevelt rispose con il "New Deal": accordi coi sindacati and forti investimenti pubblici.

In Germania scoppiò la disoccupazione di massa. Gli elettori votarono le forze estremiste and Hitler ebbe un successo enorme, duplicando le percentuali di voto (aveva ottenuto solo il 2% nel 1928, arrivò al 18% nel 1930).

Entrò in crisi la Repubblica di Weimar. Il presidente Hindenburg sottovalutò il problema. Sembrava esserci una guerra civile tra estremisti di destra and di sinistra.

Il punto di non ritorno: La crisi del 1929 fu decisiva per l'ascesa di Hitler. La disperazione economica rese le idee naziste attraenti per milioni di tedeschi che cercavano un capro espiatorio and una soluzione semplice a problemi complessi.

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Hitler al potere: dalla democrazia alla dittatura

Nel 1932 Hitler ottenne il 37% dei voti, diventando il primo partito tedesco. Hindenburg fu costretto a nominarlo Cancelliere nel gennaio 1933, pensando di poterlo controllare. Fu l'errore più grave della storia moderna.

Hitler usò abilmente il sistema democratico per distruggerlo dall'interno. L'incendio del Reichstag (febbraio 1933) gli fornì il pretesto per sospendere le libertà civili and arrestare i comunisti. Alle elezioni di marzo, con la violenza delle SA (camicie brune), ottenne il 44% dei voti.

La "Legge dei pieni poteri" (marzo 1933) gli permise di governare senza parlamento per quattro anni. Fu l'inizio della fine della democrazia tedesca. In pochi mesi eliminò tutti i partiti, i sindacati and le istituzioni democratiche.

La "Notte dei lunghi coltelli" (30 giugno 1934) vide Hitler eliminare i capi delle SA, incluso il suo vecchio compagno Ernst Röhm. Consolidò così il potere passando dalle SA alle SS (più fedeli and disciplinate).

Quando Hindenburg morì (agosto 1934), Hitler unì le cariche di Cancelliere and Presidente, diventando "Führer" (guida). La Germania democratica era morta and nasceva il Terzo Reich.

Lezione fondamentale: Hitler dimostrò che la democrazia può essere distrutta dall'interno, usando le sue stesse regole. La sottovalutazione del pericolo nazista da parte delle élite tradizionali fu fatale per la Repubblica di Weimar.

Il regime nazista instaurò subito le leggi razziali (1935), iniziò la persecuzione degli ebrei and preparò la guerra che avrebbe devastato l'Europa. In pochi anni, la Germania da repubblica democratica divenne la dittatura più sanguinaria della storia.

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Dalla rivoluzione di febbraio alla dittatura di Lenin

Dopo la caduta dello zar, la Russia si trovò in una situazione assurda: due poteri che si contendevano il controllo del paese. Da una parte i governi provvisori (prima L'vov, poi Kerenskij), dall'altra i soviet che rappresentavano operai e contadini.

Lenin, appena tornato dalla Svizzera, lanciò le sue famose "Tesi di aprile" con due richieste chiarissime: tutto il potere ai soviet e uscita immediata dalla guerra. Il partito socialista si spaccò definitivamente tra menscevichi (più moderati) e bolscevichi (rivoluzionari guidati da Lenin).

L'estate del 1917 fu decisiva. Il tentativo di colpo di stato del generale Kornilov ad agosto fallì anche grazie ai bolscevichi, che acquisirono popolarità fermando i nostalgici dello zarismo.

L'Ottobre del 1917 vide la seconda rivoluzione. Lenin, appoggiato da Stalin e Trotsky, prese il potere con un simbolo che è rimasto nella storia: la presa del Palazzo d'Inverno. Nasceva così la dittatura del proletariato, che in realtà divenne rapidamente la dittatura dei bolscevichi.

Attenzione: Lenin creò subito la Čeka (polizia segreta) che instaurò un "regime del terrore". Anche Stalin la temeva perché sapeva tutto di tutti!

Lenin dovette affrontare una guerra civile feroce tra "rossi" (comunisti) e "bianchi" (sostenitori dello zar), che causò milioni di morti. I bolscevichi vinsero grazie all'abilità militare di Trotsky, ma il prezzo fu altissimo: decisero persino di uccidere lo zar e tutta la sua famiglia.

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Dall'economia di guerra allo scontro Stalin-Trotsky

Una volta vinta la guerra civile, Lenin spostò la capitale a Mosca e dovette affrontare il disastro economico. Il "comunismo di guerra" aveva requisito tutti i beni dalle campagne per sfamare le città, creando una frattura enorme con i contadini più ricchi (chiamati "kulaki" e accusati di essere strozzini).

Di fronte al fallimento economico, Lenin fece un passo indietro con la NEP (Nuova Politica Economica), reintroducendo alcuni principi liberali. Era "una frenata sulla via del socialismo", come disse lui stesso.

Alla morte di Lenin si aprì una lotta feroce per la successione tra Stalin e Trotsky. Le loro idee erano opposte: Stalin voleva consolidare il "socialismo in un solo paese" (prima rafforzare l'URSS, poi esportare la rivoluzione), mentre Trotsky sosteneva la "rivoluzione permanente" (rivoluzione immediata in tutto il mondo).

Stalin vinse e instaurò il sistema del partito-stato: chi comandava il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) governava automaticamente il paese. Dopo di lui si succedettero Chruščëv, Brežnev, Andropov, Černenko e infine Gorbačëv, che vide la fine dell'URSS.

Ricorda: L'URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) nacque nel 1922, quando la Russia non si chiamava più così ma era diventata una federazione di repubbliche socialiste.

L'Italia dal dopoguerra al fascismo: un paese in crisi

Gabriele D'Annunzio, soprannominato "il Comandante", occupò Fiume dal 1919 al 1920, creando la prima esperienza proto-fascista. D'Annunzio capì una cosa fondamentale: nella società di massa del Novecento, il leader deve avere un rapporto diretto con il popolo attraverso il carisma.

La questione fiumana si risolse con il trattato di Rapallo (1920) quando Giolitti tornò al governo. Fiume diventò città libera and D'Annunzio fu costretto ad andarsene.

L'Italia del dopoguerra era un paese devastato. A differenza delle altre nazioni industrializzate, aveva una struttura economica fragile and un debito pubblico già allora superiore al PIL. La svalutazione della lira fece aumentare i prezzi di beni importanti, creando tensioni sociali enormi.

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Il biennio rosso e la nascita dei partiti di massa

I ceti medi e la borghesia furono i più colpiti dalla crisi economica postbellica. Non erano i poveri a soffrire di più (ormai organizzati in sindacati), ma chi vedeva il proprio potere d'acquisto dissolversi giorno dopo giorno.

Il Partito Socialista visse una crisi drammatica, diviso tra l'ala riformista di Turati and quella rivoluzionaria di Gramsci and Bordiga. Questa divisione esplose nel congresso di Livorno, dove nacque il Partito Comunista Italiano. Gramsci fondò prima la rivista "Ordine Nuovo" insieme a Palmiro Togliatti and Umberto Terracini.

Nel 1919 nacque anche il Partito Popolare Italiano (PPI) di don Luigi Sturzo. Era un partito aconfessionale (non serviva essere preti) and interclassista (si rivolgeva a tutti i ceti sociali), creato appositamente per contrastare la crescita dei socialisti.

Il biennio rosso (1919-1921) vide l'occupazione delle fabbriche al nord and delle terre al sud. Giolitti applicò la sua solita tattica del "lasciar decantare", restando neutrale. Turati commise l'errore di dire che le occupazioni non avevano risvolti politici, creando uno scollamento tra partito socialista and le sue basi.

Punto chiave: Il biennio rosso finì con la disillusione del proletariato and la paura della borghesia, che iniziò a vedere nello stato liberale un sistema troppo debole per affrontare le nuove tensioni.

Mussolini: da socialista a fondatore del fascismo

Benito Mussolini iniziò la sua carriera come socialista rivoluzionario and direttore dell'"Avanti!". Fu espulso dal partito perché interventista and decise di fondare un movimento che unisse socialismo and nazionalismo.

Il 23 marzo 1919 nacquero a Milano, in piazza San Sepolcro, i "Fasci italiani di combattimento". Il nome derivava dai fasci littori (simbolo del potere dei consoli romani). Nel 1921 il movimento diventò partito: il PNF (Partito Nazionale Fascista).

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La violenza fascista e l'ascesa al potere

Il fascismo ebbe un elemento distintivo fin dall'inizio: la violenza come arma politica. Un mese dopo San Sepolcro, i fascisti devastarono la sede dell'"Avanti!". Alle elezioni del 1920 presero pochi voti, ma di fronte alla paura di una rivoluzione bolscevica, la borghesia iniziò ad avvicinarsi a loro.

Le camicie nere passarono dalla violenza nei villaggi a quella nelle città. Incendiarono un hotel che ospitava minoranze slave a Trieste, attaccarono Bologna dove si stava affermando il socialismo. I capi provenivano dai ceti borghesi - segno che il fascismo stava conquistando consensi.

Il governo divenne inutile and la polizia non intervenne (forse perché vedeva nei socialisti un pericolo maggiore). Mussolini veniva chiamato "Duce" all'interno del partito. Nomi da ricordare: Grandi (che poi lo fece cadere), Farinacci (estremista) e Italo Balbo (organizzatore della marcia su Roma).

Lo stato liberale era in crisi. Giolitti tentò un ultimo esperimento con il "blocco nazionale" (alleanza tra liberali, nazionalisti and alcuni fascisti), ma fallì. Con le sue dimissioni, il fascismo ebbe via libera.

La mossa decisiva: Quando Mussolini si dimise dal partito, gli altri capirono che senza di lui il fascismo sarebbe finito. Fu una mossa politica geniale che consolidò il suo potere.

La marcia su Roma e i primi anni di governo

Luigi Facta fu l'ultimo capo di governo prima dell'avvento del fascismo. La marcia su Roma del 28 ottobre 1922 fu organizzata dai "quadrunviri": Balbo, De Bono, De Vecchi e Bianchi.

Il piano prevedeva l'occupazione delle prefetture. Il rischio era altissimo - potevano essere annientati - ma si sapeva che il re aveva pressioni per avere fascisti nel governo. Vittorio Emanuele III dovette scegliere: far intervenire la polizia o nominare Mussolini capo del governo. Scelse la seconda opzione.

Dal 1922 al 1925 Mussolini non aveva ancora la maggioranza assoluta and dovette coalizzarsi. Si mosse inizialmente con cautela, potenziando i legami con i poteri forti: latifondisti, esercito, sindacati, borghesia.

Lo squadrismo venne istituzionalizzato nella "Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale" (MVSN) - una sorta di polizia parallela. Intellettuali come Giovanni Amendola denunciarono il rischio di finire in uno stato totalitario.

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Il delitto Matteotti e la svolta autoritaria (1924-1925)

Il 1924 fu l'anno cruciale del fascismo. Prima Mussolini fece approvare la legge Acerbo: chi avesse ottenuto il 25% dei voti avrebbe avuto i 2/3 dei seggi. Alle elezioni creò il "listone" (lista con fascisti, cattolici, liberali, monarchici) che vinse anche grazie a violenze and brogli.

Il 30 maggio 1924, durante il primo insediamento del nuovo parlamento, accadde l'impensabile. Giacomo Matteotti denunciò pubblicamente gli imbrogli elettorali accusando direttamente Mussolini. Il 10 giugno i fascisti lo rapirono and uccisero. Il corpo fu trovato mesi dopo.

Le opposizioni abbandonarono il parlamento in segno di protesta ("secessione dell'Aventino", dal nome del monte romano dove si ritiravano i plebei). Pensavano che Mussolini si sarebbe dimesso, invece resistette.

Quando ad agosto fu scoperto il corpo di Matteotti, scoppiarono rivolte contro il fascismo. Furono i mesi più duri per Mussolini (seconda metà del 1924). Persino fascisti and liberali si ribellarono. Pietro Gobetti scrisse: "mai come in questo momento l'Italia è in pericolo".

Il momento della verità: Il 3 gennaio 1925 Mussolini pronunciò un discorso storico in cui si assunse la "responsabilità politica, storica e morale" del delitto Matteotti. Fu il momento spartiacque: o si ritirava o gettava definitivamente la maschera.

Le leggi fascistissime e l'instaurazione della dittatura

Dopo Matteotti, Mussolini "gettò la maschera". I principi dello stato liberale iniziarono a scomparire. Il principio della separazione dei poteri venne messo in discussione - nei regimi prevale sempre il potere esecutivo (il governo).

Nel 1926 furono emanate le "leggi fascistissime" che cancellarono lo stato liberale:

  • Soppressione dei partiti and eliminazione degli oppositori
  • Confino di polizia: tribunali speciali che processavano (con processi farsa) i dissidenti politici
  • I docenti universitari furono obbligati a giurare fedeltà al fascismo. Su circa 1200 professori, solo 12 si rifiutarono, tra cui Benedetto Croce che scrisse il "Manifesto degli intellettuali antifascisti".

La dittatura non arrivò mai al 100% perché c'era ancora il re, che pur essendo "dormiente" poteva teoricamente togliere il potere a Mussolini.

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I Patti Lateranensi e il consenso di massa

L'11 febbraio 1929 furono firmati i Patti Lateranensi. Mussolini aveva capito che il popolo era cattolico and bisognava avere l'appoggio della Chiesa. Il fascismo, inizialmente anticlericale, cambiò completamente: lo stato non era più neutrale in campo religioso and concesse ai cattolici una posizione superiore alle altre religioni.

Il regime diventò paternalistico. Se eri iscritto al partito avevi vantaggi (una razione di pane in più), stessa cosa se facevi tanti figli ("tessera annonaria"). La massificazione prevedeva l'educazione dei giovani: al sabato c'erano le adunate. Fu anche approvata una tassa sui celibi per incentivare le nascite.

Gli anni Trenta: apogeo del regime

Gli anni '30 rappresentarono l'apogeo del fascismo. Nacquero le corporazioni (sindacati fascisti) inquadrate nel regime. Mentre il liberalismo sostiene che l'economia sia frutto di decisioni individuali, il totalitarismo ha un ruolo enorme in economia: il dirigismo.

Quota 90: Mussolini stabilizzò il cambio tra lira and sterlina 90lire=1sterlina90 lire = 1 sterlina per bloccare la svalutazione. La battaglia del grano puntava all'autonomia alimentare incentivando la produzione cerealicola and bonificando i terreni.

Fu creata l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale): intervento diretto dello stato in economia. A livello di politica estera, venne ripresa la politica coloniale con la conquista dell'Abissinia (1936). Mussolini tenne un famoso discorso da Palazzo Venezia: "Dopo 15 secoli l'Italia torna ad essere impero".

Svolta cruciale: Negli anni '30 gli italiani diventarono fascisti non più per paura ma per convinzione.

L'alleanza con Hitler e le leggi razziali

I rapporti con la Germania si strinsero progressively. Inizialmente c'era diffidenza tra Mussolini and Hitler (Hitler guardava a Mussolini come modello, poi la situazione si capovolse). Formarono l'"Asse" nel 1936 and il "Patto d'Acciaio" nel 1939 che vincolava militarmente l'Italia alla Germania.

L'Italia dovette seguire sempre più il nazismo, incluse le leggi razziali del 1938. Furono approvate nella totale indifferenza degli italiani and riguardavano:

  • Gli etiopi (divieto di matrimoni misti)
  • Espulsione dalle scuole di studenti and insegnanti ebrei

La svolta razzista fu dovuta sia a Mussolini che all'influenza nazista. Insieme ai tedeschi, l'Italia aiutò i ribelli nella guerra civile spagnola.

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La Germania sconfitta: dalle ceneri del Reich alla Repubblica di Weimar

La Germania dopo Versailles fu profondamente provata. Prima ancora delle trattative di pace, avvennero due fatti che prefiguravano un destino diverso per la nazione. Si scontrarono tre visioni opposte del futuro:

Gli spartachisti (dal nome di Spartaco) volevano il comunismo and la dittatura del proletariato, accusando i socialisti di tradire il marxismo. I socialisti democratici (moderati) volevano una socialdemocrazia senza dittatura. I nazionalisti erano in minoranza ma accusavano socialisti and spartachisti di essere traditori della patria.

Fu una lotta ideologica feroce. Quando gli spartachisti occuparono giornali and istituzioni, furono repressi dai corpi franchi (polizia filonazionalista). In una di queste repressioni uccisero Rosa Luxemburg, leader spartachista che divenne icona del comunismo mondiale.

Le nazioni vincitrici decisero di non smantellare la Germania per evitare che la Francia diventasse troppo potente. Dal 1919 al 1933 fu elaborata la Costituzione di Weimar (repubblicana), una carta moderna che prevedeva: Camera (potere legislativo), Cancelliere (potere esecutivo), Presidente della Repubblica (capo di stato).

Il problema: In Germania moltissimi si opponevano alla repubblica and guardavano a Weimar and Versailles come un'ingiustizia. La Germania fu duramente umiliata: perse tutte le colonie, Alsazia and Lorena alla Francia, alcune parti furono smilitarizzate.

L'inflazione, la crisi and l'ascesa di Hitler

Nel 1923 francesi and belgi occuparono la Ruhr (regione industriale tedesca) - fu il colpo di grazia. Scoppiò una forte inflazione: il marco tedesco perse qualsiasi valore and l'economia andò allo sbando.

In questa situazione disastrosa fu più facile accettare idee folli. L'ideologia nazista prese potere per due motivi: il nazionalismo già presente and la situazione economica disastrosa.

Il movimento nazista nacque in un pub. Nel novembre 1923 ci fu un tentativo di colpo di stato (Putsch) in Baviera, organizzato da Hitler and ispirato a Mussolini. Fu la prima volta che Hitler divenne noto all'opinione pubblica.

Hitler venne arrestato and durante la prigionia scrisse il "Mein Kampf" (La mia battaglia). Nella prima parte parlava di sé, nella seconda esponeva i suoi nemici: comunisti and ebrei. In quest'opera delineò il programma nazista:

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L'ideologia nazista and la grande depressione

Nel "Mein Kampf" Hitler fu chiarissimo: l'umanità si riduceva a un gruppo, quello ariano. Chi non era ariano era inferiore, chi era anche ebreo era subumano (oltre agli ebrei: slavi, omosessuali, disabili). Gli ebrei erano sempre stati segregati per motivi religiosi, ma qui iniziava una motivazione biologica.

La razza ariana doveva proliferare and conquistare lo "spazio vitale" (spazio fisico verso est). Hitler disprezzava il sistema sovietico and, come tutti i nazionalisti, il parlamento. Voleva l'eliminazione dei movimenti marxisti.

Il colpo finale fu la Grande Depressione americana del 1929. In pochi giorni crollò l'economia americana. Il presidente Hoover non riuscì a gestire la crisi and il popolo si appoggiò a Roosevelt (presidente dal 1932 al 1945, più di due mandati). Roosevelt rispose con il "New Deal": accordi coi sindacati and forti investimenti pubblici.

In Germania scoppiò la disoccupazione di massa. Gli elettori votarono le forze estremiste and Hitler ebbe un successo enorme, duplicando le percentuali di voto (aveva ottenuto solo il 2% nel 1928, arrivò al 18% nel 1930).

Entrò in crisi la Repubblica di Weimar. Il presidente Hindenburg sottovalutò il problema. Sembrava esserci una guerra civile tra estremisti di destra and di sinistra.

Il punto di non ritorno: La crisi del 1929 fu decisiva per l'ascesa di Hitler. La disperazione economica rese le idee naziste attraenti per milioni di tedeschi che cercavano un capro espiatorio and una soluzione semplice a problemi complessi.

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Hitler al potere: dalla democrazia alla dittatura

Nel 1932 Hitler ottenne il 37% dei voti, diventando il primo partito tedesco. Hindenburg fu costretto a nominarlo Cancelliere nel gennaio 1933, pensando di poterlo controllare. Fu l'errore più grave della storia moderna.

Hitler usò abilmente il sistema democratico per distruggerlo dall'interno. L'incendio del Reichstag (febbraio 1933) gli fornì il pretesto per sospendere le libertà civili and arrestare i comunisti. Alle elezioni di marzo, con la violenza delle SA (camicie brune), ottenne il 44% dei voti.

La "Legge dei pieni poteri" (marzo 1933) gli permise di governare senza parlamento per quattro anni. Fu l'inizio della fine della democrazia tedesca. In pochi mesi eliminò tutti i partiti, i sindacati and le istituzioni democratiche.

La "Notte dei lunghi coltelli" (30 giugno 1934) vide Hitler eliminare i capi delle SA, incluso il suo vecchio compagno Ernst Röhm. Consolidò così il potere passando dalle SA alle SS (più fedeli and disciplinate).

Quando Hindenburg morì (agosto 1934), Hitler unì le cariche di Cancelliere and Presidente, diventando "Führer" (guida). La Germania democratica era morta and nasceva il Terzo Reich.

Lezione fondamentale: Hitler dimostrò che la democrazia può essere distrutta dall'interno, usando le sue stesse regole. La sottovalutazione del pericolo nazista da parte delle élite tradizionali fu fatale per la Repubblica di Weimar.

Il regime nazista instaurò subito le leggi razziali (1935), iniziò la persecuzione degli ebrei and preparò la guerra che avrebbe devastato l'Europa. In pochi anni, la Germania da repubblica democratica divenne la dittatura più sanguinaria della storia.

Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....

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