La personalità e l'inconscio

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 Le prime teorie
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Il concetto di personalità è un concetto complesso, in psicologia la personalità racchiude tutte le
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La personalità, l'inconscio, le istanze della psiche, le teorie dei tratti, le teorie tipologiche, la psicoanalisi

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Le prime teorie della per alità Il concetto di personalità è un concetto complesso, in psicologia la personalità racchiude tutte le caratteristiche più profonde e i comportamenti di una persona, inoltre la personalità non si perde mai rimane tale anche al variare dell'ambiente in cui viviamo. Dato che il concetto di personalità è molto complesso gli studiosi hanno elaborato diverse teorie della personalità per capire a fondo l'argomento, le più importanti sono: le teorie tipologiche e le teorie dei tratti. Le tipologiche Tra le teorie tipologiche, la più conosciuta è quella dello psichiatra Kretschmer elaborata nel 1925, questa teoria prende in considerazione gli aspetti fisici di una persona, e seconda degli aspetti fisici l'individuo viene classificato in un modello di persona specifico. Kretschmer osservò alcuni pazienti sia sani che malati e arrivò alla conclusione che i soggetti che presentano una conformazione fisiologica specifica hanno una predisposizione a una malattia psichica, individuò così 4 tipologie: teorie Le La prima tipologia è quella astenica termine che indica persone che presentano una forte debolezza a livello muscolare, molto esili, tendenzialmente alte e magre, esse avrebbero una predisposizione alla schizofrenia; Chi invece fa parte della tipologia atletica, ovvero persone con muscolatura e scheletro molto sviluppati, hanno una predisposizione alla lentezza di pensiero e alla irritabilità; Invece il modello della tipologia picnica, è caratterizzata da abbondanti riserve...

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di grasso addominale, avrebbe la tendenza alla psicosi maniaco-depressiva, Infine i soggetti che presentano "anomalie" come caratteristiche femminili su un corpo maschile o viceversa rientrano nella tipologia displasica e hanno una predisposizione all'epilessia. teorie dei tratti Le teorie dei tratti invece, prendono in considerazione la dimensione psicologica dell'individuo, queste teorie associano le diverse personalità a determinati tratti psicologici, e questi tratti orientano il comportamento dell'individuo. Tra queste teorie una delle più note è quella dello psicologo Allport, che afferma che la personalità e dinamica, ovvero che si modifica sulla base delle esperienze che ha vissuto l'individuo. Allport classifica i tratti distinguendoli in tre tipologie: I tratti cardinali: sono quelli più potenti. Influiscono su tutti i comportamenti, sui pensieri, sui sentimenti. Un esempio è l'aggressività o l'altruismo. I tratti centrali: sono meno potenti e riguardano gli aspetti importanti del carattere di una persona come: l'energia o la disponibilità a fare amicizia; I tratti secondari: hanno un'influenza minore sul comportamento e si manifestano unicamente in situazioni specifiche ad esempio la riservatezza, che può esserci nei rapporti con i propri colleghi di lavoro ma può non esserci nei rapporti con i propri amici. Tutte queste teorie sono state la base delle ricerche sulla personalità, ma sono tutte ormai superate infatti al giorno d'oggi non si prendono più in considerazione i tratti specifici di personalità e gli aspetti fisici poiché non sono ci sono delle vere e proprie associazioni scientifiche. analisi La ps Oggi sappiamo così tanto della personalità solo grazie alla nascita della psicoanalisi, la psicoanalisi vuol dire "analisi della psiche", ed è una teoria elaborata dalle osservazioni cliniche fatte del medico Sigmund Freud per comprendere e curare i disturbi del comportamento. Egli ipotizzò che l'origine dei disturbi del comportamento non fosse di natura fisica ma psicologica ed elaborò così una complessa teoria della psiche che fosse appunto in grado di curare e spiegare questi disturbi. i scio La teoria della psiche ha una storia molto lunga dietro di sé, tutto inizia nel 1885 dove Freud è un giovane medico specializzato nel trattamento delle nevrosi, un termine che indica, in modo generico, i disturbi del sistema nervoso. A quell'epoca non si avevano gli strumenti giusti per trattare questi disturbi, ed essi erano attribuiti a cause organiche di solito si usavano terapie inefficaci per curarli, come immergere il paziente in una vasca d'acqua fredda. Tra le nevrosi, ad attirare la sua attenzione è soprattutto l'isteria, che erroneamente si riteneva una malattia che colpiva solo il genere femminile. I sintomi dell'isteria erano: confusione mentale, allucinazioni, fobie e anche paralisi temporanee. L'isteria era stata già studiata da Joseph Breuer e, in Francia, il neurologo Jean-Martin Charcot aveva cominciato a curarla con l'ipnosi, cioè uno stato simile a quello del sonno, dove la persona è incosciente. Partendo dagli studi Charcot, Freud usa l'ipnosi per far rivivere eventi che il paziente aveva dimenticato. Molto famoso è il caso di “Anna O” che presentava una repulsione per l'acqua, sottoponendola ad un'ipnosi, ad Anna scomparve questa paura e riuscì a ricordare l'episodio che scateno questa sua repulsione dell'acqua, avvenuto poco tempo prima, cioè il cane della sua governante, persona a lei non gradita, aveva bevuto l'acqua da un bicchiere, a rivivere quella esperienza Anna provò disgusto che però non aveva espresso prima. A prescindere dal caso di Anna, Freud, curando le pazienti isteriche, comprende che i sintomi delle malattie psichiche sono la manifestazione esteriore di una causa collocata in una dimensione che egli chiama inconscio, il luogo più profondo della psiche, inaccessibile al pensiero razionale. La via per accedere a | | inconscio L'esistenza dell'inconscio già si sapeva prima di Freud, ma egli apportò delle novità: Per spiegare l'idea Freud ha usato la metafora dell'iceberg, ed egli afferma che i contenuti coscienti, ossia consapevoli, sono solo la punta di un iceberg, mentre i contenuti inconsci sono la grandissima parte dell'iceberg situata sott'acqua e a sua volta nascosta; Freud, inoltre, introduce il concetto di rimozione, cioè il meccanismo con cui un soggetto allontana dal pensiero cosciente i ricordi e le emozioni che gli emana sensazioni dolorosi oppure sgradevoli. Per far sì che il paziente guarisca, il problema deve venire a galla, e dopo averlo “smascherato", la causa scompare pian piano facendo sì che il paziente guarisca. All'inizio Freud utilizza l'ipnosi per "esplorare" l'inconscio. Successivamente elabora una nuova procedura, ancora oggi utilizzata, definita come il metodo delle libere associazioni: esso consiste nel chiedere al paziente, in modo cosciente, di riferire qualunque pensiero gli venga in mente, senza filtri né controlli. L'inconscio nella vita quotidiana Per accedere all'inconscio e scoprire il problema Freud individua altri due canali fondamentali molto presenti nella nostra vita quotidiana: I sogni, che dal punto di vista percettivo sono delle allucinazioni, e noi in realtà non ci prestiamo una grande attenzione, per Freud i sogni sono dei messaggi da parte dell'inconscio che aspettano solo di essere interpretati. I sogni hanno: Un contenuto onirico manifesto ovvero ciò che una volta svegli ci si ricorda del sogno; E un contenuto onirico latente, cioè i pensieri e i sentimenti che hanno generato quel sogno specifico. Il lavoro di interpretazione dei sogni viene chiamato lavoro onirico e in questo lavoro di interpretazione i contenuti inconsci espressi nel sogno vengono a galla, perché alla fine il sogno è solo l'appagamento di quel desiderio che non si è potuto appagare nella vita reale, ma ovviamente non è che se sogniamo che una persona a noi cara che muore, vogliamo che muoia, semplicemente viene riproposto nel sogno un impulso che di solito si ha nell’età infantile e che è stato cancellato subito dopo. L'altro modo per accedere all'inconscio è tramite gli atti mancati che comprendono: lapsus, sviste e dimenticanze, tutte all'apparenza insignificanti ma che in realtà rappresentano dei veri e propri fenomeni di rimozione. Per esempio se incontriamo una persona che si chiama Edoardo, che conosciamo e inspiegabilmente non ricordiamo più il suo nome, vuol dire che magari una persona con lo stesso nome ci avrà causato sensazioni poco piacevoli o inquietanti oppure ci ricorda ambienti e luoghi poco piacevoli alla nostra persona. istanze della Le psiche Quindi per Freud l'inconscio è la zona più profonda della psiche, ma cos'è la psiche per Freud? Nel corso della sua attività scientifica, Freud elabora due teorie per descrivere la psiche. Nella prima teoria sostiene che la psiche è composta da tre "parti": Conscio, cioè la zona della consapevolezza; Preconscio, cioè la parte che consente di recuperare gli eventi del passato, a cui non si pensa di contino, ma che alcune circostanze possono far affiorare nella mente questi eventi; Inconscio, cioè il luogo con i contenuti inaccessibili all'individuo, a meno che non sia aiutato, ad esempio, da uno psicoanalista. Nella seconda teoria Freud non parla più di "sfere, luoghi, zone" ma di "istanze" cioè dei "processi" psichici. Le "istanze" sono tre: Es, lo e Super-lo. L'Es è inaccessibile alla coscienza e obbedisce al principio del piacere; si può capire che questa istanza è più istintiva che razionale, cerca infatti l'immediata soddisfazione dei propri bisogni trasgredendo tutte le regole sociali e morali; L'lo invece è cosciente e razionale, anche se meno potente ha il compito di domare l'Es, ossia di adattarlo alle esigenze della realtà; Infine II Super-lo è rigido e prescrittivo; si forma nei primi anni di vita ed è quella che noi chiamiamo moralità sociale o etica, si forma grazie alle regole trasmesse dai genitori. In equilibrio tra due forze lotta Freud mette in ordine queste tre istanze: il neonato nasce in balia dell'Es, in seguito si presentano la razionalità e la consapevolezza dell'lo e per ultime le "richieste" del Super-lo. Sviluppatesi queste tre forze, esse devono imparare a convivere insieme. La personalità individuale è L'lo, questo perché cerca di trovare un equilibrio tra Es e Super-lo, tiene infatti con fatica a bada L’Es. Lacerato dalle pulsioni o spinte dell'Es, che vanno contro l'etica sociale e morale, l'lo mette in atto, per non causare sofferenza, i meccanismi di difesa come la rimozione. La psicoanalisi freudiana è stata appezzata e non, nonostante ciò ha fatto emergere ruolo dell'inconscio, e ha mostrato l'importanza della sessualità, dei meccanismi di difese e delle esperienze infantili di un individuo. in

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Fantastico, imparerò da questo appunto oggi. Saluti 👍👍

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I tratti centrali: sono meno potenti e riguardano gli aspetti importanti del carattere di una persona come: l'energia o la disponibilità a fare amicizia; I tratti secondari: hanno un'influenza minore sul comportamento e si manifestano unicamente in situazioni specifiche ad esempio la riservatezza, che può esserci nei rapporti con i propri colleghi di lavoro ma può non esserci nei rapporti con i propri amici. Tutte queste teorie sono state la base delle ricerche sulla personalità, ma sono tutte ormai superate infatti al giorno d'oggi non si prendono più in considerazione i tratti specifici di personalità e gli aspetti fisici poiché non sono ci sono delle vere e proprie associazioni scientifiche. analisi La ps Oggi sappiamo così tanto della personalità solo grazie alla nascita della psicoanalisi, la psicoanalisi vuol dire "analisi della psiche", ed è una teoria elaborata dalle osservazioni cliniche fatte del medico Sigmund Freud per comprendere e curare i disturbi del comportamento. Egli ipotizzò che l'origine dei disturbi del comportamento non fosse di natura fisica ma psicologica ed elaborò così una complessa teoria della psiche che fosse appunto in grado di curare e spiegare questi disturbi. i scio La teoria della psiche ha una storia molto lunga dietro di sé, tutto inizia nel 1885 dove Freud è un giovane medico specializzato nel trattamento delle nevrosi, un termine che indica, in modo generico, i disturbi del sistema nervoso. A quell'epoca non si avevano gli strumenti giusti per trattare questi disturbi, ed essi erano attribuiti a cause organiche di solito si usavano terapie inefficaci per curarli, come immergere il paziente in una vasca d'acqua fredda. Tra le nevrosi, ad attirare la sua attenzione è soprattutto l'isteria, che erroneamente si riteneva una malattia che colpiva solo il genere femminile. I sintomi dell'isteria erano: confusione mentale, allucinazioni, fobie e anche paralisi temporanee. L'isteria era stata già studiata da Joseph Breuer e, in Francia, il neurologo Jean-Martin Charcot aveva cominciato a curarla con l'ipnosi, cioè uno stato simile a quello del sonno, dove la persona è incosciente. Partendo dagli studi Charcot, Freud usa l'ipnosi per far rivivere eventi che il paziente aveva dimenticato. Molto famoso è il caso di “Anna O” che presentava una repulsione per l'acqua, sottoponendola ad un'ipnosi, ad Anna scomparve questa paura e riuscì a ricordare l'episodio che scateno questa sua repulsione dell'acqua, avvenuto poco tempo prima, cioè il cane della sua governante, persona a lei non gradita, aveva bevuto l'acqua da un bicchiere, a rivivere quella esperienza Anna provò disgusto che però non aveva espresso prima. A prescindere dal caso di Anna, Freud, curando le pazienti isteriche, comprende che i sintomi delle malattie psichiche sono la manifestazione esteriore di una causa collocata in una dimensione che egli chiama inconscio, il luogo più profondo della psiche, inaccessibile al pensiero razionale. La via per accedere a | | inconscio L'esistenza dell'inconscio già si sapeva prima di Freud, ma egli apportò delle novità: Per spiegare l'idea Freud ha usato la metafora dell'iceberg, ed egli afferma che i contenuti coscienti, ossia consapevoli, sono solo la punta di un iceberg, mentre i contenuti inconsci sono la grandissima parte dell'iceberg situata sott'acqua e a sua volta nascosta; Freud, inoltre, introduce il concetto di rimozione, cioè il meccanismo con cui un soggetto allontana dal pensiero cosciente i ricordi e le emozioni che gli emana sensazioni dolorosi oppure sgradevoli. Per far sì che il paziente guarisca, il problema deve venire a galla, e dopo averlo “smascherato", la causa scompare pian piano facendo sì che il paziente guarisca. All'inizio Freud utilizza l'ipnosi per "esplorare" l'inconscio. Successivamente elabora una nuova procedura, ancora oggi utilizzata, definita come il metodo delle libere associazioni: esso consiste nel chiedere al paziente, in modo cosciente, di riferire qualunque pensiero gli venga in mente, senza filtri né controlli. L'inconscio nella vita quotidiana Per accedere all'inconscio e scoprire il problema Freud individua altri due canali fondamentali molto presenti nella nostra vita quotidiana: I sogni, che dal punto di vista percettivo sono delle allucinazioni, e noi in realtà non ci prestiamo una grande attenzione, per Freud i sogni sono dei messaggi da parte dell'inconscio che aspettano solo di essere interpretati. I sogni hanno: Un contenuto onirico manifesto ovvero ciò che una volta svegli ci si ricorda del sogno; E un contenuto onirico latente, cioè i pensieri e i sentimenti che hanno generato quel sogno specifico. Il lavoro di interpretazione dei sogni viene chiamato lavoro onirico e in questo lavoro di interpretazione i contenuti inconsci espressi nel sogno vengono a galla, perché alla fine il sogno è solo l'appagamento di quel desiderio che non si è potuto appagare nella vita reale, ma ovviamente non è che se sogniamo che una persona a noi cara che muore, vogliamo che muoia, semplicemente viene riproposto nel sogno un impulso che di solito si ha nell’età infantile e che è stato cancellato subito dopo. L'altro modo per accedere all'inconscio è tramite gli atti mancati che comprendono: lapsus, sviste e dimenticanze, tutte all'apparenza insignificanti ma che in realtà rappresentano dei veri e propri fenomeni di rimozione. Per esempio se incontriamo una persona che si chiama Edoardo, che conosciamo e inspiegabilmente non ricordiamo più il suo nome, vuol dire che magari una persona con lo stesso nome ci avrà causato sensazioni poco piacevoli o inquietanti oppure ci ricorda ambienti e luoghi poco piacevoli alla nostra persona. istanze della Le psiche Quindi per Freud l'inconscio è la zona più profonda della psiche, ma cos'è la psiche per Freud? Nel corso della sua attività scientifica, Freud elabora due teorie per descrivere la psiche. Nella prima teoria sostiene che la psiche è composta da tre "parti": Conscio, cioè la zona della consapevolezza; Preconscio, cioè la parte che consente di recuperare gli eventi del passato, a cui non si pensa di contino, ma che alcune circostanze possono far affiorare nella mente questi eventi; Inconscio, cioè il luogo con i contenuti inaccessibili all'individuo, a meno che non sia aiutato, ad esempio, da uno psicoanalista. Nella seconda teoria Freud non parla più di "sfere, luoghi, zone" ma di "istanze" cioè dei "processi" psichici. Le "istanze" sono tre: Es, lo e Super-lo. L'Es è inaccessibile alla coscienza e obbedisce al principio del piacere; si può capire che questa istanza è più istintiva che razionale, cerca infatti l'immediata soddisfazione dei propri bisogni trasgredendo tutte le regole sociali e morali; L'lo invece è cosciente e razionale, anche se meno potente ha il compito di domare l'Es, ossia di adattarlo alle esigenze della realtà; Infine II Super-lo è rigido e prescrittivo; si forma nei primi anni di vita ed è quella che noi chiamiamo moralità sociale o etica, si forma grazie alle regole trasmesse dai genitori. In equilibrio tra due forze lotta Freud mette in ordine queste tre istanze: il neonato nasce in balia dell'Es, in seguito si presentano la razionalità e la consapevolezza dell'lo e per ultime le "richieste" del Super-lo. Sviluppatesi queste tre forze, esse devono imparare a convivere insieme. La personalità individuale è L'lo, questo perché cerca di trovare un equilibrio tra Es e Super-lo, tiene infatti con fatica a bada L’Es. Lacerato dalle pulsioni o spinte dell'Es, che vanno contro l'etica sociale e morale, l'lo mette in atto, per non causare sofferenza, i meccanismi di difesa come la rimozione. La psicoanalisi freudiana è stata appezzata e non, nonostante ciò ha fatto emergere ruolo dell'inconscio, e ha mostrato l'importanza della sessualità, dei meccanismi di difese e delle esperienze infantili di un individuo. in