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DAL SENSO COMUNE ALLA PSICOLOGIA.
• Nel senso comune, la percezione è il meccanismo con cui
«catturiamo» la realtà «introduce

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denise bartocci

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la percezione per la psicologia, i principi percettivi, i lavori della mente legati alla percezione e gli studi condotti da Max Wertheimer e dalla gestalt.

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la percezione DAL SENSO COMUNE ALLA PSICOLOGIA. • Nel senso comune, la percezione è il meccanismo con cui «catturiamo» la realtà «introducendola» nella nostra mente. Tuttavia, le cose sono un tantino più complesse. Questo perché: • I nostri sensi sono in grado di recepire solo una piccola parte della realtà. • ciascuno dei nostri sensi ci dà solo un certo tipo di informazioni, mentre il mondo, la realtà, presenta un'unitarietà e un'organicità che tutte queste informazioni non possiedono. • Per la psicologia, la percezione è una «rielaborazione» delle informazioni sensoriali operata dalla nostra mente, per mezzo della quale possiamo ricostruire e rappresentarci l'immagine della realtà circostante. • parlare della percezione come «<rielaborazione» significa affermare che la nostra mente è una sorta di «cabina di regia» che interviene sui dati sensoriali, svolgendo su di essi un lavoro di: Trasformazione: i dati ricevuti dai sensi sono trasformati in <<messaggi» che la nostra mente può comprendere. ● • unificazione: anche se i canali sensoriali sono molteplici, gli oggetti della realtà sono percepiti in modo unitario. • Interpretazione: la nostra mente interpreta un insieme di dati sensoriali come un determinato oggetto: ad esempio, identificare un oggetto sferico, colorato e profumato sul banco di un fruttivendolo come una mela e non una pesca o un'arancia. • Inoltre, dire che la percezione «ricostruisce» e «<rappresenta»> la realtà significa ammettere che la...

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realtà che percepiamo non è la «realtà in sé», ma una sorta di «copia» della stessa, piuttosto Fedele, ma che, in certi casi, può produrre risultati diversi e inaspettati. L'ATTIVITÀ PERCETTIVA AL MICROSCOPIO • Nello studio dei fenomeni percettivi, gli psicologi, sin dall'inizio si sono concentrati sulla percezione visiva, sia perché essa offre più facilmente spunti di osservazione, sia perché la vista è lo strumento principale che gli uomini usano per conoscere la realtà. • I primi studi sulla percezione visiva furono condotti da Max wertheimer e dalla Gestalt, i quali intuirono che, quando «<vediamo» il mondo esterno non stiamo solo ricevendo una serie di Stimoli sensoriali, ma stiamo impegnando la nostra mente in un'operazione di unificazione di una serie di impressioni sensibili. • Per i gestaltisti, le immagini delle cose sono il prodotto di una serie di operazioni mentali di raggruppamento, cioè di sintesi o di «cucitura», che rispondono ad alcuni criteri ben precisi. I PRINCIPI GESTALTICI DI RAGGRUPPAMENTO • secondo gli psicologi della Gestalt, i principi di raggruppamento che guidano la nostra mente nella percezione visiva sono quattro: • Il principio di pregnanza, in virtù del quale tendiamo a organizzare la realtà percepita attribuendo a essa ordine, simmetria e regolarit Nella figura, i cerchi sono posizionati in modo da dare l'impressione che vi sia un cubo. • Gli altri principi gestaltici di raggruppamento sono: Il Principio di Vicinanza: tendiamo a raggruppare gli elementi vicini. Nella figura, vediamo due gruppi di tre macchie, e non tre gruppi da due macchie. • Il principio di somiglianza: tendiamo a raggruppare gli elementi simili, come nell'immagine seguente. • Principio di chiusura: tendiamo a completare le parti mancanti delle figure (vedi immagine). Principio di continuità: tendiamo a individuare come prioritari gli elementi continui (vedi immagine). ● PRINCIPIO DELLA VICINANZA FIG. 4. lisegno di Köhler, si vedono due gruppi di tre macchie ed è in rzi, cogliere con pari evidenza percettiva tre gruppi formati d po di cinque e l'altro di uno. Maestra Mary 10 फफफ LJ FIGURA O SFONDO? LA PERCEZIONE FLUTTUANTE • un'attività immediata della nostra mente è la capacità di estrarre una figura da uno sfondo. I • Questa situazione è definita dagli studiosi percezione fluttuante, perché la mente «fluttua», cioè oscilla tra due ipotesi alternative ugualmente valide. spesso, però, come nell'immagine seguente, può diventare un'operazione problematica. ● UN ESEMPIO DI INTERPRETAZIONE DEI DATI SENSORIALI: LA PERCEZIONE DELLA PROFONDITÀ un meccanismo essenziale per la nostra impressione visiva è la percezione della profondità, grazie alla quale siamo in grado di vedere gli oggetti tridimensionali e di valutarne le distanze. • la profondità è percepita dall'uomo attraverso due fenomeni: • la disparità binoculare: poiché abbiamo due occhi, ognuno di essi invia al cervello un'immagine diversa dell'oggetto che sta osservando. Questa differenza fra le immagini aumenta quanto più è vicino l'oggetto osservato, mentre diminuisce al suo allontanamento. Ne consegue che la mente è in grado di valutare la distanza di un oggetto in base alla differenza tra le due immagini retiniche. la convergenza binoculare: per mettere a fuoco gli oggetti, gli occhi compiono una rotazione verso l'interno direttamente proporzionale all'ampiezza dell'angolo formato dalle linee immaginarie che uniscono un oggetto ai nostri occhi. OLTRE I DATI SENSORIALI: LE COSTANZE PERCETTIVE 8 LA RETINA È LA «PELLICOLA SENSIBILE» DEL NOSTRO OCCHIO, POICHÉ SU DI ESSA SI IMPRIMONO LE IMMAGINI DEGLI OGGETTI CHE OSSERVIAMO. TUTTAVIA, ESSE SONO CAPOVOLTE RISPETTO AGLI OGGETTI OSSERVATI, PERCIÒ LA NOSTRA MENTE LE <<RIMETTE IN PIEDI», PERMETTENDOCI DI COMPRENDERE CIÒ CHE STIAMO OSSERVANDO MA LA MENTE OPERA ANCHE ALTRI INTERVENTI SULLA NOSTRA PERCEZIONE DEL MONDO ESTERNO: PER ESEMPIO, SE SI METTONO LE MANI DAVANTI AGLI OCCHI TENENDONE UNA A UNA CERTA DISTANZA, SEMBRERANNO COMUNQUE UGUALI. QUESTO DERIVA DAL FATTO CHE LA MENTE <<CORREGGE» LA VISIONE DEGLI OGGETTI, FACENDOCELI APPARIRE DELLA STESSA GRANDEZZA ANCHE SE SONO A UNA CERTA DISTANZA DAI NOSTRI OCCHI. QUESTO FENOMENO È CHIAMATO COSTANZA DI GRANDEZZA. MA ESSO FUNZIONA SOLO ENTRO UN RAGGIO RIDOTTO: NEGLI ALTRI CASI, INFATTI, VEDIAMO GLI OGGETTI PIÙ PICCOLI DI COME SONO NELLA REALTÀ..

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la percezione DAL SENSO COMUNE ALLA PSICOLOGIA. • Nel senso comune, la percezione è il meccanismo con cui «catturiamo» la realtà «introducendola» nella nostra mente. Tuttavia, le cose sono un tantino più complesse. Questo perché: • I nostri sensi sono in grado di recepire solo una piccola parte della realtà. • ciascuno dei nostri sensi ci dà solo un certo tipo di informazioni, mentre il mondo, la realtà, presenta un'unitarietà e un'organicità che tutte queste informazioni non possiedono. • Per la psicologia, la percezione è una «rielaborazione» delle informazioni sensoriali operata dalla nostra mente, per mezzo della quale possiamo ricostruire e rappresentarci l'immagine della realtà circostante. • parlare della percezione come «<rielaborazione» significa affermare che la nostra mente è una sorta di «cabina di regia» che interviene sui dati sensoriali, svolgendo su di essi un lavoro di: Trasformazione: i dati ricevuti dai sensi sono trasformati in <<messaggi» che la nostra mente può comprendere. ● • unificazione: anche se i canali sensoriali sono molteplici, gli oggetti della realtà sono percepiti in modo unitario. • Interpretazione: la nostra mente interpreta un insieme di dati sensoriali come un determinato oggetto: ad esempio, identificare un oggetto sferico, colorato e profumato sul banco di un fruttivendolo come una mela e non una pesca o un'arancia. • Inoltre, dire che la percezione «ricostruisce» e «<rappresenta»> la realtà significa ammettere che la...

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