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LA RINASCITA DELL’ XI SECOLO

LA RINASCITA DELL’ XI SECOLO

 LA RINASCITA DELL' XI SECOLO
Intorno all'anno Mille, dopo secoli, la popolazione dell'Europa inizia di nuovo a crescere e in soli 100 anni

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Margherita Montanari

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Sintesi

Riassunto della rinascita dell’ XI secolo

Non c'è niente di adatto? Esplorare altre aree tematiche.

LA RINASCITA DELL' XI SECOLO Intorno all'anno Mille, dopo secoli, la popolazione dell'Europa inizia di nuovo a crescere e in soli 100 anni arrivò a raddoppiare e parallelamente ci fu una crescita impetuosa della produzione agricola. I Motivi (non del tutto chiariti): clima più mite e maggiore disponibilità di manodopera permisero di coltivare porzioni di terreno più ampie e migliorare il rendimento dei raccolti. crescita demografica crescita produzione agricola. diminuzione delle epidemie progressiva diminuzione delle invasioni di popolazioni in armi Si può dire che tutti questi processi si collegarono in un circolo virtuoso cioè un insieme di condizioni che innescano una condizione stabilmente positiva. Gli uomini del XI secolo non avevano la percezione di vivere in una condizione migliore rispetto al passato. Gli scritti di quel periodo provengono dai monaci che parlavano di piogge torrenziali, inondazioni e siccità; ma i monaci tendevano a drammatizzare gli eventi descritti perché ritenevano che questi cambiamenti climatici fossero il volere di Dio, punizioni celesti per convincere gli uomini a pentirsi dei loro peccati e fare penitenza. Con lo stesso atteggiamento annotavano apparizioni di comete, eclissi di sole e di luna che ritenevano segni profetici di imminenti sciagure. I PROGRESSI DELL'AGRICOLTURA Nel XI secolo ci furono una serie di innovazioni nelle tecniche di coltivazione e nell'attrezzatura agricola che ottimizzano l'uso dell'energia motrice necessaria...

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per lavorare la terra. Per molti secoli questa energia motrice deriva quasi esclusivamente dalle braccia degli uomini e l'unico aiuto era quello dei buoi. I buoi sono animali molto lenti e adatti solo all'aratura dei terreni. Tiravano l'aratro con il giogo che veniva appoggiato sul garrese e fissato da una cinghia che passava sotto al collo e tutto lo sforzo era esercitato su questa parte del corpo. Gli antichi romani usavano i cavalli, più agili e veloci che tiravano solo tramite una cinghia di cuoio tenero passata sotto il collo e un carico troppo pesante poteva soffocarli. Inoltre il cavallo era molto costoso da mantenere. Dall'anno Mille venne introdotto un collare rigido imbottito detto "spalla" perché fissato attorno al petto del cavallo e in questo modo l'animale era in grado di tirare con molta più potenza. Inoltre si iniziò a proteggere gli zoccoli del cavallo con la ferratura cioè veniva inchiodato un ferro sullo zoccolo per proteggerlo. Inoltre venne introdotta la rotazione triennale dei campi che fece sì che si avesse a disposizione sufficienti quantità di avena per i cavalli. Questa soluzione portò ad una maggiore energia animale e di conseguenza anche l'aratro venne perfezionato: prima era di legno e tracciava con il vomere (= una lama che taglia un solco leggero sul terreno tagliando la terra orizzontalmente). Nell'anno Mille l'aratro divenne molto più pesante, venne dotato di un coltro, una specie di coltello che incide la terra più in profondità e quindi permette al seme di insediarsi meglio e non essere mangiato dagli uccelli. Inoltre venne aggiunto il versoio una specie di grande orecchio in metallo in grado di rivoltare grandi zolle di terra che migliora l'ossigenazione del terreno e dava quindi un migliore raccolto. Si iniziarono ad usare l'erpice che serviva a chiudere i solchi dopo la semina, le falci ed altri attrezzi in metallo per estirpare le erbacce che soffocavano i germogli. Vennero costruiti i mulini ad acqua per macinare il grano (inventati dai romani ma non utilizzati perché avevano abbondanza di schiavi). Infatti per secoli, il massiccio impiego di manodopera servile nell'agricoltura non rese necessaria la ricerca di nuove forme di energia. Dal X i mulini vennero utilizzati ampiamente per macinare il grano, la spremitura delle olive, nella segatura del legname, ma anche per lavorare i metalli ed ebbero una rapida diffusione per molti altri impieghi. Tutti questi progressi avvengono insieme ad un cambiamento della società, infatti i grandi proprietari terrieri davanti a questi progressi tecnologici e ad una manodopera in costante crescita si resero conto che potevano avere maggiori profitti incentivando i contadini a sfruttare meglio i terreni a loro affidati. I contadini quindi iniziarono il disboscamento di nuove aree, bonificarono paludi, dissodarono terreni trascurati e colonizzarono territori fino ad allora scarsamente abitati. Questo processo fu particolarmente intenso in Pianura Padana e nelle Fiandre in Belgio. Per convincere e incentivare i contadini a lasciare le proprie case per spostarsi in zone boschive da disboscare o in zone paludose da bonificare, i grandi proprietari terrieri offrivano consistenti vantaggi e spesso concedono la libertà a chi era in condizioni di servitù con le cosiddette "carte di franchigia" con garanzie scritte che limitavano i diritti dei proprietari sui coloni. (Tramonta il sistema curtense). I contadini riuscirono sempre più spesso ad acquistare piccole aree di terreno. Alcuni iniziarono ad associarsi per comprare per esempio un attrezzo costoso come l'aratro. Nacquero nuovi villaggi. Un ruolo molto importante per l'aumento delle aree coltivabili lo ebbero i, un ordine monastico che desiderava il raccoglimento e la pace e si insediava in luoghi selvaggi e li trasformava in campi fertili mediante opere di bonifica e disboscamento, Inoltre i contadini nel Medioevo praticavano la rotazione biennale dei campi, una parte veniva coltivata e una parte veniva lasciata a maggese (riposo) per far sì che la terra si rigenerasse; l'anno successivo si invertivano. Ma il bisogno di aumentare la resa agricola portò alla pratica della rotazione triennale che incremento del 33% la disponibilità di terreno coltivabile. il campo veniva diviso in tre strisce: primo anno la prima striscia veniva coltivata a cereali a semina invernale, la seconda striscia a cereali di semina primaverile (legumi e cereali), la terza striscia a maggese. Gli anni successivi si ruotava e in questo modo solo un terzo della terra riposava e non la metà come prima e si avevano due raccolti in un anno. Tutto questo porta ad un graduale cambiamento del regime alimentare. Le persone passarono da una dieta in cui la carne era predominante, ad una dieta cerealicola. RINASCITA DELLE CITTA' E ESPANSIONE DEL COMMERCIO Nel XI secolo le città torna ad essere il centro della vita economica e politica dell'Europa. Inizia ad affermarsi la figura del mercante che trasportava e vendeva le eccedenze dei campi nei mercati e nelle grandi fiere che si svolgevano al di fuori delle mura delle città durante le feste religiose (fiera dal latino feria cioè giorno di festa). I prodotti agricoli venivano scambiati con i prodotti degli artigiani della città; si vendeva la lana e si comprava la stoffa, si portavano le pelli e si compravano cinture e borse... Le fiere più importanti erano quelle delle Fiandre, della Pianura Padana e della regione francese di Champagne. La rivoluzione agricola portò un influsso benefico sulle città e migliorando il tenore di vita aumentarono i bisogni da soddisfare, i proprietari terrieri desideravano per esempio un artigianato più raffinato, aumentò la richiesta di artigiani molto più abili e specializzati. Anche tutti i mestieri legati all'edilizia ripresero vigore. Il nucleo abitato accanto alle mura venne chiamato borgo. Gli abitanti all'interno della città erano i cives cioè cittadini della città vescovile, mentre i burgenses, i borghesi erano mercanti arrivati da poco che abitavano fuori dalle mura. Nel Xii i due termini divennero equivalenti poiché cittadini e borghesi divennero una cosa sola.. Di solito il processo aveva due tappe: prima c'era una doppia città, il vecchio dentro le mura e il nuovo fuori, poi veniva costruita una nuova cinta muraria che andava ad incorporare anche il nuovo insediamento di mercanti e artigiani; in questo modo nasce la nuova città medievale (Soprattutto in Germania, Fiandre e Italia) Grazie alla crescita economica le città ripresero il conio di monete di metalli preziosi che rendevano più agili i pagamenti (non dovevano più trasportare grandi quantità di monetine) prima si iniziò con il coniare monete d'argento poi quelle in oro. L'oro veniva recuperato dai mercanti di alcune città marinare italiane che commerciavano con Bisanzio e con il mondo islamico. Gli imperatori bizantini si erano impadroniti dell'oro tesaurizzato delle chiese grazie alla lotta contro le immagini sacre (iconoclastia). Importazioni dall'Oriente L'oro fu fondamentale per la ripresa del commercio e per la circolazione delle merci preziose dei prodotti di lusso e delle spezie che venivano dall'India, dalla Cina, dalla Siria e dall'Egitto. Era molto richiesto anche l'incenso, l'avorio, le pietre preziose dall'Egitto, dall'Asia; erano ricercati i tessuti, i tappeti dall'Asia Minore e dalla Persia. Importazioni dall'Occidente Gli europei esportavano soprattutto schiavi, vendevano il frumento dalla Pianura Padana e dalla Puglia all'impero bizantino, legname per le navi e armi al mondo islamico. I veneziani vendevano oggetti di vetro fabbricati dagli esperti vetrai. Infine dalle Fiandre si esportavano in Oriente grandi quantitativi di panni di lana e stoffe di lino. COMPAGNIE E COMMENDE Con l'intensificarsi dei commerci in Occidente verso L'Oriente, i mercanti iniziarono a riunirsi in società dette corporazioni che offrivano condizioni di maggiore sicurezza, grazie anche a strumenti giuridici finalizzati a finanziare e tutelare i mercanti. Il commercio terrestre si organizzò in compagnie cioè associazioni di capitali che garantivano la continuità nel tempo di un particolare tipo di scambio. Il commercio marittimo si organizzò in commende che erano una forma di finanziamento collettivo che garantiva agli investitori la restituzione del capitale anticipato più una percentuale sui profitti realizzati, In Francia e in Italia le corporazioni si sviluppano all'interno delle singole città Invece nell'Europa settentrionale, nelle città costiere del Mare del Nord e del mar Baltico, tra il XII e il XIII secolo si unirono e formarono la Lega sovranazionale chiamata Hansa o Lega anseatica. La Hansa (schiera, associazione commerciale) controllava i traffici commerciali e le aree di pesca di un'area vastissima area: dagli stati vichinghi della Scandinavia fino all'entroterra russo verso Oriente; verso Occidente raggiunge l'Inghilterra, la Francia e le Fiandre dove le merci raggiungevano l'entroterra dal porto di Bruges attraverso una fitta rete di canali navigabili. La lega anseatica arrivò a riunire fino a 90 città diventando una grande potenza economica che diventò anche influenza politica. La città più prestigiosa della lega era Lubecca che presiedeva l'assemblea della lega e ne conservava gli archivi. Altri centri importanti della lega erano Amburgo, Brema, Stoccolma. I NUOVI STRUMENTI DI NAVIGAZIONE. Nel Medioevo d'inverno non si navigava, e le navi rimanevano in secco per le riparazioni. Le traversate in mare aperto erano molto rischiose e si navigava seguendo la costa e di sera le navi venivano ancorate o tirate in secco. C'erano due tipi di imbarcazioni: le galee (o galere) e le navi da trasporto. Galere: navi da combattimento sottili e veloci lunghe anche 50 metri e manovrate a remi da condannati costretti per tutta la vita a rimanere sulle galere incatenati ai remi. Le galere erano "biremi" o "triremi" a seconda del numero di vogatori per ogni remo. Le galere erano poco stabili in caso di mare grosso perché erano leggere. Navi da trasporto: si muovevano a vela e avevano pochi remi che servivano solo per le manovre. Erano dotate della vela latina (vela “alla trina cioè triangolare) inventata nel VII secolo. Erano navi corte e tozze, trasportavano merci, uomini, cavalli; in caso di necessità erano anche navi da combattimento Dopo l'anno Mille in numero di vele aumentò per sfruttare meglio il vento Nel XIII secolo ci fu un'invenzione rivoluzionaria cioè il timone girevole che rendeva molto più facile manovrare la nave soprattutto durante le tempeste; prima si usava un semplice remo. Per guidare la nave si servivano dei portolani carte che descrivono con precisione i tratti di costa, le rotte e gli scali; si usava l'astrobalo per stabilire la posizione della nave in mezzo al mare, era uno strumento di calcolo che si basava sulla posizione delle stelle. La bussola, inventata dai cinesi nel IV secolo, venne perfezionata tra il 1100 e il 1200 dai marinai amalfitani. LE CITTA' MARINARE ITALIANE In Italia nel periodo di crescita economica furono importantissime alcune città costiere, le cosiddette "città marinare": Amalfi, Venezia, Genova e Pisa (che era collegata al mare dal fiume Arno). Queste città dominavano i traffici del Mediterraneo stabilendo regolari scambi con l'impero Bizantino e l'Oriente. Amalfi divenne un centro marittimo importante nel XI secolo dando un importante contributo all'arte della navigazione, perfezionando la bussola e creando le Tavole amalfitane, un codice commerciale marittimo, Fu però la prima a perdere poi la sua centralità economica, fu conquistata dai Normanni, saccheggiata da Pisa e danneggiata da frane e mareggiate. Tra il 1005 e il 1015, con l'aiuto di Genova combatterono i saraceni Pisa per motivi commerciali ruppe l'alleanza con Genova fino a farle una dura guerra; nel 1284 Pisa venne sconfitta da Genova nella battaglia di Meloria; ma continuò ad essere un'importante città Genova: la sua egemonia crebbe anche grazie alla prima crociata che le permise di ottenere privilegi e stabilì basi commerciali in Sardegna e in Corsica ma anche in Oriente. Si scontrò più volte con Venezia fino alla battaglia di Chioggia (1378-1381) dalla quale uscì ridimensionata. Venezia sorse tra il VI e il VII secolo durante le invasioni germaniche; la popolazione si rifugiava nelle varie isolette divise dai vari canali. La laguna era inospitale e l'unica ricchezza era la barca. Nei secoli Venezia si trasformò in una vera città riconoscendo solamente l'imperatore d'Oriente. Era una città comunale con un governo di tipo oligarchico: a capo del Comune veneziano c'era il doge che veniva eletto dai consigli che erano assemblee di cittadini composte dalle famiglie più potenti e che con il passare del tempo limitarono sempre di più i suoi poteri. Attraverso il Po trasportava le merci a Pavia e da cui arrivavano in Francia e Germania attraverso i passi alpini. Venezia possedeva porti sicuri in Dalmazia e nel XI secolo il doge allestì una flotta per scacciare i normanni. Il punto di forza del commercio veneziano era Costantinopoli e i porti bizantini del Mediterraneo orientale; Venezia per questo aveva stretto un'alleanza con i bizantini con cui rimase legata anche nell'XI secolo quando l'impero d'Oriente stava perdendo il suo potere. Nel 1082 le venne accordata dall'imperatore con una crisobolla cioè un documento ufficiale, l'assegnazione di botteghe, fabbriche e case nel quartiere di Pera a Costantinopoli, concedendo a Venezia diversi privilegi commerciali tra cui il diritto di commercio di qualsiasi tipo di merce su tutto il territorio dell'impero senza pagare alcun dazio. Quando questi diritti, nel XII secolo, vennero concessi anche a Genova e a Pisa, i veneziani di Costantinopoli presero d'assalto le abitazioni e i negozi dei rivali.

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per lavorare la terra. Per molti secoli questa energia motrice deriva quasi esclusivamente dalle braccia degli uomini e l'unico aiuto era quello dei buoi. I buoi sono animali molto lenti e adatti solo all'aratura dei terreni. Tiravano l'aratro con il giogo che veniva appoggiato sul garrese e fissato da una cinghia che passava sotto al collo e tutto lo sforzo era esercitato su questa parte del corpo. Gli antichi romani usavano i cavalli, più agili e veloci che tiravano solo tramite una cinghia di cuoio tenero passata sotto il collo e un carico troppo pesante poteva soffocarli. Inoltre il cavallo era molto costoso da mantenere. Dall'anno Mille venne introdotto un collare rigido imbottito detto "spalla" perché fissato attorno al petto del cavallo e in questo modo l'animale era in grado di tirare con molta più potenza. Inoltre si iniziò a proteggere gli zoccoli del cavallo con la ferratura cioè veniva inchiodato un ferro sullo zoccolo per proteggerlo. Inoltre venne introdotta la rotazione triennale dei campi che fece sì che si avesse a disposizione sufficienti quantità di avena per i cavalli. Questa soluzione portò ad una maggiore energia animale e di conseguenza anche l'aratro venne perfezionato: prima era di legno e tracciava con il vomere (= una lama che taglia un solco leggero sul terreno tagliando la terra orizzontalmente). Nell'anno Mille l'aratro divenne molto più pesante, venne dotato di un coltro, una specie di coltello che incide la terra più in profondità e quindi permette al seme di insediarsi meglio e non essere mangiato dagli uccelli. Inoltre venne aggiunto il versoio una specie di grande orecchio in metallo in grado di rivoltare grandi zolle di terra che migliora l'ossigenazione del terreno e dava quindi un migliore raccolto. Si iniziarono ad usare l'erpice che serviva a chiudere i solchi dopo la semina, le falci ed altri attrezzi in metallo per estirpare le erbacce che soffocavano i germogli. Vennero costruiti i mulini ad acqua per macinare il grano (inventati dai romani ma non utilizzati perché avevano abbondanza di schiavi). Infatti per secoli, il massiccio impiego di manodopera servile nell'agricoltura non rese necessaria la ricerca di nuove forme di energia. Dal X i mulini vennero utilizzati ampiamente per macinare il grano, la spremitura delle olive, nella segatura del legname, ma anche per lavorare i metalli ed ebbero una rapida diffusione per molti altri impieghi. Tutti questi progressi avvengono insieme ad un cambiamento della società, infatti i grandi proprietari terrieri davanti a questi progressi tecnologici e ad una manodopera in costante crescita si resero conto che potevano avere maggiori profitti incentivando i contadini a sfruttare meglio i terreni a loro affidati. I contadini quindi iniziarono il disboscamento di nuove aree, bonificarono paludi, dissodarono terreni trascurati e colonizzarono territori fino ad allora scarsamente abitati. Questo processo fu particolarmente intenso in Pianura Padana e nelle Fiandre in Belgio. Per convincere e incentivare i contadini a lasciare le proprie case per spostarsi in zone boschive da disboscare o in zone paludose da bonificare, i grandi proprietari terrieri offrivano consistenti vantaggi e spesso concedono la libertà a chi era in condizioni di servitù con le cosiddette "carte di franchigia" con garanzie scritte che limitavano i diritti dei proprietari sui coloni. (Tramonta il sistema curtense). I contadini riuscirono sempre più spesso ad acquistare piccole aree di terreno. Alcuni iniziarono ad associarsi per comprare per esempio un attrezzo costoso come l'aratro. Nacquero nuovi villaggi. Un ruolo molto importante per l'aumento delle aree coltivabili lo ebbero i, un ordine monastico che desiderava il raccoglimento e la pace e si insediava in luoghi selvaggi e li trasformava in campi fertili mediante opere di bonifica e disboscamento, Inoltre i contadini nel Medioevo praticavano la rotazione biennale dei campi, una parte veniva coltivata e una parte veniva lasciata a maggese (riposo) per far sì che la terra si rigenerasse; l'anno successivo si invertivano. Ma il bisogno di aumentare la resa agricola portò alla pratica della rotazione triennale che incremento del 33% la disponibilità di terreno coltivabile. il campo veniva diviso in tre strisce: primo anno la prima striscia veniva coltivata a cereali a semina invernale, la seconda striscia a cereali di semina primaverile (legumi e cereali), la terza striscia a maggese. Gli anni successivi si ruotava e in questo modo solo un terzo della terra riposava e non la metà come prima e si avevano due raccolti in un anno. Tutto questo porta ad un graduale cambiamento del regime alimentare. Le persone passarono da una dieta in cui la carne era predominante, ad una dieta cerealicola. RINASCITA DELLE CITTA' E ESPANSIONE DEL COMMERCIO Nel XI secolo le città torna ad essere il centro della vita economica e politica dell'Europa. Inizia ad affermarsi la figura del mercante che trasportava e vendeva le eccedenze dei campi nei mercati e nelle grandi fiere che si svolgevano al di fuori delle mura delle città durante le feste religiose (fiera dal latino feria cioè giorno di festa). I prodotti agricoli venivano scambiati con i prodotti degli artigiani della città; si vendeva la lana e si comprava la stoffa, si portavano le pelli e si compravano cinture e borse... Le fiere più importanti erano quelle delle Fiandre, della Pianura Padana e della regione francese di Champagne. La rivoluzione agricola portò un influsso benefico sulle città e migliorando il tenore di vita aumentarono i bisogni da soddisfare, i proprietari terrieri desideravano per esempio un artigianato più raffinato, aumentò la richiesta di artigiani molto più abili e specializzati. Anche tutti i mestieri legati all'edilizia ripresero vigore. Il nucleo abitato accanto alle mura venne chiamato borgo. Gli abitanti all'interno della città erano i cives cioè cittadini della città vescovile, mentre i burgenses, i borghesi erano mercanti arrivati da poco che abitavano fuori dalle mura. Nel Xii i due termini divennero equivalenti poiché cittadini e borghesi divennero una cosa sola.. Di solito il processo aveva due tappe: prima c'era una doppia città, il vecchio dentro le mura e il nuovo fuori, poi veniva costruita una nuova cinta muraria che andava ad incorporare anche il nuovo insediamento di mercanti e artigiani; in questo modo nasce la nuova città medievale (Soprattutto in Germania, Fiandre e Italia) Grazie alla crescita economica le città ripresero il conio di monete di metalli preziosi che rendevano più agili i pagamenti (non dovevano più trasportare grandi quantità di monetine) prima si iniziò con il coniare monete d'argento poi quelle in oro. L'oro veniva recuperato dai mercanti di alcune città marinare italiane che commerciavano con Bisanzio e con il mondo islamico. Gli imperatori bizantini si erano impadroniti dell'oro tesaurizzato delle chiese grazie alla lotta contro le immagini sacre (iconoclastia). Importazioni dall'Oriente L'oro fu fondamentale per la ripresa del commercio e per la circolazione delle merci preziose dei prodotti di lusso e delle spezie che venivano dall'India, dalla Cina, dalla Siria e dall'Egitto. Era molto richiesto anche l'incenso, l'avorio, le pietre preziose dall'Egitto, dall'Asia; erano ricercati i tessuti, i tappeti dall'Asia Minore e dalla Persia. Importazioni dall'Occidente Gli europei esportavano soprattutto schiavi, vendevano il frumento dalla Pianura Padana e dalla Puglia all'impero bizantino, legname per le navi e armi al mondo islamico. I veneziani vendevano oggetti di vetro fabbricati dagli esperti vetrai. Infine dalle Fiandre si esportavano in Oriente grandi quantitativi di panni di lana e stoffe di lino. COMPAGNIE E COMMENDE Con l'intensificarsi dei commerci in Occidente verso L'Oriente, i mercanti iniziarono a riunirsi in società dette corporazioni che offrivano condizioni di maggiore sicurezza, grazie anche a strumenti giuridici finalizzati a finanziare e tutelare i mercanti. Il commercio terrestre si organizzò in compagnie cioè associazioni di capitali che garantivano la continuità nel tempo di un particolare tipo di scambio. Il commercio marittimo si organizzò in commende che erano una forma di finanziamento collettivo che garantiva agli investitori la restituzione del capitale anticipato più una percentuale sui profitti realizzati, In Francia e in Italia le corporazioni si sviluppano all'interno delle singole città Invece nell'Europa settentrionale, nelle città costiere del Mare del Nord e del mar Baltico, tra il XII e il XIII secolo si unirono e formarono la Lega sovranazionale chiamata Hansa o Lega anseatica. La Hansa (schiera, associazione commerciale) controllava i traffici commerciali e le aree di pesca di un'area vastissima area: dagli stati vichinghi della Scandinavia fino all'entroterra russo verso Oriente; verso Occidente raggiunge l'Inghilterra, la Francia e le Fiandre dove le merci raggiungevano l'entroterra dal porto di Bruges attraverso una fitta rete di canali navigabili. La lega anseatica arrivò a riunire fino a 90 città diventando una grande potenza economica che diventò anche influenza politica. La città più prestigiosa della lega era Lubecca che presiedeva l'assemblea della lega e ne conservava gli archivi. Altri centri importanti della lega erano Amburgo, Brema, Stoccolma. I NUOVI STRUMENTI DI NAVIGAZIONE. Nel Medioevo d'inverno non si navigava, e le navi rimanevano in secco per le riparazioni. Le traversate in mare aperto erano molto rischiose e si navigava seguendo la costa e di sera le navi venivano ancorate o tirate in secco. C'erano due tipi di imbarcazioni: le galee (o galere) e le navi da trasporto. Galere: navi da combattimento sottili e veloci lunghe anche 50 metri e manovrate a remi da condannati costretti per tutta la vita a rimanere sulle galere incatenati ai remi. Le galere erano "biremi" o "triremi" a seconda del numero di vogatori per ogni remo. Le galere erano poco stabili in caso di mare grosso perché erano leggere. Navi da trasporto: si muovevano a vela e avevano pochi remi che servivano solo per le manovre. Erano dotate della vela latina (vela “alla trina cioè triangolare) inventata nel VII secolo. Erano navi corte e tozze, trasportavano merci, uomini, cavalli; in caso di necessità erano anche navi da combattimento Dopo l'anno Mille in numero di vele aumentò per sfruttare meglio il vento Nel XIII secolo ci fu un'invenzione rivoluzionaria cioè il timone girevole che rendeva molto più facile manovrare la nave soprattutto durante le tempeste; prima si usava un semplice remo. Per guidare la nave si servivano dei portolani carte che descrivono con precisione i tratti di costa, le rotte e gli scali; si usava l'astrobalo per stabilire la posizione della nave in mezzo al mare, era uno strumento di calcolo che si basava sulla posizione delle stelle. La bussola, inventata dai cinesi nel IV secolo, venne perfezionata tra il 1100 e il 1200 dai marinai amalfitani. LE CITTA' MARINARE ITALIANE In Italia nel periodo di crescita economica furono importantissime alcune città costiere, le cosiddette "città marinare": Amalfi, Venezia, Genova e Pisa (che era collegata al mare dal fiume Arno). Queste città dominavano i traffici del Mediterraneo stabilendo regolari scambi con l'impero Bizantino e l'Oriente. Amalfi divenne un centro marittimo importante nel XI secolo dando un importante contributo all'arte della navigazione, perfezionando la bussola e creando le Tavole amalfitane, un codice commerciale marittimo, Fu però la prima a perdere poi la sua centralità economica, fu conquistata dai Normanni, saccheggiata da Pisa e danneggiata da frane e mareggiate. Tra il 1005 e il 1015, con l'aiuto di Genova combatterono i saraceni Pisa per motivi commerciali ruppe l'alleanza con Genova fino a farle una dura guerra; nel 1284 Pisa venne sconfitta da Genova nella battaglia di Meloria; ma continuò ad essere un'importante città Genova: la sua egemonia crebbe anche grazie alla prima crociata che le permise di ottenere privilegi e stabilì basi commerciali in Sardegna e in Corsica ma anche in Oriente. Si scontrò più volte con Venezia fino alla battaglia di Chioggia (1378-1381) dalla quale uscì ridimensionata. Venezia sorse tra il VI e il VII secolo durante le invasioni germaniche; la popolazione si rifugiava nelle varie isolette divise dai vari canali. La laguna era inospitale e l'unica ricchezza era la barca. Nei secoli Venezia si trasformò in una vera città riconoscendo solamente l'imperatore d'Oriente. Era una città comunale con un governo di tipo oligarchico: a capo del Comune veneziano c'era il doge che veniva eletto dai consigli che erano assemblee di cittadini composte dalle famiglie più potenti e che con il passare del tempo limitarono sempre di più i suoi poteri. Attraverso il Po trasportava le merci a Pavia e da cui arrivavano in Francia e Germania attraverso i passi alpini. Venezia possedeva porti sicuri in Dalmazia e nel XI secolo il doge allestì una flotta per scacciare i normanni. 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