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 L'Illuminismo e l'eta delle riforme
Nell'Europa del Settecento la borghesia guidò una serie di trasformazioni che
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L'Illuminismo e l'eta delle riforme Nell'Europa del Settecento la borghesia guidò una serie di trasformazioni che alimentarono la nascita dell'Illuminismo: un movimento di pensiero i cui esponenti credevano che tutti i problemi della vita dell'uomo potessero essere affrontati tramite l'uso della ragione, che, tramite essa, l'uomo potesse ampliare le proprie conoscenze e combattere l'ignoranza. Molte persone si interessarono al cambiamento, attirati dai risultati del metodo scientifico. L'Illuminismo nasce in Francia, dove erano evidenti gli squilibri dell'ancien règime. Le nuove idee si diffondono grazie ai giornali, alle gazzette, ai bollettini periodici e alle riviste letterarie. I luoghi della cultura illuminista sono i salotti, i caffè, le accademie scientifiche e letterarie e le società scientifiche, dove gli intellettuali potevano discutere senza pregiudizi le loro tesi. Per arrivare anche ai ceti meno abbienti, gli illuministi permisero la diffusione delle biblioteche circolanti. Si sviluppa la produzione editoriale, con la pubblicazione di saggi, romanzi, racconti e poesie. La diffusione delle idee illuministe avvenne anche grazie alla società segreta della Massoneria, le cui sedi e assemblee erano chiamate logge. Il suo programma consisteva nella lotta all'ignoranza, al fanatismo religioso e nell'aspirazione alla fratellanza universale. Simbolo dell'Illuminismo è l'Enciclopedia, scritta dai più influenti intellettuali francesi come Diderot e d'Alembert. L'intellettuale aveva una funzione educativa, quella di trasmettere il sapere a un numero sempre crescente di persone,...

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per renderli liberi. I maggiori rappresentanti della cultura illuminista erano Montesquieu, che teorizzò la separazione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario), Voltaire, che sosteneva la tolleranza religiosa e la libertà di pensiero, e Russeau, che proponeva il ritorno ad una società basata sulla sovranità popolare. Grazie agli illuministi l'economia diventa una disciplina a tutti gli effetti, basata sulla produzione di beni. Secondo lo scozzese Smith, fondatore del liberismo, lo Stato non deve interferire nelle questioni economiche, che sono guidate dalla legge della domanda e dell'offerta. L'agricoltura viene sostituita dall'industria, che fece aumentare la ricchezza nazionale grazie all'innovazione tecnologica e alla divisione del lavoro. Le idee illuministe suscitarono l'interesse dei sovrani che volevano modernizzare i loro Stati (dispotismo illuminato) e imposero delle riforme. Grazie a Voltaire, Federico II di Prussia semplificò il sistema giudiziario, emanò un codice civile, tutelò le minoranze e rese obbligatoria l'istruzione elementare. Nell'Impero asburgico, Giuseppe II limitò i privilegi della Chiesa cattolica, emanò un nuovo Codice penale, introdusse il catasto e abolì il servaggio dei contadini. Anche Caterina II di Russia tentò di abolire la servitù della gleba, ma si scontrò con l'opposizione della nobiltà e con una rivolta contadina. Centri dell'Illuminismo italiano sono Milano e Napoli. A Milano, un gruppo di intellettuali si espresse nella rivista Il Caffè, dove si distinsero Pietro Verri e Cesare Beccaria, autore del trattato "Dei delitti e delle pene", che sostiene l'abolizione della pena di morte. Il Ducato di Milano fu interessato dai provvedimenti di Maria Teresa e Giuseppe II d'Austria, che incentivò lo sviluppo dell'agricoltura, abolì i dazi sul commercio dei cereali, chiuse i monasteri improduttivi e mise in vendita le loro terre. In Toscana, il granduca Pietro Leopoldo introdusse il Codice Leopoldino, dove aboliva la tortura e la pena di morte, introduceva il diritto di difesa; progettò la stesura di una Costituzione. Nel Regno di Napoli maturano le riflessioni di alcuni importanti pensatori come Antonio Genovesi, Gaetano Filangieri e Ferdinando Galiani, le cui opere gettarono le basi per una stagione di riforme. Carlo di Borbone affidò le riforme al ministro Bernardo Tanucci, che potenziò i commerci e abolì alcuni privilegi del clero, ma venne frenato dalla resistenza dell'aristocrazia.

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E

Un appunto così carino per la scuola 😍😍, è davvero utile!

Riassunto dell'Illuminismo

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per renderli liberi. I maggiori rappresentanti della cultura illuminista erano Montesquieu, che teorizzò la separazione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario), Voltaire, che sosteneva la tolleranza religiosa e la libertà di pensiero, e Russeau, che proponeva il ritorno ad una società basata sulla sovranità popolare. Grazie agli illuministi l'economia diventa una disciplina a tutti gli effetti, basata sulla produzione di beni. Secondo lo scozzese Smith, fondatore del liberismo, lo Stato non deve interferire nelle questioni economiche, che sono guidate dalla legge della domanda e dell'offerta. L'agricoltura viene sostituita dall'industria, che fece aumentare la ricchezza nazionale grazie all'innovazione tecnologica e alla divisione del lavoro. Le idee illuministe suscitarono l'interesse dei sovrani che volevano modernizzare i loro Stati (dispotismo illuminato) e imposero delle riforme. Grazie a Voltaire, Federico II di Prussia semplificò il sistema giudiziario, emanò un codice civile, tutelò le minoranze e rese obbligatoria l'istruzione elementare. Nell'Impero asburgico, Giuseppe II limitò i privilegi della Chiesa cattolica, emanò un nuovo Codice penale, introdusse il catasto e abolì il servaggio dei contadini. Anche Caterina II di Russia tentò di abolire la servitù della gleba, ma si scontrò con l'opposizione della nobiltà e con una rivolta contadina. Centri dell'Illuminismo italiano sono Milano e Napoli. A Milano, un gruppo di intellettuali si espresse nella rivista Il Caffè, dove si distinsero Pietro Verri e Cesare Beccaria, autore del trattato "Dei delitti e delle pene", che sostiene l'abolizione della pena di morte. Il Ducato di Milano fu interessato dai provvedimenti di Maria Teresa e Giuseppe II d'Austria, che incentivò lo sviluppo dell'agricoltura, abolì i dazi sul commercio dei cereali, chiuse i monasteri improduttivi e mise in vendita le loro terre. In Toscana, il granduca Pietro Leopoldo introdusse il Codice Leopoldino, dove aboliva la tortura e la pena di morte, introduceva il diritto di difesa; progettò la stesura di una Costituzione. Nel Regno di Napoli maturano le riflessioni di alcuni importanti pensatori come Antonio Genovesi, Gaetano Filangieri e Ferdinando Galiani, le cui opere gettarono le basi per una stagione di riforme. Carlo di Borbone affidò le riforme al ministro Bernardo Tanucci, che potenziò i commerci e abolì alcuni privilegi del clero, ma venne frenato dalla resistenza dell'aristocrazia.