Storia dell'arte /

Piero della Francesca

Piero della Francesca

 PIERO DELLA FRANCESCA (1412-1492).
Opere :
1. BATTESIMO DI CRISTO (1440-1445)
Descrizione
Il capolavoro di Piero della Francesca presenta,

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Sintesi

Analisi delle opere principali di Piero della Francesca

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PIERO DELLA FRANCESCA (1412-1492). Opere : 1. BATTESIMO DI CRISTO (1440-1445) Descrizione Il capolavoro di Piero della Francesca presenta, al centro, la figura di Gesù, sovrastato dalla colomba, simbolo dello Spirito Santo. Cristo è affiancato, a sinistra, da un albero,che spezza la centralità della composizione, e a destra da san Giovanni Battista che lo battezza. Gesù è mostrato frontalmente, immobile, con le mani giunte e gli occhi umilmente abbassati. La perfezione del suo corpo e la sua posa rigida lo rendono simile ad un'antica statua greca e il colore pallidissimo della sua pelle, richiamato da quello dell'albero, contribuisce a conferirgli tale aspetto scultoreo. All'estrema sinistra, tre angeli assistono all'evento. Quello con un drappo rosa sulla spalla, seminascosto dall'albero, guarda dritto verso l'osservatore. Il suo compito è quello di agganciare lo sguardo del fedele e di richiamare la sua attenzione. All'estrema destra, un uomo si spoglia per essere a sua volta battezzato Il paesaggio A differenza dell'albero in primo piano, quello alle spalle dell'uomo che si sta spogliando è secco; questa pianta rappresenta coloro che non si battezzano, non seguono Cristo e dunque non possono dare frutto. Il paesaggio collinare, punteggiato di piante, è descritto nei minimi particolari, secondo la consuetudine della pittura fiamminga. Una costruzione mentale La composizione della scena è molto rigorosa e guidata dalla geometria e dalla matematica....

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La tavola è infatti composta da un quadrato sormontato da una semicirconferenza, al centro della quale l'artista collocò la colomba, le cui ali si distendono lungo il diametro. Sull'asse verticale si distribuiscono colomba, mano e coppa del Battista, corpo di Cristo, il cui ombelico coincide con l'incontro delle diagonali del quadrato. Battista e l'albero alla destra di Cristo costituiscono 2 assi che, assieme a Gesù che rappresenta l'asse centrale dell'opera, permettono di dividere il quadro in tre parti uguali. Due differenti interpretazioni La singolare iconografia del Battesimo di Piero ha spinto gli storici dell'arte a proporre due differenti interpretazioni. Nel 1439, a Firenze, il pittore assistette all'apertura del Concilio ecumenico convocato pochi anni prima da papa Eugenio IV e secondo alcuni studiosi il quadro farebbe riferimento a tale evento e dunque alla raggiunta pacificazione fra la Chiesa d'Oriente (greca) e quella d'Occidente (romana). Due angeli, infatti, si tengono per mano, mentre il terzo ha la mano destra sollevata in un antico gesto classico che significa concordia. Anche la presenza sullo sfondo di alcuni personaggi vestiti all'orientale alluderebbe al tema della conciliazione fra la Chiesa ortodossa e quella romana. Altri studiosi hanno diversamente interpretato i tre angeli, uno dei quali è vestito di bianco, rosso e blu (colori divini e trinitari), come l'allegoria della Trinità; essi incarnerebbero, da sinistra, il Padre, lo Spirito Santo e il Figlio. Piero avrebbe dunque scelto l'iconografia bizantina della Trinità basata sull'apparizione dei tre angeli ad Abramo. D'altro canto, l'ultimo angelo è parzialmente coperto dall'albero che riconosciamo come un noce, pianta che tradizionalmente simboleggia il Cristo. La luce La luce è chiarissima, quasi sovrannaturale. 3. SOGNO DI COSTANTINO (1452-1466) La scena è ambientata all'interno del campo dove risiedono le truppe di Costantino insieme all'imperatore; durante la notte, un angelo appare in sogno e dirige verso Costantino, mostrando un segno prodigioso a quest'ultimo: una croce con accanto la scritta "con questo segno vinci". La comparsa di questo segno, oltre a portare la vittoria in favore di Costantino nella battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio, fu fondamentale anche per la concessione della libertà di culto per i cristiani ad opera dello stesso Costantino, il quale attraverso la promulgazione dell'editto di Milano del 313 d.C., pose le basi per la futura imposizione del Cristianesimo come religione di Stato. Nell'affresco di Piero della Francesca, la scena è rappresentata perfettamente: la notte giunge al termine, e le prime luci dell'alba diventano sempre più forti, donando un po' di luminosità alla scena. Al centro dell'affresco troviamo la tenda dell'imperatore Costantino, controllata da due guardie, mentre un aiutante dello stesso imperatore, stanco, si addormenta poggiando il gomito sul letto di Costantino. In primo piano sulla sinistra è possibile notare che la punta della lancia che la guardia rappresentata di spalle trattiene tra le mani, indica l'angelo che si sta dirigendo verso l'Imperatore, portando nella mano una piccola croce; questa piccola Croce ha un ruolo fondamentale nell'opera: sembra che quest'ultima sia la fonte di luce che illumina completamente il panorama e dona un effetto di tridimensionalità alla scena. La luce sembra prediligere alcune zone della scena: in particolare, la forte luce della Croce "colpisce" la tenda dell'imperatore ed il suo interno, lasciando completamente in disparte invece i soldati che si trovano nei pressi. La luce, infine, è presente anche in altri affreschi di Piero della Francesca, ed oltre a fungere da “illuminazione”, metaforicamente indica anche la vittoria della luce "cristiana", contro l'oscurità sempre minore del paganesimo. L'opera è divisa in due parti dal palo della tenda, costituita da due figure geometriche sovrapposte. 4. FLAGELLAZIONE (1460) Descrizione A destra, in primo piano, tre uomini sembrano conversare, in una strada affiancata da edifici antichi e rinascimentali. Sono vestiti con abiti eleganti e sicuramente fanno parte della corte di Federico da Montefeltro. A sinistra, Cristo legato alla colonna è flagellato al cospetto di Pilato, che osserva la scena seduto sul trono. Questa pagina del Vangelo è ambientata sotto una loggia classica, sostenuta da colonne e coperta da un soffitto a cassettoni. La pavimentazione in cotto della piazza è percorsa da lunghe strisce di marmo bianco; il pavimento della loggia, invece, è riccamente decorato con grandi tarsie marmoree bianche e nere. La scena è resa con grande perizia tecnica attraverso la definizione attenta di ogni particolare. Interpretazioni e simbologia La Flagellazione di Piero della Francesca, nel tempo stimolò diverse interpretazioni, a prima vista il dipinto pare un'opera religiosa ma i tre personaggi che compaiono a destra suggeriscono un'ulteriore interpretazione. Padre Ubaldo Tosi si soffermò sulle figure di destra riconoscendo in esse i duchi urbinati Federico da Montefeltro con il fratellastro Oddantonio e il figlio Guidubaldo. Il ragazzo centrale in abito rosso era sicuramente il Duca Oddantonio I da Montefeltro, morto prima che Piero realizzasse il dipinto. Il fratellastro del duca di Urbino morì in seguito alla congiura del 1444 che fece la fortuna di Federico. A sinistra si svolge la scena della Flagellazione al cospetto di Ponzio Pilato. Secondo un'altra ipotesi il personaggio di spalle che indossa un turbante rappresenta i musulmani che minacciavano la Chiesa Cattolica al tempo. Nel dipinto vi sono molte citazioni classiche: colonne, capitelli corinzi e la statua dell'Imperatore di colore dorato in alto. Le decorazioni che si possono vedere sulle architetture richiamano quelle realmente presenti sulle pareti del Palazzo Ducale di Urbino. Secondo un'altra interpretazione il dipinto sarebbe un'allegoria della Chiesa tribolata dai Turchi, con un chiaro riferimento alla presa di Costantinopoli, avvenuta otto anni prima della realizzazione del dipinto, nel 1453. È stato osservato, a sostegno di questa ipotesi, che la colonna alla quale è legato Cristo è sormontata dalla statua classica di un uomo che sorregge un globo; si sa che un monumento simile era stato eretto in onore di Costantino nell'appena rifondata Costantinopoli. Il colore e l'illuminazione Nei suoi dipinti Piero della Francesca usò colori chiari e una illuminazione diffusa. La luce illumina la scena dall'alto. Lo spazio Nel dipinto prevalgono le architetture ordinate e razionali di ispirazione classica. Solo sullo sfondo a destra si intravede un po' di paesaggio con il cielo e la chioma di un albero. Le linee di fuga convergono verso un punto prossimo al pavimento, a destra del flagellatore, all'altezza del suo bacino, e la sensazione è quella di osservare la scena dal basso. In questo modo i personaggi paiono disposti al di sopra di un palcoscenico e assumono una valenza monumentale. La prospettiva rende chiara la distanza dal primo piano allo sfondo. Il pavimento inoltre è decorato con grandi rettangoli geometrici. Queste decorazioni funzionano così da griglia prospettica che aiuta a percepire la profondità dello spazio rappresentato. La prospettiva geometrica è quindi precisa e crea un ambiente razionalmente misurabile per l'occhio dell'osservatore. Quindi la descrizione prospettica, insieme alla riproduzione precisa della luce che proviene dall'alto, mette in evidenza anche le decorazioni sulle architetture. I due gruppi di figure, benché apparentemente estranei tra di loro, sono idealmente unificati da una costruzione prospettica assai complessa, che è poi la vera protagonista della tavola. Tale prospettiva sembra voler indicare che il quadro non va letto da sinistra a destra, ma da destra a sinistra. La composizione e l'inquadratura Il dipinto è di forma rettangolare con sviluppo della scena in orizzontale. L'inquadratura permette quindi con espedienti compositivi tradizionali di rappresentare un'ampia porzione di ambiente. Il dipinto è diviso in due parti apparentemente orizzontali separate da una colonna. A sinistra si svolge la Flagellazione e a destra la conversazione dei tre uomini. La Flagellazione occupa una parte più ampia della metà sinistra, quindi, i personaggi di destra sono confinati all'interno di uno spazio limitato. Anche la decorazione geometrica di colore chiaro che segna la pavimentazione, sottolinea la partizione verticale della scena. Nel dipinto prevalgono linee di costruzione orizzontali e soprattutto verticali mentre le due oblique sono confinate al suolo. L'ambiente crea così una griglia ortogonale sulla quale sono disposte le masse architettoniche. Le due scene sono inscrivibili, insieme, in un rettangolo i cui lati si relazionano fra loro secondo la formula proporzionale della sezione aurea. 5. RITRATTI DI FEDERICO DA MONTEFELTRO E BATTISTA SFORZA (1465-1472) Descrizione I ritratti dei signori di Montefeltro, il duca Federico II e la moglie Battista Sforza, sono dipinti sulla faccia anteriore del dittico. Lo stile La concezione con la quale Piero della Francesca progettò il paesaggio è, anche rispetto alla cura del dettaglio, di influsso fiammingo. Si colgono infatti cespugli e alberi dipinti in modo attento e ritagliato. Anche le imbarcazioni sono dipinte con grande attenzione. Lo stile fiammingo è da ravvisare inoltre nella collana di Battista Sforza e nelle decorazioni. I volti dei personaggi, come tutti quelli di Piero della Francesca sono fortemente geometrizzati e somigliano a degli ovali. Il colore e l'illuminazione I colori sono chiari, luminosi e rendono i corpi e le figure quasi delle statue di avorio. Il chiaroscuro inoltre è presente ma è molto delicato e rende i volumi solidi ma non pesanti. La natura circostante è colorata con un verde tendente al bruno. Si percepisce già, soprattutto nei due ritratti, una prospettiva aerea. Infatti il paesaggio diventa di colore più spento, tendente al grigio e azzurrino in lontananza. La luce dei dipinti è molto chiara, tipica caratteristica dei dipinti di Piero della Francesca. La composizione e l'inquadratura I ritratti presentano uno sviluppo verticale che incornicia in modo molto stretto i busti di Battista Sforza e Federico II. La composizione dei ritratti è quasi perfettamente divisa in due dall'orizzonte che separa il cielo e il paesaggio naturale. Inoltre l'orizzonte separa anche otticamente il corpo di Battista e Federico dal volto che, raffigurato di profilo, è incorniciato dall'azzurro del cielo. 6. PALA DI BRERA (1472-1474) Descrizione La Madonna è seduta frontalmente su un trono al centro dell'opera. Unisce le mani di fronte al petto in segno di preghiera. I suoi occhi sono abbassati e pare guardare in basso verso Gesù addormentato. Il Bambino è disteso sulle ginocchia di Maria. Il suo braccio sinistro è appoggiato sul fianco mentre il destro è ripiegato sotto il capo a formare un sostegno. I personaggi Tre anziani Santi sono raggruppati a destra e altri tre a sinistra. Quattro giovani angeli invece sono allineati frontalmente dietro a Maria. Assumono pose ferme e composte e osservano verso il devoto. Federico da Montefeltro duca di Urbino Inoltre in prossimità dell'angolo destro un uomo d'armi è inginocchiato di profilo. Le sue mani sono giunte e guarda di fronte a se. Indossa una pesante armatura di metallo lucente. Dal suo fianco sinistro poi pende una lunga spada riccamente decorata. Dietro la schiena inoltre si intravede un mantello raccolto a pieghe. Infine, l'elmo e le manopole che proteggono le mani sono posate a terra di fronte a lui. Gli angeli posti alla spalle della Madonna indossano vesti rinascimentali dai colori vivaci. Inoltre portano gioielli sul capo e intorno al collo. L'angelo a destra è vestito con un abito simile alla Vergine. I Santi indossano infine semplici vesti o abiti logori da eremita. La scena religiosa è ospitata all'interno di una chiesa di stile rinascimentale. Gli angeli sono in piedi su un piano rialzato. Sopra di loro poi si apre un'abside coperta da una volta a botte con cassettoni. Interpretazioni e simbologia La presenza dei Santi intorno alla Vergine e la loro disposizione rientra nel modello iconografico della Sacra Conversazione. Il corallo rosso che porta intorno al collo Gesù Bambino anticipa il sangue del suo sacrificio sulla croce. I Santi riuniti in semicerchio intorno a Maria sono, da sinistra, San Giovanni Battista riconoscibile dalla verga che tiene in mano. Inoltre, ha un aspetto patito, segno della sua permanenza nel deserto. Seguono poi San Bernardino e San Girolamo. Quest'ultimo presenta un aspetto da eremita. A destra compare Giovanni Evangelista, anziano e con il vangelo tra le mani. Poi, si vede San Francesco e infine San Pietro che mostra la ferita. Il militare in basso è il duca Federico da Montefeltro, committente della Pala. Il suo profilo è lo stesso dipinto nel celebre ritratto di Piero della Francesca.

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La tavola è infatti composta da un quadrato sormontato da una semicirconferenza, al centro della quale l'artista collocò la colomba, le cui ali si distendono lungo il diametro. Sull'asse verticale si distribuiscono colomba, mano e coppa del Battista, corpo di Cristo, il cui ombelico coincide con l'incontro delle diagonali del quadrato. Battista e l'albero alla destra di Cristo costituiscono 2 assi che, assieme a Gesù che rappresenta l'asse centrale dell'opera, permettono di dividere il quadro in tre parti uguali. Due differenti interpretazioni La singolare iconografia del Battesimo di Piero ha spinto gli storici dell'arte a proporre due differenti interpretazioni. Nel 1439, a Firenze, il pittore assistette all'apertura del Concilio ecumenico convocato pochi anni prima da papa Eugenio IV e secondo alcuni studiosi il quadro farebbe riferimento a tale evento e dunque alla raggiunta pacificazione fra la Chiesa d'Oriente (greca) e quella d'Occidente (romana). Due angeli, infatti, si tengono per mano, mentre il terzo ha la mano destra sollevata in un antico gesto classico che significa concordia. Anche la presenza sullo sfondo di alcuni personaggi vestiti all'orientale alluderebbe al tema della conciliazione fra la Chiesa ortodossa e quella romana. Altri studiosi hanno diversamente interpretato i tre angeli, uno dei quali è vestito di bianco, rosso e blu (colori divini e trinitari), come l'allegoria della Trinità; essi incarnerebbero, da sinistra, il Padre, lo Spirito Santo e il Figlio. Piero avrebbe dunque scelto l'iconografia bizantina della Trinità basata sull'apparizione dei tre angeli ad Abramo. D'altro canto, l'ultimo angelo è parzialmente coperto dall'albero che riconosciamo come un noce, pianta che tradizionalmente simboleggia il Cristo. La luce La luce è chiarissima, quasi sovrannaturale. 3. SOGNO DI COSTANTINO (1452-1466) La scena è ambientata all'interno del campo dove risiedono le truppe di Costantino insieme all'imperatore; durante la notte, un angelo appare in sogno e dirige verso Costantino, mostrando un segno prodigioso a quest'ultimo: una croce con accanto la scritta "con questo segno vinci". La comparsa di questo segno, oltre a portare la vittoria in favore di Costantino nella battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio, fu fondamentale anche per la concessione della libertà di culto per i cristiani ad opera dello stesso Costantino, il quale attraverso la promulgazione dell'editto di Milano del 313 d.C., pose le basi per la futura imposizione del Cristianesimo come religione di Stato. Nell'affresco di Piero della Francesca, la scena è rappresentata perfettamente: la notte giunge al termine, e le prime luci dell'alba diventano sempre più forti, donando un po' di luminosità alla scena. Al centro dell'affresco troviamo la tenda dell'imperatore Costantino, controllata da due guardie, mentre un aiutante dello stesso imperatore, stanco, si addormenta poggiando il gomito sul letto di Costantino. In primo piano sulla sinistra è possibile notare che la punta della lancia che la guardia rappresentata di spalle trattiene tra le mani, indica l'angelo che si sta dirigendo verso l'Imperatore, portando nella mano una piccola croce; questa piccola Croce ha un ruolo fondamentale nell'opera: sembra che quest'ultima sia la fonte di luce che illumina completamente il panorama e dona un effetto di tridimensionalità alla scena. La luce sembra prediligere alcune zone della scena: in particolare, la forte luce della Croce "colpisce" la tenda dell'imperatore ed il suo interno, lasciando completamente in disparte invece i soldati che si trovano nei pressi. La luce, infine, è presente anche in altri affreschi di Piero della Francesca, ed oltre a fungere da “illuminazione”, metaforicamente indica anche la vittoria della luce "cristiana", contro l'oscurità sempre minore del paganesimo. L'opera è divisa in due parti dal palo della tenda, costituita da due figure geometriche sovrapposte. 4. FLAGELLAZIONE (1460) Descrizione A destra, in primo piano, tre uomini sembrano conversare, in una strada affiancata da edifici antichi e rinascimentali. Sono vestiti con abiti eleganti e sicuramente fanno parte della corte di Federico da Montefeltro. A sinistra, Cristo legato alla colonna è flagellato al cospetto di Pilato, che osserva la scena seduto sul trono. Questa pagina del Vangelo è ambientata sotto una loggia classica, sostenuta da colonne e coperta da un soffitto a cassettoni. La pavimentazione in cotto della piazza è percorsa da lunghe strisce di marmo bianco; il pavimento della loggia, invece, è riccamente decorato con grandi tarsie marmoree bianche e nere. La scena è resa con grande perizia tecnica attraverso la definizione attenta di ogni particolare. Interpretazioni e simbologia La Flagellazione di Piero della Francesca, nel tempo stimolò diverse interpretazioni, a prima vista il dipinto pare un'opera religiosa ma i tre personaggi che compaiono a destra suggeriscono un'ulteriore interpretazione. Padre Ubaldo Tosi si soffermò sulle figure di destra riconoscendo in esse i duchi urbinati Federico da Montefeltro con il fratellastro Oddantonio e il figlio Guidubaldo. Il ragazzo centrale in abito rosso era sicuramente il Duca Oddantonio I da Montefeltro, morto prima che Piero realizzasse il dipinto. Il fratellastro del duca di Urbino morì in seguito alla congiura del 1444 che fece la fortuna di Federico. A sinistra si svolge la scena della Flagellazione al cospetto di Ponzio Pilato. Secondo un'altra ipotesi il personaggio di spalle che indossa un turbante rappresenta i musulmani che minacciavano la Chiesa Cattolica al tempo. Nel dipinto vi sono molte citazioni classiche: colonne, capitelli corinzi e la statua dell'Imperatore di colore dorato in alto. Le decorazioni che si possono vedere sulle architetture richiamano quelle realmente presenti sulle pareti del Palazzo Ducale di Urbino. Secondo un'altra interpretazione il dipinto sarebbe un'allegoria della Chiesa tribolata dai Turchi, con un chiaro riferimento alla presa di Costantinopoli, avvenuta otto anni prima della realizzazione del dipinto, nel 1453. È stato osservato, a sostegno di questa ipotesi, che la colonna alla quale è legato Cristo è sormontata dalla statua classica di un uomo che sorregge un globo; si sa che un monumento simile era stato eretto in onore di Costantino nell'appena rifondata Costantinopoli. Il colore e l'illuminazione Nei suoi dipinti Piero della Francesca usò colori chiari e una illuminazione diffusa. La luce illumina la scena dall'alto. Lo spazio Nel dipinto prevalgono le architetture ordinate e razionali di ispirazione classica. Solo sullo sfondo a destra si intravede un po' di paesaggio con il cielo e la chioma di un albero. Le linee di fuga convergono verso un punto prossimo al pavimento, a destra del flagellatore, all'altezza del suo bacino, e la sensazione è quella di osservare la scena dal basso. In questo modo i personaggi paiono disposti al di sopra di un palcoscenico e assumono una valenza monumentale. La prospettiva rende chiara la distanza dal primo piano allo sfondo. Il pavimento inoltre è decorato con grandi rettangoli geometrici. Queste decorazioni funzionano così da griglia prospettica che aiuta a percepire la profondità dello spazio rappresentato. La prospettiva geometrica è quindi precisa e crea un ambiente razionalmente misurabile per l'occhio dell'osservatore. Quindi la descrizione prospettica, insieme alla riproduzione precisa della luce che proviene dall'alto, mette in evidenza anche le decorazioni sulle architetture. I due gruppi di figure, benché apparentemente estranei tra di loro, sono idealmente unificati da una costruzione prospettica assai complessa, che è poi la vera protagonista della tavola. Tale prospettiva sembra voler indicare che il quadro non va letto da sinistra a destra, ma da destra a sinistra. La composizione e l'inquadratura Il dipinto è di forma rettangolare con sviluppo della scena in orizzontale. L'inquadratura permette quindi con espedienti compositivi tradizionali di rappresentare un'ampia porzione di ambiente. Il dipinto è diviso in due parti apparentemente orizzontali separate da una colonna. A sinistra si svolge la Flagellazione e a destra la conversazione dei tre uomini. La Flagellazione occupa una parte più ampia della metà sinistra, quindi, i personaggi di destra sono confinati all'interno di uno spazio limitato. Anche la decorazione geometrica di colore chiaro che segna la pavimentazione, sottolinea la partizione verticale della scena. Nel dipinto prevalgono linee di costruzione orizzontali e soprattutto verticali mentre le due oblique sono confinate al suolo. L'ambiente crea così una griglia ortogonale sulla quale sono disposte le masse architettoniche. Le due scene sono inscrivibili, insieme, in un rettangolo i cui lati si relazionano fra loro secondo la formula proporzionale della sezione aurea. 5. RITRATTI DI FEDERICO DA MONTEFELTRO E BATTISTA SFORZA (1465-1472) Descrizione I ritratti dei signori di Montefeltro, il duca Federico II e la moglie Battista Sforza, sono dipinti sulla faccia anteriore del dittico. Lo stile La concezione con la quale Piero della Francesca progettò il paesaggio è, anche rispetto alla cura del dettaglio, di influsso fiammingo. Si colgono infatti cespugli e alberi dipinti in modo attento e ritagliato. Anche le imbarcazioni sono dipinte con grande attenzione. Lo stile fiammingo è da ravvisare inoltre nella collana di Battista Sforza e nelle decorazioni. I volti dei personaggi, come tutti quelli di Piero della Francesca sono fortemente geometrizzati e somigliano a degli ovali. Il colore e l'illuminazione I colori sono chiari, luminosi e rendono i corpi e le figure quasi delle statue di avorio. Il chiaroscuro inoltre è presente ma è molto delicato e rende i volumi solidi ma non pesanti. La natura circostante è colorata con un verde tendente al bruno. Si percepisce già, soprattutto nei due ritratti, una prospettiva aerea. Infatti il paesaggio diventa di colore più spento, tendente al grigio e azzurrino in lontananza. La luce dei dipinti è molto chiara, tipica caratteristica dei dipinti di Piero della Francesca. La composizione e l'inquadratura I ritratti presentano uno sviluppo verticale che incornicia in modo molto stretto i busti di Battista Sforza e Federico II. La composizione dei ritratti è quasi perfettamente divisa in due dall'orizzonte che separa il cielo e il paesaggio naturale. Inoltre l'orizzonte separa anche otticamente il corpo di Battista e Federico dal volto che, raffigurato di profilo, è incorniciato dall'azzurro del cielo. 6. PALA DI BRERA (1472-1474) Descrizione La Madonna è seduta frontalmente su un trono al centro dell'opera. Unisce le mani di fronte al petto in segno di preghiera. I suoi occhi sono abbassati e pare guardare in basso verso Gesù addormentato. Il Bambino è disteso sulle ginocchia di Maria. Il suo braccio sinistro è appoggiato sul fianco mentre il destro è ripiegato sotto il capo a formare un sostegno. I personaggi Tre anziani Santi sono raggruppati a destra e altri tre a sinistra. Quattro giovani angeli invece sono allineati frontalmente dietro a Maria. Assumono pose ferme e composte e osservano verso il devoto. Federico da Montefeltro duca di Urbino Inoltre in prossimità dell'angolo destro un uomo d'armi è inginocchiato di profilo. Le sue mani sono giunte e guarda di fronte a se. Indossa una pesante armatura di metallo lucente. Dal suo fianco sinistro poi pende una lunga spada riccamente decorata. Dietro la schiena inoltre si intravede un mantello raccolto a pieghe. Infine, l'elmo e le manopole che proteggono le mani sono posate a terra di fronte a lui. Gli angeli posti alla spalle della Madonna indossano vesti rinascimentali dai colori vivaci. Inoltre portano gioielli sul capo e intorno al collo. L'angelo a destra è vestito con un abito simile alla Vergine. I Santi indossano infine semplici vesti o abiti logori da eremita. La scena religiosa è ospitata all'interno di una chiesa di stile rinascimentale. Gli angeli sono in piedi su un piano rialzato. Sopra di loro poi si apre un'abside coperta da una volta a botte con cassettoni. Interpretazioni e simbologia La presenza dei Santi intorno alla Vergine e la loro disposizione rientra nel modello iconografico della Sacra Conversazione. Il corallo rosso che porta intorno al collo Gesù Bambino anticipa il sangue del suo sacrificio sulla croce. I Santi riuniti in semicerchio intorno a Maria sono, da sinistra, San Giovanni Battista riconoscibile dalla verga che tiene in mano. Inoltre, ha un aspetto patito, segno della sua permanenza nel deserto. Seguono poi San Bernardino e San Girolamo. Quest'ultimo presenta un aspetto da eremita. A destra compare Giovanni Evangelista, anziano e con il vangelo tra le mani. Poi, si vede San Francesco e infine San Pietro che mostra la ferita. Il militare in basso è il duca Federico da Montefeltro, committente della Pala. Il suo profilo è lo stesso dipinto nel celebre ritratto di Piero della Francesca.