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Charlotte Salvatierra

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Storia dell'arte

 

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 Arte egizia
L'arte egizia è uno dei fenomeni più singolari e irripetibili di tutta la storia
dell'uomo. per circa 3 millenni (dal 2800 A.C.

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Arte egizia L'arte egizia è uno dei fenomeni più singolari e irripetibili di tutta la storia dell'uomo. per circa 3 millenni (dal 2800 A.C. Fino alla conquista romana) ha mantenuto caratteristiche proprie, autonome e ben riconoscibili, rimanendo del tutto indifferente ad influenze esterne o a evoluzioni proprie, sia per l'isolamento culturale dell'Egitto, sia per lo stretto legame tra arte e religione. Architettura, pittura e scultura sono asservite agli dei o al faraone (che ha comunque natura divina). LE MÁSTABE I più antichi esempi di architettura egizia si trovano a menti, nel basso Egitto, e sono le màstabe tombe monumentali dei faraoni o degli alti dignitari a forma di piattaforma con mura scarpate, risalenti al periodo protodinastico (l'epoca arcaica della civiltà egizia, 2853-2657 A.c.). spesso erano raggruppate in necròpoli ed erano costituite da una camera scavata in fondo ad un pozzo dove era posto il defunto, e altre sale contigue con gli oggetti (Cibi, utensili, arredi) per la vita nell'Oltretomba. LE PIRAMIDI A GRADONI pozo d'accesso alla camera (dopo la sepoltura la camera ca murata el pozzo riempito di pietramal sovrastruttura in mattoni a pareti inclinate LE PIRAMIDI A FACCE LISCE camera cappella tavola delle offerte Esternamente la mâstaba era decorata con colori vivaci, mentre internamente è collocata la faisa-porta, una stele con il nome e i titoli del defunto con forma di simbolica porta che il defunto avrebbe attraversato per accedere...

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alla sala del banchetto. Dalla mastaba si arriverà gradualmente alla piramide a gradoni, alla piramide a facce lisce e all'ipogeo. sarcofago Il Regno Antico (2657-2166 A.C.) è chiamato Tempo delle Piramidi, queste inizialmente non sono che sovrapposizioni di mastabe una sull'altra. La più antica è quella del faraone zöser (O Djoser), costruita a saggàra intorno al 2650 e composta da 6 enormi piattaforme in blocchi di pietra calcarea per un'altezza massima di 60 m. L'interno è pieno poiché il sepolcreto e le altre camere sono sotto terra. L'artefice è Imhotep, il più antico architetto che la Storia ricordi. Le piramidi con le facce lisce sono la diretta evoluzione di quelle a gradoni alle quali viene apposto un rivestimento in lastre di pietra calcarea. La più grande e celebre piramide è quella di chèope a Giza, presso Il Cairo, sulla riva occidentale del Nilo, risalente al 2.585 a.c. Le sue misure iniziali erano di 232 m di lato e 147 m di altezza. Le quattro facce sono perfettamente orientate secondo i punti cardinali e presentano un'inclinazione di 52°. Diversamente dalla regola la cella funeraria del faraone è posta al centro della costruzione e vi si accede attraverso una complicata rete di cunicoli. Accanto a questa sono le coeve piramidi di chefren (altA 143,5 M) e Micerino (alta 70 m). La piramide di chefren ha la camera mortuaria sotterranea, come da tradizione E l'unica a conservare sulla sommità una porzione del rivestimento in pietra originale. La piramide di Micerino, invece, conserva una parte di rivestimento in granito lungo la base. La perfezione geometrica di questi monumenti ribadisce la loro Funzione simbolica e concettuale di scala celeste, di unione tra Terra e cielo. Altre 6 piramidi più piccole, che fiancheggiano la piramide di cheope e quella di Micerino, erano dedicate a regine e nobili. Per vigilare sul sonno dei faraoni seppelliti nelle piramidi, era stata posta all'ingresso della necropoli una colossale sfinge, un essere mostruoso con il corpo di leone e la testa umana. La sfinge presenta probabilmente i lineamenti del volto di chefren, il faraone che la fece realizzare intorno al 2500 a.c. e porta sulla testa il "nemes", il copricapo regale. È stata scolpita direttamente su un enorme blocco di roccia calcarea che affiorava dalla sabbia. La sua altezza massima è di 20 metri mentre la lunghezza arriva a 73 m. Queste misure da record le hanno dato il primato di statua monolitica più grande del mondo. con l'avvento del Regno NUOVO (1550-1069) e il trasferimento della capitale a Tebe, in Alto Egitto, la costruzione delle piramidi cessa del tutto. I TEMPLI Oltre alle piramidi gli egizi edificarono i templi, abitazioni terrene degli dei, a partire dal 1550 a.c. (NUOVO Regno). I templi egizi sono unici nel loro genere, perché non hanno nessuna Similitudine, quanto a funzione, né con altre costruzioni sacre dell'antichità, né tanto meno, Il tempio egizio con quelle dei nostri giorni. Non sono luoghi di preghiera, né di predicazione: rappresentano l'abitazione terrena degli dei e vengono consacrati alla conservazione della creazione. Per l'antica religione egizia, il succedersi del giorno e della notte deriva sempre dalla quotidiana e difficile vittoria degli dei sulle forze oscure dell'universo. ogni alba è dunque una nuova creazione. Il tempio è quindi il luogo sicuro in cui gli dei possono trovare riposo, nutrimento, conforto e onori nella loro perenne attività di conservazione dell'universo. L'impianto del tempio prevede un percorso assiale che parte da un viale d'accesso affiancato da sfingi, per arrivare alla cella del dio attraverso una serie di piloni, cortili e sale ipòstile. IL TEMPIO DI AMON A KARNAK uno dei templi più famosi è quello di karnak dedicato al dio Amon, creatore che assommava in sé la solarità del dio ra . È la più vasta costruzione egizia, una delle più grandi del mondo (occupa un'area di circa 48 ettari), eretta nel corso di oltre mezzo millennio (dal XVI All'XI SEC.A. C.), e mai conclusa. Il Complesso è racchiuso da un recinto in mattoni crudi L'accesso al tempio avviene dalla via degli Dei: un lungo viale fiancheggiato da 40 gigantesche sfingi in pietra aventi corpo di leone e testa di ariete (dette criosfingi), poste ad eterna guardia all'intero complesso. Nel colossale pilone d'ingresso, rivolto a occidente, costituito da due massicci torrioni affiancati, si apre la porta trionfale. Di qui si giunge al cortile maggiore, di forma rettangolare e percorso per tutta la sua lunghezza da due file di colonne monumentali che indirizzano verso il secondo pilone. superata la seconda porta sui accede alla vastissima sala ipostila. Le colonne e le pareti della sala erano decorate con rilievi colorati che narrano le imprese militari di seti I (1306-1290 A.C.) e di suo figlio Ramses Il (1290-1224 A.C.). la scultura uno dei più antichi esempi di scultura egizia risale al re Narmer, colui che unificando Alto e Basso Egitto diede il via alla I Dinastia con la quale gli Egizi Fanno iniziare la loro storia (3000 A.C.). Si tratta di una tavoletta per cosmetici: su una faccia il re indossa la corona dell'Alto Egitto mentre afferra un nemico prima di ucciderlo. sulla destra Horus (il Falco) regge una testa umana e sei fusti di papiro (il Basso Egitto Sconfitto). sull'altra faccia Narmer va in processione mentre sulla destra stanno 10 nemici decapitati. Al centro due animali fantastici intrecciano i colli in segno di unione. Sotto un toro uccide un nemico. La tavoletta mostra già i caratteri Stilistici tipici dell'arte figurativa egizia: - gerarchizzazione delle figure (il re è più grande rispetto a tutti gli altri perché è il più importante); - bidimensionalità (uomini, animali, oggetti sono piatti, gli elementi sono tutti ribaltati in modo innaturale: occhio e busto frontali, viso e gambe laterali); - Standardizzazione (le modalità con le quali la realtà è smontata e rimontata per offrire una visione simultanea delle varie parti diventa un canone codificato e ripetuto in ogni manifestazione artistica); - idealizzazione (l'arte rappresenta significati morali e simbolici, non la realtà delle cose osservate). Il primo esempio di scultura reale a tutto tondo è la statua di zoser rappresentato con il nemes sulla testa, seduto e di dimensioni reali. Il Sovrano è seduto sul trono, cosi da costituire un unico solido blocco, rigidamente frontale: pochi volumi squadrati che rendono il senso della potenza. È in piedi, invece, il re Micerino tra due dee nell'altorilievo che lo mostra con la corona conica dell'Alto Egitto, in posa frontale, le braccia aderenti al corpo, i pugni chiusi, una gamba leggermente avanzata. sulla sinistra è la dea Hathor venerata sotto forma di vacca e dunque rappresentata con le corna fra le quali sta il disco solare perché identificata con Iside. come i sovrani anche gli alti dignitari, come Rahotep e Nefert, si fanno riprodurre in pose ieratiche, seduti immobili, gli occhi rivolti verso la divinità Nonostante la rigidità della posa mostrano una straordinaria vivezza negli occhi e nel modellato del corpo. si può notare la differenza di carnagione tra uomo e donna: Ocra il corpo di Rahotep, chiaro quello di Nefert, un codice utilizzato per distinguere figure femminili e maschili anche in pittura e che rimanda all'uso di tenere le donne chiuse in casa mentre gli uomini Stavano molto all'aperto e si abbronzavano di più. THA URE ERY Il ritratto di Nefertiti è, comunque, il maggior capolavoro artistico dell'età di Akhenaton. La regina indossa un alto copricapo cilindrico e porta al collo l'usekh, un ampio collare egizio. Il viso è armonioso ed espressivo, la linea degli occhi e delle labbra nitide e raffinate. Gli zigomi alti e il naso perfetto danno l'idea di una donna contemporanea, tant'è vero che qualcuno sostiene che la scultura sia un falso realizzato un centinaio di anni fa con le vernici ritrovate nelle tombe egizie. YEE THIRATT ARNE F411 con l'avvento di Amenophis IV (Akhenaton) nel 1353 a.C. Si assiste ad un breve periodo di *umanizzazione" delle immagini artistiche come si può osservare nel rilievo che lo raffigura con la moglie Nefertiti in atteggiamenti affettuosi verso le tre figlie. 000 Tutankhamon è ricordato soprattutto per lo splendore della sua tomba, ritrovata intatta nel 1922 dall'archeologo inglese Howard carter. Gol Te uno degli oggetti più preziosi è la maschera puneraria posata sul volto della mummia del giovane faraone (mori a Soli 18 anni) e nascosta all'interno di quattro sarcofagi uno dentro l'altro. È composta interamente di oro e lapislazzuli e mostra il volto del defunto con il nemes, la barba cilindrica e tutti i tipici elementi della scultura egizia. come nel passato anche questo volto è fortemente idealizzato. Tutankhamon, infatti, ripristino’ sia la religione che le consuetudini artistiche precedenti all'era di Akhenaton, di cui era il successore. Quando gli Egizi seppellivano i faraoni e i dignitari, estraevano tutti gli organi, inserivano al loro posto paglia e oli profumati e avvolgevano il corpo in bende di lino. Le viscere venivano conservate a parte, dentro speciali vasi, detti canòpi, il cui coperchio raffigurava i quattro figli di Horus: quello con testa di sciacallo conteneva lo stomaco; quello con testa umana il fegato; gli intestini erano dentro il vaso con la testa di falco e i polmoni dentro quello con la testa di babbuino. Il cervello, invece, veniva gettato via... la pittura La funzione della pittura egizia non è decorativa ma religiosa, infatti è sempre realizzata sui sarcofagi, nelle camere sepolcrali e all'interno dei templi. Le immagini rappresentano spesso la vita quotidiana (lavoro nei campi, pesca, banchetti, Vita domestica). La realtà non è rappresentata come appare alla vista ma nel modo più elementare ed intuitivo possibile: le figure sono bidimensionali, gerarchiche, rappresentate nel loro profilo più riconoscibile (anche scomponendo e ricomponendo alcune parti), con un sistema basato su un reticolo che coordina e organizza ogni singolo componente. 16 Gli Egizi rappresentavano anche gli spazi naturali, Nel dipinto di un giardino proveniente dalla tomba dello scriba Nebamon (XV secolo a.c.) la vasca è vista dall'alto, ma i pesci e le piante sono visti di fianco. Lo spazio non è realistico ed è privo di profondità. se fosse stato dipinto come appare ai nostri occhi avrebbe dovuto essere in prospettiva,come nell'immagine sottostante. Ma gli Egizi non erano interessati alla rappresentazione realistica degli spazi. L'importante era rendere riconoscibili i singoli elementi. 15 13 12 fasce) 11 10 8 5 3 14 I colori erano piatti e senza sfumature, anch'essi convenzionali (gli uomini sono rosso-bruno, le donne color ocra giallognolo). 10 9 8 Nel disegno della figura umana vengono messe in evidenza le caratteristiche fisiche più significative: la testa è di profilo ma l'occhio è frontale come il busto; è invece di nuovo laterale la vista di braccia, gambe e piedi. Le tre modalità di rappresentazione di elementi posti in punti diversi dello spazio sono: - ribaltamento (compresenza di elementi visti dall'alto e di fronte) -Scaglionamento orizzontale (sovrapposizione parziale di figure poste sulla Stessa linea) -scaglionamento verticale (sovrapposizione verticale di elementi raccolti in

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L'arte egizia è uno dei fenomeni più singolari e irripetibili di tutta la storia
dell'uomo. per circa 3 millenni (dal 2800 A.C.

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Un appunto così carino per la scuola 😍😍, è davvero utile!

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Arte egizia L'arte egizia è uno dei fenomeni più singolari e irripetibili di tutta la storia dell'uomo. per circa 3 millenni (dal 2800 A.C. Fino alla conquista romana) ha mantenuto caratteristiche proprie, autonome e ben riconoscibili, rimanendo del tutto indifferente ad influenze esterne o a evoluzioni proprie, sia per l'isolamento culturale dell'Egitto, sia per lo stretto legame tra arte e religione. Architettura, pittura e scultura sono asservite agli dei o al faraone (che ha comunque natura divina). LE MÁSTABE I più antichi esempi di architettura egizia si trovano a menti, nel basso Egitto, e sono le màstabe tombe monumentali dei faraoni o degli alti dignitari a forma di piattaforma con mura scarpate, risalenti al periodo protodinastico (l'epoca arcaica della civiltà egizia, 2853-2657 A.c.). spesso erano raggruppate in necròpoli ed erano costituite da una camera scavata in fondo ad un pozzo dove era posto il defunto, e altre sale contigue con gli oggetti (Cibi, utensili, arredi) per la vita nell'Oltretomba. LE PIRAMIDI A GRADONI pozo d'accesso alla camera (dopo la sepoltura la camera ca murata el pozzo riempito di pietramal sovrastruttura in mattoni a pareti inclinate LE PIRAMIDI A FACCE LISCE camera cappella tavola delle offerte Esternamente la mâstaba era decorata con colori vivaci, mentre internamente è collocata la faisa-porta, una stele con il nome e i titoli del defunto con forma di simbolica porta che il defunto avrebbe attraversato per accedere...

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alla sala del banchetto. Dalla mastaba si arriverà gradualmente alla piramide a gradoni, alla piramide a facce lisce e all'ipogeo. sarcofago Il Regno Antico (2657-2166 A.C.) è chiamato Tempo delle Piramidi, queste inizialmente non sono che sovrapposizioni di mastabe una sull'altra. La più antica è quella del faraone zöser (O Djoser), costruita a saggàra intorno al 2650 e composta da 6 enormi piattaforme in blocchi di pietra calcarea per un'altezza massima di 60 m. L'interno è pieno poiché il sepolcreto e le altre camere sono sotto terra. L'artefice è Imhotep, il più antico architetto che la Storia ricordi. Le piramidi con le facce lisce sono la diretta evoluzione di quelle a gradoni alle quali viene apposto un rivestimento in lastre di pietra calcarea. La più grande e celebre piramide è quella di chèope a Giza, presso Il Cairo, sulla riva occidentale del Nilo, risalente al 2.585 a.c. Le sue misure iniziali erano di 232 m di lato e 147 m di altezza. Le quattro facce sono perfettamente orientate secondo i punti cardinali e presentano un'inclinazione di 52°. Diversamente dalla regola la cella funeraria del faraone è posta al centro della costruzione e vi si accede attraverso una complicata rete di cunicoli. Accanto a questa sono le coeve piramidi di chefren (altA 143,5 M) e Micerino (alta 70 m). La piramide di chefren ha la camera mortuaria sotterranea, come da tradizione E l'unica a conservare sulla sommità una porzione del rivestimento in pietra originale. La piramide di Micerino, invece, conserva una parte di rivestimento in granito lungo la base. La perfezione geometrica di questi monumenti ribadisce la loro Funzione simbolica e concettuale di scala celeste, di unione tra Terra e cielo. Altre 6 piramidi più piccole, che fiancheggiano la piramide di cheope e quella di Micerino, erano dedicate a regine e nobili. Per vigilare sul sonno dei faraoni seppelliti nelle piramidi, era stata posta all'ingresso della necropoli una colossale sfinge, un essere mostruoso con il corpo di leone e la testa umana. La sfinge presenta probabilmente i lineamenti del volto di chefren, il faraone che la fece realizzare intorno al 2500 a.c. e porta sulla testa il "nemes", il copricapo regale. È stata scolpita direttamente su un enorme blocco di roccia calcarea che affiorava dalla sabbia. La sua altezza massima è di 20 metri mentre la lunghezza arriva a 73 m. Queste misure da record le hanno dato il primato di statua monolitica più grande del mondo. con l'avvento del Regno NUOVO (1550-1069) e il trasferimento della capitale a Tebe, in Alto Egitto, la costruzione delle piramidi cessa del tutto. I TEMPLI Oltre alle piramidi gli egizi edificarono i templi, abitazioni terrene degli dei, a partire dal 1550 a.c. (NUOVO Regno). I templi egizi sono unici nel loro genere, perché non hanno nessuna Similitudine, quanto a funzione, né con altre costruzioni sacre dell'antichità, né tanto meno, Il tempio egizio con quelle dei nostri giorni. Non sono luoghi di preghiera, né di predicazione: rappresentano l'abitazione terrena degli dei e vengono consacrati alla conservazione della creazione. Per l'antica religione egizia, il succedersi del giorno e della notte deriva sempre dalla quotidiana e difficile vittoria degli dei sulle forze oscure dell'universo. ogni alba è dunque una nuova creazione. Il tempio è quindi il luogo sicuro in cui gli dei possono trovare riposo, nutrimento, conforto e onori nella loro perenne attività di conservazione dell'universo. L'impianto del tempio prevede un percorso assiale che parte da un viale d'accesso affiancato da sfingi, per arrivare alla cella del dio attraverso una serie di piloni, cortili e sale ipòstile. IL TEMPIO DI AMON A KARNAK uno dei templi più famosi è quello di karnak dedicato al dio Amon, creatore che assommava in sé la solarità del dio ra . È la più vasta costruzione egizia, una delle più grandi del mondo (occupa un'area di circa 48 ettari), eretta nel corso di oltre mezzo millennio (dal XVI All'XI SEC.A. C.), e mai conclusa. Il Complesso è racchiuso da un recinto in mattoni crudi L'accesso al tempio avviene dalla via degli Dei: un lungo viale fiancheggiato da 40 gigantesche sfingi in pietra aventi corpo di leone e testa di ariete (dette criosfingi), poste ad eterna guardia all'intero complesso. Nel colossale pilone d'ingresso, rivolto a occidente, costituito da due massicci torrioni affiancati, si apre la porta trionfale. Di qui si giunge al cortile maggiore, di forma rettangolare e percorso per tutta la sua lunghezza da due file di colonne monumentali che indirizzano verso il secondo pilone. superata la seconda porta sui accede alla vastissima sala ipostila. Le colonne e le pareti della sala erano decorate con rilievi colorati che narrano le imprese militari di seti I (1306-1290 A.C.) e di suo figlio Ramses Il (1290-1224 A.C.). la scultura uno dei più antichi esempi di scultura egizia risale al re Narmer, colui che unificando Alto e Basso Egitto diede il via alla I Dinastia con la quale gli Egizi Fanno iniziare la loro storia (3000 A.C.). Si tratta di una tavoletta per cosmetici: su una faccia il re indossa la corona dell'Alto Egitto mentre afferra un nemico prima di ucciderlo. sulla destra Horus (il Falco) regge una testa umana e sei fusti di papiro (il Basso Egitto Sconfitto). sull'altra faccia Narmer va in processione mentre sulla destra stanno 10 nemici decapitati. Al centro due animali fantastici intrecciano i colli in segno di unione. Sotto un toro uccide un nemico. La tavoletta mostra già i caratteri Stilistici tipici dell'arte figurativa egizia: - gerarchizzazione delle figure (il re è più grande rispetto a tutti gli altri perché è il più importante); - bidimensionalità (uomini, animali, oggetti sono piatti, gli elementi sono tutti ribaltati in modo innaturale: occhio e busto frontali, viso e gambe laterali); - Standardizzazione (le modalità con le quali la realtà è smontata e rimontata per offrire una visione simultanea delle varie parti diventa un canone codificato e ripetuto in ogni manifestazione artistica); - idealizzazione (l'arte rappresenta significati morali e simbolici, non la realtà delle cose osservate). Il primo esempio di scultura reale a tutto tondo è la statua di zoser rappresentato con il nemes sulla testa, seduto e di dimensioni reali. Il Sovrano è seduto sul trono, cosi da costituire un unico solido blocco, rigidamente frontale: pochi volumi squadrati che rendono il senso della potenza. È in piedi, invece, il re Micerino tra due dee nell'altorilievo che lo mostra con la corona conica dell'Alto Egitto, in posa frontale, le braccia aderenti al corpo, i pugni chiusi, una gamba leggermente avanzata. sulla sinistra è la dea Hathor venerata sotto forma di vacca e dunque rappresentata con le corna fra le quali sta il disco solare perché identificata con Iside. come i sovrani anche gli alti dignitari, come Rahotep e Nefert, si fanno riprodurre in pose ieratiche, seduti immobili, gli occhi rivolti verso la divinità Nonostante la rigidità della posa mostrano una straordinaria vivezza negli occhi e nel modellato del corpo. si può notare la differenza di carnagione tra uomo e donna: Ocra il corpo di Rahotep, chiaro quello di Nefert, un codice utilizzato per distinguere figure femminili e maschili anche in pittura e che rimanda all'uso di tenere le donne chiuse in casa mentre gli uomini Stavano molto all'aperto e si abbronzavano di più. THA URE ERY Il ritratto di Nefertiti è, comunque, il maggior capolavoro artistico dell'età di Akhenaton. La regina indossa un alto copricapo cilindrico e porta al collo l'usekh, un ampio collare egizio. Il viso è armonioso ed espressivo, la linea degli occhi e delle labbra nitide e raffinate. Gli zigomi alti e il naso perfetto danno l'idea di una donna contemporanea, tant'è vero che qualcuno sostiene che la scultura sia un falso realizzato un centinaio di anni fa con le vernici ritrovate nelle tombe egizie. YEE THIRATT ARNE F411 con l'avvento di Amenophis IV (Akhenaton) nel 1353 a.C. Si assiste ad un breve periodo di *umanizzazione" delle immagini artistiche come si può osservare nel rilievo che lo raffigura con la moglie Nefertiti in atteggiamenti affettuosi verso le tre figlie. 000 Tutankhamon è ricordato soprattutto per lo splendore della sua tomba, ritrovata intatta nel 1922 dall'archeologo inglese Howard carter. Gol Te uno degli oggetti più preziosi è la maschera puneraria posata sul volto della mummia del giovane faraone (mori a Soli 18 anni) e nascosta all'interno di quattro sarcofagi uno dentro l'altro. È composta interamente di oro e lapislazzuli e mostra il volto del defunto con il nemes, la barba cilindrica e tutti i tipici elementi della scultura egizia. come nel passato anche questo volto è fortemente idealizzato. Tutankhamon, infatti, ripristino’ sia la religione che le consuetudini artistiche precedenti all'era di Akhenaton, di cui era il successore. Quando gli Egizi seppellivano i faraoni e i dignitari, estraevano tutti gli organi, inserivano al loro posto paglia e oli profumati e avvolgevano il corpo in bende di lino. Le viscere venivano conservate a parte, dentro speciali vasi, detti canòpi, il cui coperchio raffigurava i quattro figli di Horus: quello con testa di sciacallo conteneva lo stomaco; quello con testa umana il fegato; gli intestini erano dentro il vaso con la testa di falco e i polmoni dentro quello con la testa di babbuino. Il cervello, invece, veniva gettato via... la pittura La funzione della pittura egizia non è decorativa ma religiosa, infatti è sempre realizzata sui sarcofagi, nelle camere sepolcrali e all'interno dei templi. Le immagini rappresentano spesso la vita quotidiana (lavoro nei campi, pesca, banchetti, Vita domestica). La realtà non è rappresentata come appare alla vista ma nel modo più elementare ed intuitivo possibile: le figure sono bidimensionali, gerarchiche, rappresentate nel loro profilo più riconoscibile (anche scomponendo e ricomponendo alcune parti), con un sistema basato su un reticolo che coordina e organizza ogni singolo componente. 16 Gli Egizi rappresentavano anche gli spazi naturali, Nel dipinto di un giardino proveniente dalla tomba dello scriba Nebamon (XV secolo a.c.) la vasca è vista dall'alto, ma i pesci e le piante sono visti di fianco. Lo spazio non è realistico ed è privo di profondità. se fosse stato dipinto come appare ai nostri occhi avrebbe dovuto essere in prospettiva,come nell'immagine sottostante. Ma gli Egizi non erano interessati alla rappresentazione realistica degli spazi. L'importante era rendere riconoscibili i singoli elementi. 15 13 12 fasce) 11 10 8 5 3 14 I colori erano piatti e senza sfumature, anch'essi convenzionali (gli uomini sono rosso-bruno, le donne color ocra giallognolo). 10 9 8 Nel disegno della figura umana vengono messe in evidenza le caratteristiche fisiche più significative: la testa è di profilo ma l'occhio è frontale come il busto; è invece di nuovo laterale la vista di braccia, gambe e piedi. Le tre modalità di rappresentazione di elementi posti in punti diversi dello spazio sono: - ribaltamento (compresenza di elementi visti dall'alto e di fronte) -Scaglionamento orizzontale (sovrapposizione parziale di figure poste sulla Stessa linea) -scaglionamento verticale (sovrapposizione verticale di elementi raccolti in