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LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA, GALILEO GALILEI E FRANCESCO BACONE

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LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA
È il periodo che va dal capolavoro di Copernico "Le rivoluzioni dei corpi celesti" del 1543 all'opera di Newton "

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LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA È il periodo che va dal capolavoro di Copernico "Le rivoluzioni dei corpi celesti" del 1543 all'opera di Newton "I principi matematici di filosofia naturale" del 1687. Due sono le principali domande che vengono poste, quali sono i fattori che hanno prodotto la scienza e perché la scienza è nata solo nell'età moderna e non prima. A questo punto bisogna dire che da Galileo Galilei in poi, tutto si denominerà come pensiero scientifico e da qui le due domande potranno essere spiegate. LO SCHEMA CONCETTUALE È possibile, storicamente parlando, delineare lo schema concettuale che sta alla base della rivoluzione scientifica che venne applicato da Galilei. Dalla rivoluzione scientifica emergono: La concezione della natura come ordine oggettivo e casualmente strutturato di relazioni governate da leggi. La concezione della scienza come sapere sperimentale-matematico e intersoggettivamente valido, avente come scopo la conoscenza del mondo circostante e il dominio di esso da parte dell'uomo. IL NUOVO MODO DI VEDERE LA NATURA La natura è un ordine oggettivo, poiché essa costituisce un oggetto i cui caratteri non hanno niente a che fare con la dimensione spirituale e quindi con i fini, i bisogni e i desideri dell'uomo. L'universo della scienza si configura come un ordine programmaticamente spogliato di ogni attributo, valore o qualità umana. Infatti, solo togliendo l'uomo...

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Didascalia alternativa:

dalla fisica è possibile studiare scientificamente la realtà effettiva del mondo circostante. ● La natura è un ordine causale, poiché in essa nulla avviene a caso, ma tutto è il risultato di cause ben precise. Per casualità si intende un rapporto costante e univoco tra due fatti, dei quali dato l'uno è dato anche l'altro e tolto l'uno è tolto anche l'altro. Tuttavia, delle quattro cause riconosciute da Aristotele, l'unica scientificamente approvata è la causa efficiente, in quanto alla scienza non interessa il perché finale o lo scopo di un fatto, ma solo la sua causa efficiente, cioè l'insieme delle forze che producono quel fatto. La natura è un insieme di relazioni e non un sistema di essenze, poiché lo sguardo del ricercatore è fisso non su presunti principi sostanziali occulti e inverificabili posti alla base della realtà, ma sulle relazioni causali e riconoscibili che legano i fatti tra loro. I fatti sono governati da leggi, poiché, essendo casualmente legati tra loro obbediscono a regole uniformi le quali rappresentano i modi necessari o i principi invarianti attraverso cui la natura opera. Quindi, scientificamente parlando, la natura è l'insieme delle leggi che regolano i fenomeni e li rendono prevedibili. IL NUOVO MODO DI CONCEPIRE LA SCIENZA La scienza è un sapere sperimentale, che si fonda sull'osservazione dei fatti e la giustificazione delle ipotesi. L'esperienza è una costruzione complessa, su base matematica che serve a verificare le ipotesi. Infatti, la scienza moderna si rifà all'equazione esperienza-esperimento. La scienza è un sapere matematico che si fonda sul calcolo e sulla figura. Infatti, la quantificazione è una delle condizioni dello studio della natura. La scienza è un sapere intersoggettivo, poiché i suoi procedimenti vogliono essere pubblici, cioè accessibili a tutti. da qui scaturisce l'equazione scienza sapere universale, affermato de Galileo Galilei. Il fine della scienza è la conoscenza oggettiva del mondo e delle sue leggi. Riesce a essere neutrale e disinteressata e va incontro a quell'interesse umano che è il dominio dell'ambiente circostante. Conoscere le leggi della natura vuol dire poterla controllare e dirigere a nostro vantaggio. SCIENZA E TECNICA L'alleanza tra tecnici e scienziati costituisce una delle caratteristiche della rivoluzione scientifiche, porta al superamento del millenario abisso tra scienza pura e applicazioni pratiche. Molti tecnici divennero scienziati e viceversa, come Leonardo da Vinci. Vennero introdotti i trattati e gli strumenti scientifici. LE CONSEGUENZE NEL PENSIERO MODERNO E CONTEMPORANEO Dal punto di vista teorico la scienza diventerà il prototipo di un sapere rigoroso e universale. Si tenta di assimilare il metodo e di adattarlo in vari campi e inserire nuove teorie della conoscenza e nuove prospettive metafisiche. Dal punto di vista pratico la scienza diventa un sapere utile, che può migliorare la condizione dell'uomo nel mondo. "Sapere è potere". L'idea della scienza come sapere vero e utile sarà oggetto dell'illuminismo. La scienza verrà discussa durante la meditazione di Kant (700). Nell'800 si svilupperà il positivismo, che farà riapparire la scienza come conoscenza autentica e di progresso. Nell'900 si criticheranno le capacità conoscitive e pratiche della scienza. La scienza come progresso verrà considerata come pericolosa nelle mani dell'uomo, perché egli potrebbe distruggere il pianeta. LA RIVOLUZIONE ASTRONOMICA E LA NUOVA FILOSOFIA DELL'INFINITO La rivoluzione astronomica, che da via alla rivoluzione scientifica, inizia nell'Occidente. Si crede che questa rivoluzione sia partita da Copernico, anche se con il pensiero in astronomia, filosofia e teologia. Il vero filosofo della nuova visione del cosmo è Giordano Bruno. La rivoluzione astronomica indica il passaggio dal mondo chiuso all'universo infinito. L'universo degli antichi (aristotelico-tolemaico) era: unico il solo universo esistente. chiuso → era una sfera limitata dal cielo delle stelle fisse oltre il quale non vi era nulla. finito → appariva come un'idea e non una realtà attuale. fatto di sfere concentriche → intese non come pure i tracciati matematici ma come qualcosa di solido e reale. al di sotto del cielo della luna stava la zona dei quattro elementi, con la terra e immobile al centro di tutto. era qualitativamente differenziato in due zone cosmiche: mondo sopralunare e mondo sublunare. DAL GEOCENTRISMO ALL'ELIOCENTRISMO ● ● ● ● Niccolò Copernico azionò la rivoluzione astronomica. Nasce a Torun nel 1473, studia a Cracovia, Bologna, Padova e a Ferrara e morì a Frauenburg nel 1543. Opera → Le rivoluzioni dei corpi celesti. riteneva errata la dottrina tolemaica perché troppo complessa. Sviluppò la teoria eliocentrica → al centro dell'universo vi è immobile il Sole e attorno adesso ruotano i pianeti; la Terra prende posto tra questi e gira su se stessa; la Luna ruota attorno alla terra e le stelle sono fisse. Per lui l'universo era sferico, unico e chiuso dal cielo delle stelle fisse. Accettava il principio della perfezione dei moti circolari uniformi delle sfere cristalline. Il teologo Osiander sosteneva la natura puramente "ipotetica" e "matematica" della nuova dottrina astronomica, non andava d'accordo con quella di Copernico. Vennero formulati alcuni quesiti anti-copernicani messi a punto dagli aristotelici: Se la Terra si muove, perché gli oggetti non si lanciano con essa? Se la Terra si muove, perché non solleva un vento forte? DAL MONDO CHIUSO ALL'UNIVERSO APERTO COPERNICO A BRUNO La rivoluzione astronomica venne continuata da Giordano Bruno. In questo periodo ci si attiene al pensiero di Copernico che l'universo è finito e chiuso. L'idea della pluralità dei mondi e dell'infinità del Tutto parte dai Greci, in particolare da Democrito. Nel Medioevo, viene rifiutato l'atomismo e venne sconfitta ogni immagine astronomica alternativa a quella della Chiesa. Il primo a pensare l'infinità del mondo fu Cusano, ma successivamente il suo universo venne definito come interminato. ● Problemi risolti da Galileo Galilei. GALILEO GALILEI Nasce a Pisa il 14 febbraio 1564, da famiglia di media borghesia. 1574 → vanno a Firenze e studia logica, musica, disegno e letteratura. Poi viene iscritto all'Uni di Pisa, fa medicina. È più interessato a fisica e matematica dalle oscillazioni del lampadario del duomo di Pisa vede che sono isocroniche. Poi si sposta a Firenze → studia geometria e matematica applicata. ● ● ● ● ● ● ● ● 1587 → pubblica "Teoremi sul baricentro dei solidi" ed entra in contatto con grandi scienziati. Dimostra di avere anche interessi letterari scrivendo delle opere. 1589 → è professore di matematica all'Uni di Pisa, scrive il De motu e studia la gravità. 1591 → muore il padre, non riesce a sostenere la famiglia, chiede la cattedra e la ottiene all'Uni di Padova, fino al 1610 resta lì. 1605 → entra nell'Accademia della Crusca, poi pubblica un libro sulla sua nuova invenzione, cioè il compasso. 1609 → perfeziona il primo cannocchiale rudimentale, lo dona al doge di Venezia e verrà usato a scopo militare e scientifico. Scrive il trattato Sidereus nuncius, cui espone le sue scoperte, lo dedica a Cosimo II de Medici, che gli propone di trasferirsi a Firenze come primato di mate e filo e accetta. Il trattato mette in discussione le teorie aristoteliche sulle quali si basa la cosmografia fondata da Tommaso D'Acquino → Galilei si deve difendere perché andava contro alle teorie aristoteliche. Difende la posizione copernicana dagli attacchi dei custodi dell'ortodossia → verrà proibito, lo scienziato continua a esporre tematiche pericolose. Con Il Saggiatore (1623) si scontra con il gesuita Orazio Grassi. Papa Urbano III lo farà processare sempre per lo stesso motivo. Nel 1632 pubblica “Il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano". 1633 → all'Inquisizione viene interrogato, pronuncia l'abiura, evita la condanna ma va agli arresti domiciliari nella sua casa ad Arcetri. Diventa cieco, consegna la sua ultima opera "Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze" e poi muore ad Arcetri nel 1642. Spoglie conservate nella Basilica di Santa Croce (Firenze). Galilei porta avanti una battaglia per l'indipendenza della scienza, combattuta su due fonti, cioè l'autorità religiosa e l'autorità culturale. POLEMICA CONTRO LA CHIESA EI TEOLOGI La Controriforma aveva stabilito che il sapere doveva combaciare con le Sacre Scritture, ma Galileo pensava che in questo modo la religione venisse danneggiata, in quanto la scienza dimostrava false molte tesi religiose. Venne processato dalla Chiesa per tutte le scoperte che aveva fatto. Nelle "Lettere Copernicane" Galilei parla del rapporto scienza e fede → la natura (oggetto della scienza) e la Bibbia (base della religione) derivano da Dio, quindi non possono contraddirsi, in quanto hanno la stessa origine. I contrasti che si creano sono solo apparenti e vanno risolti rivedendo l'interpretazione della Bibbia. Se la Bibbia è arbitra nel campo etico-religioso, la scienza è arbitra nel campo delle verità naturali → non è la scienza che deve adattarsi alla Bibbia, ma l'interpretazione della Bibbia che deve adattarsi alla scienza. Per lui la scienza è autonoma, è il fautore di una scienza laica. POLEMICA CONTRO GLI ARISTOTELICI Galilei mostra grande stima per lo Stagirita e disprezza i loro infedeli discepoli, ovvero gli aristotelici del tempo che, invece di osservare direttamente la natura e di conformare a essa le proprie opinioni, si limitano a consultare i testi delle biblioteche, vivendo nel "mondo di carta" astratto, seguendo solo le dottrine aristoteliche. Gli aristotelici si basano ancora su un dogmatismo antiscientifico che ostacola il progresso del sapere. Nell'estratto "Un mondo di carta" troviamo questo emblema: uno dei personaggi scopre che i nervi partono dal cervello e non dal cuore, come aveva affermato Aristotele. IL DIALOGO SOPRA I DUE MASSIMI SISTEMI DEL MONDO, TOLEMAICO E COPERNICANO Espone argomenti a favore delle dottrine copernicane. Per parlare della teoria geocentrica sceglie Simplicio, dalla parte delle teorie copernicane vi è Salviati (suo alter ego) e Sagredo è il personaggio neutrale. Il Dialogo è diviso in 4 giornate: 1. Confutazione della distinzione aristotelica tra mondo celeste e mondo terrestre e il principio dell'immutabilità dei corpi celesti. 2. Discussione della posizione aristotelica secondo la quale la terra si troverebbe in stato di quiete, lo scienziato introduce l'esempio della nave movimento, quindi contro il moto terrestre. Ne viene fuori il principio della relatività galileiana, secondo cui risulta impossibile decidere, sulla base delle esperienze meccaniche compiute all'interno di un sistema chiuso. 3. Si discute del moto annuo delle terre e dei nuovi corpi celesti avvistati. 4. Si discute delle maree che per Galilei non venivano causate dall'attrazione della luna. LA SCOPERTA DEL CANNOCHIALE E LA DIFESA DEL SUO VALORE SCIENTIFICO Gli strumenti scientifici furono una svolta per la rivoluzione scientifica, come il cannocchiale galileiano. Questo strumento fu utile perché permetteva di riprodurre il fenomeno studiato nelle condizioni volute. Nel "Saggiatore" Galilei scrive che partendo da un occhiale progettato da un olandese riuscì a costruire un cannocchiale più potente. Vasco Ronchi afferma che Galilei usò perfettamente e scientificamente il cannocchiale, in quanto gli usi che ne venivano fatti erano militari. Le scoperte astronomiche fatte vennero scritte tutte nel Sidereus Nuncius e verrà contestato. IL METODO DELLA SCIENZA Galilei individua il metodo scientifico, per questo è considerato il padre della scienza moderna. Grazie ai Dialoghi, Discorsi e il Saggiatore abbiamo capito che il suo metodo si divide in due fasi: 1. Momento risolutivo → consiste nel risolvere un fenomeno complesso nei suoi elementi semplici, per poi formulare un'ipotesi matematica. 2. Momento compositivo → consiste nella verifica e nell'esperimento, si tenta di riprodurre in maniera artificiale il fenomeno. Quando l'ipotesi è confermata verrà modificata in legge. SENSATA ESPERIENZA E NECESSARIE DIMOSTRAZIONI, INDUZIONE E DEDUZIONE ● ● Sensata esperienza fatta con i nostri sensi, vuole evidenziare il momento osservativo-induttivo della scienza. La scienza galileiana, attraverso un'attenta ricognizione dei fatti e dei casi particolari, induce, partendo dall'osservazione, una legge generale. Necessarie dimostrazioni → raggiungo una deduzione, cioè una conclusione, da premesse generiche; vuole evidenziare il momento ipotetico-deduttivo della scienza. Le necessarie dimostrazioni sono ragionamenti logici, condotti su base matematica, attraverso cui il ricercatore, partendo da un'intuizione di base e procedendo per una supposizione, formula in teoria le sue ipotesi, riservandosi di verificarle nella pratica. Quindi, lo scienziato intuendo e ragionando arriva a delle ipotesi che può verificare. Galilei è considerato come un induttivista, ricercatore che parte dall'osservazione dei fatti e poi ne ricava la legge, e come un deduttivista, si affida solo al ragionamento, dall'universale al particolare. Galilei è entrambe le cose, anche se vi è una prevalenza dell'induzione sperimentale sulla deduzione teorica, non escludendo il loro legame. Le sensate esperienze fanno sempre riferimento alle necessarie dimostrazioni, in quanto vengono rielaborate in un contesto matematico-razionale e sono quindi "cariche di teoria”. Anche le necessarie dimostrazioni fanno riferimento alle sensate esperienze, in quanto l'esperienza fornisce la base per le ipotesi, che nascono grazie all'osservazione e lo studio dei fenomeni e poi acquistano valore solo grazie alla conferma sperimentale. METODO E FILOSOFIA Galilei crea lo schema teorico della scienza moderna → la natura è un ordine oggettivo e casualmente strutturato di relazioni governate da leggi. Galilei afferma che le opere della natura non possono essere giudicate con un metro puramente umano, rifiutando il finalismo. È arroganza da parte dell'uomo dichiarare inutili quegli elementi naturali di cui non si conosce l'utilità. Di conseguenza lui afferma che non bisogna cercare perché la natura opera in un certo modo (causa finale), ma solo come opera (causa efficiente). Galileo afferma che lo scienziato deve occuparsi esclusivamente delle leggi che regolano i fatti, rifiutando l'essenzialità. Lo schema della scienza moderna è accompagnato da schemi di natura teorico-filosofica; quindi, pur non essendo un filosofo si ispira alla filosofia. La fiducia nella matematica è incentivata dalla dottrina platonico-pitagorica della struttura matematica del cosmo. Il privilegiamento degli aspetti quantitativi del reale è collegato alla distinzione atomistico-democritea tra proprietà oggettive e soggettive dei corpi. La credenza nella validità del rapporto casuale e delle leggi generali scoperte dalla scienza si appoggia all'ordine naturale, che risulta necessario e immutabile. La fiducia nella verità assoluta della scienza viene dimostrata mediante la teoria secondo cui conoscenza umana e conoscenza divina: Dio conosce la verità intuitivamente, in modo immediato. Conosce tutte le infinite verità. L'uomo conquista la verità progressivamente attraverso il ragionamento discorsivo. Conosce solo alcune verità. Per quanto riguarda le dimostrazioni matematiche, la qualità della certezza è identica. REALISMO DI GALILEI Il lavoro scientifico di Galileo si basa sulla corrispondenza tra il pensiero e l'essere, la conformità tra ciò che la scienza sostiene e il mondo qual è veramente. Galilei interpreterà il rapporto tra scienza e realtà in termini di riproduzione o rispecchiamento; infatti, lui si considera come un matematico e filosofo allo stesso tempo. La sua convinzione resta la stessa nonostante l'argomentazione di Urbano VIII. FRANCESCO BACONE Nasce a Londra, 22 gennaio 1561. Studia a Cambridge e poi trascorre alcuni anni a Parigi, dove arricchisce la sua cultura. Poi intraprende la carriera politica, fu un cortigiano abile e senza scrupoli. Si fece l'idea di una scienza al servizio dell'uomo; tutte le sue opere illustrano una ricerca scientifica che fa della realtà stessa il dominio dell'uomo. Voleva rendere la scienza attiva e creò una tecnica. Nella Nuova Atlantide lui immagina un paradiso della tecnica; l'isola è descritta come un enorme laboratorio sperimentale. La sua maggiore attività fu dedicata al progetto di un'enciclopedia delle scienze, descritto nell'opera Sulla dignità e sull'accrescimento delle scienze e comprende le scienze che si fondano sulla memoria, sulla fantasia e sulla ragione. LA NUOVA LOGICA DELLA SCIENZA Nel Nuovo organo, ispirato dall'Organon di Aristotele, troviamo una critica della logica aristotelica e la proposta di una nuova logica del procedimento tecnico-scientifico. Per lui la scienza è posta totalmente al servizio dell'uomo e l'uomo intende quello che ha osservato dalla natura. Secondo lui, sapere è potere, quindi più si conosce la natura e più la si può domare, non attraverso i sensi che sono fallaci, ma attraverso gli esperimenti. La mente umana può essere soggetta a errori, infatti lui oppone l'interpretazione della natura all'anticipazione della natura. l'anticipazione della natura → la mente umana non usa l'esperimento e passa direttamente alle conclusioni. Interpretazione della natura → con metodo e con ordine, attraverso gli esperimenti. PREGIUDIZI DELLA MENTE Il compito di Bacone è quello di eliminare i pregiudizi dell'uomo che lo allontanano dal metodo rigoroso e scientifico. Bacone li chiama Idola: ● ● ● ● Idola tribus → sono tipici degli uomini. L'uomo è portato a concepire una natura molto più armonica di quello che in realtà e vedendo maggiormente delle cose piuttosto che altre. La loro fonte principale è l'insufficienza dei sensi ai quali sfuggono tutte le forze nascoste della natura. Idola specus → derivano da come veniamo educati, dalle nostre abitudini e dai casi fortuiti della vita. Idola fori derivano dal linguaggio, che può generare pregiudizi. Idola theatri → derivano da tutte quelle narrazioni (dalla filosofia, alla religione, al teatro) che possono influenzare in qualche modo la nostra visione della vita. Per Bacone ci sono tre false filosofie: 1. Sofistica → quella di Aristotele che cerca di adattare il mondo naturale a categorie logiche predisposte. 2. Empirica → è la filosofia degli alchimisti che pretende di spiegare ogni cosa per mezzo di pochi e ristretti esperimenti. 3. Superstizione → è una filosofia che si mescola alla teologia. METODO INDUTTIVO Si passa dal particolare al generale, in quanto consente di raggiungere una legge generale partendo da casi particolari. Si oppone al metodo induttivo di Aristotele, in quanto è un'induzione per semplice enumerazione di casi particolari. L'induzione scientifica che lui intende si fonda sulla scelta e sull'eliminazione si sotto il controllo dell'esperimento, infatti lui vuole unire insieme esperienza e elaborazione razionale e rigorosa. Il suo metodo si divide in: 1. Raccolta dei dati → è definita come storia naturale e sperimentale. 2. Elaborazione delle tavole → catalogazioni delle istanze: Tavole della presenza → raccolgono i casi in cui un determinato fenomeno si presenta ugualmente anche se in circostanze diverse. ● ● Tavole dell'assenza → raccolgono i casi in cui lo stesso fenomeno non si presenta. Tavole dei gradi o comparative → raccolgono i casi in cui il fenomeno si presenta nei suoi gradi crescenti. 3. Fase negativa → consiste nell'escludere quelle cause che risultano incompatibili con il fenomeno studiato. 4. Formulazione ipotesi realistica e coerente → guida lo sviluppo della ricerca. L'induzione dovrà procedere mettendo alla prova l'ipotesi mediante esperimenti dette istanze prerogative. Quella decisiva è l'istanza cruciale che consente di identificare la causa vera del fenomeno → esperimenti per confermare ipotesi. Il metodo di Bacone e una razionale interpretazione e selezione dei dati.