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 Thomas Hobbes
Filosofo inglese del '600, è un deduttivista ma tenta di mediare tra metodo deduttivo e
metodo induttivo. La sua è una vision

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Greta Di Lorenzo

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Thomas Hobbes e la sua filosofia

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Thomas Hobbes Filosofo inglese del '600, è un deduttivista ma tenta di mediare tra metodo deduttivo e metodo induttivo. La sua è una visione del tipo materialistico e meccanicistico: la materia rappresenta l'oggetto di conoscenza, mentre il movimento è la chiave per spiegare tutto ciò che accade. la materia similmente a cartesio, Hobbes sostiene che per affrontare la fisica sarebbe necessario un annichilimento del mondo, cioè che il mondo sparisse, in modo da poter individuare i principi dell'esistenza dello stesso e poterio poi ricostruire in maniera deduttiva. così, rimarrebbero solo materia, movimento e leggi naturali. Il primo di tali principi è che le cose esistono fuori di noi (materialismo), il secondo è che non possiamo conoscerle secondo la loro reale essenza ma solo come idee nella nostra mente, come Fantasmi' (Fenomenismo). Da qui scaturiscono le evidenze, e cioè l'esistenza dello spazio (in quanto le cose sono esterne a noi), del tempo (in quanto occupano posizioni successive nello spazio), che insieme sono solo delle rappresentazioni mentali, dei corpi materiali e del movimento. • dai sensi al pensiero La sensazione rappresenta l'unico strumento che l'uomo ha per conoscere il mondo esterno. ci sono, in realtà, due metodi di conoscenza: quella sensoriale (per la natura), con metodo induttivo, che parte da esperienze particolari per giungere a individuare principi generali, e ha origine...

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dal cambiamento che i nostri organi di senso subiscono quando provocati dal movimento degli atomi che provengono dal corpo percepito, da cui poi scaturiranno le immagini e dunque i pensieri. A queste rappresentazioni della nostra mente noi diamo poi dei nomi universali in modo che, seppur la conoscenza sia particolare e soggettiva, nei nostri discorsi possiamo richiamare alla mente un qualsivoglia oggetto, a cui ogni uomo farà riferimento secondo la propria esperienza. E poi c'è quella razionale, con metodo deduttivo, che è possibile solo quando i principi generali sono già stabiliti dall'uomo. ·la conoscenza Hobbes sostiene che la conoscenza vera sia la capacità di produrre o riprodurre un fenomeno, che essa sia fondata sul ragionamento, cioè sul saper unire e separare concetti (e dunque calcolo). Esistono, perciò, due possibili forme di conoscenza: quella induttiva -> da sensazioni a generalizzazioni. E' in relazione al mondo fisico, e ha generalizzazioni che sono sempre ipotetiche. - quella deduttiva -> da principi generali a eventi particolari. E' certa, ma applicabile soltanto negli ambiti dei quali noi stessi creiamo i principi, come nel caso della geometria, dell'etica e della politica, le scienze per eccellenza. i diritti dell'i se per conoscere la natura il metodo deduttivo non basta, in ambito etico e politico è Punico strumento. L'uomo è fatto di istinti e tende a muoversi in Ottica dei suoi desideri. proprio per raggiungere tali desideri si mette in competizione con gli altri uomini, in una sorta di guerra. Nella natura l'uomo ha diritto di fare tutto ciò che lo porta alla sopravvivenza, ma in uno stato di guerra simile, dove tutti sono contro tutti, la vita non è garantita e non è possibile lo sviluppo della civiltà o nessuna forma di collaborazione. nomo In tale stato, l'uomo è homo homini lupus (lupo per l'altro uomo) e non esistono diritti, O meglio, esiste un solo diritto, ovvero il diritto di ognuno su tutti da cui consegue infelicità e insicurezza. Per combattere questa situazione è necessario cercare la pace, la legge fondamentale di natura, principi di cui Hobbеs parla come utili per la sopravvivenza. La prima legge naturale è di evitare il conflitto permanente, per cui ognuno deve sforzarsi alla pace. La seconda è la rinuncia del diritto su ogni cosa per mantenere tale pace, eccetto la conservazione della propria vita. La terza è il mantenimento dei patti. il patto sociale Hobbes riprende, come titolo, un mostro della Bibba, il Leviatano, un mostro che incute paura a tutti e che Hobbes associa all'assolutismo del potere statale. LO stato nasce come creazione degli uomini, ma una volta costruito non tollera alcuna opposizione e deve assicurarsi che le leggi naturali siano vincolanti per tutti. Essendo che ogni uomo rinuncia al proprio diritto su tutto, ogni uomo vuole essere certo che anche gli altri lo facciano, e tale garanzia è resa possibile da un patto, di cui lo stato ne impone il rispetto. Il patto implica la rinuncia al diritto ma garantisce la pace, ed è così che Hobbes giustifica la monarchia assoluta. A questo punto gli uomini si spogliano anche del diritto di giudicare il bene e il male, che diventa compito della legge. Hobbes è dunque considerato il precursore del positivismo giuridico (o giuspositivismo, dove la legge è dettata da un'unica persona a cui si affidano i propri diritti e libertà, ‡ giusnaturalismo, bisogno della costituzione e dei diritti naturali alla sua base). potere assoluto Per Hobbes, lo stato deve avere il carattere assoluto (sciolto da ogni legame) del potere. Per garantire la sicurezza dei sudditi, deve essere privo di limitazioni. Nessuno può avere diritti che lo stato sia tenuto a rispettare. costituendo lo stato, gli uomini hanno accettato dei vincoli e rinunciato alle proprie libertà. compiti del sovrano Il primo compito del sovrano è conservare integri i diritti di sovranità, dal momento che la sola alternativa è la guerra contro tutti. Inoltre vi è anche il compito di istruire il popolo, per riconoscere i principi fondamentali della conservazione dello stato; e allo Stesso tempo il popolo deve essere educato ad obbedire. credere e sapere Hobbes distingue il credere dal sapere. La religione non può avere un fondamento razionale, ma trova origine nell'uomo. La religione ha dunque origine dal timore e dall'ignoranza delle cause, ma viene poi utilizzata a fini politici.

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