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 VIOLENZA SULLE DONNE
educazione civica= giornata contro la violenza sulle donne.
La violenza sulle donne non è altro che le definizione gen

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testo argomento di educazione civica sulla violenza sulle donne

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VIOLENZA SULLE DONNE educazione civica= giornata contro la violenza sulle donne. La violenza sulle donne non è altro che le definizione generica di tutti quegli atteggiamenti aggressivi o molesti degli uomini nei confronti di persone femmine, perciò si parla anche di violenza di genere, essendo il diverso sesso l'elemento che più frequentemente viene addotto come motivo della violenza in sé. La cronaca quasi quotidianamente ci parla di eventi spiacevoli che hanno come vittime proprio le donne, tuttavia tendiamo a dimenticarci che gli episodi di violenza che sentiamo tramite le notizie sono pochissimi in confronto a quelli che accadono realmente. Questi fatti vengono troppo spesso messi a tacere purtroppo, un argomento di forte attualità, discusso moltissimo in programmi televisivi e sul web, sfociando anche in film, cortometraggi, canzoni. Alla luce dei molteplici avvenimenti avvenuti negli ultimi anni, si è anche deciso di dedicarne una giornata mondiale, istituita dall'Assemblea generale delle nazioni unite il 25 novembre, una data non scelta a caso, scelta per focalizzare tutta l'attenzione pubblica su un tema attuale. Inoltre anche per ricordare che nel 1981 ci fu il primo incontro femminista latino americano e caraibico a Bogotá in Colombia dove venne deciso di celebrare la giornata internazionale della violenza contro le donne proprio il 25 novembre in memoria delle sorelle mirabal, uccise per essersi opposte al regime del dittatore Trujillo, le tre sorelle provenivano da...

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una famiglia benestante che come a molte altre famiglie furono espropriati i loro beni dal regime; loro però erano donne colte e decisero di organizzarsi per combattere contro le atrocità commesse da quel regime. Insieme ai loro mariti diedero di dar vita così al "Movimento 14 giugno", gruppo politico di opposizione clandestina che prese piede in tutto il paese. Ma i membri che ne facevano parte vennero perseguitati e molti incarcerati, comprese le sorelle Mirabal e i loro coniugi. Le donne furono poi però liberate ma uccise brutalmente in seguito: mentre si stavano recando a visitare i loro mariti nella 155 wwwwwwwww www.** m prigione di Puerto Plata, furono fermate dal Servicio de Inteligencia Militar, e condotte in una piantagione di zucchero, dove furono uccise a bastonate. È questo della violenza sulle donne è in assoluto uno dei problemi più gravi che riguardano la salute pubblica, basterebbe infatti riportare un solo numero per descrivere la situazione, e secondo una stima circa il 35% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita che sia sessuale o meno che sia stato uno sconosciuto oppure da parte di un partner o di un famigliare ed è impressionante che circa una donna su tre nel mondo abbia subito violenza. Da qui nasce anche il termine femminicidio parola che è stata coniata ai tempi moderni è sta ad indicare quelle donne uccise perché donne uccise da uomini che si sentono in diritto di ucciderle perché si considerano superiori ad esse, questi comportamenti e pensieri sono una radice della diffusa società patriarcale e misogina secondo le quali le donne devono rientrare in una visione stereotipata di donna oggetto o di donna trofeo di proprietà dell'uomo. Negli ultimi anni si sta cercando di trovare una soluzione a questo problema sia dal punto di vista legale cambiando e creando nuove leggi che dal punto di vista educativo e formativo dove sia nelle istituzioni scolastiche e quelle familiari si cerca di impartire un'educazione rivolta alla parità, essendo che il reato nella maggioranza dei casi non è frutto dell'improvvisa perdita di controllo o della presenza di patologie psichiche da parte dell'assassino ma rappresenta l'ultimo di una serie di atti violenti a cui la donna è sottoposta dal punto di vista sessuale fisico psicologico o economico. per gli studiosi di questioni di genere il femminicidio sarebbe dunque un caso di omicidio doloso a sfondo discriminatorio e con matrice patriarcale. Al femminicidio sussiste anche lo stalking, che consiste in comportamenti ripetuti che portano la vittima ad avere gravi stati d'ansia e di paura o addirittura a cambiare abitudini questi comportamenti possono essere telefonate e messaggi appostamenti e generare una continua ricerca di contatto da parte dello Stalker la maggior parte delle vittime non denunciano per vergogna, paura delle reazioni dello Stalker che spesso intrattiene o ha intrattenuto qualsiasi tipo di relazione con la vittima spesso donne a questi comportamenti possono portare nei più gravi casi a femminicidio. Il problema della società di oggi è però che anche le donne non denunciano o perché se la violenza è stata commessa dal padre dei propri figli esse pensano che sia giusto perdonare anche per il bene dei propri figli non pensando però che tutto questo influisca negativamente su di loro essendo che non crescono in un ambiente sereno ed amorevole, oppure perché pensano che poi gli assistenti sociali potrebbero portare via i bambini o un altro motivo frequente e quello per paura di essere giudicate o per il semplice motivo che se esse ad esempio vengono stuprate in discoteca la colpa viene data a loro per aver indossato un abito aderente o provocante, questo perché si vive tutt'oggi in un mondo pieno di stereotipi dove viene detto ad una ragazza di non mostrare il suo fisico se non vuole che le si avvicinino dei malintenzionati e non ai ragazzi che devono controllarsi e non avere il quoziente intellettivo pari a quello di un uomo primitivo, quindi che deve sapere rispettare una donna, non giudicarla e non violentarla in nessun modo. Ad oggi per rappresentare la violenza sulle donne viene utilizzato il simbolo del tacco rosso, l'idea nasce da un progetto d'arte pubblica di Elina Chauvet, architetta e artista messicana. Nel 2009, in seguito alla morte della sorella per mano del marito violento, Elina Chauvet realizza Zapatos Rojos, ovvero "Scarpette Rosse": una serie di centinaia scarpe rosse, come il sangue versato dalle vittime di violenza, vengono sistemate per le vie e le piazze di Ciudad Juarez. Ogni paio di scarpe rappresenta un'ennesima martire, in marcia in un corteo fantasma di donne che hanno perso la vita per colpa della violenza di genere, nell'indifferenza generale. La scelta della città non è casuale: dal 1993 infatti proprio Ciudad Juarez è stata teatro di indicibili atti di violenza sulle donne. Centinaia le vittime rapite, uccise e stuprate nella cittadina, in un fenomeno endemico sempre più ampio e completamente 4 ignorato dalle autorità locali e internazionali. Le scarpe rosse sono così diventate il simbolo delle vittime di violenza. Da allora, l'iniziativa di Elina Chauvet ha fatto il giro del globo. Zapatos Rojos viene esposta in Norvegia, Spagna, Argentina, Stati Uniti, Ecuador e Canada. In Italia, è stata esposta a Milano, Genova e Lecce ed ogni anno, in occasione della Giornata contro la Violenza sulle Donne, le simboliche scarpe rosse fanno la loro comparsa in tutte le piazze italiane. Il rosso diventa il colore simbolo della Giornata in molti paesi, Italia compresa. Per questo anche le altre installazioni simboliche di sensibilizzazione, come le panchine del rispetto e i drappi, sono sempre rosse.

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È questo della violenza sulle donne è in assoluto uno dei problemi più gravi che riguardano la salute pubblica, basterebbe infatti riportare un solo numero per descrivere la situazione, e secondo una stima circa il 35% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita che sia sessuale o meno che sia stato uno sconosciuto oppure da parte di un partner o di un famigliare ed è impressionante che circa una donna su tre nel mondo abbia subito violenza. Da qui nasce anche il termine femminicidio parola che è stata coniata ai tempi moderni è sta ad indicare quelle donne uccise perché donne uccise da uomini che si sentono in diritto di ucciderle perché si considerano superiori ad esse, questi comportamenti e pensieri sono una radice della diffusa società patriarcale e misogina secondo le quali le donne devono rientrare in una visione stereotipata di donna oggetto o di donna trofeo di proprietà dell'uomo. 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Ad oggi per rappresentare la violenza sulle donne viene utilizzato il simbolo del tacco rosso, l'idea nasce da un progetto d'arte pubblica di Elina Chauvet, architetta e artista messicana. Nel 2009, in seguito alla morte della sorella per mano del marito violento, Elina Chauvet realizza Zapatos Rojos, ovvero "Scarpette Rosse": una serie di centinaia scarpe rosse, come il sangue versato dalle vittime di violenza, vengono sistemate per le vie e le piazze di Ciudad Juarez. Ogni paio di scarpe rappresenta un'ennesima martire, in marcia in un corteo fantasma di donne che hanno perso la vita per colpa della violenza di genere, nell'indifferenza generale. La scelta della città non è casuale: dal 1993 infatti proprio Ciudad Juarez è stata teatro di indicibili atti di violenza sulle donne. Centinaia le vittime rapite, uccise e stuprate nella cittadina, in un fenomeno endemico sempre più ampio e completamente 4 ignorato dalle autorità locali e internazionali. Le scarpe rosse sono così diventate il simbolo delle vittime di violenza. Da allora, l'iniziativa di Elina Chauvet ha fatto il giro del globo. Zapatos Rojos viene esposta in Norvegia, Spagna, Argentina, Stati Uniti, Ecuador e Canada. In Italia, è stata esposta a Milano, Genova e Lecce ed ogni anno, in occasione della Giornata contro la Violenza sulle Donne, le simboliche scarpe rosse fanno la loro comparsa in tutte le piazze italiane. Il rosso diventa il colore simbolo della Giornata in molti paesi, Italia compresa. Per questo anche le altre installazioni simboliche di sensibilizzazione, come le panchine del rispetto e i drappi, sono sempre rosse.