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Il bilancio

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Il bilancio è un insieme di documenti contabili che ogni società di capitali (Spa e Srl) deve obbligatoriamente redigere per
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Appunti di economia aziendale riguardanti il bilancio d'esercizio: stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario, nota integrativa, riclassificazione degli schemi, indici patrimoniali ed economici.

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Il bilancio Il bilancio è un insieme di documenti contabili che ogni società di capitali (Spa e Srl) deve obbligatoriamente redigere per verificare la propria situazione patrimoniale, finanziaria e stabilire il risultato d'esercizio. Deve essere consegnato alla Camera di Commercio e inserito nel Registro delle Imprese entro 120 giorni dalla chiusura d'esercizio oppure, se si tratta di gruppi di società, entro 180 giorni. Il bilancio ha tre funzioni: decisionale: serve agli amministratori per conoscere i risultati della gestione e attuare azioni correttive negli esercizi successivi; ● • consuntiva: la redazione del bilancio viene effettuata alla fine del periodo amministrativo (1 gen – 31 dic) poiché è necessario riepilogare le spese e le entrate; informativa: informa gli stakeholders (fornitori, creditori, soci, Stato, banche, clienti) sull'andamento dell'azienda. È composto da: ● ● ● ● Stato Patrimoniale: il patrimonio della società (crediti, debiti, entrate, uscite); Conto Economico: una lista di costi e ricavi che determina il reddito; Rendiconto Finanziario; Nota integrativa: serve per fare chiarezza sul contenuto degli schemi precedenti. Il bilancio sintetico Il bilancio sintetico può essere presentato e redatto soltanto se si tratta di società che per due anni hanno avuto: attivo dello Stato Patrimoniale inferiore a 4.400.000€; • ricavi delle vendite inferiori a 8.800.000€; • meno di 50 dipendenti in media per esercizio. Questa tipologia di bilancio contiene uno schema semplificato di Stato Patrimoniale e...

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Conto Economico; il Rendiconto finanziario, invece, può essere escluso. I postulati e i princìpi per la redazione del bilancio I postulati e i princìpi per la redazione del bilancio sono disciplinati dall'articolo 2423 del Codice civile. I princìpi sono due: 1. Chiarezza nella redazione: il bilancio deve essere conforme al Codice civile; 2. Verità e correttezza: il bilancio deve contenere fatti di gestione veri e correttamente iscritti. I postulati sono invece sette: 1. Postulato della prudenza: serve per evitare di fare previsioni esagerate e poco realistiche, per cui è consigliabile sopravalutare i costi e sottovalutare i ricavi; 2. Postulato della continuità: i calcoli devono essere effettuati immaginando che l'azienda continui a vivere nel tempo; 3. Postulato della rappresentanza sostanziale: i fatti di gestione devono essere rilevanti in base alla loro reale natura economica; 4. Postulato della competenza economica: i costi e ricavi devono essere contabilizzati tenendo conto della competenza economica; 5. Postulato della costanza dei criteri di valutazione: le imprese devono valutare sempre nello stesso modo i beni patrimoniali; 6. Postulato della rilevanza: i fatti economici devono essere significativi e rilevanti; 7. Postulato della comparabilità: devono essere indicati gli importi dell'esercizio corrente e quelli dell'esercizio precedente. Lo Stato Patrimoniale Lo Stato Patrimoniale, disciplinato dall'articolo 2424 del Codice civile, è uno schema a sezioni contrapposte che riporta il valore dei beni e dei capitali di unʼazienda. Si suddivide in due colonne: A sinistra troviamo l'attivo, ovvero le risorse economiche (merci e altri mezzi) che l'azienda impiega per svolgere le proprie attività produttive: Immobilizzazioni Attivo circolante Ratei e risconti attivi ATTIVITÀ beni o risorse appartenenti all'azienda con una vita utile superiore a un anno. Questi elementi patrimoniali possono essere: immateriali: brevetti, costi di impianto e di ampliamento, licenze, marchi; materiali: edifici, macchinari, impianti, automezzi; • finanziarie: titoli o partecipazioni ad altre società. risorse da impiegarsi nel breve termine, come: • le rimanenze: materie di consumo, semilavorati, prodotti finiti; i crediti: • le disponibilità liquide: cassa, banca, assegni, ecc. ratei attivi: quote di entrate maturate, ma non ancora materialmente incassate, dal momento che la loro manifestazione finanziaria si verificherà in esercizi futuri; risconti attivi: quote di ricavo non ancora maturate, ma che hanno già avuto la loro manifestazione finanziaria. A destra, invece, il passivo, ossia le fonti di finanziamento, che includono sia le proprie che quelle di terzi: PASSIVITÀ La differenza tra attività e passività, costituita dal capitale sociale (che può essere di conferimento quando i soci mettono a disposizione i propri beni; oppure di autofinanziamento quando si rinvestono gli utili), dalle riserve, dall'utile o dalla perdita di esercizio. Patrimonio netto Fondi per rischi e oneri Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) Debiti Ratei e risconti passivi accantonamenti finanziari destinati a coprire perdite e debiti di esistenza certa e probabile. I debiti contratti verso i dipendenti per l'indennità di fine rapporto. • a breve termine (o debiti di funzionamento / regolamento): sono quelli con scadenza fino a 12 mesi come i debiti verso fornitori e su Iva; a medio termine fino a 5 anni: canone leasing; • a lungo termine (o debiti di finanziamento): sono quelli con scadenza fino a 20 anni come il mutuo. ratei passivi: costi che l'azienda ha già maturato ma non ha ancora pagato, perché di competenza dell'esercizio successivo; risconti passivi: costi che l'azienda non ha ancora maturato, ma che hanno già avuto la loro manifestazione finanziaria. In termini di valore, attività e passività devono essere sempre bilanciate, cioè la somma delle attività deve corrispondere alla somma delle passività. Se così non fosse, significa che sono stati investiti più fondi di quelli disponibili e, di conseguenza, l'azienda non avrebbe generato ricchezza ma perdita. Il Conto Economico Il Conto Economico è un altro documento contabile disciplinato dall'articolo 2425 del Codice civile. Esso ha lo scopo di rappresentare i costi e i ricavi sostenuti e conseguiti da un'azienda, dalla cui differenza si ottiene il risultato economico dell'esercizio che può essere in utile (se i ricavi superano i costi) o in perdita (se i costi sono maggiori dei ricavi). Il Conto Economico è redatto in forma scalare e segue questo schema: CONTO ECONOMICO A) VALORE DELLA PRODUZIONE ricavi delle vendite • altri proventi TOTALE A ● ● B) COSTI DI PRODUZIONE acquisti per materie prime • servizi • salari • ammortamenti • oneri diversi di gestione TOTALE B ● ● DIFFERENZA TRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE (A e B) C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI proventi finanziari (+ interessi attivi) oneri finanziari (- interessi passivi) TOTALE C D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITÀ FINANZIARIE + rivalutazioni - svalutazioni TOTALE D E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI + proventi straordinari - oneri straordinari TOTALE E Le classi A e B rappresentano la gestione ordinaria, la parte C quella finanziaria e la E quella straordinaria. Tutte le voci riportate all'interno di queste categorie sono necessarie per avere un quadro ben chiaro del fatturato aziendale e dei ricavi nel periodo di analisi. RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B±C±D+E) IMPOSTE RISULTATO D'ESERCIZIO (utile / perdita) Il Rendiconto Finanziario Il Rendiconto Finanziario è un prospetto a strati comparati che mette in evidenza gli impieghi (attività) e le fonti (passività). Più precisamente, esso informa gli stakeholders su come l'impresa abbia generato, impiegato e raccolto liquidità in un determinato periodo. Si compone di tre parti: flussi di cassa da attività di finanziamento: es. aumento / diminuzione dei debiti verso banche o del capitale sociale; flussi di cassa da attività di investimento: es. somme pagate per investimento (acquisto) o riscosse per disinvestimento (vendita) nelle immobilizzazioni; • flussi derivanti dalla gestione reddituale: es. costi non monetari (TFR), plusvalenze o minusvalenze, ratei e risconti passivi / attivi. La Nota Integrativa La Nota Integrativa, come dice il nome, integra tutte le informazioni contenute nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, arricchendo il documento di dettagli che ci aiutano a comprendere i dati esposti nei prospetti numerici del bilancio. Essa deve contenere diverse voci: 1. informazioni sui criteri di valutazione di: immobilizzazioni, crediti, disponibilità liquide, ratei e risconti, TFR, debiti, costi e ricavi; 2. note sull'attivo, il passivo e il patrimonio netto dello Stato Patrimoniale; 3. Conto Economico (con eventuali oneri e proventi straordinari); 4. Rendiconto Finanziario (se presente); 5. "altre informazioni” (con eventuali titoli o strumenti finanziari). L'analisi del bilancio L'analisi di bilancio può essere interna (se effettuata dai manager) o esterna (se svolta dagli stakeholders), e serve sostanzialmente per: esaminare lo stato di salute dell'azienda dal punto di vista dell'equilibrio finanziario e patrimoniale; effettuare previsioni sull'andamento futuro dell'impresa; stimare l'efficacia (la capacità di raggiungere l'obiettivo prefissato) e l'efficienza (l'abilità di farlo impiegando le risorse minime indispensabili) della gestione aziendale; sottolineare i punti di forza e di debolezza rispetto alla media del settore. Le fasi dell'analisi del bilancio sono: ● ● ● 1. Riclassificazione dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico; 2. Calcolo degli Indici; 3. Interpretazione dei risultati. La Riclassificazione degli schemi La riclassificazione di un bilancio comporta il raggruppamento di alcune voci relative allo Stato Patrimoniale ed al Conto Economico, al fine di predisporre e calcolare gli Indici. Lo Stato Patrimoniale riclassificato gli IMPIEGHI riclassificano le attività secondo la loro liquidabilità, ovvero in base al momento in cui potranno essere liquidate. liquidità immediate denaro, assegni, c/c crediti esigibili entro l'anno, i ratei e risconti attivi. liquidità differite disponibilità di magazzino ATTIVO CIRCOLANTE immobilizzazioni materiali immobilizzazioni immateriali immobilizzazioni finanziarie ATTIVO IMMOBILIZZATO TOTALE IMPIEGHI le rimanenze la somma delle voci precedenti le FONTI riclassificano le passività secondo la loro scadenza, ovvero in base al momento in cui dovranno essere rimborsate. passività correnti passività consolidate CAPITALE DI TERZI capitale sociale riserve utile da accantonare CAPITALE PROPRIO TOTALE FONTI debiti scadenti entro l'anno, ratei e risconti passivi, fondi rischi e oneri. debiti a lungo termine, TFR la somma delle voci precedenti Il Conto Economico riclassificato La riclassificazione del Conto Economico ricostruisce ed evidenzia parametri maggiormente indicativi dell'andamento gestionale (come il reddito operativo, il valore aggiunto, ecc.), per cui i costi e i ricavi vengono sottratti ed aggiunti progressivamente per ricavare tali valori. VALORE DELLA PRODUZIONE (-) acquisti materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci (+) variazioni rimanenze materie prime, sussidiarie, di consumo e merci costi per servizi e per godimento di beni e di terzi VALORE AGGIUNTO (-) (=) (-) costo per il personale (=) MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL) ammortamenti e svalutazioni (-) (-) accantonamento per rischi ed altri accantonamenti MARGINE OPERATIVO NETTO (MON) (=) (+) (=) (-) (=) RISULTATO ORDINARIO proventi finanziari EBIT oneri finanziari (+/-) | componenti straordinari (=) (-) (=) RISULTATO ANTE IMPOSTE (EBT) imposte d'esercizio RISULTATO NETTO Gli Indici di bilancio Gli indici di bilancio vengono calcolati dopo aver effettuato la riclassificazione dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Tra questi, i più importanti sono quelli patrimoniali ed economici. Gli indici patrimoniali Gli indici patrimoniali, come dice il nome, fanno riferimento alla struttura dello Stato Patrimoniale, e sono: 1. Rigidità degli impieghi: (attivo immobilizzato / totale impieghi) × 100. Se quest'indice è elevato, allora l'impresa ha una struttura patrimoniale rigida poiché, con poco attivo circolante e tante immobilizzazioni, non è in grado di far fronte a condizioni esterne non previste. 2. Elasticità degli impieghi: (attivo circolante / totale impieghi) × 100. Al contrario, se quest'indice è alto, allora significa che l'impresa ha una struttura patrimoniale elastica in quanto, con un solido attivo circolante composto da componenti destinati a tradursi facilmente in liquidità, riesce a fronteggiare gli imprevisti. 3. Dipendenza del capitale di terzi: (capitale di terzi / totale fonti) × 100. 4. Grado di autonomia finanziaria: (capitale proprio / totale fonti) × 100. Quest'ultimi due indici, complementari, valutano la composizione delle fonti ed evidenziano quale voce prevale tra il capitale proprio e i debiti. Gli indici economici Gli Indici economici servono per verificare la redditività di un'impresa, ovvero la capacità di quest'ultima di produrre un reddito in grado di coprire costi e generare profitti. Tra questi, gli indici più comuni sono: 1. ROE (Return On Equity) o redditività netta dei mezzi propri: (reddito di esercizio / capitale proprio) × 100. Quest'indicatore serve per verificare quanto il capitale proprio sia remunerativo, ovvero se è in grado di produrre abbastanza ricchezza. 2. ROI (Return On Investment) o redditività degli investimenti: (reddito operativo / totale impieghi) × 100. Quest'indice analizza quanto gli investimenti effettuati siano in grado di generare reddito. Il ROE e il ROI sono complementari ed utilizzati insieme rispondono alla domanda: "è più conveniente investire con il capitale proprio o con quello dei terzi?". 3. ROS (Return On Sales) o redditività delle vendite: (reddito operativo / ricavi di vendita) × 100. Quest'ultimo permette di calcolare quanto l'azienda guadagni direttamente dalle vendite.

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Il bilancio Il bilancio è un insieme di documenti contabili che ogni società di capitali (Spa e Srl) deve obbligatoriamente redigere per verificare la propria situazione patrimoniale, finanziaria e stabilire il risultato d'esercizio. Deve essere consegnato alla Camera di Commercio e inserito nel Registro delle Imprese entro 120 giorni dalla chiusura d'esercizio oppure, se si tratta di gruppi di società, entro 180 giorni. Il bilancio ha tre funzioni: decisionale: serve agli amministratori per conoscere i risultati della gestione e attuare azioni correttive negli esercizi successivi; ● • consuntiva: la redazione del bilancio viene effettuata alla fine del periodo amministrativo (1 gen – 31 dic) poiché è necessario riepilogare le spese e le entrate; informativa: informa gli stakeholders (fornitori, creditori, soci, Stato, banche, clienti) sull'andamento dell'azienda. È composto da: ● ● ● ● Stato Patrimoniale: il patrimonio della società (crediti, debiti, entrate, uscite); Conto Economico: una lista di costi e ricavi che determina il reddito; Rendiconto Finanziario; Nota integrativa: serve per fare chiarezza sul contenuto degli schemi precedenti. Il bilancio sintetico Il bilancio sintetico può essere presentato e redatto soltanto se si tratta di società che per due anni hanno avuto: attivo dello Stato Patrimoniale inferiore a 4.400.000€; • ricavi delle vendite inferiori a 8.800.000€; • meno di 50 dipendenti in media per esercizio. Questa tipologia di bilancio contiene uno schema semplificato di Stato Patrimoniale e...

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Conto Economico; il Rendiconto finanziario, invece, può essere escluso. I postulati e i princìpi per la redazione del bilancio I postulati e i princìpi per la redazione del bilancio sono disciplinati dall'articolo 2423 del Codice civile. I princìpi sono due: 1. Chiarezza nella redazione: il bilancio deve essere conforme al Codice civile; 2. Verità e correttezza: il bilancio deve contenere fatti di gestione veri e correttamente iscritti. I postulati sono invece sette: 1. Postulato della prudenza: serve per evitare di fare previsioni esagerate e poco realistiche, per cui è consigliabile sopravalutare i costi e sottovalutare i ricavi; 2. Postulato della continuità: i calcoli devono essere effettuati immaginando che l'azienda continui a vivere nel tempo; 3. Postulato della rappresentanza sostanziale: i fatti di gestione devono essere rilevanti in base alla loro reale natura economica; 4. Postulato della competenza economica: i costi e ricavi devono essere contabilizzati tenendo conto della competenza economica; 5. Postulato della costanza dei criteri di valutazione: le imprese devono valutare sempre nello stesso modo i beni patrimoniali; 6. Postulato della rilevanza: i fatti economici devono essere significativi e rilevanti; 7. Postulato della comparabilità: devono essere indicati gli importi dell'esercizio corrente e quelli dell'esercizio precedente. Lo Stato Patrimoniale Lo Stato Patrimoniale, disciplinato dall'articolo 2424 del Codice civile, è uno schema a sezioni contrapposte che riporta il valore dei beni e dei capitali di unʼazienda. Si suddivide in due colonne: A sinistra troviamo l'attivo, ovvero le risorse economiche (merci e altri mezzi) che l'azienda impiega per svolgere le proprie attività produttive: Immobilizzazioni Attivo circolante Ratei e risconti attivi ATTIVITÀ beni o risorse appartenenti all'azienda con una vita utile superiore a un anno. Questi elementi patrimoniali possono essere: immateriali: brevetti, costi di impianto e di ampliamento, licenze, marchi; materiali: edifici, macchinari, impianti, automezzi; • finanziarie: titoli o partecipazioni ad altre società. risorse da impiegarsi nel breve termine, come: • le rimanenze: materie di consumo, semilavorati, prodotti finiti; i crediti: • le disponibilità liquide: cassa, banca, assegni, ecc. ratei attivi: quote di entrate maturate, ma non ancora materialmente incassate, dal momento che la loro manifestazione finanziaria si verificherà in esercizi futuri; risconti attivi: quote di ricavo non ancora maturate, ma che hanno già avuto la loro manifestazione finanziaria. A destra, invece, il passivo, ossia le fonti di finanziamento, che includono sia le proprie che quelle di terzi: PASSIVITÀ La differenza tra attività e passività, costituita dal capitale sociale (che può essere di conferimento quando i soci mettono a disposizione i propri beni; oppure di autofinanziamento quando si rinvestono gli utili), dalle riserve, dall'utile o dalla perdita di esercizio. Patrimonio netto Fondi per rischi e oneri Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) Debiti Ratei e risconti passivi accantonamenti finanziari destinati a coprire perdite e debiti di esistenza certa e probabile. I debiti contratti verso i dipendenti per l'indennità di fine rapporto. • a breve termine (o debiti di funzionamento / regolamento): sono quelli con scadenza fino a 12 mesi come i debiti verso fornitori e su Iva; a medio termine fino a 5 anni: canone leasing; • a lungo termine (o debiti di finanziamento): sono quelli con scadenza fino a 20 anni come il mutuo. ratei passivi: costi che l'azienda ha già maturato ma non ha ancora pagato, perché di competenza dell'esercizio successivo; risconti passivi: costi che l'azienda non ha ancora maturato, ma che hanno già avuto la loro manifestazione finanziaria. In termini di valore, attività e passività devono essere sempre bilanciate, cioè la somma delle attività deve corrispondere alla somma delle passività. Se così non fosse, significa che sono stati investiti più fondi di quelli disponibili e, di conseguenza, l'azienda non avrebbe generato ricchezza ma perdita. Il Conto Economico Il Conto Economico è un altro documento contabile disciplinato dall'articolo 2425 del Codice civile. Esso ha lo scopo di rappresentare i costi e i ricavi sostenuti e conseguiti da un'azienda, dalla cui differenza si ottiene il risultato economico dell'esercizio che può essere in utile (se i ricavi superano i costi) o in perdita (se i costi sono maggiori dei ricavi). Il Conto Economico è redatto in forma scalare e segue questo schema: CONTO ECONOMICO A) VALORE DELLA PRODUZIONE ricavi delle vendite • altri proventi TOTALE A ● ● B) COSTI DI PRODUZIONE acquisti per materie prime • servizi • salari • ammortamenti • oneri diversi di gestione TOTALE B ● ● DIFFERENZA TRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE (A e B) C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI proventi finanziari (+ interessi attivi) oneri finanziari (- interessi passivi) TOTALE C D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITÀ FINANZIARIE + rivalutazioni - svalutazioni TOTALE D E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI + proventi straordinari - oneri straordinari TOTALE E Le classi A e B rappresentano la gestione ordinaria, la parte C quella finanziaria e la E quella straordinaria. Tutte le voci riportate all'interno di queste categorie sono necessarie per avere un quadro ben chiaro del fatturato aziendale e dei ricavi nel periodo di analisi. RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B±C±D+E) IMPOSTE RISULTATO D'ESERCIZIO (utile / perdita) Il Rendiconto Finanziario Il Rendiconto Finanziario è un prospetto a strati comparati che mette in evidenza gli impieghi (attività) e le fonti (passività). Più precisamente, esso informa gli stakeholders su come l'impresa abbia generato, impiegato e raccolto liquidità in un determinato periodo. Si compone di tre parti: flussi di cassa da attività di finanziamento: es. aumento / diminuzione dei debiti verso banche o del capitale sociale; flussi di cassa da attività di investimento: es. somme pagate per investimento (acquisto) o riscosse per disinvestimento (vendita) nelle immobilizzazioni; • flussi derivanti dalla gestione reddituale: es. costi non monetari (TFR), plusvalenze o minusvalenze, ratei e risconti passivi / attivi. La Nota Integrativa La Nota Integrativa, come dice il nome, integra tutte le informazioni contenute nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, arricchendo il documento di dettagli che ci aiutano a comprendere i dati esposti nei prospetti numerici del bilancio. Essa deve contenere diverse voci: 1. informazioni sui criteri di valutazione di: immobilizzazioni, crediti, disponibilità liquide, ratei e risconti, TFR, debiti, costi e ricavi; 2. note sull'attivo, il passivo e il patrimonio netto dello Stato Patrimoniale; 3. Conto Economico (con eventuali oneri e proventi straordinari); 4. Rendiconto Finanziario (se presente); 5. "altre informazioni” (con eventuali titoli o strumenti finanziari). L'analisi del bilancio L'analisi di bilancio può essere interna (se effettuata dai manager) o esterna (se svolta dagli stakeholders), e serve sostanzialmente per: esaminare lo stato di salute dell'azienda dal punto di vista dell'equilibrio finanziario e patrimoniale; effettuare previsioni sull'andamento futuro dell'impresa; stimare l'efficacia (la capacità di raggiungere l'obiettivo prefissato) e l'efficienza (l'abilità di farlo impiegando le risorse minime indispensabili) della gestione aziendale; sottolineare i punti di forza e di debolezza rispetto alla media del settore. Le fasi dell'analisi del bilancio sono: ● ● ● 1. Riclassificazione dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico; 2. Calcolo degli Indici; 3. Interpretazione dei risultati. La Riclassificazione degli schemi La riclassificazione di un bilancio comporta il raggruppamento di alcune voci relative allo Stato Patrimoniale ed al Conto Economico, al fine di predisporre e calcolare gli Indici. Lo Stato Patrimoniale riclassificato gli IMPIEGHI riclassificano le attività secondo la loro liquidabilità, ovvero in base al momento in cui potranno essere liquidate. liquidità immediate denaro, assegni, c/c crediti esigibili entro l'anno, i ratei e risconti attivi. liquidità differite disponibilità di magazzino ATTIVO CIRCOLANTE immobilizzazioni materiali immobilizzazioni immateriali immobilizzazioni finanziarie ATTIVO IMMOBILIZZATO TOTALE IMPIEGHI le rimanenze la somma delle voci precedenti le FONTI riclassificano le passività secondo la loro scadenza, ovvero in base al momento in cui dovranno essere rimborsate. passività correnti passività consolidate CAPITALE DI TERZI capitale sociale riserve utile da accantonare CAPITALE PROPRIO TOTALE FONTI debiti scadenti entro l'anno, ratei e risconti passivi, fondi rischi e oneri. debiti a lungo termine, TFR la somma delle voci precedenti Il Conto Economico riclassificato La riclassificazione del Conto Economico ricostruisce ed evidenzia parametri maggiormente indicativi dell'andamento gestionale (come il reddito operativo, il valore aggiunto, ecc.), per cui i costi e i ricavi vengono sottratti ed aggiunti progressivamente per ricavare tali valori. VALORE DELLA PRODUZIONE (-) acquisti materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci (+) variazioni rimanenze materie prime, sussidiarie, di consumo e merci costi per servizi e per godimento di beni e di terzi VALORE AGGIUNTO (-) (=) (-) costo per il personale (=) MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL) ammortamenti e svalutazioni (-) (-) accantonamento per rischi ed altri accantonamenti MARGINE OPERATIVO NETTO (MON) (=) (+) (=) (-) (=) RISULTATO ORDINARIO proventi finanziari EBIT oneri finanziari (+/-) | componenti straordinari (=) (-) (=) RISULTATO ANTE IMPOSTE (EBT) imposte d'esercizio RISULTATO NETTO Gli Indici di bilancio Gli indici di bilancio vengono calcolati dopo aver effettuato la riclassificazione dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Tra questi, i più importanti sono quelli patrimoniali ed economici. Gli indici patrimoniali Gli indici patrimoniali, come dice il nome, fanno riferimento alla struttura dello Stato Patrimoniale, e sono: 1. Rigidità degli impieghi: (attivo immobilizzato / totale impieghi) × 100. Se quest'indice è elevato, allora l'impresa ha una struttura patrimoniale rigida poiché, con poco attivo circolante e tante immobilizzazioni, non è in grado di far fronte a condizioni esterne non previste. 2. Elasticità degli impieghi: (attivo circolante / totale impieghi) × 100. Al contrario, se quest'indice è alto, allora significa che l'impresa ha una struttura patrimoniale elastica in quanto, con un solido attivo circolante composto da componenti destinati a tradursi facilmente in liquidità, riesce a fronteggiare gli imprevisti. 3. Dipendenza del capitale di terzi: (capitale di terzi / totale fonti) × 100. 4. Grado di autonomia finanziaria: (capitale proprio / totale fonti) × 100. Quest'ultimi due indici, complementari, valutano la composizione delle fonti ed evidenziano quale voce prevale tra il capitale proprio e i debiti. Gli indici economici Gli Indici economici servono per verificare la redditività di un'impresa, ovvero la capacità di quest'ultima di produrre un reddito in grado di coprire costi e generare profitti. Tra questi, gli indici più comuni sono: 1. ROE (Return On Equity) o redditività netta dei mezzi propri: (reddito di esercizio / capitale proprio) × 100. Quest'indicatore serve per verificare quanto il capitale proprio sia remunerativo, ovvero se è in grado di produrre abbastanza ricchezza. 2. ROI (Return On Investment) o redditività degli investimenti: (reddito operativo / totale impieghi) × 100. Quest'indice analizza quanto gli investimenti effettuati siano in grado di generare reddito. Il ROE e il ROI sono complementari ed utilizzati insieme rispondono alla domanda: "è più conveniente investire con il capitale proprio o con quello dei terzi?". 3. ROS (Return On Sales) o redditività delle vendite: (reddito operativo / ricavi di vendita) × 100. Quest'ultimo permette di calcolare quanto l'azienda guadagni direttamente dalle vendite.