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docsity Appunti A.Papa Istituzioni di diritto pubblico Istituzioni Di Diritto Pubblico L'Università degli Studi di Napoli Parthenope 53 pag. Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected]) Diritto Pubblico Il Diritto è l'insieme delle norme giuridiche presenti in un ordinamento giuridico. Il diritto pubblico si occupa dello studio delle norme che disciplinano e regolamentano l'organizzazione e il funzionamento dello Stato, delle istituzioni e degli enti pubblici, oltre ai rapporti fra il cittadino e gli enti cui sia riconosciuto. Ordinamento giuridico L'ordinamento giuridico è l'insieme degli elementi normativi che regolano la vita di una determinata organizzazione sociale (comunità) all'interno di un sistema giuridico (ad esempio uno Stato). Gli elementi costitutivi dell'ordinamento giuridico sono due: Comunità e Diritto (l'ordinamento giuridico italiano nasce con l'unificazione d'Italia, ossia quando comunità e diritto si sono incontrati nel nostro paese). Esistono vari tipi di ordinamenti giuridici: Statale*, Europeo, Internazionali, Chiesa, regionale, scolastico, civile, militare, giudiziario. *Stato: lo Stato è un ordinamento giuridico sovrano originario, ovvero che non deriva da altri ordinamenti e ha una sovranità diretta e immediata (un altro esempio di ordinamento giuridico originario è quello della Chiesa); generale ovvero persegue il bene comune della collettività, gli interessi generali. Criteri di classificazione degli ordinamenti giuridici: Ordinamenti necessari e ordinamenti volontari: in base alla natura del vincolo associativo (se il soggetto può decidere di farne parte o meno). Nel primo caso...

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esiste un vincolo di necessaria associazione (si pensi agli ordinamenti statali); diversamente l'iscrizione a un'associazione introduce l'interessato ad un ordinamento giuridico volontario. - Ordinamenti territoriali e non territoriali: gli ordinamenti territoriali hanno come elemento fondamentale il territorio (ad esempio l'ordinamento giuridico statale, comunale ecc...); quelli non territoriali non hanno il territorio come base fondamentale (es. Chiesa cattolica). In base alla territorialità l'ordinamento giuridico si distingue anche in: interno: comprende le norme giuridiche nel territorio di uno Stato sovrano. • internazionale: comprende le norme giuridiche che regolamentano i rapporti tra i singoli Stati nel diritto internazionale. - Ordinamenti generali e particolari (in base al fine perseguito): un ordinamento giuridico si dice generale quando il fine perseguito è il cosiddetto bene comune (ad esempio: stato, enti territoriali, Unione Europea...); si dice particolare quando è volto invece al conseguimento di un interesse specifico (la Chiesa; così come una società per azioni o un'associazione sportiva). Ordinamenti indipendenti o derivati (in base ai rapporti con altri ordinamenti): gli ordinamenti giuridici indipendenti sono quelli che hanno un'indipendenza nel non riconoscere ordinamenti superiori al loro; quelli derivati sono quelli che hanno una dipendenza nel riconoscere ordinamenti superiori. L'ordinamento giuridico finisce o si modifica profondamente quando avviene un fatto normativo che si propone di cambiare uno degli elementi che costituiscono l'ordinamento giuridico. Atto normativo L'atto normativo è un atto giuridico di un determinato ordinamento giuridico che ha come effetto la produzione di norme giuridiche vincolanti per tutti (legge, costituzione, decreti legge...). Norma giuridica: è una regola che concorre a disciplinare la vita dei consociati in modo pacifico. Una norma giuridica possiede 4 caratteristiche: 1. Generalità: deve potersi applicare a un numero indeterminato di persone (non a tutti, perché può far riferimento a contesti specifici); 2. Astrattezza: deve potersi applicare un numero indeterminato di volte (queste prime due caratteristiche determinano la ripetibilità delle norme giuridiche); 3. Novità: deve essere nuova, deve disciplinare per la prima volta qualcosa che non era mai stato disciplinato, oppure deve disciplinare in modo nuovo qualcosa che era già stato disciplinato, ma in modo diverso; Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected]) 1 4. Imperatività: è la capacità della regola di farsi rispettare in virtù dell'autorità del soggetto che l'ha prodotta, affinché la consideriamo legittimata. La sanzione non è un elemento intrinseco alla norma giuridica, ma è essa stessa una norma giuridica, la cui imperatività è la forza. Tuttavia bisogna rispettare le norme giuridiche non perché si ha timore della sanzione, ma al contrario, perché crediamo che esse siano necessarie per una pacifica convivenza. Disposizione e norma: Per comprendere a meglio la norma giuridica bisogna distinguere la disposizione dalla norme: la disposizione è un testo scritto dal quale ricaviamo la norma, la quale invece è la regola che noi ricaviamo dal testo scritto. La disposizione può avere forme diverse (E.g. costituzionale, legge, regolamentare). Interpretazione: Quasi tutti gli ordinamenti giuridici di oggi utilizzano disposizioni difficili da comprendere, dunque risulta necessaria l'interpretazione di tali norme, ossia l'attività svolta a ricavare da una data disposizione la norma da applicare. L'attività di interpretazione si divide in: Giudiziale: del giudice; Autentica: dello stesso legislatore; Dottrinale: dello studioso. Essa avviene secondo 4 regole: 1. Letterale: si guarda al significato delle parole della disposizione; Logica: si guarda alla connessione tra le parole della disposizione; 2. 3. Sistematica (dove si trova detta norma): si guarda alla collocazione della disposizione nell'ordinamento; 4. Teleologica: si guarda allo scopo perseguito dall'autore della disposizione (ratio legis: si va a vedere i lavori preparatori di detta legge per comprendere quale fosse l'idea del legislatore). Le lacune dell'ordinamento (vuoto normativo) In base al principio di completezza ed esaustività dell'ordinamento, non è ammesso che vi siano situazioni non disciplinate da alcuna norma. In presenza di un fattispecie apparentemente non disciplinato, l'interpretazione deve colmare il vuoto con: Analogia legis: applicazione della disciplina di casi simili, già regolati dal Legislatore; • Analogia iuris: applicazione dei principi generali del diritto. La riserva di legge è uno strumento mediante il quale la Costituzione disciplina che una determinata materia sia regolata soltanto dalla legge primaria e non da fonti di tipo secondario. assoluta: la materia deve essere regolata integralmente dalla legge (Ad esempio l'art. 13. ammette restrizioni della libertà personale nei soli casi e modi previsti dalla legge). ● Relativa: i principi sono stabiliti dalla legge, riducendo la discrezionalità dell'esecutivo, che però può intervenire con propri regolamenti (es art. 97, riguarda le pubbliche amministrazioni) Rinforzata: la Costituzione pone dei limiti alla discrezionalità del legislatore, prevedendo alcuni dei contenuti che la legge deve avere (articolo 138, procedimento aggravato, richieste di maggioranze particolari). Lo Stato Lo Stato è una forma di organizzazione del potere politico*, che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio e si avvale di un apparato amministrativo (l'ordinamento giuridico dello Stato in Italia nasce con l'unificazione d'Italia del 1861). Il diritto pubblico studia l'ordinamento giuridico dello Stato, inteso come comunità organizzata composta da tre elementi: 1. Popolo: concetto giuridico che definisce l'insieme delle persone che hanno la stessa cittadinanza, a prescindere dal paese in cui vivono. Il concetto di popolo è diverso da quello di popolazione (ossia l'insieme di persone che in un dato momento storico vivono sul territorio di un paese, indifferentemente dalla cittadinanza, censito ogni 10 anni) e di nazione (concetto astratto, ossia l'insieme delle persone che condividono stessi valori di una società); 2. Territorio (elemento volontario): spazio sul quale lo Stato esercita la propria sovranità. È il frutto di accordi (raramente pacifici). Il territorio comprende: la terra ferma; il mare territoriale, ossia il mare compreso a 12 miglia dalla costa; lo spazio aereo, fin dove possono 2 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected]) circolare gli aerei, ma non si è sovrani dello spazio dove si trovano i satelliti; e sottosuolo, ossia lo spazio compreso dalla terra ferma fin al centro della terra. Quando si parla di sottosuolo spesso subentra il problema delle sacche liquide, ossia il petrolio e il gas. Se si trovano tra due paesi sono di chi le trova per prima (stessa cosa per i mari internazionali).; 3. Sovranità: è l'insieme dei soggetti che in uno Stato detengono il potere politico (è la fonte di legittimazione di ogni potere). *organizzazione del potere politico*: presenza di una burocrazia che controlla la pubblica amministrazione. Lo stato è un ordinamento giuridico sovrano in quanto è: Originario, ossia si autolegittima ed ha le sue fonti normative e di esse dispone liberamente: non c'è altro diritto che non sia il suo stesso diritto; Esclusivo, ha il diritto di escludere al suo interno qualunque altro potere; Supremo e indipendente da qualunque potere esterno, quindi deve essere capace di difendere i propri confini. È l'unico soggetto al quale riconosciamo il diritto di limitare la nostra libertà con l'uso della forza, attraverso il diritto (forza coercitiva e imperativa). ● La cittadinanza Essa consente di poter esercitare i diritti riservati ai cittadini, ossia il diritto di voto e di accesso alle cariche pubbliche. È anche molto importante per avere la protezione diplomatica all'estero. Ogni stato ha il diritto di approvare la propria legge sulla cittadinanza. Non esistono due leggi uguali per la cittadinanza tra le diverse nazioni. Esse ruotano attorno a due criteri fondamentali: lus sanguinis (del sangue): è cittadino il figlio del cittadino. Ogni stato può declinare come vuole (E.g. solo padre, solo madre, entrambi i genitori); lus soli (del luogo): è cittadino chiunque sia nato in quel territorio a prescindere dalla cittadinanza dei genitori. Si può non avere la cittadinanza, ossia essere apolide, nel momento in cui non si trova la giusta combinazione del diritto di cittadinanza. Legge italiana sulla cittadinanza Segue dei criteri in ordine di importanza: lus sanguinis; lus soli: chi nasce nel nostro paese solo se i genitori sono ignoti, apolidi oppure non possono trasmettere cittadinanza ai figli. Per concessione: Su richiesta dell'interessato è possibile per i cittadini stranieri ottenere la cittadinanza italiana: se contraggono matrimonio con cittadino italiano con residenza in Italia da almeno due anni dopo il matrimonio; per naturalizzazione, dopo 10 anni di residenza nello Stato per i cittadini extracomunitari e quattro anni per i cittadini comunitari; per meriti speciali: per azioni eroiche ed è il presidente della repubblica a dare "l'ordine". Per i cittadini europei è molto più facile diventare cittadino italiano, la cittadinanza europea si va a sommare alla cittadinanza italiana. Il cittadino europeo possiede la libertà di circolazione e di soggiornare. Sovranità La sovranità è la fonte di legittimazione di ogni potere (la legittimazione viene dalla forza, intesa come imperatività). Nei Paesi liberali e democratici esiste la tripartizione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e questi tre poteri devono avere una natura, un fondamento, una legittimazione. La sovranità la guardiamo da un duplice punto di vista: Sovranità esterna: intesa come indipendenza da altri Stati; Sovranità interna: intesa come fonte di legittimazione di ogni potere in un dato territorio (la legittimità ad adottare determinati atti imperativi). Esistono tre teorie sulla sovranità in ordine storico: 1. Sovranità dello Stato: è la sovranità del soggetto che si trova al di sopra delle regole, il cui principio si afferma con lo stato assoluto. La teoria della sovranità dello Stato la ritroviamo nei regimi autoritari, in cui la singola persona affermando che la sovranità appartiene allo Stato si 3 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected]) autolegittima, anche se lo Stato è un'entità giuridicamente astratta. La sovranità dello Stato è una sovranità non democratica perché è una sovranità in cui la volontà dello Stato viene espressa da una persona o da un partito; 3. 2. La sovranità della nazione: è una sovranità oligarchica, in cui la legittimazione del potere appartiene a un ristretto numero di persone. (Questa sovranità è quella meno frequente); La sovranità popolare: la fonte di legittimazione di ogni potere è il popolo. I 3 poteri vengono esercitati in nome del popolo, questo è possibile grazie al suffragio universale. Come espresso nel Comma 2 dell'art 1 "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Il popolo manifesta la propria sovranità attraverso le elezioni, le petizioni (richiesta) e referendum. Il limite della sovranità è la rappresentanza e la costituzione stessa. Fonti del diritto Le fonti del diritto sono tutti quegli atti o fatti cui l'ordinamento riconosce la capacità di produrre norme giuridiche (ogni atto o fatto giuridico avente forza di legge). Ad essere fonte del diritto è un testo scritto se si parla di atto normativo, oppure un testo non scritto se si parla di fatto normativo (che però deve essere previsto dall'ordinamento giuridico, altrimenti sarebbe un fatto extra- normativo). Le fonti del diritto sono costituite dalle fonti di produzione e dalle fonti sulla produzione. Le fonti di produzione sono quegli atti o fatti che producono norme giuridiche nell'ordinamento (la legge ordinaria dello stato, decreti legge e decreti legislativi). Per fonti sulla produzione s'intende le particolari fonti di produzione che individuano i soggetti cui è attribuita la potestà normativa. Le fonti di cognizione, invece, sono gli strumenti attraverso i quali si viene a conoscenza delle fonti di produzione (Gazzetta Ufficiale). Nelle società complesse e contemporanee difficilmente possiamo trovare molto diritto non scritto, la grande eccezione è la Gran Bretagna che non ha una costituzione scritta, però ha una lunga serie di leggi costituzionali. Le caratteristiche delle fonti del diritto sono: Principio di tipicità delle fonti: fanno parte del sistema delle fonti solo quelle espressamente previste dalla costituzione, le cosiddette fonti tipiche; La fonte suprema è la Costituzione; Le fonti non hanno tutte il medesimo valore, ma sono ordinate secondo regole che assicurano la prevalenza di una fonte rispetto ad altre. 1. Fonti di livello costituzionali: Costituzione; Leggi costituzionali e di revisione costituzionale. 2. Fonti sub-costituzionali: ● Statuti regionali; Trattati. ● Formalizzate solo nel 2001, queste due fonti non possono andare in contrasto con la costituzione, ma non possono essere modificati con una legge (queste due fonti fanno parte dell'ordinamento giuridico dello Stato). 3. Fonti primarie (sono dinamiche, disciplinano la vita quotidiana delle persone e quindi sono in continua evoluzione): ● ● Il sistema delle fonti del diritto ● ● Legge statale e regionali; Decreti legge e legislativi; Referendum abrogativo; Regolamenti europei; Regolamenti parlamentari. In queste fonti primarie troviamo i tre enti che fanno parte della multilevel governance (Stato, Regioni e Unione Europea), per cui vale il principio della competenza. Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected])

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docsity Appunti A.Papa Istituzioni di diritto pubblico Istituzioni Di Diritto Pubblico L'Università degli Studi di Napoli Parthenope 53 pag. Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected]) Diritto Pubblico Il Diritto è l'insieme delle norme giuridiche presenti in un ordinamento giuridico. Il diritto pubblico si occupa dello studio delle norme che disciplinano e regolamentano l'organizzazione e il funzionamento dello Stato, delle istituzioni e degli enti pubblici, oltre ai rapporti fra il cittadino e gli enti cui sia riconosciuto. Ordinamento giuridico L'ordinamento giuridico è l'insieme degli elementi normativi che regolano la vita di una determinata organizzazione sociale (comunità) all'interno di un sistema giuridico (ad esempio uno Stato). Gli elementi costitutivi dell'ordinamento giuridico sono due: Comunità e Diritto (l'ordinamento giuridico italiano nasce con l'unificazione d'Italia, ossia quando comunità e diritto si sono incontrati nel nostro paese). Esistono vari tipi di ordinamenti giuridici: Statale*, Europeo, Internazionali, Chiesa, regionale, scolastico, civile, militare, giudiziario. *Stato: lo Stato è un ordinamento giuridico sovrano originario, ovvero che non deriva da altri ordinamenti e ha una sovranità diretta e immediata (un altro esempio di ordinamento giuridico originario è quello della Chiesa); generale ovvero persegue il bene comune della collettività, gli interessi generali. Criteri di classificazione degli ordinamenti giuridici: Ordinamenti necessari e ordinamenti volontari: in base alla natura del vincolo associativo (se il soggetto può decidere di farne parte o meno). Nel primo caso...

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esiste un vincolo di necessaria associazione (si pensi agli ordinamenti statali); diversamente l'iscrizione a un'associazione introduce l'interessato ad un ordinamento giuridico volontario. - Ordinamenti territoriali e non territoriali: gli ordinamenti territoriali hanno come elemento fondamentale il territorio (ad esempio l'ordinamento giuridico statale, comunale ecc...); quelli non territoriali non hanno il territorio come base fondamentale (es. Chiesa cattolica). In base alla territorialità l'ordinamento giuridico si distingue anche in: interno: comprende le norme giuridiche nel territorio di uno Stato sovrano. • internazionale: comprende le norme giuridiche che regolamentano i rapporti tra i singoli Stati nel diritto internazionale. - Ordinamenti generali e particolari (in base al fine perseguito): un ordinamento giuridico si dice generale quando il fine perseguito è il cosiddetto bene comune (ad esempio: stato, enti territoriali, Unione Europea...); si dice particolare quando è volto invece al conseguimento di un interesse specifico (la Chiesa; così come una società per azioni o un'associazione sportiva). Ordinamenti indipendenti o derivati (in base ai rapporti con altri ordinamenti): gli ordinamenti giuridici indipendenti sono quelli che hanno un'indipendenza nel non riconoscere ordinamenti superiori al loro; quelli derivati sono quelli che hanno una dipendenza nel riconoscere ordinamenti superiori. L'ordinamento giuridico finisce o si modifica profondamente quando avviene un fatto normativo che si propone di cambiare uno degli elementi che costituiscono l'ordinamento giuridico. Atto normativo L'atto normativo è un atto giuridico di un determinato ordinamento giuridico che ha come effetto la produzione di norme giuridiche vincolanti per tutti (legge, costituzione, decreti legge...). Norma giuridica: è una regola che concorre a disciplinare la vita dei consociati in modo pacifico. Una norma giuridica possiede 4 caratteristiche: 1. Generalità: deve potersi applicare a un numero indeterminato di persone (non a tutti, perché può far riferimento a contesti specifici); 2. Astrattezza: deve potersi applicare un numero indeterminato di volte (queste prime due caratteristiche determinano la ripetibilità delle norme giuridiche); 3. Novità: deve essere nuova, deve disciplinare per la prima volta qualcosa che non era mai stato disciplinato, oppure deve disciplinare in modo nuovo qualcosa che era già stato disciplinato, ma in modo diverso; Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected]) 1 4. Imperatività: è la capacità della regola di farsi rispettare in virtù dell'autorità del soggetto che l'ha prodotta, affinché la consideriamo legittimata. La sanzione non è un elemento intrinseco alla norma giuridica, ma è essa stessa una norma giuridica, la cui imperatività è la forza. Tuttavia bisogna rispettare le norme giuridiche non perché si ha timore della sanzione, ma al contrario, perché crediamo che esse siano necessarie per una pacifica convivenza. Disposizione e norma: Per comprendere a meglio la norma giuridica bisogna distinguere la disposizione dalla norme: la disposizione è un testo scritto dal quale ricaviamo la norma, la quale invece è la regola che noi ricaviamo dal testo scritto. La disposizione può avere forme diverse (E.g. costituzionale, legge, regolamentare). Interpretazione: Quasi tutti gli ordinamenti giuridici di oggi utilizzano disposizioni difficili da comprendere, dunque risulta necessaria l'interpretazione di tali norme, ossia l'attività svolta a ricavare da una data disposizione la norma da applicare. L'attività di interpretazione si divide in: Giudiziale: del giudice; Autentica: dello stesso legislatore; Dottrinale: dello studioso. Essa avviene secondo 4 regole: 1. Letterale: si guarda al significato delle parole della disposizione; Logica: si guarda alla connessione tra le parole della disposizione; 2. 3. Sistematica (dove si trova detta norma): si guarda alla collocazione della disposizione nell'ordinamento; 4. Teleologica: si guarda allo scopo perseguito dall'autore della disposizione (ratio legis: si va a vedere i lavori preparatori di detta legge per comprendere quale fosse l'idea del legislatore). Le lacune dell'ordinamento (vuoto normativo) In base al principio di completezza ed esaustività dell'ordinamento, non è ammesso che vi siano situazioni non disciplinate da alcuna norma. In presenza di un fattispecie apparentemente non disciplinato, l'interpretazione deve colmare il vuoto con: Analogia legis: applicazione della disciplina di casi simili, già regolati dal Legislatore; • Analogia iuris: applicazione dei principi generali del diritto. La riserva di legge è uno strumento mediante il quale la Costituzione disciplina che una determinata materia sia regolata soltanto dalla legge primaria e non da fonti di tipo secondario. assoluta: la materia deve essere regolata integralmente dalla legge (Ad esempio l'art. 13. ammette restrizioni della libertà personale nei soli casi e modi previsti dalla legge). ● Relativa: i principi sono stabiliti dalla legge, riducendo la discrezionalità dell'esecutivo, che però può intervenire con propri regolamenti (es art. 97, riguarda le pubbliche amministrazioni) Rinforzata: la Costituzione pone dei limiti alla discrezionalità del legislatore, prevedendo alcuni dei contenuti che la legge deve avere (articolo 138, procedimento aggravato, richieste di maggioranze particolari). Lo Stato Lo Stato è una forma di organizzazione del potere politico*, che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio e si avvale di un apparato amministrativo (l'ordinamento giuridico dello Stato in Italia nasce con l'unificazione d'Italia del 1861). Il diritto pubblico studia l'ordinamento giuridico dello Stato, inteso come comunità organizzata composta da tre elementi: 1. Popolo: concetto giuridico che definisce l'insieme delle persone che hanno la stessa cittadinanza, a prescindere dal paese in cui vivono. Il concetto di popolo è diverso da quello di popolazione (ossia l'insieme di persone che in un dato momento storico vivono sul territorio di un paese, indifferentemente dalla cittadinanza, censito ogni 10 anni) e di nazione (concetto astratto, ossia l'insieme delle persone che condividono stessi valori di una società); 2. Territorio (elemento volontario): spazio sul quale lo Stato esercita la propria sovranità. È il frutto di accordi (raramente pacifici). Il territorio comprende: la terra ferma; il mare territoriale, ossia il mare compreso a 12 miglia dalla costa; lo spazio aereo, fin dove possono 2 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected]) circolare gli aerei, ma non si è sovrani dello spazio dove si trovano i satelliti; e sottosuolo, ossia lo spazio compreso dalla terra ferma fin al centro della terra. Quando si parla di sottosuolo spesso subentra il problema delle sacche liquide, ossia il petrolio e il gas. Se si trovano tra due paesi sono di chi le trova per prima (stessa cosa per i mari internazionali).; 3. Sovranità: è l'insieme dei soggetti che in uno Stato detengono il potere politico (è la fonte di legittimazione di ogni potere). *organizzazione del potere politico*: presenza di una burocrazia che controlla la pubblica amministrazione. Lo stato è un ordinamento giuridico sovrano in quanto è: Originario, ossia si autolegittima ed ha le sue fonti normative e di esse dispone liberamente: non c'è altro diritto che non sia il suo stesso diritto; Esclusivo, ha il diritto di escludere al suo interno qualunque altro potere; Supremo e indipendente da qualunque potere esterno, quindi deve essere capace di difendere i propri confini. È l'unico soggetto al quale riconosciamo il diritto di limitare la nostra libertà con l'uso della forza, attraverso il diritto (forza coercitiva e imperativa). ● La cittadinanza Essa consente di poter esercitare i diritti riservati ai cittadini, ossia il diritto di voto e di accesso alle cariche pubbliche. È anche molto importante per avere la protezione diplomatica all'estero. Ogni stato ha il diritto di approvare la propria legge sulla cittadinanza. Non esistono due leggi uguali per la cittadinanza tra le diverse nazioni. Esse ruotano attorno a due criteri fondamentali: lus sanguinis (del sangue): è cittadino il figlio del cittadino. Ogni stato può declinare come vuole (E.g. solo padre, solo madre, entrambi i genitori); lus soli (del luogo): è cittadino chiunque sia nato in quel territorio a prescindere dalla cittadinanza dei genitori. Si può non avere la cittadinanza, ossia essere apolide, nel momento in cui non si trova la giusta combinazione del diritto di cittadinanza. Legge italiana sulla cittadinanza Segue dei criteri in ordine di importanza: lus sanguinis; lus soli: chi nasce nel nostro paese solo se i genitori sono ignoti, apolidi oppure non possono trasmettere cittadinanza ai figli. Per concessione: Su richiesta dell'interessato è possibile per i cittadini stranieri ottenere la cittadinanza italiana: se contraggono matrimonio con cittadino italiano con residenza in Italia da almeno due anni dopo il matrimonio; per naturalizzazione, dopo 10 anni di residenza nello Stato per i cittadini extracomunitari e quattro anni per i cittadini comunitari; per meriti speciali: per azioni eroiche ed è il presidente della repubblica a dare "l'ordine". Per i cittadini europei è molto più facile diventare cittadino italiano, la cittadinanza europea si va a sommare alla cittadinanza italiana. Il cittadino europeo possiede la libertà di circolazione e di soggiornare. Sovranità La sovranità è la fonte di legittimazione di ogni potere (la legittimazione viene dalla forza, intesa come imperatività). Nei Paesi liberali e democratici esiste la tripartizione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e questi tre poteri devono avere una natura, un fondamento, una legittimazione. La sovranità la guardiamo da un duplice punto di vista: Sovranità esterna: intesa come indipendenza da altri Stati; Sovranità interna: intesa come fonte di legittimazione di ogni potere in un dato territorio (la legittimità ad adottare determinati atti imperativi). Esistono tre teorie sulla sovranità in ordine storico: 1. Sovranità dello Stato: è la sovranità del soggetto che si trova al di sopra delle regole, il cui principio si afferma con lo stato assoluto. La teoria della sovranità dello Stato la ritroviamo nei regimi autoritari, in cui la singola persona affermando che la sovranità appartiene allo Stato si 3 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected]) autolegittima, anche se lo Stato è un'entità giuridicamente astratta. La sovranità dello Stato è una sovranità non democratica perché è una sovranità in cui la volontà dello Stato viene espressa da una persona o da un partito; 3. 2. La sovranità della nazione: è una sovranità oligarchica, in cui la legittimazione del potere appartiene a un ristretto numero di persone. (Questa sovranità è quella meno frequente); La sovranità popolare: la fonte di legittimazione di ogni potere è il popolo. I 3 poteri vengono esercitati in nome del popolo, questo è possibile grazie al suffragio universale. Come espresso nel Comma 2 dell'art 1 "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Il popolo manifesta la propria sovranità attraverso le elezioni, le petizioni (richiesta) e referendum. Il limite della sovranità è la rappresentanza e la costituzione stessa. Fonti del diritto Le fonti del diritto sono tutti quegli atti o fatti cui l'ordinamento riconosce la capacità di produrre norme giuridiche (ogni atto o fatto giuridico avente forza di legge). Ad essere fonte del diritto è un testo scritto se si parla di atto normativo, oppure un testo non scritto se si parla di fatto normativo (che però deve essere previsto dall'ordinamento giuridico, altrimenti sarebbe un fatto extra- normativo). Le fonti del diritto sono costituite dalle fonti di produzione e dalle fonti sulla produzione. Le fonti di produzione sono quegli atti o fatti che producono norme giuridiche nell'ordinamento (la legge ordinaria dello stato, decreti legge e decreti legislativi). Per fonti sulla produzione s'intende le particolari fonti di produzione che individuano i soggetti cui è attribuita la potestà normativa. Le fonti di cognizione, invece, sono gli strumenti attraverso i quali si viene a conoscenza delle fonti di produzione (Gazzetta Ufficiale). Nelle società complesse e contemporanee difficilmente possiamo trovare molto diritto non scritto, la grande eccezione è la Gran Bretagna che non ha una costituzione scritta, però ha una lunga serie di leggi costituzionali. Le caratteristiche delle fonti del diritto sono: Principio di tipicità delle fonti: fanno parte del sistema delle fonti solo quelle espressamente previste dalla costituzione, le cosiddette fonti tipiche; La fonte suprema è la Costituzione; Le fonti non hanno tutte il medesimo valore, ma sono ordinate secondo regole che assicurano la prevalenza di una fonte rispetto ad altre. 1. Fonti di livello costituzionali: Costituzione; Leggi costituzionali e di revisione costituzionale. 2. Fonti sub-costituzionali: ● Statuti regionali; Trattati. ● Formalizzate solo nel 2001, queste due fonti non possono andare in contrasto con la costituzione, ma non possono essere modificati con una legge (queste due fonti fanno parte dell'ordinamento giuridico dello Stato). 3. Fonti primarie (sono dinamiche, disciplinano la vita quotidiana delle persone e quindi sono in continua evoluzione): ● ● Il sistema delle fonti del diritto ● ● Legge statale e regionali; Decreti legge e legislativi; Referendum abrogativo; Regolamenti europei; Regolamenti parlamentari. In queste fonti primarie troviamo i tre enti che fanno parte della multilevel governance (Stato, Regioni e Unione Europea), per cui vale il principio della competenza. Document shared on www.docsity.com Downloaded by: boom-baby ([email protected])